Biennale di architettura, apre il padiglione italiano


L’architetto pensa e crea. E per una volta si permette il lusso di non costruire. È una Biennale all’insegna della ricerca e dell’arte a 360 gradi (si veda anche Il Sole 24 Ore del 4 settembre) quella svelata ieri in anteprima ai Giardini e all’Arsenale di Venezia (la mostra aprirà al pubblico il 14 settembre). Non c’è un edificio, né un progetto: cambio di rotta rispetto alle edizioni precedenti. Alcuni avvertono quasi un senso di ubriacatura, ma con gigantesche e spettacolari istallazioni, e con il contributo di centinaia di professionisti di tutto il mondo, l’XI� Mostra diretta da Aaron Betsky offre un ampio contributo, provocatorio, su chi sia oggi l’architetto. «L’architettura ha dichiarato Francesco Garofalo, curatore del padiglione italiano inaugurato ieri è mettersi in gioco. Non si può affidarsi solo alla sapienza professionale per trovare soluzioni ai problemi della città».
Se la mostra principale curata da Betsky propone sperimentazioni “oltre l’architettura” ( Out there, architecture beyond building è il tema della Mo-stra), lo stesso vale per il padiglione italiano promosso dalla Direzione generale per l’architettura, la Parc. La prima non ha limiti, vola alto e sconfina spesso nell’utopia, mentre nel secondo caso la riflessione si concentra su un tema puntuale: dalla casa all’abitare. «Il padiglione italiano è come un laboratorio spiega Francesco Prosperetti, direttore della Parc –aperto al confronto delle esperienze, su temi non generici ». E per il presidente della Biennale, Paolo Baratta, «l’architetto esce dalla forma, dai metri quadrati e metri cubi, si fa un passo indietro, si propone Continua a leggere

Venezia, stop all’architettura schiava del lusso


«Questa Biennale vuole essere un attacco alla committenza “slabbrata”, quella dell’infimo e del lusso, che ha alterato l’architettura degli ultimi anni, rigettando l’utopia e il rapporto imprescindibile tra l’architetto che sperimenta e le persone che abitano». Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia, introducendo l’undicesima Mostra di architettura “Out There: Architecture Beyond Building”, che aprirà le porte al pubblico domenica 14 settembre, usa parole forti per presentare un progetto «utopico e riformatore»: «Questa mostra, afferma, ha come obiettivo quello di suscitare nuove idee riguardo l’organizzazione dello spazio. Invece di portare qui copie delle opere realizzate dagli architetti in giro per il mondo, abbiamo voluto rappresentare l’idea prima della sua realizzazione».
Secondo il presidente della Biennale, è a causa della «scarsa riflessione sull’utopia» che si è determinata tanta «mediocrità urbana e umana»: «L’architettura deve ritrovare se stessa liberandosi da tutti gli altri possibili coniugi: la sociologia, il territorio, l’urbanistica». «Noi vogliamo isolare l’architettura – dichiara – studiandola prima del contatto con le altre molecole, nell’atto stesso della sperimentazione».
Per riuscire a rappresentare il cuore visionario dell’architettura nel 2004 è stato chiamato un direttore d’eccezione, l’americano Aaron Betsky, direttore del Cincinnati Art Museum, che si presenta ammettendo di «aver sfatato il pregiudizio americano nei confronti dell’Italia»: «Quando Frank Gehry ha presentato Continua a leggere

Un Giardino all’italiana a Tianjin _ mOa


11. Mostra internazionale di Architettura

Venezia, 14 settembre – 23 novembre 2008

A cura di Mario Occhiuto con la partecipazione di Mimmo Paladino
Inaugurazione 12 settembre ore 18.30

A partire dal 2000 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha avviato un programma di collaborazione ambientale con la Cina, all’interno del quale i temi dello sviluppo sostenibile, dell’ambiente urbano e della sua qualità occupano un posto di grande rilievo.

L’edizione 2008 della Biennale di Architettura, intitolata Out There: Architecture Beyond Building è l’occasione per presentare, dal 14 settembre al 23 novembre all’interno dell’Arsenale, uno di questi progetti particolarmente calzante con il tema proposto: Un giardino italiano a Tianjin.

