Orta di Atella: Nuovi abusi edilizi


Interrompo la lunga pausa estiva ritornando un po’ alle origini… le mie origini. Infatti, mi sono giunte diverse e-mail di vecchi e nuovi compaesani che mi chiedono delle delucidazioni su “quanto sta avvenendo” ad Orta di Atella in provincia di Caserta. Per motivi di onesto lavoro che dalle mie parti mancava e, purtroppo, tutt’oggi manca, mi trovo fisicamente lontano dal posto. Quindi dovrò basare le mie riflessioni sulla scorta delle notizie riportate sulla stampa locale.

A quanto pare, a seguito dello scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni camorristiche, la terna commissariale nominata dal Ministro degli interni, sta portando a galla ciò che in realtà ha sempre galleggiato, cioè il fatto che l’espansione urbanistica di questo paese, sia avvenuta in totale assenza di piani attuativi quali le lottizzazioni. Per intenderci, sono nati interi nuovi quartieri in totale assenza di strade, fogne, parcheggi, marciapiedi, aree verdi, e tutte le principali infrastrutture primarie e secondarie. – Ovviamente solo un condannato al 41bis poteva non accorgersi di tutto questo… ma comunque!!??!! –

L’aspetto più inquietante della questione è che non stiamo affatto parlando della cosiddetta edilizia spontanea, né del classico abuso edilizio ai fini speculativi in difformità o in assenza di Concessione/Permesso a Costruire. Infatti, tutti i manufatti in questione (e ne sono realmente tanti) sono stati realizzati in virtù di titoli abilitativi (concessione edilizia prima e Permesso a costruire dopo) “regolarmente” rilasciati dall’autorità comunale. Il termine “regolarmente” è posto tra parentesi per la semplice ragione che il lavoro dei commissari, sta dimostrando che tali titoli abilitativi di “regolare” hanno solo l’iter amministrativo seguito. Per questa ragione, l’unico atto che poteva essere intrapreso dal responsabile dell’ufficio Urbanistica (tecnico di fiducia dei commissari di governo), è stato quello dell’avvio del procedimento per lottizzazione abusiva che avrà come conseguenza, l’annullamento del titolo abilitativo in virtù del potere di autotutela dell’ente.

Innanzitutto, passiamo ad analizzare la sussistenza o meno dei presupposti fondamentali che legittimino un tale atteggiamento dell’autorità Comunale. Un chiaro riferimento lo ritroviamo nella sentenza del Consiglio di Stato, sez. V, 13 marzo 2000, n. 1311 (pres. Iannotta, cons. estens. Musio) che testualmente recita: ”L’annullamento di una concessione edilizia disposto dall’autorità comunale nell’esercizio del potere di autotutela è legittimo solo col concorso di due condizioni: l’esistenza di un vizio di legittimità, inficiante l’atto che da annullare, e la presenza di uno specifico pubblico interesse, diverso da quello preordinato al ripristino della legalità violata, tale da giustificare il sacrificio imposto al privato, in relazione alla sua posizione giuridica creatasi in seguito alla concessione rilasciata dalla stessa autorità”. Nel caso specifico, trattandosi di edifici sorti prevalentemente in zone C2 e D, il “vizio di legittimità” che rende possibile l’annullamento, sussiste proprio a causa della mancanza di lottizzazione, in quanto le Norme Tecniche del comune di Orta di Atella, oltre a specificare che per tali zone omogenee “L’edificazione è subordinata alla formazione di piani attuativi (P.d.L.)”, precisano che in assenza di lottizzazione, per i terreni ricadenti in tali zone, “è consentito l’uso del suolo ai soli fini agricoli”. In pratica è come se l’autorità comunale abbia rilasciato dei permessi a costruire in zona agricola. Per quanto riguarda la seconda delle condizioni in concorso, è ovvio che il “pubblico interesse che giustifichi il sacrificio imposto al privato” sussiste proprio a causa della totale assenza di aree (sottratte dagli interventi illegittimamente autorizzati) necessarie a garantire il minimo quantitativo da destinare a standard urbanistici.

