Auguri di Buon Natale 2013 e felice 2014


A tutti gli amici di Arch.In.Geo;

a tutti coloro che navigano con piacere tra le pagine del nostro Blog trovandolo molto interessante;

a chi passa solo per caso o per semplice curiosità;

buonefeste

A TUTTI GIUNGANO I NOSTRI PIU’ CALOROSI AUGURI DI UN SERENO NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO

Buon Natale ed un felice e sereno 2012


A tutti coloro che anche in questo 2011 ci hanno seguito con più o meno interesse;

a coloro che attivamente hanno partecipato ed offerto il loro contributo;

a chi ci ha fatto domende, a chi ci ha fornito risposte, a chi ci ha semplicemente fatto dei complimenti o ci ha fornito validi suggerimenti;

a tutti coloro che con il loro contributo ci hanno aiutato ad ottenere degli ottimi risultati di gradimento

a tutti voi un calorosissimo

GRAZIE

ed i più sinceri AUGURI di

BUON NATALE

e

FELICE ANNO NUOVO

E poichè a Natale è usanza consolidata volgere il proprio pensiero a tutti (buoni e cattivi), volgo il mio pensiero anche a chi:

  •  prima ci ha detto che non dovevamo più pensare al posto fisso ma abituarci alla precarietà del rapporto di lavoro e poi ci ha messi sulla strada con un solo calcio nel culo;
  • ci ha prima invogliati ad accendere mutui per l’acquisto di una nuova abitazione e poi ci ha messo su l’ICI;
  • dovrebbe salvaguardare il nostro territorio ed invece ne fa merce di scambio;
  • continua a tagliare tutto restando comodamente seduto sulla sua poltrona d’oro;
  • è pronto a fare del popolo carne da macello pur di mantenere alti i propri privilegi;

a tutti costoro un sincero, sentito, cordiale e profondo

VAFFANCULO

vaffa

che esplode direttamente dal più profondo dell’anima. Che il 2012 sia per voi l’inizio dei più atroci incubi che ha vissuto chi da voi e dal vostro modo di intendere la politica è stato profondamente umiliato, danneggiato, mortificato, disprezzato ed abbandonato. Possa per tutti voi avverarsi la profezia dei maia almeno dal punto di vista sociale.

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Da oggi siamo anche su Facebook con la pagina “Amici di Arch.In.Geo”.

 

Brunetta insulta i precari, Celardo esige dimissioni immediate


Visto che in questo schifosissimo paese i rappresentanti del popolo fanno di tutto fuorchè il compito per il quale sono stati messi lì dove si trovano, cioè cercare almeno di apparire come soggetti aperti all’ascolto ed alla ricerca di soluzioni ai tanti problemi (o almeno i più importanti) che pesano sulle spalle di grosse fette di popolazione, non posso fare a meno di pubblicare questo articolo che ho letto e che mi è piaciuto molto.

FONTE: Italynews.it

Roma – “La mia è una condanna totale e assoluta, siamo di fronte ad un atto gravissimo di imperdonabile irresponsabilità, non solo per  un ministro, ma per un qualsiasi politico o cittadino. Nessuno si può e si deve permettere di insultare così dei giovani che vivono una condizione drammatica, in un paese economicamente allo sbando, abbandonato politicamente. Questo Governo, due giorni fa, ha avuto 28 milioni di schiaffi, Brunetta rappresenta la feccia della politica italiana, non mi prendo paura di dirlo pubblicamente rischiando una querela, perché un ministro della Repubblica non deve permettersi di insultare dei Continua a leggere

Edilizia e riciclaggio l’ultimo segreto di Lande


Fonte: La Repubblica.it – Roma

La pista di Raspi: “Il tesoro dell’Egp in un gigantesco affare immobiliare”. La Finanza indaga sull’acquisto di una serie di villini con l’intermediazione del titolare di un importante circolo sportivo romano

di FEDERICA ANGELI e FRANCESCO VIVIANO

Un affare immobiliare da centinaia di milioni di euro. L’obiettivo di Madoff era di investire i soldi che i risparmiatori gli avevano affidato nel settore dell’edilizia. Così la procura e gli uomini del nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza ora stanno indagando sull’ultimo grande giro di soldi gestito da Lande e dai suoi soci. A mettere gli inquirenti sulle tracce della grossa speculazione edilizia che sarebbe servita, con ogni probabilità, anche a riciclare denaro provento di illeciti, è stato il cognato della mente del raggiro Andrea Raspi.
Ascoltato il 27 aprile dal pubblico ministero Luca Tescaroli, il fratello della compagna di Lande aveva dichiarato: “Io mi fidavo di Lande, il quale diceva che stava seguendo un affare che avrebbe risolto i problemi finanziari della Egp. Si trattava di un’operazione che era stata proposta da Luca Valerio, presidente del circolo golf di Roma, di via di Grottarossa, il quale aveva fatto un investimento immobiliare per costruire dei villini e uno di questi lotti edificabili doveva essere acquistato da un tale di nome Santoro, che era il rappresentante di un gruppo di persone che volevano investire in questa operazione immobiliare. Non so in che modo questa operazione potesse risanare la situazione finanziaria di Egp, io mi fidavo di Lande”. Agli inquirenti che gli chiesero chi fossero le persone Continua a leggere

Venezia: L’accusa del Pm: «Il Comune non ha fermato la corruzione»


Cari amici del mezzogiorno d’Italia udite, udite cosa sono stati in grado di inventarsi gli efficientissimi ed onesti lavoratori Veneziani. Mi sa proprio che, Lega Nord a parte, in fondo in fondo non siamo poi così diversi. Eccovi un racconto raccolto tra le pagine di La Nuova Venezia; sembra proprio cronaca di casa nostra.

