Auguri di Buon Natale 2013 e felice 2014


A tutti gli amici di Arch.In.Geo;

a tutti coloro che navigano con piacere tra le pagine del nostro Blog trovandolo molto interessante;

a chi passa solo per caso o per semplice curiosità;

buonefeste

A TUTTI GIUNGANO I NOSTRI PIU’ CALOROSI AUGURI DI UN SERENO NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO

Buon Natale 2012 e Felice 2013


A tutti coloro che anche in questo 2012 ci hanno seguito con più o meno interesse;

a coloro che attivamente hanno partecipato ed offerto il loro contributo;

a chi ci ha fatto domende, a chi ci ha fornito risposte, a chi ci ha semplicemente fatto dei complimenti o ci ha fornito validi suggerimenti;

a tutti coloro che con il loro contributo ci hanno aiutato ad ottenere degli ottimi risultati di gradimento

a tutti voi un calorosissimo

GRAZIE

ed i più sinceri AUGURI di

BUON NATALE

e

FELICE ANNO NUOVO

E poichè a Natale è usanza consolidata volgere il proprio pensiero a tutti (buoni e cattivi), volgo il mio pensiero anche a chi:

  •  prima ci ha detto che non dovevamo più pensare al posto fisso ma abituarci alla precarietà del rapporto di lavoro e poi ci ha messi sulla strada con un solo calcio nel culo;
  • ci ha prima invogliati ad accendere mutui per l’acquisto di una nuova abitazione e poi ci ha messo su l’IMU;
  • dovrebbe salvaguardare il nostro territorio ed invece ne fa merce di scambio;
  • continua a tagliare tutto restando comodamente seduto sulla sua poltrona d’oro;
  • è pronto a fare del popolo carne da macello pur di mantenere alti i propri privilegi;

a tutti costoro un sincero, sentito, cordiale e profondo

VAFFANCULO

vaffa

che esplode direttamente dal più profondo dell’anima. Che il 2013 sia per voi l’inizio dei più atroci incubi che ha vissuto chi da voi e dal vostro modo di intendere la politica è stato profondamente umiliato, danneggiato, mortificato, disprezzato ed abbandonato. Possa per tutti voi avverarsi la profezia dei maia almeno dal punto di vista sociale.

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Da oggi siamo anche su Facebook con la pagina “Amici di Arch.In.Geo”.

 

Buon onomastico a tutti i “Domenico”, in particolare a mio figlio.


Era d’agosto… Era il 10 d’Agosto del 2007, quando ti pensai per la prima volta. 

Ti ho desiderato come fossi il primo.

Ancora non avevo l’assoluta certezza di everti concepito eppure già sentivo di amarti profondamente.

Non avrei mai creduto di riuscire così, in un attimo, a donare una nuova vita al mondo.

Eppure dopo nove mesi esatti, in Aprile sei nato tu. 

Avevo da poco sognato mia madre che tanto desiderava una nipotina femmina ed invece arrivasti tu, il mio terzo figlio maschio.

Da subito desiderai darti il nome di mio padre che così poco ho conosciuto.

Auguri di buon onomastico mio piccolo Domenico Villano.

Discorso di presentazione al Forum delle associazioni “Orta prima di Tutto”.


A seguire il discorso di presentazione dell’associazione in occasione del pubblico incontro tenutosi in piazza San Salvatore ad Orta di Atella a maggio del 2011.

Buongiorno a tutti,

Sono l’arch. Francesco Villano, presidente dell’associazione Arch.In.Geo. Associazione nata dalla voglia di trasmettere la nostra esperienza di professionisti del settore edile. Eravamo realmente “4 amici al bar” dove è nata l’idea, professionisti tutti di Orta. Ciò che ci accomunava e che sembra essere la chiave di volta di questa nostra esperienza è una forte critica nei confronti delle locali politiche del territorio, a nostro giudizio inefficienti ed inadeguate alle rapidissime trasformazioni in atto. 

 Siamo sempre stati e sempre lo saremo, disponibili a fornire un valido aiuto a quanti sono direttamente interessati al settore e di contribuire a diffondere la cultura della conservazione, del rispetto per l’ambiente, dell’abbattimento delle barriere architettoniche, dell’ordine e dell’estetica di ciò che ci circonda e che abilmente è stato creato dal lavoro dell’uomo.

Il gruppo iniziale era costituito essenzialmente da 2 Architetti, 1 Ingegnere ed 1 Geometra, da cui il nome di questa associazione: ARCH.IN.GEO.

Così, iniziammo a far sentire la nostra voce, soprattutto in rete. 

Ad un certo punto, però ci siamo accorti che, alla lunga a darci ragione era solo il tempo che mette continuamente in luce i sempre crescenti disagi cui è soggetto il territorio e dai quali abbiamo sempre cercato di mettere in guardia chi di dovere fin dal lontano 2007, senza però raggiungere mai alcun risultato concreto.

È stato proprio per questa ragione che abbiamo visto nella nascita del FORUM un’opportunità che non potevamo permetterci di perdere, cioè quella di iniziare a perseguire i nostri obiettivi nella realtà quotidiana, avendo a disposizione un luogo reale dove poterci incontrare dal vivo e dove poter soprattutto fare scambio di esperienze con altri gruppi ed associazioni.

