L’edilizia punta sugli smart building, il business delle ristrutturazioni


(Il Ghirlandaio) Roma, 18 nov.

casettaL’industria dell’edilizia ci ha messo una pietra sopra, almeno per il momento. Impossibile continuare a puntare sulle nuove costruzioni con un mercato delle compravendite asfittico, meglio quindi orientarsi sul business che invece viene dalle ristrutturazioni e dalla riqualificazione energetica. Il settore al luce delle agevolazioni fiscali sta conoscendo un periodo di vitalità.  Le città stanno cambiando volto e con la crisi il tema del risparmio energetico è diventato una priorità. A questo si aggiunge il fattore dei cambiamenti climatici che hanno imposto all’attenzione la necessità di una riqualificazione delle città. Quindi riduzione dei consumi energetici, sicurezza antisismica e contro il rischio alluvioni è la nuova frontiera dell’edilizia come dimostrano i 7 miliardi di euro stanziati dall’Unione europea all’Italia per la riqualificazione edilizia nell’ambito del programma di aiuti comunitari 2014-2020.

La riqualificazione del territorio significa non solo risparmio per le famiglie sulla bolletta energetica ma anche rilancio

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Massetti autolivellanti ed insonorizzati


Il presente video è atato realizzato presso il cantiere di Via Borsellino in Succivo (CE).

Si ringraziano le imprese:

CO.GE.A. srl con sede in Via Napoli, 31 – 81030 Orta di Atella (CE)

D’Avanzo Massetti srl

Massetto isolato acusticamente al fine di ridurre sensibilmente i rumori da calpestio. Esso è composto da un primo strato di sottofondo realizzato con massetto isolante termoacustico con cemento cellulare leggero, di idoneo spessore e densità, per ottenere il giusto coefficiente di trasmissione termica (K) ed una adeguata resistenza alla compressione, avente funzione di livellamento per la posa del sovrastante materassino fonoassorbente finalizzato all’eliminazione del rumore da calpestio. Lo strato di finitura sarà composto da massetto autolivellante a base cementizia tipo SA 500 – FASSA i cui spessori minimi e massimi saranno rispettivamente di 3 e 6 cm.

Guida alle norme in Edilizia: permessi e condoni


Edilizia, il punto sulle norme per costruire nella Guida del Consiglio Nazionale del Notariato: permessi, SCIA, super-DIA, edilizia libera o soggetta a comunicazione di inizio lavori.

FONTE: pmi.it

Pubblicata la Guida operativa alle norme in Edilizia, a cura del Consiglio Nazionale del Notariato. Lo studio 893/2013 illustra la nuova legislazione alla luce delle ultime semplificazioni: Sportello Unico per l’Edilizia (SUE), attività libera, permessi di costruire, SCIA (Segnalazione certificata di Inizio Attività), super DIA (Denuncia inizio attività), demolizioni, ricostruzioni, sanatorie su difformità marginali e agibilità, con due capitoli dedicati al Piano Casa e Città. I riferimenti normativi, oltre al Testo Unico per l’Edilizia (D.P.R. 380/2001), sono le seplificazioni introdotte con il Decreto Sviluppo 2012 e il Decreto Fare 2013, sui permessi per costruire e i documenti per l’avvio dei lavori.

(scarica qui lo studio 893/2013)

Edilizia libera

Gli interventi che non richiedono alcun titolo abilitativo o specifiche comunicazioni sono regolamentati dall’articolo 6, comma 1 del Testo Unico, modificato dall’articolo 5 della legge 73/2010 (di conversione del Dl 40/2010), dal DL Sviluppo (articolo 13 bis Dl 83/2012) e dal DL Fare (Dl 69/2013).
Manutenzione ordinaria (definiti dall’articolo 1, comma 3, lettera a, del DPR 380/2001): opere volte a riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.
Eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o ascensori esterni, o di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio.
Opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato.
Movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari,
Serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola.

