L’edilizia punta sugli smart building, il business delle ristrutturazioni

(Il Ghirlandaio) Roma, 18 nov.

casettaL’industria dell’edilizia ci ha messo una pietra sopra, almeno per il momento. Impossibile continuare a puntare sulle nuove costruzioni con un mercato delle compravendite asfittico, meglio quindi orientarsi sul business che invece viene dalle ristrutturazioni e dalla riqualificazione energetica. Il settore al luce delle agevolazioni fiscali sta conoscendo un periodo di vitalità.  Le città stanno cambiando volto e con la crisi il tema del risparmio energetico è diventato una priorità. A questo si aggiunge il fattore dei cambiamenti climatici che hanno imposto all’attenzione la necessità di una riqualificazione delle città. Quindi riduzione dei consumi energetici, sicurezza antisismica e contro il rischio alluvioni è la nuova frontiera dell’edilizia come dimostrano i 7 miliardi di euro stanziati dall’Unione europea all’Italia per la riqualificazione edilizia nell’ambito del programma di aiuti comunitari 2014-2020.

La riqualificazione del territorio significa non solo risparmio per le famiglie sulla bolletta energetica ma anche rilancio

dell’economia e stimolo del Pil. Non a caso il settore delle riqualificazioni è l’unico che negli ultimi due anni ha segnato una crescita nell’ambito dell’edilizia pari al 20%.

Un trend confermato dall’amm

inistratore delegato di Gabetti, Roberto Busso, architetto con esperienza ventennale nel real estate, che in una recente intervista su ilghirlandaio.com ha detto che il mercato almeno per i prossimi due anni sarà fatto dalle ristrutturazioni. L’anno scorso gli investimenti in manutenzione straordinaria di abitazioni, secondo i dati Gabetti, hanno superato i 48 miliardi di euro, contro meno di 70 miliardi di turnover derivanti dalle transazioni immobiliari residenziali.

Secondo le rilevazioni del Cresme nel 2013 sono stati spesi 116,8 miliardi di euro in manutenzione ordinaria e straordinaria. Il che significa che quasi il 67% del fatturato dell’edilizia è derivato dalle ristrutturazioni. Inoltre i lavori in casa incentivati dagli eco bonus fiscali valgono ormai il 2% del Pil. Il Cresme valuta che a fine anno questi sconti per la riqualificazione energetica metteranno in moto 33 miliardi di investimenti.

Va ricordato che chi sostiene spe

se per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014, la detrazione Irpef sale al 50%, passando al 40% per il periodo 1º gennaio 2015 – 31 dicembre 2015.

Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.

L’incremento dei lavori di ristrutturazione (sono due miliardi i metri quadrati del patrimonio edilizio che richiedono di essere ristrutturati) ha un risvolto anche occupazionale. Secondo il rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola e Unioncam

ere, entro la fine dell’anno saranno 234 mila le nuove assunzioni legate a competenze green e di queste gran parte riguarderanno il settore dell’edilizia. Si stima che 4 assunzioni su 10 saranno di professionalità green. Stanno emergendo nuove specializzazioni quali il bio architetto, l’esperto nel recupero di materiali di demolizioni, l’ingegnere energetico e l’installatore di impianti a basso consumo che sono molto richiesti nel settore dell’edilizia.

Sta emergendo anche un’accelerazione del business dei materiali legati alle riqualificazioni energetiche. Secondo Navigant Research il fatturato di materiali per il green building arriverà a valere 254 miliardi di dollari nel 2020. Per avere un’idea dell’ordine di grandezze di cui stiamo parlando, un appartamento di 100 metri quadrati all’ultimo piano se isolato dal punto di vista energetico nelle pareti e nel soffitto, consente di risparmiare fino a 1400 euro di costi energetici.

Alcune aziende del settore, intuito il business, hanno fatto rete in modo da fornire prodotti a prezzi competitivi e abbattere la concorrenza. È il caso, ad esempio, di Econdominio che opera nel Centro-Nord e fornisce una diagnosi energetica gratuita ai condomini a cui seguono progetti e interventi di riqualificazione. In Lombardia invece opera Rete Irene, un pool di 13 aziende all’avanguardia nel rendere gli immobili più efficienti dal punto di vista energetico, più rispettosi dell’ambiente. Insomma gli smart building potrebbero diventare la nuova frontiera dell’edilizia.

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