Il nostro principale impegno, oggi è quello di cercare finalmente di far si che il tema dell’URBANISTICA

1. che in passato è stato sottovalutato, forse affrontato con troppa leggerezza e senza capirne la fondamentale importanza per l’assetto del territorio;

2. che nel corso dell’ultima campagna elettorale e nei primi incontri in sede di consiglio comunale, è stato utilizzato come arma di offesa semplicemente per denigrare l’operato delle precedenti amministrazioni e sul quale oggi sembra essere piombato un ancor più pericoloso silenzio;

 diventi finalmente uno dei principali temi sui quali discutere. Animatamente, in toni pacati, con o senza enfasi, come meglio si vuole, purchè lo si faccia seriamente e con il chiaro intento di dare una volta e per tutte delle definitive e concrete risposte a tutti coloro che ormai da troppo tempo le attendono con impazienza. A partire dalla popolazione che ha pur sempre il sacrosanto diritto di godere di un minimo standard di vivibilità; poi a tutti gli operatori del settore, dalle maestranze edili, alle imprese fino a noi tecnici del settore che stiamo vivendo più di tutti gli altri colleghi anche di paesi limitrofi, questo già di per se difficilissimo momento di forte crisi economica.

A tal fine, un importante obiettivo lo abbiamo già quasi raggiunto ed è quello di organizzare in sinergia con tutte le altre associazioni del forum, un convegno sul tema della riqualificazione del territorio che si terrà nei primi di Giugno proprio nel luogo deputato ad essere il “tempio” in cui discutere e da cui far scaturire le giuste decisioni in merito, la sala consiliare. Dove ovviamente vi attendiamo e quindi già da oggi invitiamo tutti a partecipare.

Grazie

Auguri di Buon Natale 2010 e felice 2011


A tutti gli amici di Arch.In.Geo;

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A TUTTI GIUNGANO I NOSTRI PIU’ CALOROSI AUGURI DI UN SERENO NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO

ORTA DI ATELLA: città abusiva?


Di certo, chiunque nei miei panni avrebbe immediatamente scritto C.V.D. (ossia Come Volevasi Dimostrare), e poichè sono uno come tanti, lo faccio immediatamente. Come Volevasi Dimostrare, le vecchie e nuove amministrazioni, vecchi e nuovi tecnici ed addetti alla tutela del territorio, non riescono a vedere questa enorme trave conficcata proprio dritta nei loro occhi; ed ecco che ancora una volta si rilegge tra le pagine dei quotidiani locali e stavolta (nonostante non si sia scoperta l’acqua calda ma trattasi di un sequestro preventivo identico ai precedenti) anche nel notiziario regionale (TG3 Campania). Non c’è bisogno di una sfera magica, di incantatori di serpenti, di stregoni od indovini per capire che ad Orta di Atella c’è qualcosa di enormemente anomalo legato al fenomeno edilizio.

E’ più che sufficiente l’analisi di due elementi chiave:

1) Il numero di lottizzazioni approvate; Infatti, nonostante l’enorme fenomeno di espansione edilizia che si è rilevato negli ultimi 10 anni, non vi sono, (o meglio non sono a conoscenza dell’esistenza di) piani di lottizzazione approvati ed attuati in via definitiva;

2) l’enorme diferenza tra l’aumento di popolazione prevista dal vigente PRG e quella effettivamente verificatasi.

Sono anni ormai, che dalle nostre pagine continuiamo a ribadire questi elementari concetti, (Basta cliccare nella sezione “Ota di Atella” e scorrere tutti gli articoli per verificare che il primo addirittura risale all’ormai lontano aprile 2007) sono anni che continuiamo a mettere in guardia quanti intendono acquistare casa dal non cadere nell’incauto acquisto (Vedi i recenti commenti a questo articolo); sono anni che veniamo per questo emarginati, esiliati, boicottati, insultati, degradati, feriti nell’orgoglio, additati come coloro che sono contro il progresso (o meglio presunto tale), come cloro che vedeno buio dapertutto.

A tutto questo, alla luce anche di quanto sta balzando agli onori della cronaca non più solo locale, non possiamo che, innanzitutto essere solidali nei confronti di chi ha INCAUTAMNTE acquistato uno di questi appartamenti e poi, rispondere a chi, evidentemente si è fidato (o servito?) di tecnici dalle dubbie capacità professionali, con voce grossa e fiera: “E’ ORMAI EVIDENTE CHE I VOSTRI (PRE)GIUDIZI NEI NOSTRI CONFRONTI ERANO SBAGLIATI POICHE’ NOI AVEVAMO PIENAMENTE RAGIONE COME DIMOSTRANO I FATTI”.

Purtroppo, però, questo non basta per salvare le sorti di un paese ormai divenuto ABUSIVO. In questo caso sì che ci sarebbe bisogno di una potente bacchetta magica, di un abile stregone per ridare a questo territorio la dignità di poter essere definito a misura d’uomo (e pensare che qualcuno ingenuamentelo vedeva addirittura a misura di bambino)

Orta di Atella: Bando per il conferimento di incarichi fiduciari


Essendoci pervenute diverse mail da parte di giovani intenzionati a proporre la propria candidatura al bando indetto dal comune di Orta di Atella per il conferimento di diversi incarichi fiduciari (tra cui uno per il settore Urbanistica, uno per il settore Lavori Pubblici, rivolti agli iscritti all’ordine degli Ingegneri e/o degli Architetti ed un ultimo per i colleghi geometri) i quali ci hanno segnalato che dal sito del comune sembra non essere più possibile, già da diversi giorni, accedere ai bandi e scaricare il proforma della domanda. Per tali ragioni, oltre ad allegare al presente post il file PDF del bando in questione, chiediamo pubblicamente alla locale amministrazione di verificare la cosa e se del caso, concedere una proroga alla scadenza della presentazione delle domande che è prevista per domani 22 giugno 2010.

