L’edilizia punta sugli smart building, il business delle ristrutturazioni


(Il Ghirlandaio) Roma, 18 nov.

casettaL’industria dell’edilizia ci ha messo una pietra sopra, almeno per il momento. Impossibile continuare a puntare sulle nuove costruzioni con un mercato delle compravendite asfittico, meglio quindi orientarsi sul business che invece viene dalle ristrutturazioni e dalla riqualificazione energetica. Il settore al luce delle agevolazioni fiscali sta conoscendo un periodo di vitalità.  Le città stanno cambiando volto e con la crisi il tema del risparmio energetico è diventato una priorità. A questo si aggiunge il fattore dei cambiamenti climatici che hanno imposto all’attenzione la necessità di una riqualificazione delle città. Quindi riduzione dei consumi energetici, sicurezza antisismica e contro il rischio alluvioni è la nuova frontiera dell’edilizia come dimostrano i 7 miliardi di euro stanziati dall’Unione europea all’Italia per la riqualificazione edilizia nell’ambito del programma di aiuti comunitari 2014-2020.

La riqualificazione del territorio significa non solo risparmio per le famiglie sulla bolletta energetica ma anche rilancio

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Edilizia, i recuperi «green» cercano stabilità


FONTE: http://www.casa24.ilsole24ore.com

pannelli solariSi moltiplicano i canali di finanziamento per le riqualificazioni energetiche in edilizia: ecobonus fiscali, certificati, bond, contratti di finanziamento o fondi europei. Gli strumenti per sviluppare il mattone green non mancano, ma le potenzialità non sempre vengono raccolte dagli operatori: la confusione normativa disincentiva gli investimenti e l’assenza di una filiera strutturata ostacola il business del risparmio energetico. Nelle nostre città il mattone è responsabile del 40% delle emissioni di anidride carbonica e tutti gli obiettivi, da quelli europei a quelli della Strategia energetica nazionale, partono da qui per raggiungere gli standard di efficienza. In base alla direttiva europea 2010/31/Ue, già recepita dall’Italia, i nuovi edifici che verranno costruiti dopo il 2020 (dopo il 2018 per quelli pubblici) dovranno essere «ad altissima prestazione energetica» con un fabbisogno energetico «molto basso o vicino allo zero».

A Smart Energy Expo, la fiera sull’efficienza energetica che si svolgerà a Verona dal 9 all’11 ottobre, si affronterà il tema della finanziabilità degli interventi più complessi: l’efficienza energetica è in cerca di un garante, di un sistema finanziario solido che permetta ai privati di sostenere investimenti complessi e alle imprese di farsi carico dei rischi in operazioni di recupero che coinvolgono diversi attori; che consenta di superare gli ostacoli legati agli elevati costi iniziali e ai tempi troppo lunghi di rientro, barriere per l’accesso al credito. Ad esempio, Germania e Regno Unito hanno messo a punto nuovi strumenti: basta pensare al fondo di garanzia Proklima del Comune di Hannover che cofinanzia progetti pilota di riduzione delle emissioni inquinanti (dal 1998 al 2012 ha assegnato 45milioni di euro) e il Green Deal inglese che nel 2013 ha messo sul piatto 600 milioni di sterline per un programma volto a finanziare recuperi di edifici privati (tramite isolamento dell’involucro, sostituzione degli impianti di riscaldamento, installazione di impianti rinnovabili. eccetera). In questo caso l’impresa (green deal provider) firma un contratto con i proprietari e i lavori possono essere realizzati senza che il cittadino debba “mettere mano al portafoglio”: le somme prestate saranno poi rimborsate a rate attraverso i risparmi in bolletta.