Comunicazione inizio lavori

L’attività regolamentata dai commi 2 e 4 dell’articolo 6 del Testo Unico prevede una comunicazione di inizio lavori da inoltrare, anche in via telematica, al SUE del Comune di competenza. Non sono necessarie autorizzazioni a meno che l’immobile non sia sottoposto a Continua a leggere

Auguri di Buon Natale 2013 e felice 2014


A tutti gli amici di Arch.In.Geo;

a tutti coloro che navigano con piacere tra le pagine del nostro Blog trovandolo molto interessante;

a chi passa solo per caso o per semplice curiosità;

buonefeste

A TUTTI GIUNGANO I NOSTRI PIU’ CALOROSI AUGURI DI UN SERENO NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO

AVVISO DI CONVOCAZIONE PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI ARCHITETTI PPC DELLA PROVINCIA DI CASERTA PER IL QUADRIENNIO 2013 – 2017


logo

In allegato al presente post, la delibera di indizione delle elezioni del nuovo Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Caserta per il quadriennio 2013-2017

Avviso_votazioni

Buon Natale 2012 e Felice 2013


A tutti coloro che anche in questo 2012 ci hanno seguito con più o meno interesse;

a coloro che attivamente hanno partecipato ed offerto il loro contributo;

a chi ci ha fatto domende, a chi ci ha fornito risposte, a chi ci ha semplicemente fatto dei complimenti o ci ha fornito validi suggerimenti;

a tutti coloro che con il loro contributo ci hanno aiutato ad ottenere degli ottimi risultati di gradimento

a tutti voi un calorosissimo

GRAZIE

ed i più sinceri AUGURI di

BUON NATALE

e

FELICE ANNO NUOVO

E poichè a Natale è usanza consolidata volgere il proprio pensiero a tutti (buoni e cattivi), volgo il mio pensiero anche a chi:

  •  prima ci ha detto che non dovevamo più pensare al posto fisso ma abituarci alla precarietà del rapporto di lavoro e poi ci ha messi sulla strada con un solo calcio nel culo;
  • ci ha prima invogliati ad accendere mutui per l’acquisto di una nuova abitazione e poi ci ha messo su l’IMU;
  • dovrebbe salvaguardare il nostro territorio ed invece ne fa merce di scambio;
  • continua a tagliare tutto restando comodamente seduto sulla sua poltrona d’oro;
  • è pronto a fare del popolo carne da macello pur di mantenere alti i propri privilegi;

a tutti costoro un sincero, sentito, cordiale e profondo

VAFFANCULO

vaffa

che esplode direttamente dal più profondo dell’anima. Che il 2013 sia per voi l’inizio dei più atroci incubi che ha vissuto chi da voi e dal vostro modo di intendere la politica è stato profondamente umiliato, danneggiato, mortificato, disprezzato ed abbandonato. Possa per tutti voi avverarsi la profezia dei maia almeno dal punto di vista sociale.

Il castello dimenticato – Case file #12


Castello di sammezzano - non plus ultraFerdinando ha una passione, l’architettura, e un’idea: l’arte occidentale deriva da quella orientale. Litiga con tutti per questa sua bizzarra convinzione che, però, continua a difendere a tutti i costi. Ferdinando è il marchesePanciatichi Ximenes d’Aragona ed è ricco, molto ricco. Possiede un edificio nella Valdarno, a Sammezzano, parte di un’enorme e antica tenuta di caccia sin dai tempi di Cosimo I de’ Medici, e decide di finanziare un’impresa faraonica: progettare e realizzare un castello che compendiasse tutti gli stili orientali, dalla Siria, all’India, passando per lo stile moresco.

Continua… Il castello dimenticato – Case file #12.

Palermo, 100 mila posti di lavoro nell’edilizia eco-sostenibile


FONTE: Il Moderatore.it

Sembra che un Viceré spagnolo dicesse che “i siciliani sono individui più furbi che intelligenti”. In effetti, c’è molta verità in questa frase e quando diventeremo più intelligenti e meno furbi vorrà dire che ci sarà stata una svolta e che la nostra Sicilia diventerà un vero e proprio paradiso terrestre, come in un quadro di Bosch.

Forse alcuni segnali stanno arrivando grazie alla collaborazione tra Università e Comune di Palermo; intellighentie che possono rendere Palermo ‘cantiere’ di idee progettuali attraverso l’attuazione di un processo di rinnovamento e di recupero della città, del patrimonio edilizio e urbano in declino, e così fare del capoluogo siciliano una città più europea e competitiva, con un forte innalzamento della qualità della vita e con conseguente crescita dell’occupazione.