Scarica il file PDF incarichi

Lembo: «Fermare le demolizioni vanificherebbe tutti i nostri sforzi»


La Procura di Santa Maria Capua Vetere: no alla richiesta di Zinzi di bloccare gli abbattimenti

FONTE: Corriere del Mezzogiorno.it

CASAERTA – Sono più di diecimila i fascicoli aperti nell’ufficio demolizioni della Procura di Santa Maria, derivanti da sentenze passate in giudicato e con un’ordinanza di abbattimento già emessa. Ma, a sentire gli addetti ai lavori, per farsi un’idea più rappresentativa della dimensione del fenomeno dell’abusivismo edilizio in provincia di Caserta, quella cifra va moltiplicata almeno per cinque. Basti pensare che nella sola Orta di Atella sono più di cinquemila le abitazioni abusive. E 1.340 a San Cipriano d’Aversa. Mille a Marcianise. Nessuno sa quante — ma almeno cinquemila — a Pantano di Baia Domizia. Per fortuna da un paio d’anni a questa parte il fenomeno aveva cominciato ad essere bruscamente contrastato proprio dalla Procura di Santa Maria, non a caso l’unica ad essere citata nell’ultimo rapporto di Legambiente.

Sono numerose le demolizioni già effettuate, anche in virtù di un protocollo d’intesa sottoscritto con la Prefettura e la Regione. Ed altre 800 sono in cantiere. Ma, venerdì scorso, il neoletto presidente della Provincia, Domenico Zinzi ha annunciato di aver chiesto al presidente del Senato, Renato Schifani, la riproposizione di un provvedimento per sospendere gli abbattimenti, «in attesa che si possa legiferare riaprendo i termini del condono edilizio del 2003». Un provvedimento, insomma, simile a quello presentato da alcuni parlamentari del Pdl, tra cui il casertano Carlo Sarro, e respinto nei giorni scorsi con una pregiudiziale di costituzionalità sostenuta anche dall’Udc, il partito di Zinzi (che nell’occasione, però, era assente dal voto). Che ne pensano in Procura? «Una norma mirante a sospendere indiscriminatamente tutte le demolizioni ci vedrebbe fermamente contrari, perché vanificherebbe i nostri sforzi», afferma il procuratore capo, Corrado Lembo. Il quale, tuttavia, si mostra meno perentorio rispetto ad un’ipotesi limitata al cosiddetto abusivismo di necessità, che tenesse fuori — oltre alle aree vincolate o demaniali — le grandi speculazioni e le seconde abitazioni.

«Sarebbe quanto meno un po’ più sostenibile — osserva Lembo— anche se resterebbe ovviamente una scelta della politica. D’altro canto, anche noi in Procura abbiamo dovuto per forza di cose, e carenza di fondi, adottare un criterio di priorità nelle demolizioni: prima le speculazioni camorristiche, gli edifici nelle zone vincolate, quelli a rischio di crollo; e poi gli altri». Più drastico, Donato Ceglie, coordinatore della sezione reati ambientali e dell’attività di abbattimento: «Un provvedimento del genere calpesterebbe uno dei principi fondamentali del diritto moderno, perché annullerebbe la sanzione prevista per una violazione, assicurando l’impunità per via legislativa. E’ un messaggio sbagliato. Stavamo riuscendo, con fatica e con equilibrio, ad imporre la cultura della legalità in vaste aree del territorio. La consapevolezza di andare incontro, ineluttabilmente, ad una demolizione in danno, stava infatti inducendo molti proprietari degli immobili abusivi a preferire l’autodemolizione, meno onerosa economicamente. Poi è bastato il solo annuncio di nuovo possibile condono da parte de governo, perché il fenomeno dell’abusivismo riprendesse vigore».

Pietro Falco
14 giugno 2010

Buona Pasqua 2010


Visto che tutto è rimasto com’era (tranne alcuni sporadici peggioramenti), ripropongo integralmente il messaggio di auguri di 2 anni fa. Voglio solo aggiungere un pensiero particolare per i 17.005 votanti del Comune di Ota di Atella che per volere dei poteri forti, dovranno accettare di essere amministrati da una compagine politica apprezzata solo da 5.818 di essi (praticamente il 34%). Ad essi oltre gli auguri e gli incoraggiamenti do appuntamento a dopo le festività Pasquali per un’analisi puntuale dei risultati elettorali. 

Poichè la Pasqua nel linguaggio Biblico rappresenta il passaggio dalla morte alla Vita, auguriamo a tutti i nostri lettori (sia quelli abituali che quelli occasionali, sia tutti colombacoloro capitati per caso tra queste pagine) che questa Pasqua sia per tutti il vero passaggio da una vita fatta di:

finte occasioni, aperte a tutti ma create per pochi;

false speranze, di un miglioramento sempre più vicino su carta ma sempre più lontano dalla cruda realtà;

assenza di prospettive per il futuro, che diviene sempre più difficile da immaginare;

corruzione, che nel suo travolgente dilagare ha oramai investito quasi tutto e tutti;

e soprattutto, da una vita vissuta come “poveri fessi”, modellata da decisioni che altri hanno preso per noi, ad una nuova vita fatta di:

occasioni vere per cui impegnarsi e sacrificarsi;

vere speranze di miglioramento che aprano le porte a nuove prospettive di un futuro realmente migliore di quello che si possa immaginare.