Ovviamente, stiamo parlando di una vera e propria bomba appena innescata senza precedenti. Basti pensare che le zone in questione (che costituiscono il 90% del costruito ex-novo) ospitano una popolazione, costituita per lo più da neo residenti, di circa 20.000 abitanti. A tal proposito, per rendere l’idea, basti pensare che nel 2001 l’intero paese conteneva appena quasi 13.000 abitanti in un territori di circa1,4 kmq mentre i più di 20.000 nuovi residenti sono “stivati” in circa 0,5 kmq. Al di la dei numeri, ciò che più di tutto fa pensare ad una bomba appena innescata, sta nel fatto che i provvedimenti emanati sino ad oggi dall’autorità comunale, quasi sicuramente, verranno estesi a tutti gli immobili sorti nelle aree omogenee aventi le stesse caratteristiche (quindi C2, D, ecc.) in quanto, diversamente, si incorrerebbe nel rischio di rendere tali provvedimenti, illegittimi “sotto il profilo dell’eccesso di potere, nelle forme della disparità di trattamento e di sviamento di potere”.

Passiamo, quindi, ad analizzare quali saranno le conseguenze di un probabile annullamento di massa di titoli abilitativi illegittimamente rilasciati. In pratica ci troveremo di fronte ad un territorio totalmente devastato da più di 3.000.000 di metri cubi di costruzioni realizzate in totale assenza di Permesso a costruire e quindi totalmente abusive. La cosa non può che richiamare un “racconto profetico” (alla luce di quanto sta accadendo è la definizione più idonea) apparso improvvisamente in tempi non sospetti sulle pagine di un blog che poco o nulla ha a che fare con Orta di Atella e che viene riproposto in questo articolo (vedi “conclusioni” in fondo pagina). Peccato che però, in questo caso, la realtà sta andando ben oltre la fantasia, in quanto a pagare oltre al sig. Bianchi, saranno, purtroppo, anche gli ignari acquirenti che nel coronare il sogno di una vita, si sono trovati a ricadere nell’incauto acquisto.

Mi sono spesso sentito accusare di essere uno contrario, ad ogni forma di nuova edificazione. Nulla di più falso. Sono semplicemente contrario a questo modo selvaggio e distruttivo di attaccare un territorio già di per sé fragile. Mi si diceva che ero contrario allo sviluppo, allo sfruttamento delle potenzialità lavorative che poteva offrire il territorio, ecc. A questo punto, approfitto per chiarire una volta e per sempre, il mio concetto di sviluppo ed opportunità. Se si pensa che una piccola impresa edile (perché questa era la realtà imprenditoriale del nostro paese all’epoca dei fatti) riesce a realizzare non più di 2.000 metri cubi di immobili in un anno lavorativo, va da se che 50 piccole imprese ne avrebbero prodotti 100.0000. Ora, dividendo i 3.000.000 di metri cubi (realizzati in meno di 10 anni) per 100.000 otteniamo la mancata possibilità di riuscire a dar lavoro a 50 piccole imprese edili per almeno 30 (dico trenta) anni. Forse questi numeri impressioneranno poco, in quanto tirano in ballo imprese e numero di anni. Introduciamo allora il soggetto fondamentale della questione, il lavoratore. Per la realizzazione della relativa quantità stimata di appartamenti, un’impresa deve essere costituita da almeno

  • 4 carpentieri (per la realizzazione delle strutture);
  • 2 operai specializzati e 2 operai comuni (per realizzare tompagni, tramezzi, ed i vari lavori di finitura);
  • 2 elettricisti;
  • 2 idraulici; 
  • 2 pavimentisti; 
  • 2 stuccatori (operai specializzati nella realizzazione degli intonaci);
  • 2 imbianchini; 
  • 1 saldatore; 
  • 1 falegname; 
  • 1 assistente amministrativo/a; 
  • 1 assistente tecnico.

Per un totale generale di circa 22 impiegati che moltiplicati per 50 ditte ci danno la bellezza di 1100 posti di lavoro garantiti per circa 30 anni (bruciati in meno di 10). Senza contare tutto l’indotto a partire dai tecnici liberi professionisti ai falegnami; dal fabbro al rivenditore di materiale, ecc.