VENEZIA. C’è più di qualcuno che negli uffici dell’Edilizia privata a Ca’ Farsetti ha cercato di porre un freno all’ascesa di Antonio Bertoncello, che da «niente» in pochi anni è diventato un «mago» nel far ottenere permessi e autorizzazioni, ma i tentativi sono sempre andati a vuoto. Così, gli inquirenti scrivono che il Comune non avrebbe agito con decisione contro la corruzione. «L’indagine ha potuto dimostrare – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pubblico ministero Paola Tonini – che la diffusività, la capillarità, l’efficacia del sistema corruttivo messo in atto da Bertoncello sono profondamente note all’interno dell’Amministrazione comunale, la quale ha posto in essere soltanto sporadici e blandi interventi finalizzati a neutralizzare le “mele marce”». E ancora: «L’alterazione del principio dell’imparzialità e dell’eguaglianza certamente induce il privato cittadino a rivolgersi comunque al geometra Bertoncello che ben può farsi vanto in una telefonata: “Che cosa preferisce, pagare il doppio con me che passa o pagare la metà con quello che non passa?”». E le sue pratiche, anche quelle più impossibili, passavano e velocementeperché, secondo l’accusa, lui pagava i tecnici comunali e proprio per questo le sue parcelle erano il doppio di quelle degli altri professionisti. Eppure «la situazione è divenuta ormai talmente nota – si legge ancora – che all’interno dell’amministrazione comunale, alcuni tentativi per arginare l’illeceità sono stati posti in essere, ma non hanno prodotto alcun risultato essendo stati blandamente coltivati e rapidamente abbandonati». Tra il geometra Rudi Zanella, pagato per ogni pratica che va in porto con mazzette da mille a 4mila euro, e Bertoncello a marzo 2010 partono messaggi e telefonate concitate: «la C. ha convinto di non darmi più roba tua, ca…o!» scrive il comunale al geometra. Quindi, si telefonano e si spiegano, poi trovano il rimedio: le pratiche di Bertoncello vengono presentate con la firma di un altro professionista, «l’architetto Gera Federico» si legge. Stessa situazione si crea in ottobre dello steso anno. E Zanella quando non viene retribuito come si deve protesta: spiega, ad esempio a Bertoncello, che il «pacheton» da cinque è poco rispetto a quanto concordato. E ancora dice al libero professionista: «Noo! Io non faccio i favori per niente, così a gente del genere. Ciò Antonio. Gli ho fatto tre o quattro favori grandi per sta…per farmi prendere per il c…». Bertoncello, sostiene l’ordinanza «ha saputo creare e modulare un sistema corruttivo dotato di pubblici impiegati asserviti, nei diversi uffici comunali di interesse, in grado di fornire una risposta amministrativa comunque positiva ed immediata alle istanze dei propri clienti. Bertoncello così ha acquisito una nomea di “mago”, con ciò catalizzando una rilevantissima clientela dalla quale ben può pretendere parcelle più corpose, arricchendosi illecitamente». Rudi Zanella e Angelo Dall’Acqua in Comune, Tullio Cambruzzi e Luca Vezzà in Commissione di Salvaguardia, in cambio delle mazzette, avrebbero garantito in via preventiva e durante il procedimento consulenze tecniche alle pratiche di Bertoncello, consentendogli di ottenere pareri favorevoli e conseguenti autorizzazioni; avrebbero anche distrutto e sostituito fotografie ed elaborati tecnici, sostituendoli con altri, più funzionali ad evitare bocciature o accertamenti; avrebbero informato costantemente Bertoncello sullo stato dei procedimenti; avrebbero interferito con l’attività dei colleghi e dei superiori al fine di garantire la tempestiva e positiva definizione delle pratiche, trattandole in via prioritaria. Oltre agli arrestati sono nove gli indagati, alcuni dei quali sono stati sentiti in questi giorni dagli investigatori della Guardia di finanza. Sono gli imprenditori veneziani della Cosmo Emiliano Errico e Matteo Lanza, la moglie di Bertoncello Francesca Sforza, i funzionari comunali Roberto Maschio, Massimo Giangreco e Lucio Todesco, tutti trasferiti all’Archivio storico comunale della Celestia. Infine, ci sono due vigili nell’indagine sulle sponsorizzazione forzate all’Associazione sportiva della Polizia Municipale, sono il presidente e il tesoriere Alessandro Fuolega e Alberto Pavan, trasferiti al magazzino vestiario. E proprio per quest’ultima vicenda Nicola e Guido Rizzo precisano: «Mai abbiamo pagato un solo centesimo né siamo stati invischiati in alcuna maniera in vicende relative a sponsorizzazioni di gruppi sportivi al fine di acquisire benevolenze di chicchessia».

Auguri di Buon Natale 2010 e felice 2011


A tutti gli amici di Arch.In.Geo;

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A TUTTI GIUNGANO I NOSTRI PIU’ CALOROSI AUGURI DI UN SERENO NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO

Si riparte: ricerca sostenitori


Cari amici di Arch.in.geo,

come oramai consuetudine, anche quest’anno il primo di Ottobre, si riparte con una nuova stagione che, sebbene caratterizzata da una crisi veramente profonda e dannatamente devastante, ci auguriamo possa portarci a raggiungere obbiettivi sempre più ambiziosi ed i traguardi che per il momento vivono solo nei nostri sogni.