Le risorse ci sono, lo dimostra ad esempio l’annuncio della Banca europea per gli investimenti che metterà sul piatto fino al 2015 circa 6 miliardi di euro l’anno per progetti duraturi e di valore: «Gli strumenti finanziari a disposizione delle piccole e medie imprese e delle Energy service company già ci sono, quello che servono sono dei progetti validi», ha detto Andrea Tinagli, direttore per l’Italia della Bei. Anche Sace dal 2008 ha offerto garanzia per 3,5 miliardi di euro in settori di interesse strategico tra cui l’efficienza energetica e la Cassa depositi e prestiti sta studiando nuovi strumenti per favorire la filiera. «I fondi attualmente esistenti – ha sottolineato Sara Romano, direttore generale del ministero dello Sviluppo economico – sono sottoutilizzati dalle nostre imprese e dalla pubblica amministrazione. La finanziabilità dipende dalla coerenza e dalla bontà dei progetti, che non possono però essere standardizzati e replicati rigidamente, ma devono partire da un adeguato e professionale check energetico dei singoli edifici per poi proporre l’applicazione di soluzioni ad hoc».

Tra le ipotesi in capo c’è anche quella dell’emissione di particolari bond, obbligazioni senza scadenza con un rendimento lievemente superiore a quelli del Tesoro, a cui hanno fatto ricorso aziende come Deutsche Bank: non costituiscono debito perché i capitali vengono impiegati in investimenti produttivi che garantiscono un ritorno economico in grado di compensare l’onere annuale derivante dalle cedole.

Il problema, in realtà, è che ad oggi in Italia (dove l’80% dei cittadini vivono in una casa di proprietà) la riqualificazione energetica nel settore civile è soprattutto il risultato di migliaia di piccoli interventi: dal 2007 (quando la legge 296/06 ha introdotto le prime detrazioni fiscali) al 2011 l’Enea ha registrato un totale di 1,3 milioni di pratiche per accedere agli incentivi (bonus del 55% e oggi 65%), di cui circa il 60% per la sostituzione di infissi. Ridotte, invece, le pratiche per interventi sulle chiusure opache (3%): «Si tratta di investimenti tecnicamente più complessi», afferma Mario Nocera, dell’Unità efficienza energetica dell’Enea. Tra pochi giorni saranno disponibili i risultati relativi all’anno fiscale 2012, che forniranno ulteriori indicazioni per l’evoluzione dello strumento di incentivo. Nonostante l’instabilità politica delle ultime ore, infatti, resta condivisa la volontà di stabilizzare l’Ecobonus e di correggerne alcuni meccanismi. «Stiamo lavorando – afferma Enrico Bonacci, del ministero dello Sviluppo economico – a un restyling delle detrazioni fiscali con nuovi criteri, come costi diversificati in base alle tecnologie e premianti verso quelle più efficaci». Sulla base dei dati raccolti, potrebbe essere valutata una riduzione dei tempi di rientro (oggi spalmati in rate per 10 anni) e l’introduzione di un meccanismo premiante. «Proporremo i possibili correttivi per ottenere migliori risultati in termini di efficienza energetica e di costo per le casse dello Stato», conclude Nocera.