Ma soprattutto ad una vita vissuta da “padroni di noi stessi”, anche se “poveri” ma almeno consapevoli e fieri di un futuro, frutto delle nostre personali e libere decisioni.

N.B. Sono, ovviamente esclusi dai nostri auguri, i soliti amici degli amici ed affini.

ORTA DI ATELLA: Il Popolo. La politica. Il Territorio


In vista delle improvvise ed inaspettate competizioni elettorali per l’aggiudicazione della poltrona di Sindaco di questo paese (che appare sempre più preda di una maledizione che sembra non voler più mollare la presa), del 28 e 29 Marzo prossimo anziché a Novembre (cioè a fine del naturale mandato dei commissari), mi preme fare alcune considerazioni preliminari in vista della frammentarietà degli schieramenti che si è creata. Infatti, questo paese rischia, dopo essere già passato alla cronaca per la stratosferica anomalia edilizia che ha dimostrato di fatto l’inefficacia degli strumenti e dei sistemi di controllo del territorio che la moderna legislatura mette a nostra disposizione, da qui ad un mese, di divenire la concreta dimostrazione che la politica non è più capace di dare voce al volere popolare. Infatti, analizzando con un minimo di attenzione gli scenari politici che si sono venuti a delineare (senza non pochi colpi di scena dell’ultimo minuto), si rischia di arrivare al paradosso di trovarsi al governo del paese qualcuno che è l’espressione politica di una esigua minoranza della popolazione. Infatti, la gente dovrà scegliere tra 4 candidati alla carica di sindaco. Dalle rispettive dichiarazioni pubbliche e dai programmi politici, si evidenzia che 3 delle quattro liste, auspicano il tanto sospirato cambiamento in totale rottura con la politica degli ultimi anni. Mentre una di esse, che ovviamente non si sognerebbe mai di ammettere la cattiva gestione del territorio da parte delle amministrazioni passate, è apertamente per la continuità di un “disegno politico” (o meglio scarabocchio politico) che ci ha portati dove siamo oggi (assenza totale di servizi, mancanza dei minimi spazi di vivibilità, assenza totale del controllo del territorio, tasse altissime, ecc.). Facciamo due conticini e vediamo cosa potrebbe accadere. Supponiamo che il giorno delle votazioni, si recheranno alle urne 17.000 cittadini e di questi 15.000 esprimeranno un voto valido. Ora se 4.500 esprimeranno il loro consenso per una politica in linea con quella degli ultimi anni, la restante parte, cioè ben 10.500 elettori auspicheranno il cambiamento di rotta. Una logica democratica perfetta, vorrebbe che un certo modo di far politica dovrebbe cedere il passo al nuovo che avanza e che dovrebbe essere la reale espressione del volere popolare. Ma le cose in realtà non stanno esattamente così. Infatti, in questo caso, a dividersi la fetta più grande di voti validi, saranno 3 schieramenti. Con due compagini equilibrate ed una più debole, la situazione potrebbe essere la seguente:

  • 2.000 voti per la lista più debole;
  • 4.300 per una delle due più forti;
  • 4.200 per la terza.

  In queste condizioni, in totale contrasto con quello che è il reale volere del Popolo, andrà al governo del paese una compagine pronta a riportare le lancette del tempo indietro di almeno 2 secoli, a quando cioè qualcuno, in virtù di un potere conferitogli da una esigua minoranza, decideva delle sorti di un intero popolo, decidendo delle sopravvivenza stessa del singolo individuo.

Io ritengo che sia totalmente ingiusto e fuori dalla logica del vivere civile che di questi tempi, ancora ci si trovi nelle condizioni per cui se vuoi un lavoro per sopravvivere, devi SERVIRE e RIVERIRE chi sa destreggiarsi con abilità nella giungla politica del nostro territorio.

Personalmente ho seguito da vicino (per quanto mi è stato possibile) le vicende che hanno portato alla creazione di tre schieramenti distinti piuttosto che una unica e grande espressione così come vorrebbe il Popolo. Da parte mia ho invitato tutte le forze politiche in campo a mettere per un attimo da parte le proprie radici culturali e ideologiche per vestire i semplici, stretti e logori panni del rappresentante del volere popolare. A tratti si è arrivati molto vicino al raggiungimento dell’obiettivo, quando le riunioni erano aperte a tutti gli iscritti e simpatizzanti dei vari partiti. C’era un dialogo molto acceso, forti scontri ideologici, ma si sentiva che in fondo prendeva sempre più corpo quell’unico obiettivo di dare una svolta significativa all’attuale situazione amministrativa. Il capitombolo c’è stato quando si è deciso di ridurre i partecipanti agli incontri ai soli rappresentanti delle varie forze politiche coinvolte. Evidentemente in quel frangente ha prevalso la miopia ed il personalismo politico di pochi. A quel punto, tirata la corda un po’ troppo a lungo,  una decisione andava presa ed in fretta. Il tempo a disposizione era ormai allo scadere e si sa, le decisioni affrettate raramente si mostrano essere le migliori. Quindi siamo piombati nella realtà che ci attende.

