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Archive for maggio 2012


In nome e per conto dell’associazione Arch.In.Geo

Esprimo piena solidarietà

  • alle famiglie delle vittime;
  • ai feriti ed ai loro cari;
  • agli sfollati e a tutti coloro che si trovano nel disagio dell’inagibilità della propria abitazione.

Alle Regioni ed a tutti gli enti locali colpiti e danneggiati dal sisma, offriamo la piena disponibilità dei nostri tecnici per le eventuali verifiche tecniche del caso.

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FONTE: Il Sole24Ore

MILANO
Made Expo, la Fiera dell’edilizia e dell’architettura, in calendario dal 17 al 22 ottobre prossimi alla Fiera di Milano (Rho-Pero), è sulla buona strada per conquistare la leadership mondiale del settore.
E, nonostante che si debba tutti fare i conti con una congiuntura negativa, alternative non ce ne sono: «Il rilancio dell’economia passa prioritariamente da quello dell’edilizia, del mondo delle costruzioni e delle infrastrutture – ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo alla presentazione dell’edizione 2012 della rassegna -. Made Expo é la vetrina in cui si potranno vedere tutte le nuove tecnologie del settore, è un mercato che guarda all’estero e guarda anche all’Italia: sarà un grande stimolo per tutti».
Made Expo ha un compito enorme. «Le fiere sono strumenti di politica industriale – ha sottolineato Squinzi cogliendo spunto da una riflessione dell’ad di Fiera Milano, Enrico Pazzali – ricordiamoci che per l’industria manifatturiera siamo al secondo posto dopo la Germania».
Grandi possibilità si profilano con l’Expo 2015, ma c’è già un’inchiesta della magistratura per sospetta turbativa d’asta sulla prima gara. «Non conosco i dettagli della vicenda – è stato il commento del presidente di Confindustria -, certamente ci vuole vigilanza, però l’importante è fare l’Expo al di là di tutto e stiamo partendo con il piede sbagliato».
Di fatto il mercato delle costruzioni italiane continua ad essere difficile, per questo occasioni come l’Expo non si possono sprecare. «Nel 2011, per il quinto anno consecutivo, l’andamento del mercato delle costruzioni è stato negativo – ha ricordato Andrea Negri, presidente di Made eventi, citando i dati di Federcostruzioni – con un calo degli investimenti complessivi del 3,2%, e le previsioni per il 2012 confermano la fase di stallo, con una perdita dal 2007 per il mercato edilizio del 29% circa del suo valore in termini reali».
A fine anno purtroppo si conteranno circa 90mila cantieri edili aperti (contro gli oltre 108mila registrati alla fine del 2010 e i quasi 95mila del 2011). Ma quest’anno Made Expo cresce a suo modo ospitando il Salone degli Ascensori, nato dall’accordo Confindustria Anie-FederlegnoArredo: il settore Assoascensori muove 2,5 miliardi di euro, siamo primi in Europa e secondi nel mondo dopo i cinesi, forse conviene ricordarlo. A Made Eexpo arriveranno un centinaio di progettisti americani che FederlegnoArredo ha appena incontrato a New York. Dati interessanti arrivano dal recupero e dalla riqualificazione residenziale privata, che in controtendenza ha registrato un andamento decisamente positivo già a partire dal 2010 (+3%) proseguito nel 2011 (+1,2%) e per il 2012 le previsioni sono di una sostanziale tenuta (+0,2%). «Made Expo vuole essere anche promotrice di una nuova politica di messa in sicurezza del territorio – ha aggiunto Roberto Snaidero presidente di FederlegnoArredo – una sempre più reale urgenza sociale ed economica per agire in maniera preventiva e limitare le conseguenze di possibili emergenze sismiche e disastri ambientali».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-3,2% Il calo degli investimenti totali Nel 2011 l’andamento del mercato delle costruzioni è stato negativo
90mila Cantieri edili aperti a fine 2012 Erano oltre 108mila a fine 2010 e quasi 95mila a fine 2011
-2,5% La flessione stimata per il 2012 Per l’anno in corso è previsto un calo ulteriore degli investimenti

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FONTE: Ediltecnico.it

Proroga in vista per il Piano Casa della Regione Campania.

