Orta di Atella: “Ma lo Stato dov’è”?

Navigando in rete ho trovato ieri, un documento che ha attirato la mia attenzione. Infatti si faceva cenno all’art 1 comma 707 della legge numero 296 del 2006 (legge finanziaria 2007) che stabilisce che  per gli anni 2007, 2008 e 2009 a favore degli enti locali che si trovano, alla data del 1° gennaio di ciascun anno, nella condizione di cui all’articolo 143 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso) è corrisposto dal Ministero dell’interno un contributo destinato alla realizzazione o manutenzione di opere pubbliche nella misura massima annuale di 30 milioni di euro, ripartiti in base alla popolazione residente come risultante al 31 dicembre del penultimo anno precedente.

A tale proposito, e considerato anche lo stato di degrado in cui versano le strade ed alcuni edifici pubblici, mi chiedo se ad Orta per questo 2009 le cose riusciranno a migliorare grazie a questo contributo. E visto che oramai i commissari straordinari inviati dal Governo hanno avuto tutto il tempo necessario per conoscere e capire tutti i reali disagi con cui si trova a convivere (suo malgrado) l’intera popolazione locale, e considerato soprattutto che i politici locali sembrano essere troppo impegnati a fare campagna elettorale, al punto da non consentirgli (nemmeno in questa occasione) di essere il reale filtro tra la gente comune e le istituzioni, cercherò di analizzare dall’esterno (limitandomi alle notizie che si possono cogliere in rete ed analizzando i fatti concreti riscontrabili nella realtà quotidiana) le azioni intraprese ed i risultati ottenuti in questi primi sei mesi di commissariamento.

Parto subito dalla sensazione comune un po a tutti, cioè che il principale (se non unico) interesse di questi nuovi amministratori sembra essere quello di far quadrtare i conti e basta. Ed in questo hanno trovato un grande alleato nella Teleservizi. Però, capire perchè a partire dal 2003 siamo improvvisamente costretti a  pagare una tariffa tripla rispetto all’anno precedente, continua a non essere un nostro diritto. Capire quale miglior servizio ci viene offerto a discapito di un’aumento del prezzo di questa portata, continua ed essere  un miraggio. Eppure, lealtà e trasparenza dovrebbero essere i principi fondamentali sui quali costruire il rapporto tra governo e cittadino. Ma questo sembra non essere valido qui da noi, nemmeno adesso che ci amministra il governo in persona. Ed allora, ecco che comincia a farsi strada, nell’immaginario collettivo, la netta sensazione che alla fin fine non è che ci sia grande differenza tra un’amministrazione sciolta per infiltrazioni e quella che viene conseguentemente dopo, in quanto lontana era l’una dai rapporti seri e concreti con il cittadino, altrettanto lontana è l’altra che del cittadino poco o niente se ne frega se non per ripianare conti che non tornano. E’ lecito chiedersi se ciò non sia dovuto al fatto che i problemi sono tanti piuttosto che ad un disinteressamanto voluto. Certo, allora analizziamole singolarmente tutte queste problematiche (parto ovviamente da quelle che più da vicino toccano la mia professione):

  1. Palazzo del Marchese di Casapuzano (osteria antica Atella), Niente di nuovo;
  2. Uffici-Appartamento, Niente di Nuovo, per non dire “fumo”;
  3. Puzza, abbastanza buono l’interessamento al problema anche se si è molto lontani dal poter parlare di impegno alla bonifica di un territorio mortificato;
  4. Ufficio tecnico, novità disarmanti viste le modalità di espletamento della selezione pubblica per il conferimento di 2 incarichi di collaborazione presso l’ufficio tecnico comunale. Personalmente credo che se si fosse ricorso alla nomina diretta sarebbe stato più decoroso per l’ente  e meno scoraggiante per gli addetti ai lavori;
  5. Tasse e tributi, “a rotta di collo” (scusate l’espressione).
  6. Stato delle infrastrutture, Pessimo

Ma al di la di tutto questo, credo che importante sia soprattutto capire qual’è l’impatto emotivo che questo stato di cose provoca nella gente. Essendo cittadino anch’io di questo sfortunatissimo paese, scrivo quelle che sono le mie sensazioni.

– Dato lo stato delle cose, quello che più di tutto mi turba, è il sentimento di totale e completa sfiducia nei confronti delle istituzioni che sento sempre più lontane dai reali problemi della gente e del territorio. Sfiducia alimentata dal continuo offrire occasioni, opportunità di lavoro, non a tutti in maniera seria ed ecqua ma sempre e solo a quei pochi intimi eletti. Alimentata da un atteggiamento parallelo tenuto dalla politica locale e sovracomunale che sembra far finta di niente, che continua il suo percorso rettilineo anche quando dovrebbe trovare la strada sbarrata, come se tutto quello che accade da noi sia normale, che i problemi riscontrabili quotidianamente, non esistano o siano il semplice frutto dell’immaginazione di un intero popolo troppo abituato a lamentarsi sempre e di tutto. L’impressione è che qui, tutti arrivino da qualche parte solo grazie a qualcuno. Grazie ad una serie di favori e controfavori che hanno generato una specie di nuova artistocrazia, simile in tutto e per tutto a quella francese pre-rivoluzionaria. Una classe a cui tutto è dovuto e niente può essere negato o peggio addebitato. Ricca di privilegi e povera di doveri. Che, godendo dello sfarzo prodotto da incarichi d’oro, senza la minima forma di decenza, continua a chiedere sacrifici su sacrifici sempre e solo alla povera gente, a questo nuovo terzo stato che viene così a trovarsi in una condizione di intenso torpore, incapace della ben che minima reazione. Costretto a rimpiangere sempre i tempi che furono. Un popolino dalle cui carogne continua a trarre alimento quella infestante schiera di avvoltoi e sciacalli che i partiti politici continuano a proporci e riproporci. Sembra proprio di essere su una nave alla deriva, in balia di correnti la cui forza è maggiore o minore a seconda delle convenienze del momento. –

Ed allora, cosa aspettarsi per il futuro? … NIENTE! ….”Magari”!  

Il niente sarebbe già qualcosa rispetto al peggio che si prospetta per il prossimo futuro. Ci resta solo da sperare in un risveglio del terzo stato che cominci a pretendere con serietà e forza i propri diritti quotidianamente calpestati.

2 thoughts on “Orta di Atella: “Ma lo Stato dov’è”?

  1. Ciccio sei grande. Un buon contributo alla discussione. Ma per rinascere nel senso da te auspicato, abbiamo bisogno di nuove idee , programmi, politiche nette e chiare di forte discontinuità con il passato. E qui nascono le difficoltà e i problemi. Il risveglio del terzo stato, ahimè non ci sarà: questo stato sembra annichilito, rassegnato sfiduciato su tutto e tutti. Forse l’asprirsi dell’attuale crisi economica porterà anche una nuova presa di coscienza dei diritti e di consequenza la mobilitazione popolare che spazzerà via anche classi di potere incancrenite nelle istituzioni. Ci credo poco. Ma la speranza è sempre ultima a morire. Intanto ognuno di noi si interroghi su cosa pùò fare, che tipo di contributo reale può dare per migliorare lo status quo. Affettuosamente ti saluto.
    Giacinto

  2. grande ciccio, ho letto con attenzione il tuo operato….. ho fatto delle stampe copie per poterle fare leggere a qualkun altro che la pensi come te me compreso…. ti saluto a presto … antonio

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