Credo che queste vicende siano sintomatiche di un malessere cronico che con qualche ulteriore piccolo sforzo può (e deve) essere definitivamente debellato, cioè quello dell’attaccamento alle poltrone da parte della vecchia guardia, di quel vecchio modo di far politica che professando solo a parole il rinnovamento, ad un certo momento storico, ha preferito fare marcia indietro e chiudersi a riccio nelle proprie singole realtà di partito piuttosto che fare un piccolo sacrificio per il bene del paese. Infatti, nel giro di pochissime ore le cose sono cambiate più volte sino a raggiungere dei veri e propri paradossi, fatto sta che la realtà di oggi è questa: Chi vuol cambiare non ha possibilità di chiederlo in maniera netta ed inequivocabile. Da parte mia, trovandomi in esilio in terra straniera (vista la mancanza, sempre più massiccia, di onesto lavoro nel mio settore in questo territorio) e non avendo quindi, la possibilità di seguire con continuità ed attenzione le vicende che si sono susseguite con una così grossa mole di colpi di scena, mi sono ritrovato, al ritorno in patria con un rappresentante della famiglia candidato (in qualità di forza moderata ed indipendente) tra le fila del partito “PDL Berlusconi per Orta”. Vorrei solo per un attimo far capire cosa rappresenta per me questo partito: E’ il partito di governo che ha fatto sì che da PRECARIO, figura già di per se meschina, passassi a quella ancor più deleteria di DISOCCUPATO senza diritto del famigerato preavviso, negandomi di colpo la possibilità di garantire alla mia famiglia (1 maglie e tre figli) una vita dignitosamente onesta. Quindi, tale governo, per me, per il mio caso specifico è e resta fino a inconfutabile prova del contrario, il governo del “NON FARE” più che quello “DEL FARE” come si autodefinisce. Ma nonostante tutto questo, sono pronto a mettere da parte queste mie personali considerazioni pur di far si che una svolta in questa che è e resta la MIA TERRA, avvenga realmente pur contro il mio interesse personale.

 In virtù di tutto questo, voglio dare qualche suggerimento per coloro che non hanno ancora deciso a chi dare il proprio consenso.

Innanzitutto invito a votare per mio cugino ANDREA VILLANO che oltre ad essere un giovane Ortese da sempre impegnato nel sociale, è un maresciallo dei carabinieri e quindi garanzia di onestà intellettuale e morale.

Poi, appartenente allo stesso gruppo, c’è SALVATORE IOVINELLO, anche lui giovane. Informatore scientifico che ha già avuto un minimo di esperienza come consigliere di opposizione dello scorso Consiglio Comunale.

In fine, abbiamo il co-fondatore della nostra associazione, il mio caro amico e collega, l’architetto BARTOLOMEO FIORILLO nella lista Orta libera Orta.

Ovviamente in questi periodi particolari girano voci su tutto e tutti, che vanno prese in considerazione con le dovute cautele del caso. Onde evitare di vedersi strumentalizzare il proprio voto,

lancio il mio appello:

a tutti coloro che non hanno alcuna intenzione di recarsi alle urne;

agli sfiduciati e a tutti coloro che sono convinti che tutto sommato “non cambierà nulla”;

a tutti quelli che, come me, scriverebbero su quelle schede a caratteri cubitali un “VAFFA …” che emerge dal profondo del cuore e che esprime pienamente il proprio punto di vista nei confronti della moderna politica sempre più lontana dai reali e quotidiani bisogni della gente;

a tutti quelli che nel recarsi alle urne convinti di DOVER votare per il vecchio modo di far politica che intende risolvere i problemi di oggi semplicemente rimandandoli a domani, sentiranno per un attimo rimordere la propria coscienza;

a tutti gli onesti e liberi cittadini rimasti in questo paese, esprimiamo il nostro voto di protesta scrivendo sulla scheda delle Comunali (di colore azzurro), nella lista “PDL BERLUSCONI PER ORTA” la dicitura

VILLANO A.

A caratteri grossi perché grossa deve essere la nostra voce. Mi si dirà: “ma che razza di voto di protesta può mai essere questo?”. Lo è per il semplice fatto che in un momento storico in cui risulta sempre più difficile associare alla politica i termini “ONESTA’”, “MORALITA’”, “LEGALITA’”, ecc. votare per un ragazzo che difficilmente lo si incontra nei bar o in piazza, in quanto se non è al lavoro o a svolgere il proprio dovere di marito e padre in seno alla famiglia (istituzione sacrosanta), lo si può trovare pienamente impegnato tra i gruppi cattolici vicini alla chiesa ed al benessere spirituale della gente; per me questa è vera protesta, quella che alla lunga porta i suoi frutti e che cerca di costruire, edificare, migliorare, ecc. Che non si fossilizza nel vano tentativo di distruggere un sistema logoro e marcio che sarà sempre tra noi perché radicato nell’essere umano e nella sua ingordigia, ma cerca semplicemente di vincerlo sopraffacendolo con la forza che viene dal consenso popolare.   

Programma PDL ORTA DI ATELLA    

Buon Natale 2009 – Felice 2010


A tutti i nostri amici e lettori, giunga il nostro calorosissimo augurio di un Natale lieto e sereno ed un Nuovo Anno ricco di gioie e soddisfazioni.

Un pensiero particolare:

  • alle innocenti vittime della sanità Campana;
  • alle migliaia di famiglie messe con le spalle al muro dalla “cosiddetta” Riforma Gelmini;
  • a chi ha poco per cui sorridere e tanto per cui disperarsi;
  • a chi non riesce a trovare una speranza per il proprio futuro;
  • a chi, nella consapevolezza di non riceverle mai, si aspetta dallo Stato tante scuse per l’incapacità di fornire le giuste occasioni che ogni cittadino merita;
  • a chi sta male a prescindere dalla crisi mondiale;
  • a tutti i cittadini onesti e di buona volontà di Orta di Atella, costretti a pagare colpe mai commesse per servizi scarsi ed inefficienti di cui mai potranno godere pienamente.