Ad annunciarlo è l’assessore all’Urbanistica e al Governo del Territorio, Marcello Taglialatela, anticipando la notizia anche alla commissione competente del Consiglio regionale della Campania.

“L’idea – spiega Taglialatela – è di prorogare il Piano Casa in modo particolare nelle parti non comprese nel decreto sviluppo recentemente convertito in legge dal Parlamento facendo sì che soprattutto gli Enti locali possano sfruttare le norme previste dall’art. 7 della legge regionale”.

Secondo Taglialatela si tratta di utilizzare questo strumento per recuperare le aree e gli immobili degradati consentendo una ripresa dell’edilizia pubblica sociale.

“Ricordo, infatti, che – aggiunge l’assessore –  il Piano prevede un aumento delle volumetrie del 50% in caso di abbattimento e ricostruzione di immobili pubblici“.

“Considerando anche i dati allarmanti del calo di lavoratori nel settore edilizio – aggiunge- sono convinto che si tratti di una grossa opportunità per la riqualificazione del patrimonio immobiliare e per un forte stimolo all’occupazione”.

“Resta fermo l’obiettivo di disegnare una Campania nuova secondo il principio di ‘pianificare a volumetria zero’ e di prevedere sempre compensazioni ambientali, secondo i principi del disegno di legge sui piani paesaggistici”, conclude Taglialatela.

Fonte: Ansa

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Cari lettori,

anche se continuo a ritenerla la tassa più ingiusta e più iniqua della storia delle tasse (la paragonerei al cosiddetto “Ius primae noctis” di mesopotamica età), comunque vi propongo in allegato la guida all’IMU in formato PDF realizzata dal Ministero dell’Economia e Finanza.

N.B. Per tutti i Meridionali che per “INEVITABILI” ragioni lavorative (per evidente e manifesta incapacità del governo di tenere fede all’art. 1 della Costituzione) sono costretti a risiedere al NORD di questo … paese pur avendo una casa di proprietà nel proprio Comune di origine, arriva l’ennesima ingiustizia “garibaldina” visto che non sarà possibile usufruire della detrazione per la prima casa in quanto “Le agevolazioni per l’abitazione principale possono essere usufruite soltanto dal soggetto proprietario che vi dimora abitualmente e vi risiede anagraficamente“.

