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Archive for aprile 2007


Finalmente qualcuno (un Senatore della Repubblica) che inizia a chiarire con precisione come stanno le cose per quanto riguarda i tecnici di Orta di Atella. Nella sua interrogazione, infatti, il sen. Novi di F.I. precisa che complici del gruppo affaristico presente sul territorio di Orta sono le istituzioni, il consiglio comunale e “noti studi professionali”. Dove, a mio avviso, per “noti” si intende alcuni e non tutti come erroneamente si sottolineava ad Orta.

Dal manifesto blu apparso ieri tra le strade del paese, si percepisce una leggera nota di disappunto nel fatto che il senatore, “generalizzando e cogliendo nel mucchio”, coinvolga l’intero consiglio comunale. Sarebbe quasi il caso di affermare “chi la fa l’aspetti”.  Ma l’occasione è propizia per rimandare al mittente la risposta n° 24 apparsa il 2 Marzo tra i commenti di Saturnonet.it (altro…)

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Riferendomi al commento lasciato da Bengio su “Hello World“, ho ritenuto giusto fare alcune considerazioni. Come in ogni cosa tutto ciò che sembra logico, spesso è contraddetto dalla realtà stessa. Nel caso dell’altezza degli edifici, il problema che Bengio solleva è affrontato dagli appassionati di ambiente e territorio, stranamente in maniera opposta, cioè, la tendenza è quella di realizzare edifici sempre più alti. La ragione è molto semplice. Dal punto di vista tecnico ciò che determina le dimensioni che un nouvo piano urbanistico deve assumere, è la previsione, nell’arco di un decennio, del numero di abitanti. Determinato quindi in questo modo l’incremento di popolazione, si passa ad una fase di puro calcolo matematico.

Si parte dalla quantità di superfici per spazzi comuni (parcheggi, verde attrezzato, spazi per il culto, per lo sport, ecc.) per ogni abitante in più. In questo caso la legge fissa dei minimi inderogabili, quindi che a discrezione delle locali amministrazioni, possono anche essere aumentate. Attualmente tale minimo è fissato in 18 mq/abitante.

Quindi si calcolano i nuovi volumi che serviranno a dare un alloggio ad ogni nuovo abitante previsto. Ovviamente, (altro…)

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Riferendomi al commento lasciato da Bengio su “Hello World“, ho ritenuto giusto fare alcune considerazioni. Come in ogni cosa tutto ciò che sembra logico, spesso è contraddetto dalla realtà stessa. Nel caso dell’altezza degli edifici, il problema che Bengio solleva è affrontato dagli appassionati di ambiente e territorio, stranamente in maniera opposta, cioè, la tendenza è quella di realizzare edifici sempre più alti. La ragione è molto semplice. Dal punto di vista tecnico ciò che determina le dimensioni che un nouvo piano urbanistico deve assumere, è la previsione, nell’arco di un decennio, del numero di abitanti. Determinato quindi in questo modo l’incremento di popolazione, si passa ad una fase di puro calcolo matematico.

Si parte dalla quantità di superfici per spazzi comuni (parcheggi, verde attrezzato, spazi per il culto, per lo sport, ecc.) per ogni abitante in più. In questo caso la legge fissa dei minimi inderogabili, quindi che a discrezione delle locali amministrazioni, possono anche essere aumentate. Attualmente tale minimo è fissato in 18 mq/abitante.

Quindi si calcolano i nuovi volumi che serviranno a dare un alloggio ad ogni nuovo abitante previsto. Ovviamente, (altro…)

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