L’installazione, esposta nei padiglioni THETIS, curata dall’architetto Mario Occhiuto con la partecipazione di Mimmo Paladino, illustrerà il progetto architettonico e paesaggistico che lo studio dell’architetto Occhiuto (mOa), sta realizzando in Cina: un giardino destinato a sorgere Continua a leggere

Palladio 500. La grande mostra


Mostra di Architettura

Vicenza, 20 settembre 2008 – 6 gennaio 2009

c/o Palazzo Barbaran da Porto (Contrà Porti 11), Vicenza

Mostra promossa dal Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, Royal Academy of Arts, Royal Institute of British Architects nell’ambito di “Andrea Palladio 500”, manifestazione promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Comitato Nazionale per il V Centenario della nascita di Andrea Palladio (1508 – 2008) e dalla Regione del Veneto – Comitato Regionale per le celebrazioni del cinquecentenario della nascita di Andrea Palladio, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

A cura di Guido Beltramini e Haward Burns con la collaborazione di Charles Hind e Maryanne Stevens. Catalogo edito da Marsilio.

La mostra presenterà oltre 200 opere originali, fra disegni autografi, dipinti, libri, manoscritti, mappe, bronzetti e monete e un gran numero di modelli architettonici. Essi sono i “fotogrammi” attraverso cui raccontare la vita e il modo di lavorare di Palladio in un percorso di vita che ha inizio nella seconda metà degli anni Trenta del Cinquecento e concludersi nell’agosto del 1580.

La mostra vuole raccontare al grande pubblico una sintesi a 360 gradi, coinvolgente ed essenzialmente nuova, di quanto si conosce sulla vita, l’architettura e l’eredità di Palladio. L’obiettivo è di catturare l’attenzione, affascinare e stimolare l’immaginazione del pubblico: grazie alla eccezionale qualità e varietà delle opere originali esposte, e anche con l’impiego di modelli, compresi plastici realizzati appositamente, video e animazioni create al computer.

Il racconto della mostra si snoderà attraverso 10 sale, impegnando l’intero piano nobile di palazzo Barbaran da Porto, l’unica dimora urbana che Palladio riuscì a realizzare integralmente.

I temi presentati nelle varie sale sono suddivisi in tre sezioni principale:
1. La carriera di un genio dell’architettura
2. Nella mente di Palladio
3. Un eterno contemporaneo

 “Palladio 500. La grande mostra”, Vicenza,
dal 20 settembre 2008 al 6 gennaio 2009.
Orario: domenica – giovedì: 9,30 – 19; venerdì, sabato e festività: 9,30 – 21

 Informazioni sulla Mostra e sul Centenario Palladiano: www.andreapalladio500.it

 

Carlo Scarpa e l’origine delle cose


11. Mostra Internazionale di Architettura

Venezia, 14 settembre – 23 novembre 2008

c/o Padiglione Venezia, Giardini della Biennale,

Il Padiglione Venezia della Biennale propone “Carlo Scarpa e l’origine delle cose”, mostra-installazione curata da Guido Beltramini e Alessandro Scandurra per “Biennale Architettura 11. Mostra Internazionale di Architettura, Out There: Architecture Beyond Building”.

L’iniziativa è sostenuta e promossa dalla Regione del Veneto in collaborazione con Dainese, Estel, Trend.

Architetto sciamano, come lo ha definito Kurt Forster, Carlo Scarpa (1906-1978) ha trascorso la propria vita costruendo spazi come congegni, “mappe d’invenzione” dove trovavano vita la sua idea del territorio e le ossessioni private, proiettando l’orizzonte dei suoi progetti oltre gli edifici, mantenendoli incerti e spesso non finiti. L’atrio della Querini Stampalia, in cui le acque spinte dalle maree entrano all’interno dell’edificio, cancella il limite fra costruito e artificiale, mette in consonanza l’edificio con i ritmi naturali della laguna. Lo stesso limite fra vita e morte è “disegnato” nella “macchina per il ricordo”, il complesso monumentale Brion, dove la costellazione araldico-industriale della famiglia Brion-Vega diventa forma del meccanismo cardanico che governa l’accesso allo spazio per il dolore privato. Sul fondo delle grandi vasche, al di sotto del pelo dell’acqua, Scarpa realizza le forme di un paesaggio alla rovescia, un altro mondo attraverso lo specchio liquido. Vi è un angolo di visione privilegiato del fare di Scarpa “beyond building”, la progettazione di spazi per la scultura, quando libero dagli obblighi funzionali opera con una visione totalmente mentale. Il monumento alla Partigiana (1968) sulla banchina della Biennale è emblematico: la riva si disgrega in blocchi di pietra simili alle molecole di un cristallo che sta sciogliendosi nell’acqua, metafora della dissoluzione del fascismo a cui la donna si era sacrificata, una piattaforma galleggiante che respira al ritmo della marea, una sfida all’ordine “razionale”.