Subito edilizia e project bond


FONTE: Il Sole24Ore

ROMA
La prima risposta del Governo alle richieste del neo-presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, arriverà con il nuovo «decreto sviluppo» che dovrebbe andare al Consiglio dei ministri il prossimo 1° giugno. La partita più importante in corso nell’Esecutivo è quella sugli stimoli fiscali all’edilizia e alla realizzazione delle infrastrutture con capitali privati: ci vorrà ancora qualche giorno per capire se il ministero dell’Economia, quello delle Infrastrutture e Palazzo Chigi decideranno di tenere o meno nel decreto il corposo rafforzamento degli incentivi alla riqualificazione del patrimonio abitativo.
La cura da cavallo proposta da Corrado Passera per l’edilizia prevede la messa a regime degli sgravi Irpef del 55% per il risparmio energetico e il doppio rafforzamento delle detrazioni fiscali ai lavori di recupero edilizio in casa: da una parte lo sgravio Irpef passerebbe dal 36 al 50%, dall’altra il tetto di spesa agevolabile crescerebbe da 48mila a 96mila euro. Se questa cura passerà, il Governo potrà dire di aver cominciato a marciare nella direzione auspicata da Squinzi, soprattutto là dove il nuovo numero uno di viale dell’Astronomia propone di «allargare il campo di intervento delle nuove opere alla manutenzione, alla ristrutturazione e al rinnovo del patrimonio infrastrutturale esistente».
Il rafforzamento degli incentivi va in quella direzione. L’obiettivo è far ripartire il settore delle costruzioni che ha perso – secondo convergenti stime di Ance e Cresme – il 24-25% degli investimenti dal 2008 al 2012, con picchi del 35% nel comparto delle opere pubbliche.
L’esito del confronto nel Governo non è, però, scontato. La Ragioneria generale dello Stato sta svolgendo proprio in queste ore un puntiglioso esame della bozza di decreto legge e la valutazione non è del tutto coincidente con le stime di costo e con le proposte di Porta Pia. Anche perché al 55% e al rilancio del 36% nella nuova versione potenziata il “pacchetto edilizia” aggiunge altre misure favorevoli alle compravendite immobiliari (imposte di registro, catastali e ipotecarie fisse) e ai costruttori che non riescono a vendere il patrimonio costruito (esenzione triennale dall’Imu e ripristino dell’Iva).
È probabile, però, che per decidere cosa fare della “cura Passera” sarà necessario, oltre alle valutazioni tecniche, anche un passaggio politico, alla presenza del premier: se gli incentivi all’edilizia hanno un costo per i conti pubblici, sembrano però anche l’unico lievito capace di trasformare l’ennesimo «decreto sviluppo» in un pacchetto capace di muovere subito il Pil. Senza nulla togliere alle altre importanti misure allo studio, solo il “pacchetto edilizia” sembra in grado di dare un segnale forte producendo effetti benefici sul settore specifico, sull’intera economia e sull’occupazione. Anche Squinzi ha ricordato il forte valore occupazionale del settore delle costruzioni che attiva tre milioni di addetti fra diretti e indiretti.
Il pacchetto proposto dal ministero delle Infrastrutture non si ferma, per altro, al rilancio dell’edilizia, ma si estende al settore delle opere pubbliche. La bozza di decreto tenta infatti di dare risposta anche a un altro punto decisivo del rilancio infrastrutturale, presente nel programma di Governo e puntualmente richiamato ieri da Squinzi: il «pieno coinvolgimento del capitale privato, integrando così le risorse pubbliche».
Le modifiche proposte al regime fiscale dei project bond – le obbligazioni emesse dalle società di progetto e dai concessionari – completano la riforma del quadro delle regole partita già con il decreto di inizio 2012, rendendo più appetibile per il mercato lo strumento del project bond. La tassazione degli interessi verrebbe fissata al 12,5% come per i titoli di Stato mentre «le garanzie di qualunque tipo da chiunque e in qualunque momento prestate» in relazione alle obbligazioni emesse dalle società di progetto sarebbero soggette alle imposte di registro, ipotecarie e catastali fisse anche quando si compiono operazioni come «surroghe, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni». Infine, sarebbe ammessa l’emissione dei project bond anche per rifinanziare il debito precedentemente contratto per la realizzazione dell’infrastruttura o delle opere connesse al servizio di pubblica utilità di cui sia titolare.
Ci sono altre questioni che Squinzi ha riproposto come prioritarie: «L’impotenza decisionale che va superata», una programmazione infrastrutturale più stabile o anche l’uso della politica infrastrutturale per promuovere una politica industriale volta all’innovazione. Il decreto sviluppo conterrà qualche prima norma di semplificazione e di accelerazione, ma qui il percorso da fare è più lungo e richiede un cambiamento profondo dei comportamenti della pubblica amministrazione.