Il Cirias (Centro Interdipartimentale di Ricerca in Ingegneria dell’Automazione e dei Sistemi), l’agosto scorso, ha fatto un passo importante siglando Continua a leggere

Edilizia intorno a Villa Adriana e l’Unesco minaccia di dire addio


Rischio lottizzazione per 180 ettari sotto tutela intorno alla villa imperiale. Qualora fosse dato il via al piano edilizio, l’agenzia dell’Onu minaccia di togliere al sito il titolo di “Patrimonio dell’umanità”.  L’Unesco, evidentemente, non si presta alla volgare strumentalizzazione della speculazione edilizia.

FONTE: Il Vostro Quotidiano

ROMA – Non c’è pace per la Villa di Adriano. Dopo le polemiche sulla possibile discarica di Corcolle – adiacente al sito archeologico – ora arriva una nuovo allarme «perché l’Unesco  minaccia di togliere il titolo di Patrimonio dell’umanità». A lanciare l’allarme due consiglieri regionali del Lazio, Antonio Paris – presidente del gruppo misto – e Angelo Miele che in Commissione Urbanistica chiedono di convocare sindaci e costruttori per «capire cosa sta succedendo attorno a uno dei siti archeologici più preziosi al mondo». Il punto, argomentano i due politici, è che «ci sono troppe versioni; ognuno dice quello che vuole e nessuno sembra capire cosa sta succedendo intorno a Villa Adriana».

 Il FATTO –  All’inizio del mese il Tar del Lazio ha bocciato l’ennesimo ricorso che chiedeva la cancellazione del cosiddetto “piano Nathan”: 180mila metri cubi di cemento previsti dal Piano Regolatore del Comune di Tivoli del 1980. Il Tribunale amministrativo non  ha riscontrato, nel progetto della Impreme di Massimo Mezzaroma il pericolo “di danno grave e irreparabile” che ambientalisti e comitati civici   paventano. Ora il sindaco di Tivoli Sandro Gallotti e l’azienda beneficiaria dalla lottizzazione vogliono procedere senza indugio con l’edificazione degli appartamenti, sostenendo che l’intervento urbanistico andrà a riqualificare un’area tutt’ora abbandonata e in pieno degrado.

Quell’area, però, è limitrofa alla superficie “buffer” di 500 ettari ‘di rispetto’ previsti dalla Convenzione tra l’Italia e l’Unesco. Proprio il Comitato per il Patrimonio dell’Umanità è in riunione fino al 6 Luglio: sul tavolo anche la questione di Villa Adriana e dell’urbanizzazione marcata dell’area di Tivoli. Urbanizzazione che – anche a causa del progetto Nathan –  potrebbe spingere il Comitato a revocare tutela e titolo di Patrimonio alla villa dell’imperatore romano. L’Unesco, evidentemente, non si presta alla volgare strumentalizzazione della speculazione edilizia. Un rischio pesante per la zona e il Comune stesso,  che si aggiunge alla denuncia, da parte dei comitati civici, della presenza di altri resti di ville romane proprio nell’area destinata all’edificazione e alla sussistenza di dubbi, dati e pareri contrastanti che caratterizzano tutt’ora la vicenda nonostante la sentenza del tribunale amministrativo.

 UN’AUDIZIONE PER FARE CHIAREZZA –  «Unico dato certo» rincarano Mieli e Paris «è che è in corso una lottizzazione edilizia, ma su come, dove e con che criteri, nessuno sa dare una spiegazione univoca e definitiva. È semplicemente inaccettabile» concordano i consiglieri: «Abbiamo uno dei siti archeologici più importanti e conosciuti del pianeta e non sappiamo che cosa si stia muovendo nelle sue immediate vicinanze». La richiesta, pertanto, è «di fare chiarezza», convocando in Commissione primi cittadini, costruttori e proprietari dei terreni che verranno lottizzati, per «capire cosa stia succedendo», ribadire che la Villa di Adriano «è Patrimonio dell’Umanità» e assicurarsi «che lo rimanga al di là di ogni ragionevole dubbio».

