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Archive for the ‘BioEdilizia’ Category


(Il Ghirlandaio) Roma, 18 nov.

casettaL’industria dell’edilizia ci ha messo una pietra sopra, almeno per il momento. Impossibile continuare a puntare sulle nuove costruzioni con un mercato delle compravendite asfittico, meglio quindi orientarsi sul business che invece viene dalle ristrutturazioni e dalla riqualificazione energetica. Il settore al luce delle agevolazioni fiscali sta conoscendo un periodo di vitalità.  Le città stanno cambiando volto e con la crisi il tema del risparmio energetico è diventato una priorità. A questo si aggiunge il fattore dei cambiamenti climatici che hanno imposto all’attenzione la necessità di una riqualificazione delle città. Quindi riduzione dei consumi energetici, sicurezza antisismica e contro il rischio alluvioni è la nuova frontiera dell’edilizia come dimostrano i 7 miliardi di euro stanziati dall’Unione europea all’Italia per la riqualificazione edilizia nell’ambito del programma di aiuti comunitari 2014-2020.

La riqualificazione del territorio significa non solo risparmio per le famiglie sulla bolletta energetica ma anche rilancio

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A tutti gli amici di Arch.In.Geo;

a tutti coloro che navigano con piacere tra le pagine del nostro Blog trovandolo molto interessante;

a chi passa solo per caso o per semplice curiosità;

buonefeste

A TUTTI GIUNGANO I NOSTRI PIU’ CALOROSI AUGURI DI UN SERENO NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO

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FONTE: http://www.casa24.ilsole24ore.com

pannelli solariSi moltiplicano i canali di finanziamento per le riqualificazioni energetiche in edilizia: ecobonus fiscali, certificati, bond, contratti di finanziamento o fondi europei. Gli strumenti per sviluppare il mattone green non mancano, ma le potenzialità non sempre vengono raccolte dagli operatori: la confusione normativa disincentiva gli investimenti e l’assenza di una filiera strutturata ostacola il business del risparmio energetico. Nelle nostre città il mattone è responsabile del 40% delle emissioni di anidride carbonica e tutti gli obiettivi, da quelli europei a quelli della Strategia energetica nazionale, partono da qui per raggiungere gli standard di efficienza. In base alla direttiva europea 2010/31/Ue, già recepita dall’Italia, i nuovi edifici che verranno costruiti dopo il 2020 (dopo il 2018 per quelli pubblici) dovranno essere «ad altissima prestazione energetica» con un fabbisogno energetico «molto basso o vicino allo zero».

A Smart Energy Expo, la fiera sull’efficienza energetica che si svolgerà a Verona dal 9 all’11 ottobre, si affronterà il tema della finanziabilità degli interventi più complessi: l’efficienza energetica è in cerca di un garante, di un sistema finanziario solido che permetta ai privati di sostenere investimenti complessi e alle imprese di farsi carico dei rischi in operazioni di recupero che coinvolgono diversi attori; che consenta di superare gli ostacoli legati agli elevati costi iniziali e ai tempi troppo lunghi di rientro, barriere per l’accesso al credito. Ad esempio, Germania e Regno Unito hanno messo a punto nuovi strumenti: basta pensare al fondo di garanzia Proklima del Comune di Hannover che cofinanzia progetti pilota di riduzione delle emissioni inquinanti (dal 1998 al 2012 ha assegnato 45milioni di euro) e il Green Deal inglese che nel 2013 ha messo sul piatto 600 milioni di sterline per un programma volto a finanziare recuperi di edifici privati (tramite isolamento dell’involucro, sostituzione degli impianti di riscaldamento, installazione di impianti rinnovabili. eccetera). In questo caso l’impresa (green deal provider) firma un contratto con i proprietari e i lavori possono essere realizzati senza che il cittadino debba “mettere mano al portafoglio”: le somme prestate saranno poi rimborsate a rate attraverso i risparmi in bolletta.

Le risorse ci sono, lo dimostra ad esempio l’annuncio della Banca europea per gli investimenti che metterà sul piatto fino al 2015 circa 6 miliardi di euro l’anno per progetti duraturi e di valore: «Gli strumenti finanziari a disposizione delle piccole e medie imprese e delle Energy service company già ci sono, quello che servono sono dei progetti validi», ha detto Andrea Tinagli, direttore per l’Italia della Bei. Anche Sace dal 2008 ha offerto garanzia per 3,5 miliardi di euro in settori di interesse strategico tra cui l’efficienza energetica e la Cassa depositi e prestiti sta studiando nuovi strumenti per favorire la filiera. «I fondi attualmente esistenti – ha sottolineato Sara Romano, direttore generale del ministero dello Sviluppo economico – sono sottoutilizzati dalle nostre imprese e dalla pubblica amministrazione. La finanziabilità dipende dalla coerenza e dalla bontà dei progetti, che non possono però essere standardizzati e replicati rigidamente, ma devono partire da un adeguato e professionale check energetico dei singoli edifici per poi proporre l’applicazione di soluzioni ad hoc».