A tutti la nostra più ampia e piena solidarietà.

Buon Natale

Fresco di Stampa di dicembre: Inchiesta sull’abusivismo edilizio


FONTE: Corrieredelmezzogiorno.it

CASERTA – In edicola da sabato 5 dicembre 2009 il nuovo numero del magazine di Terra di Lavoro e Napoli Nord, “Fresco di Stampa”. In copertina, il dossier sull’abusivismo edilizio in provincia di Caserta e nell’area a nord di Napoli. La foto (di Ferdinando Nicola Baldieri), ritrae il Villaggio Coppola, emblema della speculazione edilizia degli anni scorsi. Titolo del numero di dicembre della rivista: “Qualche mattone di troppo…”. La corposa inchiesta sull’abusivismo mette in luce un fenomeno diffuso sull’intero territorio: Agro aversano, litorale domizio e, poi, la cintura napoletana, fino a Casalnuovo, dove è sorto un intero quartiere mai condonato.

Il caso Orta di Atella sugli scudi: il commissario Francesco Provolo racconta le procedure “abbreviate” per ottenere i permessi e si registrano le prime dichiarazioni dei tecnici “pentiti”, che hanno preso parte al “sistema degli abusi edilizi”. Completa la sezione di primo piano l’intervista all’urbanista Loreto Colombo, il quale spiega le regioni del disordine urbanistico nel territorio Casertano e Napoletano.

Orta di Atella: Nuovi abusi edilizi


Interrompo la lunga pausa estiva ritornando un po’ alle origini… le mie origini. Infatti, mi sono giunte diverse e-mail di vecchi e nuovi compaesani che mi chiedono delle delucidazioni su “quanto sta avvenendo” ad Orta di Atella in provincia di Caserta. Per motivi di onesto lavoro che dalle mie parti mancava e, purtroppo, tutt’oggi manca, mi trovo fisicamente lontano dal posto. Quindi dovrò basare le mie riflessioni sulla scorta delle notizie riportate sulla stampa locale.

A quanto pare, a seguito dello scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni camorristiche, la terna commissariale nominata dal Ministro degli interni, sta portando a galla ciò che in realtà ha sempre galleggiato, cioè il fatto che l’espansione urbanistica di questo paese, sia avvenuta in totale assenza di piani attuativi quali le lottizzazioni. Per intenderci, sono nati interi nuovi quartieri in totale assenza di strade, fogne, parcheggi, marciapiedi, aree verdi, e tutte le principali infrastrutture primarie e secondarie. – Ovviamente solo un condannato al 41bis poteva non accorgersi di tutto questo… ma comunque!!??!! –

L’aspetto più inquietante della questione è che non stiamo affatto parlando della cosiddetta edilizia spontanea, né del classico abuso edilizio ai fini speculativi in difformità o in assenza di Concessione/Permesso a Costruire. Infatti, tutti i manufatti in questione (e ne sono realmente tanti) sono stati realizzati in virtù di titoli abilitativi (concessione edilizia prima e Permesso a costruire dopo) “regolarmente” rilasciati dall’autorità comunale. Il termine “regolarmente” è posto tra parentesi per la semplice ragione che il lavoro dei commissari, sta dimostrando che tali titoli abilitativi di “regolare” hanno solo l’iter amministrativo seguito. Per questa ragione, l’unico atto che poteva essere intrapreso dal responsabile dell’ufficio Urbanistica (tecnico di fiducia dei commissari di governo), è stato quello dell’avvio del procedimento per lottizzazione abusiva che avrà come conseguenza, l’annullamento del titolo abilitativo in virtù del potere di autotutela dell’ente.

Innanzitutto, passiamo ad analizzare la sussistenza o meno dei presupposti fondamentali che legittimino un tale atteggiamento dell’autorità Comunale. Un chiaro riferimento lo ritroviamo nella sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, 13 marzo 2000, n. 1311 (pres. Iannotta, cons. estens. Musio) che testualmente recita: ”L’annullamento di una concessione edilizia disposto dall’autorità comunale nell’esercizio del potere di autotutela è legittimo solo col concorso di due condizioni: l’esistenza di un vizio di legittimità, inficiante l’atto che da annullare, e la presenza di uno specifico pubblico interesse, diverso da quello preordinato al ripristino della legalità violata, tale da giustificare il sacrificio imposto al privato, in relazione alla sua posizione giuridica creatasi in seguito alla concessione rilasciata dalla stessa autorità”. Nel caso specifico, trattandosi di edifici sorti prevalentemente in zone C2 e D, il “vizio di legittimità” che rende possibile l’annullamento, sussiste proprio a causa della mancanza di lottizzazione, in quanto le Norme Tecniche del comune di Orta di Atella, oltre a specificare che per tali zone omogenee “L’edificazione è subordinata alla formazione di piani attuativi (P.d.L.)”, precisano che in assenza di lottizzazione, per i terreni ricadenti in tali zone, “è consentito l’uso del suolo ai soli fini agricoli”. In pratica è come se l’autorità comunale abbia rilasciato dei permessi a costruire in zona agricola. Per quanto riguarda la seconda delle condizioni in concorso, è ovvio che il “pubblico interesse che giustifichi il sacrificio imposto al privato” sussiste proprio a causa della totale assenza di aree (sottratte dagli interventi illegittimamente autorizzati) necessarie a garantire il minimo quantitativo da destinare a standard urbanistici.