L’edilizia punta sul Made


FONTE: Il Sole24Ore

MILANO
Made Expo, la Fiera dell’edilizia e dell’architettura, in calendario dal 17 al 22 ottobre prossimi alla Fiera di Milano (Rho-Pero), è sulla buona strada per conquistare la leadership mondiale del settore.
E, nonostante che si debba tutti fare i conti con una congiuntura negativa, alternative non ce ne sono: «Il rilancio dell’economia passa prioritariamente da quello dell’edilizia, del mondo delle costruzioni e delle infrastrutture – ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo alla presentazione dell’edizione 2012 della rassegna -. Made Expo é la vetrina in cui si potranno vedere tutte le nuove tecnologie del settore, è un mercato che guarda all’estero e guarda anche all’Italia: sarà un grande stimolo per tutti».
Made Expo ha un compito enorme. «Le fiere sono strumenti di politica industriale – ha sottolineato Squinzi cogliendo spunto da una riflessione dell’ad di Fiera Milano, Enrico Pazzali – ricordiamoci che per l’industria manifatturiera siamo al secondo posto dopo la Germania».
Grandi possibilità si profilano con l’Expo 2015, ma c’è già un’inchiesta della magistratura per sospetta turbativa d’asta sulla prima gara. «Non conosco i dettagli della vicenda – è stato il commento del presidente di Confindustria -, certamente ci vuole vigilanza, però l’importante è fare l’Expo al di là di tutto e stiamo partendo con il piede sbagliato».
Di fatto il mercato delle costruzioni italiane continua ad essere difficile, per questo occasioni come l’Expo non si possono sprecare. «Nel 2011, per il quinto anno consecutivo, l’andamento del mercato delle costruzioni è stato negativo – ha ricordato Andrea Negri, presidente di Made eventi, citando i dati di Federcostruzioni – con un calo degli investimenti complessivi del 3,2%, e le previsioni per il 2012 confermano la fase di stallo, con una perdita dal 2007 per il mercato edilizio del 29% circa del suo valore in termini reali».
A fine anno purtroppo si conteranno circa 90mila cantieri edili aperti (contro gli oltre 108mila registrati alla fine del 2010 e i quasi 95mila del 2011). Ma quest’anno Made Expo cresce a suo modo ospitando il Salone degli Ascensori, nato dall’accordo Confindustria Anie-FederlegnoArredo: il settore Assoascensori muove 2,5 miliardi di euro, siamo primi in Europa e secondi nel mondo dopo i cinesi, forse conviene ricordarlo. A Made Eexpo arriveranno un centinaio di progettisti americani che FederlegnoArredo ha appena incontrato a New York. Dati interessanti arrivano dal recupero e dalla riqualificazione residenziale privata, che in controtendenza ha registrato un andamento decisamente positivo già a partire dal 2010 (+3%) proseguito nel 2011 (+1,2%) e per il 2012 le previsioni sono di una sostanziale tenuta (+0,2%). «Made Expo vuole essere anche promotrice di una nuova politica di messa in sicurezza del territorio – ha aggiunto Roberto Snaidero presidente di FederlegnoArredo – una sempre più reale urgenza sociale ed economica per agire in maniera preventiva e limitare le conseguenze di possibili emergenze sismiche e disastri ambientali».
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-3,2% Il calo degli investimenti totali Nel 2011 l’andamento del mercato delle costruzioni è stato negativo
90mila Cantieri edili aperti a fine 2012 Erano oltre 108mila a fine 2010 e quasi 95mila a fine 2011
-2,5% La flessione stimata per il 2012 Per l’anno in corso è previsto un calo ulteriore degli investimenti

Gli Architetti aderiscono alla giornata di protesta (D-Day) lanciata dall’Ance


FONTE: lavoripubblici.it

11/05/2012“Il lavoro deve essere pagato in tempi ragionevoli e certi. Non sono più tollerabili i ritardi, anzi i mancati pagamenti della Pubblica Amministrazione ai professionisti e alle imprese che si trovano a fronteggiare, sia pure da angolature diverse, le conseguenze della crisi economica. Per questo motivo il Consiglio Nazionale degli Architetti – anche nella qualità di componente degli Stati Generali delle Costruzioni – aderisce al D Day indetto dall’Ance per il prossimo 15 maggio”.