Come nell’intuizione di Carlo Scarpa, oggi autori (architetti e artisti) elaborano la mancanza di un orizzonte di riferimento costruendosi un sistema di codici e regole che ridisegnano un esistente possibile. Nuovi maghi e ingenui alchimisti ripartono oggi dall’energia degli elementi, dalle forze che governano la materia e la formano, dalla violenza degli elementi e dei rapporti, dalla relazione tra le cose e l’equilibrio energetico delle parti: questi sono i materiali da costruzione di edifici e installazioni paradossali che guardano alla nostra condizione, sperimentando in presa diretta un mondo incompleto.

Navarro Baldeweg, Diller+Scofidio (+Renfro) e Umberto Riva sono autori i cui percorsi, con traiettorie diverse, ripartono dalle stesse domande all’origine dei lavori di Carlo Scarpa. La terra del Veneto, la sua pietra, acqua, argilla e i suoi ritmi naturali, sono i materiali del progetto di Scarpa: a partire dai suoi progetti, da materiali originali, la mostra mette a confronto il suo percorso con autori contemporanei attraverso documenti, interviste, video e immagini. Ci si muove verso il senso più profondo, si scende, dove le domande nascono, dove l’esistenza stessa delle cose è in discussione. Come nelle ricerche di senso di Carlo Scarpa, che oscillano tra arte e architettura, ci si interroga da una ricerca sul perché le cose esistono.

Saranno esposti 46 disegni originali di Carlo Scarpa, provenienti dalle collezioni della Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee del Ministero per i beni culturali, e conservati al Centro Carlo Scarpa di Treviso. In particolare saranno presentati per la prima volta tutti i disegni per l’installazione La partigiana, realizzata da Carlo Scarpa sulla riva di fronte ai Giardini della Biennale di Venezia nel 1968 e recentemente restaurata. Accanto ad essi saranno accostati i prototipi delle sculture Crescita e Contafili, creati da Scarpa per la XXXIV Biennale d’arte di Venezia nel 1968, all’interno dell’installazione Ambiente con cui presentò al pubblico il senso del proprio lavoro.

I progetti degli architetti e artisti contemporanei coinvolti nella mostra, fra cui Juan Navarro Baldeweg, Diller Scofidio (+ Renfro) e Umberto Riva saranno presenti con sequenze di immagini digitali e video interviste realizzate per l’occasione.

L’allestimento della mostra, progettato da scandurrastudio è pensato come un meccanismo di lettura dei materiali. I disegni possono essere mossi dal visitatore scorrendo su un lungo binario al centro del Padiglione, creando aggregazioni e relazioni volta per volta diverse.

I commissari del Padiglione Venezia e curatori della mostra sono Guido Beltramini e Alessandro Scandurra.

 Info:
– CISA Palladio www.cisapalladio.org
– Scandurrastudio: www.scandurrastudio.com
– Biennale: www.labiennale.org

 

“Frank O. Gehry”…Amato a New York, snobbato in Italia


Intervista – «Amato a New York, snobbato a Salerno». Parla l’architetto che con il Guggenheim di Bilbao ha cambiato la storia. Il suo grattacielo segna la rinascita dopo l’11 settembre. Frank O. Gehry: incredibile, mi hanno usato per farsi pubblicità sul «termovalorizzatore opera d’arte».