Riapriamo con un appello rivolto a tutte le società, le aziende ed i liberi professionisti che volessero pubblicizzare le proprie attività e/o i propri prodotti/servizi sulle nostre pagine, contribuendo a sostenere il tempo e gli studi di cui abbiamo bisogno per proporre articoli ed informazioni sempre aggiornate, precise ed al passo con i tempi.

In caso di interesse, vi invito a scrivere direttamente a:

archingeo@hotmail.it

oppure

villanofrancesco@gmail.com

nel ringraziare tutti anticipatamente, vi invito a visitare con assiduità le nostre pagine.

A tutti Buon Lavoro

Il primo premio alla D’Addario: ottiene l’autorizzazione edilizia


Cari amici, visto che l’estate è iniziata, e che il gossip sta diventando quasi il simbolo della bella stagione, vi propongo questo bel articolo di Francesco Cramer che, a mio parere, è sintomatico del decadimento in cui sta piombando l’Italia del 3° millennio.

FONTE: Il giornale.it

Roma – Un premio alla guêpière. Alla fine ha vinto lei, Patrizia D’Addario, la escort più famosa del mondo, quella che ha fatto traballare il Palazzo, sbriciolare un matrimonio, alimentare sospetti e pruderie; quella che ha azionato il tasto «rec» per confezionarsi prove, per mesi diventata icona di sinistra perché in grado, si pensava, di far sloggiare Berlusconi da Palazzo Chigi; quell’arma biondo platino e dalle curve sinuose, spunto per la tiritera delle dieci domande e del premier sultano; quella regina del gossip diventata perfino star, flash al festival di Venezia, un libro, un cd, sfilate e serate à gogo, alla fine ce l’ha fatta. Ha trionfato visto che ha sempre detto di aver fatto quello che ha fatto soltanto per un’«oliata». Voleva superare l’ostacolo di una pratica edilizia che non c’era verso di sbloccare: adesso quella barriera non c’è più. Il comune di Bari, retto dal piddino Michel Emiliano, ha sciolto le riserve: via libera alla pratica D’Addario.
Accompagnatrice d’alto bordo reinventatasi imprenditrice col pallino di fare l’albergatrice, la signora era rimasta impigliata negli ingranaggi della burocrazia del capoluogo pugliese. Un terreno di periferia, un rustico, l’ossessione di costruire un residence. Ma il suo fascicolo rimaneva lì, bloccato, privo del timbro perché senza permessi giusti. Gli uffici comunali le sbattevano in faccia «niet» uno via l’altro: progetto non in sintonia con il piano regolatore. Trafile con gli architetti, scadenze, altre richieste e altri intoppi: niente da fare, se non si può non si può. È stato così che, a differenza di un signor Bianchi o Rossi, la signora D’Addario ha scelto la scorciatoia, l’aiutino, il jolly. Disse più volte che ne aveva parlato anche a Continua a leggere

Barletta, abusi e truffa su edilizia convenzionata: 22 denunce


FONTE: ADNKronos.com

Barletta, 7 giu. – (Adnkronos) – Ventidue persone, tra le quali due dirigenti dell’Ufficio tecnico del Comune di Barletta, sono state denunciate a piede libero dai militari della Guardia di Finanza al termine di una indagine sull’edilizia convenzionata. Le Fiamme Gialle hanno scoperto vari abusi edilizi che sarebbero stati commessi nel rilascio e nell’utilizzo di concessioni, varianti e ampliamenti ottenuti nell’ambito di un Programma di recupero urbano del Comune di Barletta. Sono stati ipotizzati reati contro la pubblica amministrazione. Si tratta, in pratica, di opere finanziate dalla Regione Puglia per un totale di 63 milioni di euro nell’ambito dell’edilizia residenziale convenzionata che, limitatamente alla citta’ di Barletta, prevedeva la costruzione di 120 alloggi.

Piu’ in particolare, gli acquirenti sarebbero stati costretti a corrispondere il prezzo convenzionato per l’acquisto di unita’ immobiliari piu’ piccole rispetto alla tipologia e ai dettami previsti dalla legge regionale e dal bando pubblico di gara. Uno stratagemma posto in essere da costruttori e dirigenti dell’Ufficio tecnico che avrebbe consentito alle imprese di realizzare un numero superiore di alloggi per ciascuno stabile costruito (mediamente da 6 a 9 unita’) grazie a varianti e concessioni in ampliamento rilasciate illecitamente dallo stesso ufficio tecnico.

 La prima fase dell’attivita’ investigativa fece scattare nel 2008 il sequestro preventivo di una delle palazzine proprio per consentire gli accertamenti tecnici e le misurazioni necessarie evidenziando le anomalie poi rilevate per i restanti edifici. Sono stati notificati 22 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettanti imprenditori, professionisti (architetti e ingegneri) e pubblici ufficiali. I reati ipotizzati sono di concorso in abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata, oltre a numerosi abusi edilizi. Piu’ in particolare, gli acquirenti sarebbero stati costretti a corrispondere il prezzo convenzionato per l’acquisto di unita’ immobiliari piu’ piccole rispetto alla tipologia e ai dettami previsti dalla legge regionale e dal bando pubblico di gara. Uno stratagemma posto in essere da costruttori e dirigenti dell’Ufficio tecnico che avrebbe consentito alle imprese di realizzare un numero superiore di alloggi per ciascuno stabile costruito (mediamente da 6 a 9 unita’) grazie a varianti e concessioni in ampliamento rilasciate illecitamente dallo stesso ufficio tecnico.