Con queste parole, il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti P.P.C. Leopoldo Freyrie ha annunciato la partecipazione degli architetti italiani alla giornata di protesta del prossimo 15 maggio, organizzata dall’ANCE (leggi news) contro i ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, che come sostenuto dal suo presidente Paolo Buzzetti rappresenta l’avvertimento finale allo Stato per il pagamento dei suoi debiti con le imprese alla quale seguiranno i decreti ingiuntivi.

Il Presidente degli architetti italiani ha parlato della piaga dei ritardi che sommata alla difficoltà di accesso al credito è stata la causa della chiusura di molti studi professionali. “La questione dei ritardi dei pagamenti da parte della P.A., arrivati ormai a una media di 180 giorni è grave soprattutto perché si somma a quella relativa all’estrema difficoltà, se non impossibilità, di accesso al credito ed inasprisce il pesante tributo che i 150 mila architetti stanno pagando all’attuale situazione economica: si trovano ad operare in un mercato della progettazione enormemente contratto, sceso negli ultimi anni del 30% – poiché riflette le gravi difficoltà in cui versa l’edilizia – e che sta provocando, insieme all’aumento delle tasse, la conseguente riduzione dei fatturati e, in molti casi, la chiusura degli Studi professionali di medie e piccole dimensioni”.

In riferimento a questo annoso problema, il Presidente Freyrie ha rilevato come questo sia rifletta in particolare verso i giovani costretti spesso ad abbandonare la professione per cui hanno speso anni di studio all’Università. “Ad essere particolarmente colpiti sono soprattutto i giovani architetti, che rappresentano il 40% dei nostri iscritti, molti dei quali ogni giorno sono costretti ad abbandonare la loro professione per esercitare la quale hanno compiuto un percorso universitario di 5 anni. Ciò è un danno irreparabile, innanzitutto alla loro dignità di professionisti, ma procura anche una grave perdita al nostro Paese, privato di talenti ai quali dovrebbe, invece, essere affidata la difesa e la valorizzazione di quello che sarà il futuro paesaggio italiano”.

Infine, il Presidente Freyrie ha parlato della delega fiscale e della norma che costringerebbe i professionisti a compilare i bilanci per competenza e non per cassa e delle conseguenti problematiche che ne deriverebbero. “Ci preoccupa anche la norma contenuta nella “delega fiscale”, secondo la quale i professionisti singoli o associati dovrebbero compilare bilanci per competenza e non per cassa. La proposta del Governo, non ancora chiarita, permetterebbe – come avviene per le società – di scaricare fiscalmente tutte le spese, ma costringerebbe i professionisti a pagare l’Iva all’emissione della fattura, ancorché quest’ultima non ancora pagata dal cliente: situazione che sarebbe insostenibile considerati i tempi medi di pagamento dei privati e della PA”.

A cura di Gabriele Bivona

Siamo Architetti che vivono e lavorano in questo Paese.


A garanzia di tutti i cittadini

FONTE: Architetroma.it

L’Architettura rappresenta da sempre una delle più alte espressioni della cultura e della civiltà di un popolo.

È la traduzione in spazi, superfici, paesaggi dell’anima profonda di un Paese.

La storia millenaria delle nostre città e dei nostri borghi testimonia quanto sia importante la qualità e la bellezza dei luoghi in cui viviamo.

Per questo il diritto all’Architettura è un diritto di tutti.

E di ognuno.

Deve essere salvaguardato. Come bene comune e non come espressione di una parte, di un gruppo o, peggio, di una corporazione.

Gli architetti lavorano a garanzia dei cittadini.

Eppure proprio in Italia l’Architettura è relegata ad un ruolo marginale nelle dinamiche sociali, culturali, politiche ed economiche del Paese.

Il progetto di Architettura non è il disbrigo di una pratica burocratica o una pura consulenza tecnica: è un’altra cosa. È il pensiero che sottende alla costruzione delle cose, è la pianificazione graduale del volto che assume il mondo in cui viviamo.