LE MISURE PER RILANCIARE LE COSTRUZIONI Nel decreto sviluppo
Il provvedimento che dovrebbe essere esaminato dal Consiglio dei ministri del 1° giugno sarebbero previste agevolazioni fiscali per l’edilizia e il project financing; nel primo caso ci sarebbe il riordino degli sgravi Irpef del 55 e del 36% per i lavori di ristrutturazione
-24,1%
Il calo in un quinquennio
A tanto ammonta nei cinque anni che vanno dal 2008 al 2012 il crollo degli investimenti nel settore delle costruzioni, comprensive sia dell’edilizia residenziale sia di quella non residenziale

Edilizia, verso aumento bonus per ristrutturazioni. UNC: bene


FONTE: HelpConsumatori.it

Aumentare gli incentivi sull’edilizia e confermare le detrazioni previste per gli interventi di efficienza energetica: sono i provvedimenti che dovrebbero entrare in un prossimo decreto legge per lo sviluppo da parte del Governo. Le misure piacciono all’Unione Nazionale Consumatori, che chiede di stabilizzare il meccanismo di incentivi per gli interventi di efficienza energetica.

“Accogliamo positivamente la proposta di innalzare gli incentivi sull’edilizia e di confermare quelli per gli interventi di efficienza energetica, perché si tratta di due settori che possono servire da volano alla ripresa del Paese – afferma il segretario generale UNC Massimiliano Dona con riferimento al “provvedimento di urgenza in materia di infrastrutture e trasporti” candidato ad entrare nel decreto legge per lo sviluppo che il Governo vorrebbe varare in settimana – Confermare le detrazioni previste nel caso di interventi di efficienza energetica (55%) e innalzare il bonus nel caso di ristrutturazioni edili (50%) costituisce un’opportunità per le imprese italiane e contribuisce ad aumentare l’occupazione. È inoltre positivo che lo strumento scelto dal Governo sia quello della detrazione, perché è un sistema molto semplice da utilizzare ed inoltre contribuisce a far emergere il sommerso”. Secondo le bozze in circolazione, riportate dalle agenzie di stampa, le detrazioni Irpef salirebbero dal 36% al 50% per la ristrutturazioni fino a un ammontare totale non superiore a 96 mila euro, con l’intento far riprendere il mercato delle costruzioni.

“Relativamente al bonus per gli interventi di efficienza energetica – prosegue Dona – si tratta sostanzialmente di una conferma di quanto previsto già l’anno scorso, ma non è possibile attendere ogni anno l’eventuale rinnovo dell’incentivo: per questo motivo abbiamo chiesto un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico, perché sarebbe necessario stabilizzare il meccanismo di incentivo anche per consentire, tanto alle imprese quanto ai consumatori, di programmare gli investimenti nel tempo”.

Rivalutazione terreni: le novità introdotte dal DL 70/2011


Il DL 70/2011 riapre i termini per la rivalutazione dei terreni posseduti alla data del 1 luglio 2011. Alcuni chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

circolare 47e

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Edilizia ecologica e risparmio idrico: nuovo ddl in Senato


All’esame da domani un ddl per modernizzare i sistemi energetici e idrici nel settore civile

FONTE: Edilportale.com

07/06/2011 – Inizierà domani la discussione in Commissione Territorio e Ambiente del Senato del disegno di legge S. 2645 per il risparmio idrico in edilizia e per la promozione dell’edilizia ecologica e dello sviluppo sostenibile.

Presentato dai senatori Della Seta, Ferrante e Alicata, il ddl parte dalla constatazione che una componente irrinunciabile delle politiche di sviluppo sostenibile sia rappresentata dall’edilizia ecologica e che la costruzione di un futuro sostenibile passi attraverso l’edificazione di edifici intelligenti ed ecologicamente virtuosi.

Nel campo dell’uso dell’acqua – continuano i senatori – si avverte con urgenza la necessità di promuovere forme di risparmio e di utilizzo più razionale della risorsa, soprattutto in Italia, uno dei Paesi europei che presentano i maggiori consumi pro-capite d’acqua.

Il disegno di legge in esame si propone di agevolare la modernizzazione dei sistemi energetici e idrici nel settore civile.

I contenuti
L’articolo 1 prevede che nei nuovi edifici e negli edifici sottoposti a ristrutturazioni radicali, vengano adottati standard avanzati di risparmio idrico, utili anche a ridurre i consumi energetici.