LOS ANGELES – «Sono cresciuto prendendo come modello le archistar del mio tempo: si chiamavano Le Corbusier, Alvar Aalto, Frank Lloyd Wright. Quello che sono oggi, lo devo anche a loro. Se possono spingere un giovane architetto a migliorarsi, ad essere sé stesso, ben vengano le archistar». Poi precisa: «Naturalmente, quando parlo di archistar, non parlo certo di me». L’incontro con Frank O. Gehry, probabilmente l’architetto più conosciuto del mondo (tanto da finire persino tra i Simpson) nonché freschissimo vincitore del Leone alla carriera della prossima Biennale di Venezia, comincia con una difesa a sorpresa di una categoria, quella appunto delle archistar, sempre più spesso nel mirino per atteggiamenti, costi, progetti: «Se oggi si parla così tanto di architettura – dice – è merito anche loro». Gehry, divo malgré lui, è un ometto piccolo, vestito molto semplicemente in maglietta e pantaloni blu da lavoro. Ha i capelli bianchi, porta occhiali da vista leggerissimi che però nascondono uno sguardo chiaro che ti attraversa come un laser. Nato a Toronto (Canada) il 28 febbraio 1929 da una famiglia di origini ebraiche, si chiama in realtà Ephraim Owen Goldberg, poi trasformato in Frank Owen Gehry nel 1954 dopo la nascita della prima dei suoi quattro figli avuti da due mogli («per evitarle la vita dura che io avevo provato» ha più volte detto). Tutti o quasi hanno imparato a conoscerlo grazie al suo progetto per il Guggenheim di Bilbao, inaugurato nel 1997, quando Gehry (comunque già premiato con il Pritzker nel 1989) non era più un giovanetto. Da allora, nell’immaginario collettivo, l’architettura moderna sembra dividersi in due epoche: «prima» e «dopo» il Guggenheim. Un progetto rivoluzionario che ha trasformato una piccola, e nemmeno tanto bella cittadina Continua a leggere

Frank Gehry Leone d’oro alla carriera


11. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia

 

 

Fonte: Ufficio Stampa la Biennale di Venezia  

 

07/07/2008 – Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore Aaron Betsky, ha attribuito il Leone d’oro alla carriera dell’11. Mostra Internazionale di Architettura a Frank Gehry. Con questo premio, si intende in particolare sottolineare – in linea con lo spirito dell’11. Mostra – quanto l’opera di Gehry sia il significativo risultato di anni di sperimentazione.
“Frank Gehry ha trasformato l’architettura moderna. – scrive Aaron Betsky nella motivazione – L’ha liberata dai confini della ‘scatola’ e dai limiti delle comuni pratiche costruttive. Tanto sperimentale quanto le pratiche artistiche che l’hanno ispirata, l’architettura di Gehry è il vero moderno modello per un’architettura oltre il costruire”.
Il Cda ha ricordato anche l’importante presenza che l’opera di Gehry avrà a Venezia con il Venice Gateway, porta d’acqua per la città lagunare, che collegherà l’isola all’aeroporto.
Il Cda ha inoltre approvato l’assegnazione di uno speciale Leone d’oro alla carriera a uno storico dell’architettura – nella ricorrenza del 500° anniversario della nascita di Andrea Palladio – all’americano James S. Ackermann, decano degli storici dell’architettura del Rinascimento, uno degli studiosi che hanno creato la moderna storia dell’architettura, autore di due monografie fra le più importanti dedicate a Michelangelo e Andrea Palladio.
 
Il Cda ha preso anche atto dello stato di avanzamento dell’11. Mostra di Architettura, Out There: Architecture Beyond Building, diretta da Aaron Betsky, e ha approvato le definizione dei premi ufficiali, che sono i seguenti:
● Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale
● Leone d’oro per il miglior progetto della Mostra Internazionale Out There: Architecture Beyond Building

● Leone d’argento per un promettente giovane architetto della Mostra Internazionale Continua a leggere

“International Design Festival”


International Design Festival

La forza dei numeri al National Design Centre

Melbourne dal 17/07/2008 al 27/07/2008


Inizialmente conosciuto come Melbourne Design Festival, quest’anno la manifestazione ha voluto esprimere la propria dimensione, sempre più internazionale, attraverso la nuova dicitura che intende anche riflettere la natura globale del design.