Far soccombere il “progetto” alle logiche della peggiore politica, della peggiore amministrazione, della convenienza economica di breve respiro e delle clientele, è molto rischioso. Per tutti.

Lo dimostrano, ogni giorno, le tragedie legate allo sfruttamento irresponsabile del territorio. Lo confermano gli scempi della mancata pianificazione urbanistica.

Lo raccontano i paesaggi devastati e lo squallore di tante periferie delle nostre città.

Noi vogliamo lavorare perché nel nostro paese si torni a “farearchitettura”. 

Perché tanti professionisti possano insieme ricominciare a immaginare e realizzare città, piazze, giardini, uffici, scuole, mercati. E case. In cui sia piacevole vivere. Luoghi, in cui l’abitare sia sicuro.

È su questo che chiediamo alla politica di confrontarsi con noi.

A garanzia di tutti i cittadini.

Noi non chiediamo difese d’ufficio.

Non ci interessano i privilegi di categoria. Il “protezionismo” professionale.

Crediamo sia venuto il momento di riscrivere le regole. Di individuare il senso profondo della professione di Architetto, i meccanismi di accesso alla professione, i codici del lavoro.

Alla politica chiediamo risposte precise.

A garanzia di tutti i cittadini.

Perché non ci interessa mantenere lo status quo.

Non difendiamo gli “ordini professionali” così come sono.

Sappiamo che per molti si è trattato di costruire sacche di privilegio e difese di interessi corporativi. Mentre, per altri, è stato complesso mediare tra l’obbligo di rappresentare interessi di categoria e la necessità di farsi interprete di ragioni collettive.

Non ci vogliamo sottrarre alle regole, alle verifiche, alla prova delle competenze, al rispetto di codici e deontologia. Sappiamo invece che chi ha il compito di progettare le trasformazioni fisiche del territorio è depositario di una forte responsabilità etica nei confronti della società.

Chiediamo che l’Architetto torni ad essere riconosciuto dalla società come colui che immagina, progetta, interpreta, il mondo che è e che sarà.

Che sia posto al centro del dibattito sulla costruzione del vivere e dell’abitare. Che abbia un ruolo e per questo gli vengano necessariamente attribuiti oneri e responsabilità ma anche centralità.

È su questo che chiediamo alla politica un confronto. Non rinviabile.

A garanzia di tutti i cittadini

Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia

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Buon Natale ed un felice e sereno 2012


A tutti coloro che anche in questo 2011 ci hanno seguito con più o meno interesse;

a coloro che attivamente hanno partecipato ed offerto il loro contributo;

a chi ci ha fatto domende, a chi ci ha fornito risposte, a chi ci ha semplicemente fatto dei complimenti o ci ha fornito validi suggerimenti;

a tutti coloro che con il loro contributo ci hanno aiutato ad ottenere degli ottimi risultati di gradimento

a tutti voi un calorosissimo

GRAZIE

ed i più sinceri AUGURI di

BUON NATALE

e

FELICE ANNO NUOVO

E poichè a Natale è usanza consolidata volgere il proprio pensiero a tutti (buoni e cattivi), volgo il mio pensiero anche a chi:

  •  prima ci ha detto che non dovevamo più pensare al posto fisso ma abituarci alla precarietà del rapporto di lavoro e poi ci ha messi sulla strada con un solo calcio nel culo;
  • ci ha prima invogliati ad accendere mutui per l’acquisto di una nuova abitazione e poi ci ha messo su l’ICI;
  • dovrebbe salvaguardare il nostro territorio ed invece ne fa merce di scambio;
  • continua a tagliare tutto restando comodamente seduto sulla sua poltrona d’oro;
  • è pronto a fare del popolo carne da macello pur di mantenere alti i propri privilegi;

a tutti costoro un sincero, sentito, cordiale e profondo

VAFFANCULO

vaffa

che esplode direttamente dal più profondo dell’anima. Che il 2012 sia per voi l’inizio dei più atroci incubi che ha vissuto chi da voi e dal vostro modo di intendere la politica è stato profondamente umiliato, danneggiato, mortificato, disprezzato ed abbandonato. Possa per tutti voi avverarsi la profezia dei maia almeno dal punto di vista sociale.