 

 

La prima fase dell’attivita’ investigativa fece scattare nel 2008 il sequestro preventivo di una delle palazzine proprio per consentire gli accertamenti tecnici e le misurazioni necessarie evidenziando le anomalie poi rilevate per i restanti edifici. Sono stati notificati 22 avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di altrettanti imprenditori, professionisti (architetti e ingegneri) e pubblici ufficiali. I reati ipotizzati sono di concorso in abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata, oltre a numerosi abusi edilizi.

ECOMAFIA: CRISI COLPISCE EDILIZIA, MA NON QUELLA ABUSIVA


FONTE: Agi News On

(AGI) – Roma, 4 giu – La crisi economica incide sul’edilizia, ma non su quella abusiva. Secondo le stime Cresme Consulting, se il settore legale delle costruzioni ha vissuto un sostanzioso calo delle abitazioni ultimate (dalle 316mila del 2008 alle 280mila del 2009), la parte illegale ha visto una diminuzione di sole mille abitazioni, passando da 28mila abitazioni abusive del 2008 alle attuali 27mila. Lo debnuncia nel suo XVII rapporto “Ecomafia 2010” Legambiente. Una fotografia che fa emergere anche lo scandalo del “cemento depotenziato” I tracciati dell’industria delle costruzioni legale e di quella illegale “sono ampiamente separati e vivono di vita propria. L’abusivismo organizzato opera in nero in tutta la sua filiera (acquisto materiali, manodopera, utilizzazione del bene ecc.), selezionando le occasioni migliori e a maggior valore aggiunto quali ville costiere, cascine in aree naturalisticamente pregiate, ecc”. Nel complesso, 7.463 sono state le infrazioni accertate (erano 7.499 nel 2008), 9.784 le denunce (erano 9.986 nel 2008) e 2.832 sequestri (2.644 nel 2008). Piu’ che triplicato, invece, il numero degli arresti, che raggiunge quota 13 (erano solo 3 nel 2008). Come ogni anno la Campania si conferma al primo posto con 1.179 reati accertati, il 15,8% sul totale nazionale.
  Al secondo posto la Calabria (con 905 reati, il 12,1% sul totale), al terzo posto il Lazio con 881 reati accertati (l’11,8% sul totale), mentre la prima regione del Nord e’ la Liguria con 301 infrazioni, il 4% sul totale nazionale. – CEMENTO DEPOTENZIATO: altro capitolo inquietante, secondo Legambiente, quello del calcestruzzo depotenziato: “strade, ponti, viadotti, ferrovie, gallerie, case, centri commerciali e perfino scuole, ospedali e commissariati. Tutti a rischio crollo perche’ tirati su con cemento di pessima qualita’. Un business molto redditizio per i clan che praticamente controllano tutto il ciclo del cemento del Paese e per questo si aggiudicano appalti nazionali e locali per costruire opere pubbliche e private. Dopo le ‘bolle’ false che accompagnano i rifiuti, ecco spuntare un altro documento tra i piu’ utilizzati dalle aziende criminali, le ‘ricette di produzione’ taroccate del calcestruzzo utilizzate per gli aeroporti di Palermo e Trapani, il porto turistico di Balestrate, il lungomare di Mazara del Vallo, l’ormai famoso Ospedale San Giovanni di Dio ad Agrigento e perfino per il Commissariato di Polizia di Catelvetrano (Tp); per il Palazzo di giustizia e la diga foranea di Gela, la piattaforma di emergenza dell’ospedale di Caltanissetta e lo svincolo di Castelbuono dell’autostrada Palermo-Messina”. Ma il fenomeno del cemento depotenziato – denuncia Legambiente – si estende a molte altre regioni: le scuole Maresca di Locri e quella di Tropea in Calabria; il viadotto Fallaco-Corace, nel cavalcavia della nuovissima ferrovia Catanzaro-Lamezia; in Molise per la variante Anas di Venafro, primo lotto della Termoli-San Vittore; nel vicentino nei lotti 9 e 14 dell’autostrada A31 Valdastico e poi per i lavori sull’autostrada A3. In Campania la camorra impone materiale scadente e rifornisce multinazionali che costruiscono parcheggi e imprese impegnate nella costruzione di case abusive sulla collina di Camaldoli. E purtroppo ci potrebbe essere una brutta storia di calcestruzzo depotenziato anche dietro al crollo della casa dello studente dell’Aquila. – I SUPERMARKET DELLA MAFIA – La mafia ha scoperto da tempo un altro modo per fare ottimi guadagni nel ramo del commercio: aprire direttamente i propri negozi, supermarket e grandi centri. Un ottimo metodo per riciclare soldi, ma anche per esercitare il controllo sociale attraverso la gestione degli appalti, delle forniture e dei posti di lavoro. Si tratta di colate di cemento senza limiti su ampie superfici agricole a suon di varianti urbanistiche a favore delle lottizzazioni commerciali. Si fanno cosi’ nuove infrastrutture stradali e parcheggi per migliaia di automobili a uso esclusivo del polo commerciale. Svincoli e complanari che si accolla direttamente il comune o che la societa’ costruttrice realizza deducendo i costi dagli oneri di urbanizzazione che, in ogni caso, vengono pagati con denaro pubblico. In aggiunta, spesso i progetti prevedono la realizzazione di volumetrie destinate a servizi di altro genere, come cinema multisala, palestre, grandi negozi monomarca, alberghi, centri benessere e centri conferenze: una manna per chi lavora nel settore edilizio, legale ma anche mafioso. A fine 2008 solo in Sicilia risultavano circa 100 autorizzazioni per nuove strutture commerciali, e se oggi in Italia la partita piu’ grossa e’ quella che vede al centro Cosa nostra, c’e’ anche l’interesse della ‘ndrangheta nei poli commerciali calabresi, cosi’ come lo storico monopolio del movimento terra e la forte presenza nei cantieri delle grandi opere in Lombardia. E c’e’ il controllo della camorra sui supermercati della Campania e quello sui negozi della capitale.
  – MAFIA E AGRICOLTURA – Anche l’agricoltura si conferma uno dei pilastri dell’economia criminale. Un giro d’affari di 50 miliardi di euro l’anno, poco meno di un terzo del fatturato illegale nel nostro paese. Un business che si traduce in 150 reati al giorno, un agricoltore su tre raggiunto dai tentacoli delle mafie, come denuncia la Cia, Confederazione italiana agricoltori, nel suo terzo rapporto sulla “Criminalita’ in agricoltura”. Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia sono le regioni in cui il comparto dell’agro-crimine rende di piu’, anche se i tentacoli arrivano fino al Nord. I reati vanno dai furti di attrezzature e mezzi agricoli, usura, racket, abigeato, estorsioni, “pizzo”, macellazioni clandestine, danneggiamento alle colture, aggressioni, a truffe nei confronti dell’Unione europea, caporalato, abusivismo edilizio e saccheggio del patrimonio boschivo. – ZOOMAFIE: 5.154 infrazioni accertate per 2.933 persone denunciate, 52 arrestate e 2.836 sequestri effettuati nel settore delle zoomafie. Dai piccioni viaggiatori corrieri della droga ai combattimenti tra cani, dalle corse clandestine di cavalli al traffico di specie protette, fino alla passione dei boss per le fiere da esporre per vanita’ o per intimidire le vittime, anche questo settore aumenta il proprio business nel 2009. Numerosi i casi di commercio illegale di cuccioli di cane di razze pregiate provenienti dall’Est europeo come le corse di cavalli maltrattati, drogati e rovinati dalle gare notturne sulle strade deserte delle periferie del Sud Italia. Il mercato alimentato dagli acquisti via internet e dai lauti guadagni delle scommesse clandestine. L’ecomafia, nell’analisi del 2010 si conferma, quindi, sempre piu’ come fenomeno globale.
  L’Organizzazione mondiale delle Dogane ha attivato pero’ nuove e piu’ sinergiche alleanze tra agenzie che hanno portato nel 2009 al sequestro, solo in Italia, di ben 7.400 tonnellate di rifiuti. Tra le operazioni principali, la Demeter, che ha coinvolto le autorita’ doganali di ben 64 paesi europei, africani e del Sud Est asiatico, portando al sequestro di piu’ di 30.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, costituiti principalmente da plastica, carta, rottami ferrosi e rifiuti elettrici ed elettronici. Nell’ultimo trimestre del 2009 poi, su imput dell’Ufficio centrale antifrode, e’ stata attivata un’operazione di controllo contro il traffico illecito di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), denominata “Video01”, che ha interessato finora i porti di Genova e La Spezia. I controlli hanno riguardato circa 100 spedizioni dichiarate come apparecchiature funzionanti che, invece, contenevano rifiuti elettronici (monitor stampanti e altre parti di computer inutilizzabili), destinati all’estremo oriente e all’Africa.