“Alla sua quarta edizione, il Melbourne International Design Festival sta espandendo con autorevolezza la propria influenza, come dimostra lo stesso filone ispiratore di quest’anno “Strenght in numbers” – spiega Kathy Demos, Direttrice del Festival – tema che vuole riferirsi anche al crescente approccio collaborazionista che associa designers australiani e internazionali generando network virtuosi”.

Il tema ispiratore, la forza dei numeri, verrà sottolineato da una serie di eventi che spaziano dalla mostra al forum, dai workshop alle installazioni.
Con i suoi 10 giorni di programma, il festival continua ad essere un punto di riferimento per il design in Australia e un appuntamento importante nell’ambito del calendario culturale del Paese. Per altro, in linea con la politica del National Design Centre, organizzatore dell’evento, che intende diffondere il design e renderlo accessibile al maggior numero di persone, buona parte degli eventi sono ad ingresso gratuito.

Quest’anno il National Design Centre incoraggia gli utenti del festival a farsi coinvolgere dai tanti eventi presentati: l’esibizione internazionale di INDEX da Copenhagen, il francese Vertical Garden proposto al Melbourne Central, il Melbourne Unbuilt, tour audio della Melbourne che non c’è, e la quarta edizione dell’Australian Poster Annual.

Inoltre, il popolare Melbourne Design Market, sarà nuovamente parte integrante del festival, con interessanti pezzi di design in vendita. Il mercato avrà luogo a Federation Square la domenica 20 luglio.

Tutt’attorno Federation Square, un allestimento d’eccezione: bolle giganti fanno parte dell’INDEX Award Exhibition, proveniente dalla Danimarca, dove sono esposti i disegni dei progetti vincitori dedicati a soluzioni innovative per una migliore qualità della vita.

Altro impedibile momento della manifestazione sarà il Vertical Garden dell’artista francese Patrick Blanc: un muro vegetale che trasformerà il Melbourne Central in un organismo floreale vivente.

All’interno del carnet anche il programma PopUps che include ben 22 eventi creativi sparsi per la città, tra atelier, gallerie d’arte e spazi pubblici: protagonisti i designer emergenti di Melbourne, mostre fotografiche ed altre iniziative di varia natura culturale.

In contemporanea UNBUILT ARCHITECTURE, esplorando la Melbourne che non c’è.

Il paesaggio urbano mai visto di Melbourne in una mostra che verrà presentata nel corso del festival: Unbuilt Architecture è un progetto in evoluzione del National Design Centre, curato da Kate Rhodes, che investiga idee architettoniche mai realizzate.

Si tratta di un tour guidato di 70 minuti: una vera e propria avventura alla scoperta dell’inesistente attraverso 12 siti della città, portati a nuova vita dai commenti degli architetti e dei critici, trasmessi dall’audio guida.

Tutti progetti mai realizzati, che oggi darebbero alla città un aspetto diverso, ovviamente nascosto e virtuale. Quanto l’architettura ha pensato e idealizzato per la città di Melbourne ed è stato scalzato poi da altre idee vincenti che hanno dato alla metropoli l’assetto attuale.

Maggiori informazioni:

www.nationaldesigncentre.com       www.visitmelbourne.com/it
Fonte: www.agoramagazine.it  