Buona ingiustizia a tutti. scarica qui la guida_imu

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FONTE: Il Sole24Ore

ROMA
La prima risposta del Governo alle richieste del neo-presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, arriverà con il nuovo «decreto sviluppo» che dovrebbe andare al Consiglio dei ministri il prossimo 1° giugno. La partita più importante in corso nell’Esecutivo è quella sugli stimoli fiscali all’edilizia e alla realizzazione delle infrastrutture con capitali privati: ci vorrà ancora qualche giorno per capire se il ministero dell’Economia, quello delle Infrastrutture e Palazzo Chigi decideranno di tenere o meno nel decreto il corposo rafforzamento degli incentivi alla riqualificazione del patrimonio abitativo.
La cura da cavallo proposta da Corrado Passera per l’edilizia prevede la messa a regime degli sgravi Irpef del 55% per il risparmio energetico e il doppio rafforzamento delle detrazioni fiscali ai lavori di recupero edilizio in casa: da una parte lo sgravio Irpef passerebbe dal 36 al 50%, dall’altra il tetto di spesa agevolabile crescerebbe da 48mila a 96mila euro. Se questa cura passerà, il Governo potrà dire di aver cominciato a marciare nella direzione auspicata da Squinzi, soprattutto là dove il nuovo numero uno di viale dell’Astronomia propone di «allargare il campo di intervento delle nuove opere alla manutenzione, alla ristrutturazione e al rinnovo del patrimonio infrastrutturale esistente».
Il rafforzamento degli incentivi va in quella direzione. L’obiettivo è far ripartire il settore delle costruzioni che ha perso – secondo convergenti stime di Ance e Cresme – il 24-25% degli investimenti dal 2008 al 2012, con picchi del 35% nel comparto delle opere pubbliche.
L’esito del confronto nel Governo non è, però, scontato. La Ragioneria generale dello Stato sta svolgendo proprio in queste ore un puntiglioso esame della bozza di decreto legge e la valutazione non è del tutto coincidente con le stime di costo e con le proposte di Porta Pia. Anche perché al 55% e al rilancio del 36% nella nuova versione potenziata il “pacchetto edilizia” aggiunge altre misure favorevoli alle compravendite immobiliari (imposte di registro, catastali e ipotecarie fisse) e ai costruttori che non riescono a vendere il patrimonio costruito (esenzione triennale dall’Imu e ripristino dell’Iva).
È probabile, però, che per decidere cosa fare della “cura Passera” sarà necessario, oltre alle valutazioni tecniche, anche un passaggio politico, alla presenza del premier: se gli incentivi all’edilizia hanno un costo per i conti pubblici, sembrano però anche l’unico lievito capace di trasformare l’ennesimo «decreto sviluppo» in un pacchetto capace di muovere subito il Pil. Senza nulla togliere alle altre importanti misure allo studio, solo il “pacchetto edilizia” sembra in grado di dare un segnale forte producendo effetti benefici sul settore specifico, sull’intera economia e sull’occupazione. Anche Squinzi ha ricordato il forte valore occupazionale del settore delle costruzioni che attiva tre milioni di addetti fra diretti e indiretti.
Il pacchetto proposto dal ministero delle Infrastrutture non si ferma, per altro, al rilancio dell’edilizia, ma si estende al settore delle opere pubbliche. La bozza di decreto tenta infatti di dare risposta anche a un altro punto decisivo del rilancio infrastrutturale, presente nel programma di Governo e puntualmente richiamato ieri da Squinzi: il «pieno coinvolgimento del capitale privato, integrando così le risorse pubbliche».
Le modifiche proposte al regime fiscale dei project bond – le obbligazioni emesse dalle società di progetto e dai concessionari – completano la riforma del quadro delle regole partita già con il decreto di inizio 2012, rendendo più appetibile per il mercato lo strumento del project bond. La tassazione degli interessi verrebbe fissata al 12,5% come per i titoli di Stato mentre «le garanzie di qualunque tipo da chiunque e in qualunque momento prestate» in relazione alle obbligazioni emesse dalle società di progetto sarebbero soggette alle imposte di registro, ipotecarie e catastali fisse anche quando si compiono operazioni come «surroghe, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni». Infine, sarebbe ammessa l’emissione dei project bond anche per rifinanziare il debito precedentemente contratto per la realizzazione dell’infrastruttura o delle opere connesse al servizio di pubblica utilità di cui sia titolare.
Ci sono altre questioni che Squinzi ha riproposto come prioritarie: «L’impotenza decisionale che va superata», una programmazione infrastrutturale più stabile o anche l’uso della politica infrastrutturale per promuovere una politica industriale volta all’innovazione. Il decreto sviluppo conterrà qualche prima norma di semplificazione e di accelerazione, ma qui il percorso da fare è più lungo e richiede un cambiamento profondo dei comportamenti della pubblica amministrazione.

LE MISURE PER RILANCIARE LE COSTRUZIONI Nel decreto sviluppo
Il provvedimento che dovrebbe essere esaminato dal Consiglio dei ministri del 1° giugno sarebbero previste agevolazioni fiscali per l’edilizia e il project financing; nel primo caso ci sarebbe il riordino degli sgravi Irpef del 55 e del 36% per i lavori di ristrutturazione
-24,1%
Il calo in un quinquennio
A tanto ammonta nei cinque anni che vanno dal 2008 al 2012 il crollo degli investimenti nel settore delle costruzioni, comprensive sia dell’edilizia residenziale sia di quella non residenziale

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