Buona Pasqua 2010


Visto che tutto è rimasto com’era (tranne alcuni sporadici peggioramenti), ripropongo integralmente il messaggio di auguri di 2 anni fa. Voglio solo aggiungere un pensiero particolare per i 17.005 votanti del Comune di Ota di Atella che per volere dei poteri forti, dovranno accettare di essere amministrati da una compagine politica apprezzata solo da 5.818 di essi (praticamente il 34%). Ad essi oltre gli auguri e gli incoraggiamenti do appuntamento a dopo le festività Pasquali per un’analisi puntuale dei risultati elettorali. 

Poichè la Pasqua nel linguaggio Biblico rappresenta il passaggio dalla morte alla Vita, auguriamo a tutti i nostri lettori (sia quelli abituali che quelli occasionali, sia tutti colombacoloro capitati per caso tra queste pagine) che questa Pasqua sia per tutti il vero passaggio da una vita fatta di:

finte occasioni, aperte a tutti ma create per pochi;

false speranze, di un miglioramento sempre più vicino su carta ma sempre più lontano dalla cruda realtà;

assenza di prospettive per il futuro, che diviene sempre più difficile da immaginare;

corruzione, che nel suo travolgente dilagare ha oramai investito quasi tutto e tutti;

e soprattutto, da una vita vissuta come “poveri fessi”, modellata da decisioni che altri hanno preso per noi, ad una nuova vita fatta di:

occasioni vere per cui impegnarsi e sacrificarsi;

vere speranze di miglioramento che aprano le porte a nuove prospettive di un futuro realmente migliore di quello che si possa immaginare.

Ma soprattutto ad una vita vissuta da “padroni di noi stessi”, anche se “poveri” ma almeno consapevoli e fieri di un futuro, frutto delle nostre personali e libere decisioni.

N.B. Sono, ovviamente esclusi dai nostri auguri, i soliti amici degli amici ed affini.

Buon Natale 2009 – Felice 2010


A tutti i nostri amici e lettori, giunga il nostro calorosissimo augurio di un Natale lieto e sereno ed un Nuovo Anno ricco di gioie e soddisfazioni.