Tra le ipotesi in capo c’è anche quella dell’emissione di particolari bond, obbligazioni senza scadenza con un rendimento lievemente superiore a quelli del Tesoro, a cui hanno fatto ricorso aziende come Deutsche Bank: non costituiscono debito perché i capitali vengono impiegati in investimenti produttivi che garantiscono un ritorno economico in grado di compensare l’onere annuale derivante dalle cedole.

Il problema, in realtà, è che ad oggi in Italia (dove l’80% dei cittadini vivono in una casa di proprietà) la riqualificazione energetica nel settore civile è soprattutto il risultato di migliaia di piccoli interventi: dal 2007 (quando la legge 296/06 ha introdotto le prime detrazioni fiscali) al 2011 l’Enea ha registrato un totale di 1,3 milioni di pratiche per accedere agli incentivi (bonus del 55% e oggi 65%), di cui circa il 60% per la sostituzione di infissi. Ridotte, invece, le pratiche per interventi sulle chiusure opache (3%): «Si tratta di investimenti tecnicamente più complessi», afferma Mario Nocera, dell’Unità efficienza energetica dell’Enea. Tra pochi giorni saranno disponibili i risultati relativi all’anno fiscale 2012, che forniranno ulteriori indicazioni per l’evoluzione dello strumento di incentivo. Nonostante l’instabilità politica delle ultime ore, infatti, resta condivisa la volontà di stabilizzare l’Ecobonus e di correggerne alcuni meccanismi. «Stiamo lavorando – afferma Enrico Bonacci, del ministero dello Sviluppo economico – a un restyling delle detrazioni fiscali con nuovi criteri, come costi diversificati in base alle tecnologie e premianti verso quelle più efficaci». Sulla base dei dati raccolti, potrebbe essere valutata una riduzione dei tempi di rientro (oggi spalmati in rate per 10 anni) e l’introduzione di un meccanismo premiante. «Proporremo i possibili correttivi per ottenere migliori risultati in termini di efficienza energetica e di costo per le casse dello Stato», conclude Nocera.

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A tutti coloro che anche in questo 2012 ci hanno seguito con più o meno interesse;

a coloro che attivamente hanno partecipato ed offerto il loro contributo;

a chi ci ha fatto domende, a chi ci ha fornito risposte, a chi ci ha semplicemente fatto dei complimenti o ci ha fornito validi suggerimenti;

a tutti coloro che con il loro contributo ci hanno aiutato ad ottenere degli ottimi risultati di gradimento

a tutti voi un calorosissimo

GRAZIE

ed i più sinceri AUGURI di

BUON NATALE

e

FELICE ANNO NUOVO

E poichè a Natale è usanza consolidata volgere il proprio pensiero a tutti (buoni e cattivi), volgo il mio pensiero anche a chi:

  •  prima ci ha detto che non dovevamo più pensare al posto fisso ma abituarci alla precarietà del rapporto di lavoro e poi ci ha messi sulla strada con un solo calcio nel culo;
  • ci ha prima invogliati ad accendere mutui per l’acquisto di una nuova abitazione e poi ci ha messo su l’IMU;
  • dovrebbe salvaguardare il nostro territorio ed invece ne fa merce di scambio;
  • continua a tagliare tutto restando comodamente seduto sulla sua poltrona d’oro;
  • è pronto a fare del popolo carne da macello pur di mantenere alti i propri privilegi;

a tutti costoro un sincero, sentito, cordiale e profondo

VAFFANCULO

vaffa

che esplode direttamente dal più profondo dell’anima. Che il 2013 sia per voi l’inizio dei più atroci incubi che ha vissuto chi da voi e dal vostro modo di intendere la politica è stato profondamente umiliato, danneggiato, mortificato, disprezzato ed abbandonato. Possa per tutti voi avverarsi la profezia dei maia almeno dal punto di vista sociale.

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FONTE: Il Moderatore.it

Sembra che un Viceré spagnolo dicesse che “i siciliani sono individui più furbi che intelligenti”. In effetti, c’è molta verità in questa frase e quando diventeremo più intelligenti e meno furbi vorrà dire che ci sarà stata una svolta e che la nostra Sicilia diventerà un vero e proprio paradiso terrestre, come in un quadro di Bosch.

Forse alcuni segnali stanno arrivando grazie alla collaborazione tra Università e Comune di Palermo; intellighentie che possono rendere Palermo ‘cantiere’ di idee progettuali attraverso l’attuazione di un processo di rinnovamento e di recupero della città, del patrimonio edilizio e urbano in declino, e così fare del capoluogo siciliano una città più europea e competitiva, con un forte innalzamento della qualità della vita e con conseguente crescita dell’occupazione.

Il Cirias (Centro Interdipartimentale di Ricerca in Ingegneria dell’Automazione e dei Sistemi), l’agosto scorso, ha fatto un passo importante siglando (altro…)

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A garanzia di tutti i cittadini

FONTE: Architetroma.it

L’Architettura rappresenta da sempre una delle più alte espressioni della cultura e della civiltà di un popolo.