Ma tornando a quella che è la realtà del problema, va da se chiedersi quali saranno le conseguenze di tutto questo. È difficile dirlo, ce ne possiamo solo fare un’idea. Secondo la nostra legislazione, per tali reati è prevista l’acquisizione al patrimonio disponibile del Comune di tutti i beni oggetto dei provvedimenti di lottizzazione abusiva. Questo lo sapremo solo tra non meno di 6-7 anni. A qualche abbattimento dimostrativo si arriverà senz’altro, ma per la maggior parte dei casi, sicuramente interverrà una legge regionale fatta ad hoc per risolvere il tutto con una semplice sanzione pecuniaria, considerata, anche, la vastità del fenomeno in esame. Il tutto a totale discapito di un intero popolo che si troverà a pagare tasse sempre più alte per servizi sempre più inefficienti se non inesistenti.

L’interrogativo, forse più inquietante, sta nel cercare di capire come tutto questo sia potuto sfuggire a così tanti organi di controllo del territorio e persino al servizio satellitare inaugurato qualche anno fa e che presentammo anche noi in questo articolo.

Personalmente, sono convinto che tale fenomeno sia stato ben studiato in precedenza a tavolino, con precisione e puntualità scientifica. Probabilmente si è partiti dal detto “mal comune mezzo gaudio” vista la vasta estensione del fenomeno che ha interessato dai piccoli proprietari di appezzamenti di terreno ai grandi speculatori accorsi un po’ dappertutto. Riuscendo così a mettere in seria difficoltà quella giustizia rimasta inerme a guardare (facendo forse finta di non vedere) per circa un decennio. Evidentemente il territorio è stato considerato come una succulenta torta. Dividersi i contendenti in gioco, dai politici alla camorra, dagli organi di controllo ai grandi speculatori, lasciandone una piccola fetta a speculatori improvvisati, piccole imprese a conduzione familiare  ed ai privati cittadini. Si è partiti dall’offrire per prima l’ultima fetta, la più piccola ed apparentemente innocua, creando così il giusto alibi ai grandi contendenti in gioco che, col pretesto di favorire i bisogni dei privati cittadini e delle imprese nascenti, sono riusciti a coprire e mascherare quel sistema di gestione del territorio che si è poi rivelato in tutta la sua aggressività e spregiudicatezza quando si è passati alle fette grosse della succulenta torta. Oggi, con l’arrivo dei commissari, si stanno pian piano ricostruendo tutti i tasselli di questo orrendo mosaico. Sinceramente, l’impressione è che lo stato centrale, accortosi della segreta spartizione della succulenta torta, sia venuto a reclamarne la propria parte indebitamente sottratta. Sembra proprio una violenta guerra tra giganti per stabilire la supremazia dell’uno sull’altro, a totale discapito, ed anzi, nella più totale indifferenza di quelli che saranno gli unici innocenti che ne pagheranno a caro prezzo le conseguenze, a prescindere dal vincitore: “i cittadini”. Considerati dagli uni come degli scudi umani attraverso i quali difendersi dagli attacchi degli avversari, mentre dagli altri come una risorsa da cui attingere ogni qualvolta se ne verifichi la necessità. Ora, visto che la torta è già stata consumata, vien da se chiedersi chi, e soprattutto in che modo ripagherà lo stato della fetta di torta sottratta? Gli amministratori? I tecnici che hanno rilasciato i titoli abilitativi illegittimi? Coloro che avrebbero dovuto vigilare e non l’hanno fatto? I grandi speculatori? I privati cittadini? Le piccole imprese a conduzione familiare? Le giovani famiglie che si sono indebitate una vita per coronare il sogno di una casa? Purtroppo a tutti questi interrogativi, l’unica frase di risposta che mi torna alla mente, è questa che ho letto da qualche parte e che recita: Quando non c’è nessuna via d’uscita in caso di disaccordo, il più debole non può che subire”. Purtroppo la legge del nostro paese non difende il più debole ma si limita ad essere spietatamente “Uguale per tutti” come se si trattasse di qualcosa di scientifico e non soggetto ad interpretazione alcuna. Morale della favola a pagare le pene più amare, sarà l’intera popolazione. Da coloro che si son voluti tenere lontano da certi ambienti o da certi modi di fare, a quelli che hanno appoggiato e spalleggiato questo sistema e che solo oggi si accorgono di aver barattato il proprio territorio per una manciata di polvere; da quelli che pur non approvando avevano una voce troppo debole per poter essere ascoltati; a coloro che, giustamente hanno continuato la propria vita ignorando completamente questi fenomeni perché totalmente impegnati a fare, giorno per giorno, i conti con le enormi difficoltà quotidiane; per finire con chi, ignaro di tutto, per coronare il proprio sogno di avere una casa di proprietà, ha investito tutto in quello che si sta rivelando essere un vero e proprio incubo. Tutti ci ritroveremo a dover vivere in un paese totalmente invivibile, sotto tutti gli aspetti, privo dei servizi più essenziali, dove chi sbaglia ci guadagna bene e chi è saggio e prudente ne paga le pene. Dove per lavorare onestamente non ti resta che emigrare. Dove le tasse sono alte ed i relativi servizi totalmente inefficienti (vedi tassa sui rifiuti). Dove un’enorme quantità di uffici anziché pesare sull’economia del paese, vanno semplicemente ad incrementare il già enorme carico urbanistico di questa popolazione martirizzata da un perpetuo abuso d’ufficio.