Un pensiero particolare:

  • alle innocenti vittime della sanità Campana;
  • alle migliaia di famiglie messe con le spalle al muro dalla “cosiddetta” Riforma Gelmini;
  • a chi ha poco per cui sorridere e tanto per cui disperarsi;
  • a chi non riesce a trovare una speranza per il proprio futuro;
  • a chi, nella consapevolezza di non riceverle mai, si aspetta dallo Stato tante scuse per l’incapacità di fornire le giuste occasioni che ogni cittadino merita;
  • a chi sta male a prescindere dalla crisi mondiale;
  • a tutti i cittadini onesti e di buona volontà di Orta di Atella, costretti a pagare colpe mai commesse per servizi scarsi ed inefficienti di cui mai potranno godere pienamente.

A tutti la nostra più ampia e piena solidarietà.

Buon Natale

Fresco di Stampa di dicembre: Inchiesta sull’abusivismo edilizio


FONTE: Corrieredelmezzogiorno.it

CASERTA – In edicola da sabato 5 dicembre 2009 il nuovo numero del magazine di Terra di Lavoro e Napoli Nord, “Fresco di Stampa”. In copertina, il dossier sull’abusivismo edilizio in provincia di Caserta e nell’area a nord di Napoli. La foto (di Ferdinando Nicola Baldieri), ritrae il Villaggio Coppola, emblema della speculazione edilizia degli anni scorsi. Titolo del numero di dicembre della rivista: “Qualche mattone di troppo…”. La corposa inchiesta sull’abusivismo mette in luce un fenomeno diffuso sull’intero territorio: Agro aversano, litorale domizio e, poi, la cintura napoletana, fino a Casalnuovo, dove è sorto un intero quartiere mai condonato.

Il caso Orta di Atella sugli scudi: il commissario Francesco Provolo racconta le procedure “abbreviate” per ottenere i permessi e si registrano le prime dichiarazioni dei tecnici “pentiti”, che hanno preso parte al “sistema degli abusi edilizi”. Completa la sezione di primo piano l’intervista all’urbanista Loreto Colombo, il quale spiega le regioni del disordine urbanistico nel territorio Casertano e Napoletano.

Orta di Atella: Nuovi abusi edilizi


Interrompo la lunga pausa estiva ritornando un po’ alle origini… le mie origini. Infatti, mi sono giunte diverse e-mail di vecchi e nuovi compaesani che mi chiedono delle delucidazioni su “quanto sta avvenendo” ad Orta di Atella in provincia di Caserta. Per motivi di onesto lavoro che dalle mie parti mancava e, purtroppo, tutt’oggi manca, mi trovo fisicamente lontano dal posto. Quindi dovrò basare le mie riflessioni sulla scorta delle notizie riportate sulla stampa locale.

A quanto pare, a seguito dello scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni camorristiche, la terna commissariale nominata dal Ministro degli interni, sta portando a galla ciò che in realtà ha sempre galleggiato, cioè il fatto che l’espansione urbanistica di questo paese, sia avvenuta in totale assenza di piani attuativi quali le lottizzazioni. Per intenderci, sono nati interi nuovi quartieri in totale assenza di strade, fogne, parcheggi, marciapiedi, aree verdi, e tutte le principali infrastrutture primarie e secondarie. – Ovviamente solo un condannato al 41bis poteva non accorgersi di tutto questo… ma comunque!!??!! –

L’aspetto più inquietante della questione è che non stiamo affatto parlando della cosiddetta edilizia spontanea, né del classico abuso edilizio ai fini speculativi in difformità o in assenza di Concessione/Permesso a Costruire. Infatti, tutti i manufatti in questione (e ne sono realmente tanti) sono stati realizzati in virtù di titoli abilitativi (concessione edilizia prima e Permesso a costruire dopo) “regolarmente” rilasciati dall’autorità comunale. Il termine “regolarmente” è posto tra parentesi per la semplice ragione che il lavoro dei commissari, sta dimostrando che tali titoli abilitativi di “regolare” hanno solo l’iter amministrativo seguito. Per questa ragione, l’unico atto che poteva essere intrapreso dal responsabile dell’ufficio Urbanistica (tecnico di fiducia dei commissari di governo), è stato quello dell’avvio del procedimento per lottizzazione abusiva che avrà come conseguenza, l’annullamento del titolo abilitativo in virtù del potere di autotutela dell’ente.

Innanzitutto, passiamo ad analizzare la sussistenza o meno dei presupposti fondamentali che legittimino un tale atteggiamento dell’autorità Comunale. Un chiaro riferimento lo ritroviamo nella sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, 13 marzo 2000, n. 1311 (pres. Iannotta, cons. estens. Musio) che testualmente recita: ”L’annullamento di una concessione edilizia disposto dall’autorità comunale nell’esercizio del potere di autotutela è legittimo solo col concorso di due condizioni: l’esistenza di un vizio di legittimità, inficiante l’atto che da annullare, e la presenza di uno specifico pubblico interesse, diverso da quello preordinato al ripristino della legalità violata, tale da giustificare il sacrificio imposto al privato, in relazione alla sua posizione giuridica creatasi in seguito alla concessione rilasciata dalla stessa autorità”. Nel caso specifico, trattandosi di edifici sorti prevalentemente in zone C2 e D, il “vizio di legittimità” che rende possibile l’annullamento, sussiste proprio a causa della mancanza di lottizzazione, in quanto le Norme Tecniche del comune di Orta di Atella, oltre a specificare che per tali zone omogenee “L’edificazione è subordinata alla formazione di piani attuativi (P.d.L.)”, precisano che in assenza di lottizzazione, per i terreni ricadenti in tali zone, “è consentito l’uso del suolo ai soli fini agricoli”. In pratica è come se l’autorità comunale abbia rilasciato dei permessi a costruire in zona agricola. Per quanto riguarda la seconda delle condizioni in concorso, è ovvio che il “pubblico interesse che giustifichi il sacrificio imposto al privato” sussiste proprio a causa della totale assenza di aree (sottratte dagli interventi illegittimamente autorizzati) necessarie a garantire il minimo quantitativo da destinare a standard urbanistici.