È la traduzione in spazi, superfici, paesaggi dell’anima profonda di un Paese.

La storia millenaria delle nostre città e dei nostri borghi testimonia quanto sia importante la qualità e la bellezza dei luoghi in cui viviamo.

Per questo il diritto all’Architettura è un diritto di tutti.

E di ognuno.

Deve essere salvaguardato. Come bene comune e non come espressione di una parte, di un gruppo o, peggio, di una corporazione.

Gli architetti lavorano a garanzia dei cittadini.

Eppure proprio in Italia l’Architettura è relegata ad un ruolo marginale nelle dinamiche sociali, culturali, politiche ed economiche del Paese.

Il progetto di Architettura non è il disbrigo di una pratica burocratica o una pura consulenza tecnica: è un’altra cosa. È il pensiero che sottende alla costruzione delle cose, è la pianificazione graduale del volto che assume il mondo in cui viviamo.

Far soccombere il “progetto” alle logiche della peggiore politica, della peggiore amministrazione, della convenienza economica di breve respiro e delle clientele, è molto rischioso. Per tutti.

Lo dimostrano, ogni giorno, le tragedie legate allo sfruttamento irresponsabile del territorio. Lo confermano gli scempi della mancata pianificazione urbanistica.

Lo raccontano i paesaggi devastati e lo squallore di tante periferie delle nostre città.

Noi vogliamo lavorare perché nel nostro paese si torni a “farearchitettura”. 

Perché tanti professionisti possano insieme ricominciare a immaginare e realizzare città, piazze, giardini, uffici, scuole, mercati. E case. In cui sia piacevole vivere. Luoghi, in cui l’abitare sia sicuro.

È su questo che chiediamo alla politica di confrontarsi con noi.

A garanzia di tutti i cittadini.

Noi non chiediamo difese d’ufficio.

Non ci interessano i privilegi di categoria. Il “protezionismo” professionale.

Crediamo sia venuto il momento di riscrivere le regole. Di individuare il senso profondo della professione di Architetto, i meccanismi di accesso alla professione, i codici del lavoro.

Alla politica chiediamo risposte precise.

A garanzia di tutti i cittadini.

Perché non ci interessa mantenere lo status quo.

Non difendiamo gli “ordini professionali” così come sono.

Sappiamo che per molti si è trattato di costruire sacche di privilegio e difese di interessi corporativi. Mentre, per altri, è stato complesso mediare tra l’obbligo di rappresentare interessi di categoria e la necessità di farsi interprete di ragioni collettive.

Non ci vogliamo sottrarre alle regole, alle verifiche, alla prova delle competenze, al rispetto di codici e deontologia. Sappiamo invece che chi ha il compito di progettare le trasformazioni fisiche del territorio è depositario di una forte responsabilità etica nei confronti della società.

Chiediamo che l’Architetto torni ad essere riconosciuto dalla società come colui che immagina, progetta, interpreta, il mondo che è e che sarà.

Che sia posto al centro del dibattito sulla costruzione del vivere e dell’abitare. Che abbia un ruolo e per questo gli vengano necessariamente attribuiti oneri e responsabilità ma anche centralità.

È su questo che chiediamo alla politica un confronto. Non rinviabile.

A garanzia di tutti i cittadini

Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia

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FONTE: Casa24

Niente annunci immobiliari senza pagella energetica. Dal 1° gennaio 2012 diventa obbligatorio riportare l’indice di prestazione energetica nelle “offerte di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari”. In pratica, chi vuol vendere una casa o un qualsiasi altro fabbricato dovrà prima farsi fare la certificazione energetica da un tecnico abilitato, così da poter inserire il risultato negli annunci di vendita (affissi all’edificio o pubblicati su siti internet, riviste, giornali e altri mezzi di comunicazione).

Le regole e le sanzioni. L’obbligo è stato dettato dal decreto rinnovabili (Dlgs 28/2011), che ha aggiunto il comma 2-quater nell’articolo 6 del Dlgs 192/2005, e alcuni annunci cominciano già a riportare i dati sulle prestazioni energetiche. Il grosso, però, pare ancora sprovvisto di indicazioni. E qui entra in gioco un punto delicato: cosa rischia chi non rispetta l’obbligo? La norma nazionale non prevede sanzioni, anche se alcune riviste specializzate e siti internet hanno iniziato ad avvisare gli inserzionisti dei nuovi obblighi, rifiutando in qualche caso le offerte senza pagella energetica. Il tutto a meno che qualcuno non decida di richiamare in gioco due vecchi articoli della legge 10/1991: cosa che, però, al momento, pare improbabile. Sono invece sicure le multe da 1.000 a 5.000 euro previste in Lombardia con una legge regionale.

I dati da indicare. Secondo la norma nazionale, deve essere indicato nell’annuncio l’indice di prestazione energetica. È il valore che misura il consumo di energia primaria all’anno per mantenere 20 gradi di (altro…)

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