Per finire, la cosa più atroce di tutte sta nel sentirsi additare come i colpevoli di tutto questo per il semplice fatto di essere gli elettori che hanno consentito a certi amministratori di realizzare questo disegno criminale. Come se il voto anziché essere la più alta espressione della democrazia, della libertà e del potere del popolo, si riducesse ad essere una semplice firma di autocondanna per aver scelto l’amministratore sbagliato. Personalmente, la cosa che più di tutte mi turba, è la drammatica convinzione che nonostante tutto alla fine non cambierà proprio nulla, anzi. Il tutto si ridurrà ad una semplice pagina buia della storia di questo paese. Ed i nostri figli saranno le innocenti vittime di tutto questo. Dio solo sa quanto vorrei che questa mia convinzione venisse smentita dalla realtà. Ma credo fermamente che l’unica cosa sensata che un uomo di buona volontà possa fare oggi è quella di allontanarsi il più possibile da questo paese maledetto e privo di ogni possibilità di futuro, alla ricerca di una vita normale che qui ci è stata negata per sempre.

Orta di Atella: “Ma lo Stato dov’è”?


Navigando in rete ho trovato ieri, un documento che ha attirato la mia attenzione. Infatti si faceva cenno all’art 1 comma 707 della legge numero 296 del 2006 (legge finanziaria 2007) che stabilisce che  per gli anni 2007, 2008 e 2009 a favore degli enti locali che si trovano, alla data del 1° gennaio di ciascun anno, nella condizione di cui all’articolo 143 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso) è corrisposto dal Ministero dell’interno un contributo destinato alla realizzazione o manutenzione di opere pubbliche nella misura massima annuale di 30 milioni di euro, ripartiti in base alla popolazione residente come risultante al 31 dicembre del penultimo anno precedente.

A tale proposito, e considerato anche lo stato di degrado in cui versano le strade ed alcuni edifici pubblici, mi chiedo se ad Orta per questo 2009 le cose riusciranno a migliorare grazie a questo contributo. E visto che oramai i commissari straordinari inviati dal Governo hanno avuto tutto il tempo necessario per conoscere e capire tutti i reali disagi con cui si trova a convivere (suo malgrado) l’intera popolazione locale, e considerato soprattutto che i politici locali sembrano essere troppo impegnati a fare campagna elettorale, al punto da non consentirgli (nemmeno in questa occasione) di essere il reale filtro tra la gente comune e le istituzioni, cercherò di analizzare dall’esterno (limitandomi alle notizie che si possono cogliere in rete ed analizzando i fatti concreti riscontrabili nella realtà quotidiana) le azioni intraprese ed i risultati ottenuti in questi primi sei mesi di commissariamento.

Parto subito dalla sensazione comune un po a tutti, cioè che il principale (se non unico) interesse di questi nuovi amministratori sembra essere quello di far quadrtare i conti e basta. Ed in questo hanno trovato un grande alleato Continua a leggere

Orta di Atella: Il caso “PUZZA” (che sta facendo impazzire l’intera popolazione), arriva a Roma schivando i quotidiani.