Ovviamente, stiamo parlando di una vera e propria bomba appena innescata senza precedenti. Basti pensare che le zone in questione (che costituiscono il 90% del costruito ex-novo) ospitano una popolazione, costituita per lo più da neo residenti, di circa 20.000 abitanti. A tal proposito, per rendere l’idea, basti pensare che nel 2001 l’intero paese conteneva appena quasi 13.000 abitanti in un territori di circa1,4 kmq mentre i più di 20.000 nuovi residenti sono “stivati” in circa 0,5 kmq. Al di la dei numeri, ciò che più di tutto fa pensare ad una bomba appena innescata, sta nel fatto che i provvedimenti emanati sino ad oggi dall’autorità comunale, quasi sicuramente, verranno estesi a tutti gli immobili sorti nelle aree omogenee aventi le stesse caratteristiche (quindi C2, D, ecc.) in quanto, diversamente, si incorrerebbe nel rischio di rendere tali provvedimenti, illegittimi “sotto il profilo dell’eccesso di potere, nelle forme della disparità di trattamento e di sviamento di potere”.

Passiamo, quindi, ad analizzare quali saranno le conseguenze di un probabile annullamento di massa di titoli abilitativi illegittimamente rilasciati. In pratica ci troveremo di fronte ad un territorio totalmente devastato da più di 3.000.000 di metri cubi di costruzioni realizzate in totale assenza di Permesso a costruire e quindi totalmente abusive. La cosa non può che richiamare un “racconto profetico” (alla luce di quanto sta accadendo è la definizione più idonea) apparso improvvisamente in tempi non sospetti sulle pagine di un blog che poco o nulla ha a che fare con Orta di Atella e che viene riproposto in questo articolo (vedi “conclusioni” in fondo pagina). Peccato che però, in questo caso, la realtà sta andando ben oltre la fantasia, in quanto a pagare oltre al sig. Bianchi, saranno, purtroppo, anche gli ignari acquirenti che nel coronare il sogno di una vita, si sono trovati a ricadere nell’incauto acquisto.

Mi sono spesso sentito accusare di essere uno contrario, ad ogni forma di nuova edificazione. Nulla di più falso. Sono semplicemente contrario a questo modo selvaggio e distruttivo di attaccare un territorio già di per sé fragile. Mi si diceva che ero contrario allo sviluppo, allo sfruttamento delle potenzialità lavorative che poteva offrire il territorio, ecc. A questo punto, approfitto per chiarire una volta e per sempre, il mio concetto di sviluppo ed opportunità. Se si pensa che una piccola impresa edile (perché questa era la realtà imprenditoriale del nostro paese all’epoca dei fatti) riesce a realizzare non più di 2.000 metri cubi di immobili in un anno lavorativo, va da se che 50 piccole imprese ne avrebbero prodotti 100.0000. Ora, dividendo i 3.000.000 di metri cubi (realizzati in meno di 10 anni) per 100.000 otteniamo la mancata possibilità di riuscire a dar lavoro a 50 piccole imprese edili per almeno 30 (dico trenta) anni. Forse questi numeri impressioneranno poco, in quanto tirano in ballo imprese e numero di anni. Introduciamo allora il soggetto fondamentale della questione, il lavoratore. Per la realizzazione della relativa quantità stimata di appartamenti, un’impresa deve essere costituita da almeno

  • 4 carpentieri (per la realizzazione delle strutture);
  • 2 operai specializzati e 2 operai comuni (per realizzare tompagni, tramezzi, ed i vari lavori di finitura);
  • 2 elettricisti;
  • 2 idraulici; 
  • 2 pavimentisti; 
  • 2 stuccatori (operai specializzati nella realizzazione degli intonaci);
  • 2 imbianchini; 
  • 1 saldatore; 
  • 1 falegname; 
  • 1 assistente amministrativo/a; 
  • 1 assistente tecnico.

Per un totale generale di circa 22 impiegati che moltiplicati per 50 ditte ci danno la bellezza di 1100 posti di lavoro garantiti per circa 30 anni (bruciati in meno di 10). Senza contare tutto l’indotto a partire dai tecnici liberi professionisti ai falegnami; dal fabbro al rivenditore di materiale, ecc.

Ma tornando a quella che è la realtà del problema, va da se chiedersi quali saranno le conseguenze di tutto questo. È difficile dirlo, ce ne possiamo solo fare un’idea. Secondo la nostra legislazione, per tali reati è prevista l’acquisizione al patrimonio disponibile del Comune di tutti i beni oggetto dei provvedimenti di lottizzazione abusiva. Questo lo sapremo solo tra non meno di 6-7 anni. A qualche abbattimento dimostrativo si arriverà senz’altro, ma per la maggior parte dei casi, sicuramente interverrà una legge regionale fatta ad hoc per risolvere il tutto con una semplice sanzione pecuniaria, considerata, anche, la vastità del fenomeno in esame. Il tutto a totale discapito di un intero popolo che si troverà a pagare tasse sempre più alte per servizi sempre più inefficienti se non inesistenti.