Al progetto SHE l’Energy Globe Award for Italy


FONTE: edilportale.com

Premio per progetti innovativi nel campo dell’energia sostenibile

02/04/2008 – Selezionato tra più di 850 progetti in 109 nazioni, il progetto SHE, coordinato da Federabitazione Europe, ha ricevuto l’Energy Globe Award per l’Italia; un riconoscimento internazionale che premia progetti innovativi nel campo dell’energia sostenibile e dell’efficienza energetica.
Il premio sarà assegnato nel corso di un galà che si svolgerà a maggio nella “Plenary Hall” del Parlamento Europeo a Bruxelles. Tale evento sarà trasmesso in diretta televisiva dalla EBU (European Brodcasting Union) in onda sul canale 3Sat e sarà seguito da oltre tre miliardi di telespettatori.
Il Presidente di Federabitazione, Giuseppe Venturelli, ha così commentato questo successo: l’assegnazione di questo importante riconoscimento internazionale testimonia l’impegno profuso dalla Cooperazione di Abitazione di Confcooperative in questi anni sul tema delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica e riconferma il ruolo decisivo e strategico delle Cooperative Edilizie nell’innescare efficaci azioni di promozione, diffusione e sensibilizzazione dello sviluppo sostenibile, in grado di raggiungere, oltre alle famiglie, tutti i soggetti interessati alle realizzazioni e coinvolti nel processo edilizio.”
Venturelli aggiunge poi: “unitamente al recente primo premio 2007 “categoria Partnership pubblicoprivato” assegnato al progetto SHE dalla Commissione Europea, nell’ambito della campagna “Energia sostenibile per l’Europa 2005-2008” (leggi tutto), questo Oscar per l’energia è un ulteriore stimolo a rafforzare le azioni di Federabitazione per integrare i principi della sostenibilità nella pratica corrente e continuare la lotta al crescente e preoccupante fenomeno socio-economico dell’impoverimento energetico del nostro paese e delle famiglie Italiane”.
SHE, unitamente a “la Casa Ecologica: Rete delle Cooperative per l’Abitare Sostenibile” e a “Servizi per l’Abitare Sostenibile”, fa parte del Progetto “Qualità e Sostenibilità”, promosso da Federabitazione e realizzato con il supporto del Consorzio Nazionale CasaQualità, per rispondere alla crescente esigenza di alloggi ecosostenibili e di servizi integrati, per migliorare l’efficienza energetica e il comfort abitativa e ambientale, per rafforzare la coesione sociale nei complessi urbani realizzati dalla Cooperazione di Abitazione di Confcooperative.
Federabitazione e CasaQualità, grazie alle iniziative messe in campo nell’ambito del Progetto “Qualità e Sostenibilità” (www.casaqualita.it), nel settore dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, sono partners della Campagna “Energia sostenibile per l’Europa”, promossa dalla Commissione europea.
Tale iniziativa, coordinata a livello nazionale dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare attraverso la “Campagna Energia Sostenibile per l’Italia 2006-2010” (www.campagnaSEEitalia.it), è volta ad aumentare la sensibilizzazione pubblica verso le problematiche energetiche e a promuovere la produzione e l’uso dell’energia sostenibile presso cittadini e organizzazioni, aziende private e autorità pubbliche, professionisti e agenzie per l’energia.
Le azioni svolte da Federabitazione e CasaQualità nell’ambito di tale Campagna, indirizzate alle Cooperative di Abitazione, ai loro associati e parnters, sono in particolare finalizzate a promuovere e sviluppare, l’adozione di pratiche e comportamenti virtuosi nell’uso e nella produzione di energia.

Per ulteriori informazioni:
Sito “SHE: Sustainable Housing in Europe”: www.she.coop
Sito “Energy Globe World Award”: www.energyglobe.org

XVI edizione della Giornata FAI di Primavera: bellezze artistiche per tutti


gfp_p.jpg

Il 5 e il 6 aprile 2008 il Fondo per l’Ambiente Italiano invita gli Italiani alla XVI edizione della Giornata FAI di Primavera, la manifestazione che offre l’opportunità di scoprire e vivere l’Italia e le sue bellezze.L’edizione 2008 è stata presentata lo scorso 27 marzo dalla presidente del Fondo, Giulia Maria Mozzoni Crespi, nel più bell’edificio di Roma, il Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata di Francia, che sarà uno dei siti visitabili con altre centinaia di monumenti, tra chiese, dimore gentilizie, castelli, piccoli musei o archivi, oltre a biblioteche, mulini, giardini, aree archeologiche, teatri, strutture industriali.
Quest’anno è prevista l’apertura di 550 beni, la maggior parte dei quali normalmente chiusa al pubblico, in 240 città italiane.
A Roma appuntamento a Via Giulia che apre le sue chiese e suoi palazzi più importanti da Palazzo Farnese, uno dei monumenti più significativi del Continua a leggere

