L’UOMO CHE HA PORTATO L’ITALIA IN CRISI ECONOMICA E NON SOLO..”cosa succederà adesso”?

Il Senato nega la fiducia al governo Prodi: 161 no, 156 si’

c_7_articolo_6069_listatakes_itemtake_0_immaginetake.jpgIl Senato ha negato la fiducia al governo Prodi. I no sono stati 161, i si’ 156. Astenuto dell’ultima ora Andreotti, no a sorpresa di Fisichella. Scontati i voti contrari dei diniani e dell’Udeur, con una eccezione per ogni schieramento. Il premier deve ora rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato.

Chiedo il voto esplicito e motivato a ciascuno di voi. Prodi si era presentato cosi al Senato. È subito chiaro ,la sua sarà battaglia fino alla fine. Piena solidarietà a Mastella e un appello per tutti: il paese ha bisogno di continuità, non può permettersi un vuoto di governo. Tre le emergenze, dice: nuova legge elettorale, responsabilità nella politica internazionale, emergenza economica. Nella replica dopo le dichiarazioni di voto, ancora più chiaro si rivolge all’assemblea : sono qui non per testardaggine , ma per coerenza. Espone di nuovo il suo programma, come alla Camera,le cose fatte in questi mesi. “Avremmo potuto fare di più se la legge elettorale fosse stata migliore”. Non usa mezzi toni, la sua strategia è : testa bassa e avanti. “Su di noi, sottolinea, sono state dette solo menzogne in queste ore”.   Poi lascia il Senato e torna a Palazzo Chigi dove ascolta il verdetto dell’aula che lo condanna alle dimissioni.

I possibili scenari dopo la sfiducia del Senato al governo Prodi

“In futuro il partito democratico non si potrà alleare con chi ha tradito il patto con gli elettori”. Le parole di Dario Franceschini, numero due del PD, descrivono in modo inequivocabile il clima all’interno del centrosinistra. Chiaro il riferimento a Mastella, alla sua decisione di passare all’opposizione. Ma Salvi, della sinistra democratica attacca Veltroni e senza giri di parole: è sua la responsabilità della fine della maggioranza. Insomma si è aperta la resa dei conti. E si è aperta anche all’interno della sinistra sinistra. Rifondazione guarda ad un governo a tempo che faccia la legge elettorale mentre Comunisti italiani, e Verdi chiedono per il motivo opposto che si voti subito. L’annuncio della crisi ha avuto invece l’effetto di una chiamata alle armi per il centrodestra che torna compatto attorno a Berlusconi. Fini ha già detto: non c’è dubbio che se si vota ora con questa legge elettorale andremo al voto tutti insieme e Berlusconi sarà il candidato premier. Non vedo alternativa alle elezioni dice anche l’Udc ( sembra archiviata l’ira del leader dell’Udc dopo l’annuncio della nascita del Popolo delle libertà) anche se pensa sempre che chiunque vinca ci sarà bisogno di un governo di responsabilità nazionale. Ma la Lega urla a gran voce: al voto al voto.

“Momento di crisi, unità per le riforme”

Il Paese ha bisogno di riforme e si possono fare solo se le forze politiche fanno propria questa esigenza con un “concorso di volontà” che vinca sulle divisioni. È l’appello che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lancia chiudendo il suo discorso alla Camera per il sessantesimo anniversario della Costituzione. “È mia convinzione da voi, ne sono certo, sostanzialmente condivisa – dice il presidente a senatori e deputati – che non manchino al nostro paese le forze per superare le prove di questa fase storica e di questo cruciale momento. È però necessario porre mano a quel rinnovamento della vita istituzionale, politica e civile, in assenza del quale la comunità nazionale, in tutte le sue parti, sarebbe esposta a crisi gravi”. “La condizione del successo – prosegue Napolitano – è in un concorso di volontà, che non può, non deve mancare. Un concorso di volontà più forte di tutte le ragioni di divisione, pur nello svolgimento di una libera dialettica politica e sociale”. “Ci unisce e ci incoraggia in questo sforzo la grande, vitale risorsa della Costituzione repubblicana – conclude il Capo dello Stato -. Non c’è terreno comune migliore di quello di un autentico, profondo, operante patriottismo costituzionale. È, questa, la nuova, moderna forma di patriottismo nella quale far vivere il patto che ci lega : il nostro patto di unità nazionale nella libertà e nella democrazia”.

2 thoughts on “L’UOMO CHE HA PORTATO L’ITALIA IN CRISI ECONOMICA E NON SOLO..”cosa succederà adesso”?

  1. ….era da aspettarselo, non poteva durare a lungo…ma è da sapere anche che mai cambieranno le cose!!! INUTILE ILLUDERCI!!!

    Ciao arch!

  2. ciao Giuliana….infatti…inutile illuderci!
    Posso dirti però che, mai l’ho fatto…mai mi sonoilluso, per il semplice motivo che la politica in se è illussione per quelle persone che sperano che qualche politico promette e mai mantiene.
    Cosa penso…?
    Penso che la macchina politica in genere sia un’associone mafiosa legalizata!
    “Vedi incarichi e i vari posti assegnati dai favoritismi politici”!
    Quindi meglio evitare questo argomento.
    Buona notte.

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