Ovviamente, stiamo parlando di una vera e propria bomba appena innescata senza precedenti. Basti pensare che le zone in questione (che costituiscono il 90% del costruito ex-novo) ospitano una popolazione, costituita per lo più da neo residenti, di circa 20.000 abitanti. A tal proposito, per rendere l’idea, basti pensare che nel 2001 l’intero paese conteneva appena quasi 13.000 abitanti in un territori di circa1,4 kmq mentre i più di 20.000 nuovi residenti sono “stivati” in circa 0,5 kmq. Al di la dei numeri, ciò che più di tutto fa pensare ad una bomba appena innescata, sta nel fatto che i provvedimenti emanati sino ad oggi dall’autorità comunale, quasi sicuramente, verranno estesi a tutti gli immobili sorti nelle aree omogenee aventi le stesse caratteristiche (quindi C2, D, ecc.) in quanto, diversamente, si incorrerebbe nel rischio di rendere tali provvedimenti, illegittimi “sotto il profilo dell’eccesso di potere, nelle forme della disparità di trattamento e di sviamento di potere”.

Passiamo, quindi, ad analizzare quali saranno le conseguenze di un probabile annullamento di massa di titoli abilitativi illegittimamente rilasciati. In pratica ci troveremo di fronte ad un territorio totalmente devastato da più di 3.000.000 di metri cubi di costruzioni realizzate in totale assenza di Permesso a costruire e quindi totalmente abusive. La cosa non può che richiamare un “racconto profetico” (alla luce di quanto sta accadendo è la definizione più idonea) apparso improvvisamente in tempi non sospetti sulle pagine di un blog che poco o nulla ha a che fare con Orta di Atella e che viene riproposto in questo articolo (vedi “conclusioni” in fondo pagina). Peccato che però, in questo caso, la realtà sta andando ben oltre la fantasia, in quanto a pagare oltre al sig. Bianchi, saranno, purtroppo, anche gli ignari acquirenti che nel coronare il sogno di una vita, si sono trovati a ricadere nell’incauto acquisto.

Mi sono spesso sentito accusare di essere uno contrario, ad ogni forma di nuova edificazione. Nulla di più falso. Sono semplicemente contrario a questo modo selvaggio e distruttivo di attaccare un territorio già di per sé fragile. Mi si diceva che ero contrario allo sviluppo, allo sfruttamento delle potenzialità lavorative che poteva offrire il territorio, ecc. A questo punto, approfitto per chiarire una volta e per sempre, il mio concetto di sviluppo ed opportunità. Se si pensa che una piccola impresa edile (perché questa era la realtà imprenditoriale del nostro paese all’epoca dei fatti) riesce a realizzare non più di 2.000 metri cubi di immobili in un anno lavorativo, va da se che 50 piccole imprese ne avrebbero prodotti 100.0000. Ora, dividendo i 3.000.000 di metri cubi (realizzati in meno di 10 anni) per 100.000 otteniamo la mancata possibilità di riuscire a dar lavoro a 50 piccole imprese edili per almeno 30 (dico trenta) anni. Forse questi numeri impressioneranno poco, in quanto tirano in ballo imprese e numero di anni. Introduciamo allora il soggetto fondamentale della questione, il lavoratore. Per la realizzazione della relativa quantità stimata di appartamenti, un’impresa deve essere costituita da almeno

  • 4 carpentieri (per la realizzazione delle strutture);
  • 2 operai specializzati e 2 operai comuni (per realizzare tompagni, tramezzi, ed i vari lavori di finitura);
  • 2 elettricisti;
  • 2 idraulici; 
  • 2 pavimentisti; 
  • 2 stuccatori (operai specializzati nella realizzazione degli intonaci);
  • 2 imbianchini; 
  • 1 saldatore; 
  • 1 falegname; 
  • 1 assistente amministrativo/a; 
  • 1 assistente tecnico.

Per un totale generale di circa 22 impiegati che moltiplicati per 50 ditte ci danno la bellezza di 1100 posti di lavoro garantiti per circa 30 anni (bruciati in meno di 10). Senza contare tutto l’indotto a partire dai tecnici liberi professionisti ai falegnami; dal fabbro al rivenditore di materiale, ecc.

Ma tornando a quella che è la realtà del problema, va da se chiedersi quali saranno le conseguenze di tutto questo. È difficile dirlo, ce ne possiamo solo fare un’idea. Secondo la nostra legislazione, per tali reati è prevista l’acquisizione al patrimonio disponibile del Comune di tutti i beni oggetto dei provvedimenti di lottizzazione abusiva. Questo lo sapremo solo tra non meno di 6-7 anni. A qualche abbattimento dimostrativo si arriverà senz’altro, ma per la maggior parte dei casi, sicuramente interverrà una legge regionale fatta ad hoc per risolvere il tutto con una semplice sanzione pecuniaria, considerata, anche, la vastità del fenomeno in esame. Il tutto a totale discapito di un intero popolo che si troverà a pagare tasse sempre più alte per servizi sempre più inefficienti se non inesistenti.

L’interrogativo, forse più inquietante, sta nel cercare di capire come tutto questo sia potuto sfuggire a così tanti organi di controllo del territorio e persino al servizio satellitare inaugurato qualche anno fa e che presentammo anche noi in questo articolo.

