Regole di bilancio per gli architetti

L'immaginazione governa il mondo

Nella gestione delle spese architettoniche per l’Impero, soprattutto quelle legate ai grandi palazzi come Versailles o Fontainebleau, misi in pratica un’usanza piuttosto utile a rendere efficienti i lavori.

Incontrai ogni sorta di difficoltà per far comprendere e adottare questo metodo. Se mi veniva proposto un progetto da trenta milioni di franchi lo facevo eseguire in vent’anni, per fare un esempio, per un valore di un milione e mezzo all’anno. Fin qui niente di nuovo; la novità vera risiedeva nel fatto che al termine del primo anno pretendevo una costruzione utilizzabile e finita per il valore di un milione e mezzo. Niente facciate complete e inutili, ma una rimessa, un appartamento, una qualsiasi opera di una qualche utilità. Gli architetti erano restii ad accettare una tale modalità di gestione dei lavori, perché a loro dire andava a penalizzare la grandiosità, il grande effetto. Per loro era più conveniente costruire una facciata che…

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