E’ assurdo, anche solo immaginare che oggi, ad appena un millenio dal 3.000 sia ancora possibile che, una notizia che sta sollevando talmente tanti polveroni da approdare al Senato della Repubblica sottoforma di interrogazione a risposta scritta ( Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00798, Pubblicato il 13 novembre 2008 Seduta n. 91), riesca a passare così inosservata sotto gli occhi (e soprattutto sotto il naso) di tutti i giornalisti delle versioni locali dei quotidiani nazionali!?!

Infatti, il 13 novembre è stata pubblicata l’interrogazione a risposta scritta dei Senatori Giacinto Russo e Felice Belisario, entrambi appartenenti al gruppo IdV, indirizzata ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Il comunicato fa esplicito riferimento all’Eurocompost ed al regalo di Natale che il TAR Campania ha generosamente offerto a tutta la popolazione Atellana e dei dintorni. Gli interroganti mettono in rilievo il fatto che: 

alla luce del provvedimento amministrativo del Tribunale regionale preposto, la cui decisione ha gettato nello sconforto i cittadini delle località interessate, si rende necessario un intervento volto a prevenire sollevazioni popolari incontrollabili ed ulteriori ed irreversibili danni derivanti alle persone e all’ecosistema”

 e concludono:

si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di assicurare il pieno rispetto delle norme costituzionali Continua a leggere

Il TAR regala a tutti gli Atellani un Natale “PUZZOLENTE”.


È proprio così. Infatti il TAR rimanda al 21 Gennaio 2009 la pronuncia circa la chiusura dell’Eurocompost.
Riassumo qui di seguito i fatti come si sono susseguiti:
Esasperati dagli odori nauseabondi che si avvertono e dopo gli scarsi risultati ottenuti da petizioni e dagli esposti presentati al comune, i cittadini di Orta di Atella si rivolgono, nell’Agosto di quest’anno, al Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Si tratta di un esposto-denuncia, inviato anche al presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro dell’Ambiente, a tutti i maggiori organi che si occupano di materia ambientale, tra cui anche il Noe di Roma, e anche ai neo commissari prefettizi del comune. A tale appello, segue l’ordinanza Continua a leggere

Orta di Atella: Ritorno al passato, o proiettata verso il futuro?


Il mio primo intervento di questa nuova stagione, non può che ripartire dalle origini, quindi dalla cronaca riguardante il mio paese.

Infatti, da più di tre mesi il problema principale che sembra assillare (e non a torto) l’intera popolazione (e non solo) è la questione PUZZA. In pratica la città è invasa da un’aria irrespirabile la cui causa viene attribuita, da parte dell’intera opinione pubblica, ad un centro di compostaggio presente nell’immediata periferia del paese. Questo non da ieri o da tre mesi, ma, da anni ormai! Fatto sta che da almeno una settimana, un decreto prefettizio ha sospeso le attività di tale ditta e la puzza sembra magicamente sparita

In casi come questi, in cui:

  • è dimostrato palesemente che viviamo in una terra priva dei diritti fondamentali che ci differenziano dalle bestie, quali la libertà ed il diritto alla salute;
  • un bimbo di appena sei anni è costretto a manifestare per le strade del paese per chiedere che gli venga concesso ciò che, invece, gli spetterebbe di diritto;
  • non si legge sui giornali lo sdegno delle istituzioni civili quali le scuole, la politica, le associazioni, ecc.;

l’atteggiamento più abominevole e stupido è proprio quello di chi chiede a coloro che manifestano una ovvia e naturale diffidenza e sfiducia nei confronti di tutto e di tutti, quale possa essere la soluzione a tale problema, come se l’ultimo stolto della terra possa riuscire ad ottenere ciò che non è stato in grado di realizzare chi

Continua a leggere

Casapuzzano: Interviene la soprintendenza. “Vittoria o sconfitta?”


Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini, tradotta letteralmente, significa quello che non hanno fatto i barbari, lo hanno fatto i Barberini!.
Il popolo romano sfogava tramite Pasquino, la più famosa statua “parlante” di Roma, il proprio disappunto denunciando ingiustizie e prepotenze sia della curia romana sia delle famiglie patrizie. Questa frase satirica è indirizzata a papa Urbano VIII Barberini e ai membri della sua famiglia per gli scempi edilizi di cui si resero responsabili: questi, in virtù delle cariche e dei poteri ottenuti, fecero danni alla città, dall’interno, maggiori di quelli che avrebbero potuto esser causati da un’eventuale invasione barbarica. In uno degli episodi più tristemente famosi, papa Urbano VIII fece fondere il bronzo sottratto al Pantheon per costruire il baldacchino di San Pietro e i cannoni per Castel Sant’Angelo. (Wikipedia)

Mai Frase fu più idonea a descrivere ciò che è accaduto e che (purtroppo) continua ad accadere in questo paese.