Personalmente, sono convinto che tale fenomeno sia stato ben studiato in precedenza a tavolino, con precisione e puntualità scientifica. Probabilmente si è partiti dal detto “mal comune mezzo gaudio” vista la vasta estensione del fenomeno che ha interessato dai piccoli proprietari di appezzamenti di terreno ai grandi speculatori accorsi un po’ dappertutto. Riuscendo così a mettere in seria difficoltà quella giustizia rimasta inerme a guardare (facendo forse finta di non vedere) per circa un decennio. Evidentemente il territorio è stato considerato come una succulenta torta. Dividersi i contendenti in gioco, dai politici alla camorra, dagli organi di controllo ai grandi speculatori, lasciandone una piccola fetta a speculatori improvvisati, piccole imprese a conduzione familiare  ed ai privati cittadini. Si è partiti dall’offrire per prima l’ultima fetta, la più piccola ed apparentemente innocua, creando così il giusto alibi ai grandi contendenti in gioco che, col pretesto di favorire i bisogni dei privati cittadini e delle imprese nascenti, sono riusciti a coprire e mascherare quel sistema di gestione del territorio che si è poi rivelato in tutta la sua aggressività e spregiudicatezza quando si è passati alle fette grosse della succulenta torta. Oggi, con l’arrivo dei commissari, si stanno pian piano ricostruendo tutti i tasselli di questo orrendo mosaico. Sinceramente, l’impressione è che lo stato centrale, accortosi della segreta spartizione della succulenta torta, sia venuto a reclamarne la propria parte indebitamente sottratta. Sembra proprio una violenta guerra tra giganti per stabilire la supremazia dell’uno sull’altro, a totale discapito, ed anzi, nella più totale indifferenza di quelli che saranno gli unici innocenti che ne pagheranno a caro prezzo le conseguenze, a prescindere dal vincitore: “i cittadini”. Considerati dagli uni come degli scudi umani attraverso i quali difendersi dagli attacchi degli avversari, mentre dagli altri come una risorsa da cui attingere ogni qualvolta se ne verifichi la necessità. Ora, visto che la torta è già stata consumata, vien da se chiedersi chi, e soprattutto in che modo ripagherà lo stato della fetta di torta sottratta? Gli amministratori? I tecnici che hanno rilasciato i titoli abilitativi illegittimi? Coloro che avrebbero dovuto vigilare e non l’hanno fatto? I grandi speculatori? I privati cittadini? Le piccole imprese a conduzione familiare? Le giovani famiglie che si sono indebitate una vita per coronare il sogno di una casa? Purtroppo a tutti questi interrogativi, l’unica frase di risposta che mi torna alla mente, è questa che ho letto da qualche parte e che recita: Quando non c’è nessuna via d’uscita in caso di disaccordo, il più debole non può che subire”. Purtroppo la legge del nostro paese non difende il più debole ma si limita ad essere spietatamente “Uguale per tutti” come se si trattasse di qualcosa di scientifico e non soggetto ad interpretazione alcuna. Morale della favola a pagare le pene più amare, sarà l’intera popolazione. Da coloro che si son voluti tenere lontano da certi ambienti o da certi modi di fare, a quelli che hanno appoggiato e spalleggiato questo sistema e che solo oggi si accorgono di aver barattato il proprio territorio per una manciata di polvere; da quelli che pur non approvando avevano una voce troppo debole per poter essere ascoltati; a coloro che, giustamente hanno continuato la propria vita ignorando completamente questi fenomeni perché totalmente impegnati a fare, giorno per giorno, i conti con le enormi difficoltà quotidiane; per finire con chi, ignaro di tutto, per coronare il proprio sogno di avere una casa di proprietà, ha investito tutto in quello che si sta rivelando essere un vero e proprio incubo. Tutti ci ritroveremo a dover vivere in un paese totalmente invivibile, sotto tutti gli aspetti, privo dei servizi più essenziali, dove chi sbaglia ci guadagna bene e chi è saggio e prudente ne paga le pene. Dove per lavorare onestamente non ti resta che emigrare. Dove le tasse sono alte ed i relativi servizi totalmente inefficienti (vedi tassa sui rifiuti). Dove un’enorme quantità di uffici anziché pesare sull’economia del paese, vanno semplicemente ad incrementare il già enorme carico urbanistico di questa popolazione martirizzata da un perpetuo abuso d’ufficio.

Per finire, la cosa più atroce di tutte sta nel sentirsi additare come i colpevoli di tutto questo per il semplice fatto di essere gli elettori che hanno consentito a certi amministratori di realizzare questo disegno criminale. Come se il voto anziché essere la più alta espressione della democrazia, della libertà e del potere del popolo, si riducesse ad essere una semplice firma di autocondanna per aver scelto l’amministratore sbagliato. Personalmente, la cosa che più di tutte mi turba, è la drammatica convinzione che nonostante tutto alla fine non cambierà proprio nulla, anzi. Il tutto si ridurrà ad una semplice pagina buia della storia di questo paese. Ed i nostri figli saranno le innocenti vittime di tutto questo. Dio solo sa quanto vorrei che questa mia convinzione venisse smentita dalla realtà. Ma credo fermamente che l’unica cosa sensata che un uomo di buona volontà possa fare oggi è quella di allontanarsi il più possibile da questo paese maledetto e privo di ogni possibilità di futuro, alla ricerca di una vita normale che qui ci è stata negata per sempre.