La ‘Nuvola’ di Fuksas riprende a volare


immagine_620_1202141928.jpg

Sarà una delle opere più spettacolari dell’architettura contemporanea e il fulcro del nuovo Centro Congressi di Roma. La “Nuvola” di Massimiliano Fuksas, sorgerà su un’area di circa 27 mila metri quadrati, di proprietà di Eur Spa, nel cuore del quartiere Eur.
Dopo alcuni problemi di carattere amministrativo che ne avevano messo a rischio la realizzazione ora la Nuvola ha ripreso a volare e, salvo imprevisti, verrà inaugurata nel 2010. Una piccola nuvola per entrare, non solo virtualmente, nel grandioso Nuovo Centro Congressi ideato dall’architetto Massimiliano Fuksas.
La struttura sarà costituita da una membrana di materiale innovativo che ‘galleggerà’ in una teca di acciaio e vetro alta 39 metri, larga 75 e lunga 198, e sarà destinata a coprire il forum di collegamento orizzontale dei vari spazi congressuali e a unire il tutto con l’auditorium.
La struttura si presenta come un grande contenitore traslucido, sui cui lati trasversali si sviluppano due piazze aperte al quartiere e alla città: una di esse dialoga direttamente con il quartiere e si potrà percorrere da viale Europa a viale Shakespeare; la seconda, spazio modulabile a piacere con strutture mobili, accoglierà e veicolerà i convegnisti nelle varie sale del centro.
All’interno dell’involucro, una struttura in acciaio e teflon costituisce la vera e propria ‘nuvola’: una superficie di 10.000 metri quadri sulla quale si svilupperà un auditorium e verranno distribuite sale riunioni. Il Centro, inoltre, sarà dotato di caffé, ristoranti, spazi per i foyer, per uno spazio complessivo di 15.000 metri quadri. Massimiliano Fuksas torna dunque in Italia, e proprio nella sua città, con un progetto di ampio respiro destinato a lasciare un segno importante nella Capitale. Una Roma che, dopo l’Auditorium di Renzo Piano, i progetti di Zaha Adid, quelli di Odile Decq e di tanti altri, torna ad essere uno dei punti di riferimento, nel panorama architettonico internazionale.  

“Bartolomeo Fiorillo Architetto”

I dieci lavori più pagati del mondo


FONTE: MSN.Money

b34059cbe395c2b289ae62fe32697e.jpg

Chi è che guadagna di più? Cosa serve per arrivare così in alto? Dalla classifica dei lavori più pagati naturalmente bisogna togliere i grandi ereditieri, perché se sei il proprietario di Coca Cola o di Fiat il tuo problema non è più lo stipendio (te lo assegni da te), ma le tasse (e lo yacht): comunque hai dei problemi che tutti ti invidiano. Dalla classifica vanno anche tolti i campioni ossia sono i migliori nel lavoro che fanno. Se è vero che Al Pacino guadagna una barca di soldi, in media un attore fa la fame, così come un giocatore di calcio. Togliamo quindi anche cantanti e musicisti famosi e scopriremo che nel mondo chi guadagna di più è il consigliere di una società ed è seguito da un medico (specialmente se chirurgo) e da un broker, ossia da uno che media fra chi vende e chi compra azioni, materie prime o qualunque altra cosa. Le fonti sono due: una britannica (il Government’s Office for National Statistics) e l’altra americana (Forbes). L’Istat inglese rende noti anche i valori assoluti degli stipendi, mentre Forbes, poiché considera i vari tipi di medici, ne mette 8 fra i primi dieci posti. Ovviamente si tratta di stime medie sullo stipendio della categoria per cui se siete un medico e guadagnate di meno dovete considerare che quel calcolo conta anche chi guadagna molto più di voi. Sperando che non ci sia una catena di omicidi tra i primari proseguiamo.

1.               Consigliere d’amministrazione Ecco se siete un membro del consiglio d’amministrazione di una società siete praticamente arrivati, siete al top, sopra di voi c’è solo il presidente e … continua a leggere

 

Gioco Digitale è una piattaforma di gioco rivolta agli italiani. Un ambiente di gioco per tutti, non solo per i professionisti del gioco e gli scommettitori incalliti!