Le notizie degli ultimi giorni, ci raccontano della – missiva inviata al sindaco di Orta di Atella dal Soprintendente ai Beni Culturali di Caserta con la quale si comunica l’avvio del procedimento di istituzione del Vincolo per il “Palazzo Bugnano” del Borgo di Casapuzzano-.

Qualcuno canta vittoria.

Personalmente la ritengo una vera e propria sconfitta.

Credo, infatti, che solo “una sconfitta” può definirsi quell’anomalo fenomeno, che qui da noi si verifica, secondo cui le risposte a specifiche richieste dei cittadini, la valorizzazione e promozione del patrimonio storico locale, il rispetto delle regole fondamentali sulle quali si fonda la civiltà moderna, anziché venire dagli enti più prossimi al cittadino, debbano giungere, invece, direttamente dallo stato, cioè da quell’ente che, probabilmente, di questo paese conosce a mala pena il nome.

È la sconfitta di un popolo che ha democraticamente scelto i componenti di quella macchina amministrativa che, dopo aver dato Continua a leggere

Casapuzzano: Intervento legittimo?


Anche se la cosa potrebbe apparire come un’assillante ed a tratti monotona fissa da parte mia sento, comunque il dovere morale-professionale di ritornare sull’argomento “Osteria Antica Atella”, meglio conosciuto come “Palazzo del Marchese di Casapuzzano”. Infatti, nonostante

·         Un’interrogazione parlamentare;

·         l’azione intrapresa da alcune associazioni locali;

·         si cerchi (con enorme affanno e difficoltà) di rendere di pubblico dominio l’importanza e la centralità che l’immobile ha rivestito negli anni caratterizzando la vita e la storia locale;

si continua a negare l’evidenza appigliandosi a concetti che mettono chiaramente in luce l’ignoranza e l’incompetenza dell’amministrazione e degli esperti di cui questa si circonda.

So che queste parole potrebbero apparire un tantino dure, ma svolgendo una minuziosa analisi dei fatti la conclusione appare ancora più drastica. Infatti, quando gente grezza nello spirito, rozza nell’animo, e soprattutto pregna della più becera ed arrogante ignoranza, avendo vissuto per anni in condizioni di subalternità riesce (improvvisamente) a raggiungere posizioni economico-sociali, ad ottenere titoli accademici ben al di sopra delle proprie capacità naturali, non potendo cancellare il proprio passato, non può far altro che cercare di eliminarne almeno le tracce. Ed ecco che la barbarie si accanisce soprattutto contro Continua a leggere

Sicurezza sul lavoro, sequestrati cantieri a Orta, Cesa e Succivo


FONTE: pupia.tv/ortadiatella 

ORTA DI ATELLA. Norme di sicurezza sul lavoro praticamente uguale a zero. Carenza di impalcature, mancanza di parapetti, scale prive di protezione, cavi elettrici collegati ai relativi quadri così come capitava, sega circolare utilizzata senza dispositivo alcuno.

Un vero e proprio percorso verso l’inferno quello nel quale erano costretti a lavorare gli addetti a diversi cantieri edili di Orta di Atella, Succivo e Cesa, tutti sequestrati con sei persone denunziate. A controllare a tappeto la zona orientale dell’agro aversano per porre un freno ai continui infortuni su lavoro che si registrano con un ritmo impressionante e con conseguenze spesso mortali per gli addetti ai lavori una task-force composta dagli agenti del commissariato di Aversa, coordinati dal Continua a leggere

Casapuzzano: raccolta firme per salvare il Borgo


Segnalo un’ottima iniziativa denominata “Salviamo il Salvabile. Insieme si può” tesa a salvare l’antico Borgo di Casapuzzano dall’imminente distruzione definitiva. Sono già state raccolte più di 2.000 firme in appena una settimana. Domani, Domenica 30 Marzo 2008 sarà ancora possibile firmare la petizione promossa dalla Parrocchia S. Massimo VV.MM., dall’associazione ArcheoClub sezione di Atella, ed altri, presso la Parrocchia di Orta di Atella al termine di ogni celebrazione, all’ingresso della Chiesa; in Piazza Pertini (ex principessa Belmonte) ed in Piazza Virgilio a Casapuzzano.

