Inceneritori


Dal sito di Green Peace 

clicca sull’immagine per far funzionare l’inceneritoreChe cosa sono
Gli inceneritori o termodistruttori sono impianti di smaltimento di rifiuti che bruciandoli ne riducono il peso ed il volume.

Che cosa producono
Circa 1/3 in peso dei rifiuti in entrata si ritrova a fine ciclo in forma di ceneri, ma come la fisica insegna “niente si crea né si distrugge, ma tutto si trasforma”, così la parte della materia che non si ritrova in uscita viene emessa nel corso del processo.

Che tipo di inquinanti producono
La formazione delle sostanze inquinanti, emesse in forma solida e gassosa da un inceneritore, dipende da diversi fattori quali: la tipologia del rifiuto trattato (composizione chimica), le condizioni di combustione e quelle … continua direttamente dal sito di Green peace

Rifiuti, ci vuole più coraggio da parte degli intellettuali


Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del prof. De Vivo geochimico di fama internazionale (uno dei pochissimi professori universitari napoletani che non si è mai piegato agli ordini della politica e che ha sempre difeso il principio dell’autonomia della ricerca dalla politica), che è un atto di accusa nei confronti della gravissima corruzione del mondo accademico napoletano, senza la quale questa vergognosa  situazione di emergenza in cui versa la Campania non sarebbe mai stata possibile. Tale intervento, per ovvie ragioni rifiutato da tutti i quotidiani napoletani, è stato pubblicato qualche giorno fa sul Manifesto in seconda pagina.

Rifiuti, ci vuole più coraggio da parte degli intellettuali

Benedetto De Vivo 

(ordinario di geochimica ambientale università di Napoli Federico II e adjunct professor Virginia polytechnic institute & State university Blacksburg)

La situazione drammatica in cui versano le province di Napoli e Caserta trova finalmente riscontro a livello nazionale. La stampa chiama finalmente alle proprie responsabilità gli amministratori del territorio invitandoli a dimettersi, e invita giustamente Prodi a intervenire perché la questione rifiuti a questo punto, non è solo un problema della Campania, ma un problema su cui si gioca, immagine e credibilità, l’intero paese Italia a livello mondiale.

Ciò detto non vanno disgiunti dalla responsabilità del presidente Bassolino, coloro che sono stati suoi strettissimi collaboratori a livello politico regionale fino a ieri, e che ora, abbandonata la nave che affonda, si presentano addirittura come il «nuovo» che si affaccia all’orizzonte. Per esempio il ministro, prof. Gino Nicolais non ha rappresentato forse per il presidente Bassolino l’indiscusso anello di congiunzione fra la regione e il mondo intellettuale delle università napoletane? Perché il prof. Nicolais, quando era assessore alla Ricerca della regione Campania, non ha fatto nulla per favorire, ad esempio, la creazione di un Servizio geologico regionale, che sulla falsariga di quello della regione Emilia Romagna, diventasse uno strumento di programmazione del territorio e delle sue risorse, individuando nello specifico, a monte, i luoghi geologicamente idonei a ospitare siti per lo smaltimento dei rifiuti? In particolare la responsabilità in tutta la vicenda rifiuti del mondo universitario è enorme.
In tutta la vicenda non mi pare sia mai intervenuto con un proprio studio il Continua a leggere

Un secolo fa la malaria, oggi i Tumori.


Un capitano medico dell’esercito Britannico di stanza in India, Ronald Ross nel lontano 1898 scoprì che la malaria veniva trasmessa attraverso la puntura di una zanzara. La notizia fece il giro del mondo. Ma Il mondo scientifico reagì in modo emotivo ed irrazionale: Non tenne in nessun conto le osservazioni di Ross. Nel 1902 per le sue ricerche Ross ricevette il premio Nobel per la medicina.

A causa di questo irrazionale atteggiamento del mondo scientifico, una vera e propria profilassi antimalarica fu messa a punto solo nel 1905 in Brasile. Considerato il fatto che “alla fine del 1800 in Italia si avevano 15,000 morti all’anno per malaria” (Wikipedia). Questo assurdo atteggiamento costò, in termini di vite umane, solo in Italia circa 100.000 morti che si sarebbero potute evitare.

Non continuiamo a ripetere gli stessi sbagli. Non lasciamoci plagiare da chi ha interesse solo per l’arricchimento personale. No agli inceneritori (Ecomostri).

In tanti la pensano allo stesso modo. Solo chi ha il potere decisionale la pensa in maniera diversa.

La manipolazione attraverso i media per favorire l’inceneritore. « Sostenibilità Decrescita e democrazia

P.S. Quando i ricercatori si recavano nelle zone paludose per osservare le diverse specie di zanzare, la popolazione (per lo più contadini o pescatori) diceva loro che ad infettare era “lo zanzarone”. Termine con il quale veniva indicata proprio la specie che si rivelò essere la portatrice del virus”. Chissà oggi quante morti potrebbero essere evitate se solo si provasse a dare ascolto alle locali popolazioni.

I punti importanti, a mio parere, sono:

  1. Obbligo per i comuni ad attuare una seria raccolta differenziata;
  2. Obbligo per gli stessi ad attuare campagne formative-informative tendenti ad incentivare la popolazione alla collaborazione civile;
  3. Obbligo ad effettuare il calcolo della TARSU in funzione delle reali produzioni di rifiuti procapite (a persona);
  4. Obbligo a rendere pubblici gli affidamenti ed i relativi costi di gestione dell’intero processo di raccolta e smaltimento, da affiggere all’albo pretorio per tutto il periodo di durata del contratto stesso;
  5. Obbligo di affissione dei proventi derivanti dalla vendita dei materiali riciclabili. Obbligo di detrarre tali importi dai costi del contratto stipulato, in modo che tutti possano riscontrare i vantaggi economici derivanti da una attenta raccolta differenziata (che in tal modo verrà auto-incentivata);
  6. Divieto assoluto di impiegare, ai fini della raccolta e smaltimento rifiuti, società miste. E’ preferibile che i Comuni gestiscano il tutto direttamente con l’acquisto dei macchinari e l’assunzione di tecnici specializzati nella direzione di tali aziende. In alternativa si ricorra all’affidamento ad imprese private sulle quali vigilare con attenzione.

Raggiunti questi obiettivi, avremo ridotto la quantità di rifiuti non riciclabili di almeno il 70%. La parte rimanente andrà trattata con sistemi di Trattamento Continua a leggere