L’articolo 2 prevede, al comma 1, che negli edifici di nuova costruzione e in quelli sottoposti a ristrutturazioni radicali, almeno il 50% del fabbisogno energetico provenga da impianti alimentati da fonti rinnovabili (fatti salvi i limiti conseguenti da vincoli ambientali, paesaggistici o relativi alla salvaguardia dei beni culturali), e al comma 2, che tutti gli edifici di proprietà pubblica siano sottoposti, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, ad audit energetico-ambientale che ne accerti il rendimento energetico e definisca costi e tempi di ammortamento degli interventi necessari a portare i consumi di energia primaria entro gli indici di prestazione energetica attualmente in vigore.

L’articolo 3 prevede, e raccomanda alle Regioni e agli enti locali, iniziative rivolte a favorire l’attività edilizia finalizzata a realizzare nuovi edifici e ristrutturazioni di edifici esistenti che soddisfino i requisiti della legge.

L’articolo 4 prevede un’esenzione ICI finalizzata alla promozione dello sviluppo sostenibile.

L’articolo 5 modifica il comma 4 dell’articolo 27 della legge 23 luglio 2009, n. 99, in modo da consentire ai comuni di piccole dimensioni l’accesso ai benefici dello «scambio sul posto» per impianti fino a 200 kW.

Edilizia, Appalti e Piano Casa: novità del Decreto Sviluppo


Decreto Sviluppo e nuove misure per rilanciare l’Edilizia: piano casa e incentivi locali per demolizione e ricostruzione, Scia e silenzio-assenso per ristrutturazioni, niente bandi di gara per appalti pubblici “minori”.

FONTE: PMI.it

Il Decreto Sviluppo, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, prevede anche delle misure nazionali per il rilancio dell’Edilizia.

Nell’ambito del Piano Casa, le Regioni dovranno approvare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del DL nuove leggi che concedanoincentivi per interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici. Fino ad allora, per edifici residenziali c’è unpremio volumetrico del 20%, per altre destinazioni del 10%.

Confermata la Scia al posto della Dia in tutti i casi, tranne quando questa sostituisce il Permesso di Costruire (Super-dia). Confermato il principio delsilenzio-assenso per costruire, nel caso in cui non si riceva parare contrario in 90-100 giorni (180-200 per città con più di 100.000 abitanti), tranne per i casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali. Per le verifiche successive, tempo 30 giorni.

A livello di sanatoria, un comma aggiuntivo introdotto all’articolo 34 del Testo Unico dell ‘ edilizia, concede che le violazioni (altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta) fino al 2% non annulli il permesso di costruire. Slittano infine al primo luglio le sanzioni per gli immobili fantasma.

Per quanto concerne gli appalti pubblici l’articolo 4 del Decreto introducetetti su riserve, opere di compensazione e su varianti in corso d’opera, per limitare le spese come aveva preannunciato dal ministro Tremonti. In piùniente bando per l’affidamento con procedura negoziata fino a un milione di euro. Per i lavori superiori a 500mila euro, il limite minimo di inviti da parte del responsabile del procedimento è stato fissato a dieci soggetti, per quelli di importo inferiore, è stato fissato a cinque.

Infine, modificati i requisiti richiesti alle imprese per partecipare alle gare di appalto, con l’obiettivo di ridurre la discrezionalità degli enti appaltanti.

Nuove misure per l’edilizia pubblica e privata


Dovrebbe essere varato il 6 maggio un decreto legge per accelerare la crescita economica

FONTE: EdilOne.it

Che ci sia bisogno di un rilancio dell’economia e di provvedimenti e misure in grado di aiutare e semplificare il settore dell’edilizia pubblica e privata è indubbio e necessario da parecchio tempo.
Ora pare sia arrivato il momento e il 6 maggio, data indicata per il Consiglio dei ministri, dovrebbe essere varato un apposito decreto legge.