Clicca sull’immagine e registrati,

Subito per te dopo il primo versamento fino a: 33€ di Bonus

Le Corbusier, patrimonio mondiale


news_2507.jpgLe Corbusier, patrimonio mondiale Il Dossier UNESCO firmato a Parigi Le opere di Le Corbusier dovrebbero entrare a far parte del Patrimonio mondiale dell’UNESCO, quali capolavori dell’architettura moderna. I rappresentanti di sette Paesi (Francia, Svizzera, Germania, Belgio, Argentina, India, Giappone) e della Fondazione Le Corbusier hanno firmato mercoledì 30 gennaio scorso, a Parigi, il dossier di candidatura con 23 opere dell’architetto di fama mondiale. La cerimonia solenne della firma del dossier di candidatura intitolato -L’Oeuvre architecturale et urbaine de Le Corbusier- ha avuto luogo alle 18.00 al Ministero della Cultura di Parigi. L’UNESCO deciderà presumibilmente nell’estate del 2009. L’elaborazione del dossier è durata tre anni ed è stata effettuata da un gruppo di lavoro internazionale sotto l’egida della Francia in collaborazione con la Fondazione Le Corbusier. Con la candidatura di Le Corbusier per la prima volta è stato inoltrato all’UNESCO un dossier sull’opera internazionale di un architetto del ventesimo secolo. Al riguardo sono state scelte le costruzioni più rappresentative: dalla Villa Curutchet a Buenos Aires, all’Unità di Abitazione a Marsiglia e alla Weissenhofsiedlung a Stoccarda, Chandigarh in India fino al Musée National des Beaux-Arts de l’Occident in Giappone. Nel dossier sono inserite anche quattro opere situate in Svizzera: la Villa Blanche (1912) e la Villa Schwob (1916) a La Chaux-de-Fonds, la Villa Le Lac (1923) a Corseaux e l’Immeuble Clarté (1930) a Ginevra.

Una grande esposizione in una delle fiere più belle del mondo (Bartolomeo Fiorillo Architetto)


npfm_18.jpg Il nuovo polo fieristico milanese, che ospiterà “Madeexpo2008” dal 5 al 9 febbraio, rappresenta un’eccellenza del nostro Paese, con la sua grande vela di vetro e acciaio.
Progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas e realizzato in soli 30 mesi da un pool di aziende italiane coordinate da un general contractor costituito dal consorzio di imprese (Astaldi-Vianini-Pizarotti), è considerato uno dei più belli del mondo.
L’opera, di proprietà di Fondazione Fiera Milano, holding del Gruppo, è stata totalmente autofinanziata e rappresenta un esempio di sostenibilità ambientale (grazie alla bonifica dell’area, precedentemente occupata da una raffineria Agip), integrazione con il territorio e consenso sociale.
npfm_07.jpgTutti rimangono meravigliati quando prendono visione della Fiera.
Il Nuovo Polo di Fiera Milano costituisce uno dei più importanti sistemi fieristici al mondo.
E’ pensato per rispondere alle esigenze di efficienza e funzionalità richieste da chi lavora in fiera, da espositori e operatori e dai visitatori. La struttura è stata studiata per consentire lo svolgimento contemporaneo di più manifestazioni, anche di genere diverso da quello fieristico, e per agevolare l’enorme flusso di persone e merci.
npfm_531.jpgL’elemento chiave di questa architettura dell’età delle comunicazioni è la vela a forma di onda lunga un chilometro e mezzo: unico neo il suo costo eccessivo (circa 120 miliardi).
Sotto la vela corrono due assi di percorrenza: una viabilità a quota zero, per i visitatori, che possono entrare negli enormi padiglioni espositivi (in totale otto di cui due a doppia altezza) e quella a quota sei, con libero accesso a tutti, per bar, sale riunioni e uffici.
Il Nuovo Polo di Fiera Milano è dotato quindi di quei servizi complementari che contribuiscono a integrarlo con il territorio circostante: l’area è servita da un articolato sistema di parcheggi, vaste aree verdi e un’ampia gamma di funzioni compatibili, quali alberghi, negozi, strutture per la ristorazione e il tempo libero.
Una vera macchina da gestire.
E come ha detto Giorgio Muratore: E così accanto alle facili frasi giornalistiche del tipo: “un etereo mantello”, “il vulcano e la cattedrale”, “l’ipogeo intelligente” ….. scopriamo la complessità di una macchina che merita, quella sì, di essere conosciuta ed apprezzata …

npfm_124.jpg