L’interrogativo, forse più inquietante, sta nel cercare di capire come tutto questo sia potuto sfuggire a così tanti organi di controllo del territorio e persino al servizio satellitare inaugurato qualche anno fa e che presentammo anche noi in questo articolo.

Personalmente, sono convinto che tale fenomeno sia stato ben studiato in precedenza a tavolino, con precisione e puntualità scientifica. Probabilmente si è partiti dal detto “mal comune mezzo gaudio” vista la vasta estensione del fenomeno che ha interessato dai piccoli proprietari di appezzamenti di terreno ai grandi speculatori accorsi un po’ dappertutto. Riuscendo così a mettere in seria difficoltà quella giustizia rimasta inerme a guardare (facendo forse finta di non vedere) per circa un decennio. Evidentemente il territorio è stato considerato come una succulenta torta. Dividersi i contendenti in gioco, dai politici alla camorra, dagli organi di controllo ai grandi speculatori, lasciandone una piccola fetta a speculatori improvvisati, piccole imprese a conduzione familiare  ed ai privati cittadini. Si è partiti dall’offrire per prima l’ultima fetta, la più piccola ed apparentemente innocua, creando così il giusto alibi ai grandi contendenti in gioco che, col pretesto di favorire i bisogni dei privati cittadini e delle imprese nascenti, sono riusciti a coprire e mascherare quel sistema di gestione del territorio che si è poi rivelato in tutta la sua aggressività e spregiudicatezza quando si è passati alle fette grosse della succulenta torta. Oggi, con l’arrivo dei commissari, si stanno pian piano ricostruendo tutti i tasselli di questo orrendo mosaico. Sinceramente, l’impressione è che lo stato centrale, accortosi della segreta spartizione della succulenta torta, sia venuto a reclamarne la propria parte indebitamente sottratta. Sembra proprio una violenta guerra tra giganti per stabilire la supremazia dell’uno sull’altro, a totale discapito, ed anzi, nella più totale indifferenza di quelli che saranno gli unici innocenti che ne pagheranno a caro prezzo le conseguenze, a prescindere dal vincitore: “i cittadini”. Considerati dagli uni come degli scudi umani attraverso i quali difendersi dagli attacchi degli avversari, mentre dagli altri come una risorsa da cui attingere ogni qualvolta se ne verifichi la necessità. Ora, visto che la torta è già stata consumata, vien da se chiedersi chi, e soprattutto in che modo ripagherà lo stato della fetta di torta sottratta? Gli amministratori? I tecnici che hanno rilasciato i titoli abilitativi illegittimi? Coloro che avrebbero dovuto vigilare e non l’hanno fatto? I grandi speculatori? I privati cittadini? Le piccole imprese a conduzione familiare? Le giovani famiglie che si sono indebitate una vita per coronare il sogno di una casa? Purtroppo a tutti questi interrogativi, l’unica frase di risposta che mi torna alla mente, è questa che ho letto da qualche parte e che recita: Quando non c’è nessuna via d’uscita in caso di disaccordo, il più debole non può che subire”. Purtroppo la legge del nostro paese non difende il più debole ma si limita ad essere spietatamente “Uguale per tutti” come se si trattasse di qualcosa di scientifico e non soggetto ad interpretazione alcuna. Morale della favola a pagare le pene più amare, sarà l’intera popolazione. Da coloro che si son voluti tenere lontano da certi ambienti o da certi modi di fare, a quelli che hanno appoggiato e spalleggiato questo sistema e che solo oggi si accorgono di aver barattato il proprio territorio per una manciata di polvere; da quelli che pur non approvando avevano una voce troppo debole per poter essere ascoltati; a coloro che, giustamente hanno continuato la propria vita ignorando completamente questi fenomeni perché totalmente impegnati a fare, giorno per giorno, i conti con le enormi difficoltà quotidiane; per finire con chi, ignaro di tutto, per coronare il proprio sogno di avere una casa di proprietà, ha investito tutto in quello che si sta rivelando essere un vero e proprio incubo. Tutti ci ritroveremo a dover vivere in un paese totalmente invivibile, sotto tutti gli aspetti, privo dei servizi più essenziali, dove chi sbaglia ci guadagna bene e chi è saggio e prudente ne paga le pene. Dove per lavorare onestamente non ti resta che emigrare. Dove le tasse sono alte ed i relativi servizi totalmente inefficienti (vedi tassa sui rifiuti). Dove un’enorme quantità di uffici anziché pesare sull’economia del paese, vanno semplicemente ad incrementare il già enorme carico urbanistico di questa popolazione martirizzata da un perpetuo abuso d’ufficio.

Per finire, la cosa più atroce di tutte sta nel sentirsi additare come i colpevoli di tutto questo per il semplice fatto di essere gli elettori che hanno consentito a certi amministratori di realizzare questo disegno criminale. Come se il voto anziché essere la più alta espressione della democrazia, della libertà e del potere del popolo, si riducesse ad essere una semplice firma di autocondanna per aver scelto l’amministratore sbagliato. Personalmente, la cosa che più di tutte mi turba, è la drammatica convinzione che nonostante tutto alla fine non cambierà proprio nulla, anzi. Il tutto si ridurrà ad una semplice pagina buia della storia di questo paese. Ed i nostri figli saranno le innocenti vittime di tutto questo. Dio solo sa quanto vorrei che questa mia convinzione venisse smentita dalla realtà. Ma credo fermamente che l’unica cosa sensata che un uomo di buona volontà possa fare oggi è quella di allontanarsi il più possibile da questo paese maledetto e privo di ogni possibilità di futuro, alla ricerca di una vita normale che qui ci è stata negata per sempre.