Per quanto riguarda il settore degli appalti, le misure prevedono: l’inserimento di un limite alle riserve che le imprese possono proporre; il fine è quello di evitare la variazione del progetto originario e aumentare i costi; il divieto di arbitrato per i lavori pubblici; l’utilizzo esasperato dell’arbitrato ha visto, ad oggi, le PP.AA. soccombere nel 90% dei casi con il conseguente pagamento di costi elevatissimi; lo stop anche alle liti temerarie, cioè quelle intentate al solo fine di bloccare l’iter dell’aggiudicazione; in tal caso è previsto che l’impresa soccombente in giudizio, dovrà pagare tutte le spese processuali oltre ad una sanzione (ancora in via di definizione).
Gli obiettivi sono: ridurre il contenzioso; la previsione, per la trattativa privata, di una soglia intermedia di 1 miliardo di euro tra gli attuali 500 mila euro e l’1,5 miliardi (soglia quest’ultima prevista nel DDL AS 2626 sulla Libertà d’impresa) con la consultazione minima di 10 imprese da parte dell’amministrazione appaltante;  l’estensione dell’esclusione automatica delle offerte anomale per gli appalti tra 1 milione e 5 milioni di euro.

Per quanto riguarda il Piano Casa invece sono due i principali punti sui quali si concentra il decreto: la riforma dell’art. 10 punto c del testo del DPR 380/2001 (Testo Unico Edilizia): per la ristrutturazione edilizia non servirà più il permesso di costruire ma sarà sufficiente la SCIA (segnalazione certificata inizio attività) con il silenzio assenso e le semplificazioni 36% e 55%: eliminato l’obbligo di comunicazione preventiva all’Agenzia delle entrate: i dati andranno inseriti direttamente nella dichiarazione dei redditi.

Provincia di Genova. Condomini intelligenti: tre richieste al giorno


FONTE: LEVANTE NEWS

Da quando alcune settimane fa la Provincia di Genova ha avviato il progetto ‘Condomini intelligenti’, abbiamo avuto circa tre richieste di adesione al giorno da parte di amministratori condominiali, segno che la nostra idea ha colto una reale necessità dei cittadini di contenimento della spesa energetica, oltre che di attenzione all’ambiente, e dato una risposta adeguata”. Lo ha dichiarato Marco Castagna, presidente della Fondazione Muvita della Provincia di Genova, nel presentare oggi, presso l’Auditorium Carige di Genova, il progetto promosso dall’ente di Piazzale Mazzini (era presente il presidente Alessandro Repetto) in collaborazione con Banca Carige (rappresentata dal condirettore generale Mario Cavanna) e Camera di Commercio di Genova (per la quale è intervenuto il presidente Paolo Odone), con il supporto dell’associazione Aere (era presente il presidente Lorenzo La Terra).

L’idea è aiutare le imprese edili ed impiantiste del territorio affinché esse possano riqualificare i condomini utilizzando il meccanismo delle ‘ESCo’ (Energy Service Companies) effettuando cioè interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica negli edifici, ma assumendo su di sé il rischio dell’iniziativa e liberando così il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento. Le imprese infatti si remunerano con una quota del risparmio effettivamente conseguito grazie Continua a leggere

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Finanziaria 2011: tutte le novità per l’edilizia


Detrazione 55% fino al 31 dicembre 2011 e in dieci rate annuali; all’edilizia sanitaria 1,5 miliardi di euro dai fondi Fas per il 2012

FONTE: Edilportale.com

10/12/2010 – Saranno detraibili in dieci rate annuali, anziché cinque, le spese per la riqualificazione energetica degli edifici sostenute nel 2011. L’agevolazione scadrà il 31 dicembre 2011.

Sono queste le novità per la detrazione del 55% introdotte dalla Legge di Stabilità per il 2011 (ex Finanziaria), approvata in via definitiva martedì scorso dal Senato. Non variano invece i tetti di spesa, le percentuali di detrazione e gli interventi ammessi.