La partecipazione della popolazione locale è importantissima in quanto segno di disprezzo nei confronti di chi, dalla Repubblica di San Marino giunge nel nostro territorio per speculare e distruggere la nostra storia, per annullare il nostro passato rendendoci figli del nulla. Finanche il F.A.I. è intervenuto sulla questione. Non possiamo noi che qui viviamo e molto probbabilmente qui moriremo, far finta di Continua a leggere

Orta di Atella: Il più attrattivo tra i paesi over 15.000 abitanti secondo “Il Sole 24 Ore”


Ho trovato sul sito de’ “Il Sole 24 Ore .com” il seguente articolo che fa riferimento alle statistiche dei movimenti di cittadini da e verso le città Italiane. Ovviamente tale statistica non tiene conto dei disagi che tali aumenti vertiginosi di popolazione provocano quando non sono accompagnati dalla crescita delle infrastrutture già carenti in partenza. Ecco l’articolo per intero.

Non sopravvive al tempo il fascino della città eterna. E questa volta non sono i suoi sterminati confini a minacciare la sua grandezza: sempre meno persone la scelgono per stabilirci la propria dimora.
Elaborando i dati Istat relativi ai cittadini iscritti e cancellati per ogni comune italiano nel 2006, la città si trova all’ultimo posto in attrattività tra i capoluoghi di provincia. La classifica boccia soprattutto le città del sud: Salerno ha il secondo peggior risultato, seguono Napoli, Bari, Palermo e Taranto.
«Si tratta di città che non hanno apporto migratorio –, spiega Gian Carlo Continua a leggere

Orta di Atella: innescata una nuova bomba (demografica)


Dalla pagina 13 del Corriere di Caserta di stamattina, apprendiamo l’allarmante notizia dell’annuncio dato dal Primo cittadino relativo all’approdo del PUC (Piano Urbanistico Comunale) nel prossimo Consiglio Comunale. Tale notizia, non può non far scattare i campanelli d’allarme visti i trascorsi. E’ logico chiedersi se non si tratti dell’innesco di una nuova bomba demografica per un paese ormai sull’orlo di un’inevitabile cedimento, sotto il peso di tanto cemento. “Allarmiamoci pure. E’ legittimo. Questa è casa nostra e non cosa loro”. 

Orta di Atella: Convegno sul tema “Urbanistica”


urbanistica convegnoApprendiamo con grande piacere la notizia apparsa ieri sulle pagine del Corriere di Caserta circa l’iniziativa promossa dalla locale sezione del PDI relativa ad un convegno sul tema “urbanistica” divenuto ormai “tema scottante”.

Sembra quasi che sia stato accolto il nostro appello pubblicato qualche settimana fa. Ovviamente non ci illudiamo.  Ci basta sapere che tra coloro che presenzieranno al convegno ci sarà il preside della facoltà di Ingegneria di Aversa. Quindi il mondo accademico, inizia ad interessarsi a queste così delicate vicende capaci di condizionare fortemente il benessere delle persone.

Siamo quasi giunti ad un anno dall’apertura di questo blog. E’ quindi quasi un anno che cerchiamo di sensibilizzare quanti, per piacere o per caso hanno avuto a che fare con noi. Le nostre non sono semplici parole, è tutto indelebilmente scritto e datato tra le pagine di questo blog.

Certo sarebbe stato per noi un piacere ancorchè un onore ricevere un invito (anche informale) ad illustrare la locale situazione edilizia che ben conosciamo. Pazienza, vuol dire che per l’occasione ci limiteremo ad ascoltare e successivamente commentare questo fenomeno (evidentemente dal contenuto più politico che tecnico) comunque importante per una città che comincia a dare segni di risveglio e riapertura al mondo della cultura.  

Appuntamento quindi per Lunedi 21 Gennaio alle 18, presso l’aula consiliare del Comune di Orta di Atella