Sono infatti agevolabili le spese sostenute per:
– interventi di riqualificazione globale su edifici esistenti, fino ad un massimo di 100.000 euro, pari al 55% di 181.818,18 euro;
– interventi sugli involucri degli edifici (strutture opache e infissi), fino ad un massimo di 60.000 euro, pari al 55% di 109.090,90 euro;
– installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, fino ad un massimo di 60.000 euro, pari al 55% di 109.090,90 euro;
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, fino ad un massimo di Continua a leggere

Il CdM approva il decreto sulla promozione dell’uso dell’energia


Prestigiacomo: «Per le rinnovabili semplificazioni e moderni incentivi»

FONTE: MINISTERO DELL'AMBIENTE

“Il decreto legislativo sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili approvato oggi dal Consiglio dei Ministri è un ulteriore passo avanti che orienta l’Italia verso lo sviluppo sostenibile”. Lo ha affermato il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. “Ed è importante – prosegue il Ministro – che questo provvedimento sia stato assunto mentre a Cancun comincia la Conferenza Mondiale sul Clima che vede nello sviluppo delle rinnovabili una delle principali misure delle politiche per il contenimento delle emissioni di gas serra”.

Il decreto recepisce la direttiva europea 28/2009 e riorganizza l’intero settore tenendo conto dei target di produzione di energia da rinnovabili (il 17% entro il 2020) fissata dagli accordi internazionali sottoscritti dall’Italia.

Sul fronte delle autorizzazioni, che sono di competenza regionale, si definiscono tre percorsi sulla base della dimensione dell’impianto: la comunicazione per gli impianti più piccoli, la dichiarazione inizio lavori per gli impianti medi, l’autorizzazione unica per gli impianti più grandi. A tal proposito il Ministero dell’Ambiente ha emanato nel settembre scorso le linee guida per le Regioni in materia di autorizzazione unica.

Per quanto riguarda gli incentivi si prevede, dopo un periodo transitorio, l’abbandono del sistema dei certificati verdi e si focalizzano gli incentivi sull’energia prodotta dagli impianti. I nuovi meccanismi di incentivazione prevedono tariffe per i piccoli impianti (fino a 10 MW) mentre per gli impianti di potenza maggiore si applicherà un sistema di aste al ribasso.

Tra gli obiettivi primari quello di diminuire gli oneri “indiretti” per i soggetti che intendono realizzare impianti alimentati da fonti rinnovabili attraverso lo snellimento delle procedure e l’accorpamento delle competenze, prevedendo forme di semplificazione che interessano le fasi di autorizzazione, di connessione alla rete elettrica nazionale, di esercizio degli impianti fino alla loro dismissione. Tale diminuzione consentirà di ridurre, nel tempo, i costi specifici di incentivazione a carico dei cittadini nelle bollette.

 

BENEVENTO: I FINANZIAMENTI PER I VILLAGGI RURALI


FONTE: Agenzia Parlamentare per l'Informazione Politica ed Economica

Roma, 11 nov – Sono 16 i progetti ammessi al finanziamento della misura 322 “Rinnovamento dei villaggi rurali” del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) 2007 – 2013 che prevede interventi, pubblici e privati, volti al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni rurali, anche al fine di contenere la desertificazione in atto. L’elenco dei progetti ammessi è stato approvato, su proposta dell’assessore alle politiche agricole e alle attività produttive, Carmine Valentino, dalla Giunta provinciale di Benevento presieduta da Aniello Cimitile. La misura 322 è destinata ai Comuni di Arpaise, Buonalbergo, Campolattaro, Campoli del Monte Taburno, Casalduni, Castelfranco in Miscano, Castelpagano, Castelpoto, Castelvetere di Valfortore, Foiano di Valfortore, Montefalcone di Valfortore, Reino, San Lupo, San Martino Sannita e Santa Croce del Sannio. Dopo la pubblicazione del bando per la manifestazione di interesse, le istanze pervenute alla Provincia sono state 21 poi valutate da apposita Commissione istituita dalla Giunta. Nell’illustrare alla Stampa il deliberato, l’assessore Valentino ha ricordato che Continua a leggere