Ordini professionali a rischio. Abrogazione di leggi essenziali

Fonte: LegislazioneTecnica.it

Il D.L. 200/2008, recante misure urgenti in materia di semplificazione normativa, dispone l’abrogazione di circa 30.000 atti legislativi ritenuti ormai obsoleti, tra i quali alcune norme inerenti l’accesso alle professioni, l’esercizio in forma associata delle stesse e l’organizzazione dei loro vertici istituzionali.

Le norme citate incluse nell’elenco allegato al D.L. 200/2008 sono:

  • L. 897/1938, «Norme sulla obbligatorietà dell’ iscrizione negli Albi professionali e sulle funzioni relative alla custodia degli Albi»;
  • L. 1815/1939, «Disciplina giuridica degli studi di assistenza e di consulenza», che stabilisce la denominazione delle associazioni professionali e l’informazione agli Ordini;
  • D. Leg.vo Lgt. 382/1944, «Norme sui Consigli degli ordini e collegi e sulle Commissioni centrali professionali».

Tutt’altro che di incerta e dubbia vigenza, le norme in oggetto sono ancora pienamente applicate: il D. Leg.vo Lgt. 382/1944, ad esempio, regola tuttora la tenuta degli Albi da parte dei Consigli degli Ordini, e la sua abrogazione assieme alla altre due norme citate metterebbe a rischio l’esercizio degli Ordini stessi.
Inoltre, appaiono evidenti le conseguenze derivanti dall’abrogazione della L. 897/1938, che all’art. 1 dispone che «Gli ingegneri, gli architetti, i chimici, i professionisti in materia di economia e commercio, gli agronomi, i ragionieri, i geometri, i periti agrari e i periti industriali non possono esercitare la professione se non sono iscritti negli albi professionali delle rispettive categorie a termini delle disposizioni vigenti.».

Il D.L. 200/2008 prevede comunque che l’abrogazione delle norme incluse nell’elenco allegato sia efficace decorsi 60 giorni dalla pubblicazione del D.L. stesso sulla G.U., Suppl. Ord., n. 298 del 22.12.2008, quindi si auspica che vengano presi provvedimenti correttivi entro la data limite del 20.2.2009.

8 thoughts on “Ordini professionali a rischio. Abrogazione di leggi essenziali

  1. Dico la verità, pur sapendo che verrà corretta all’ultimo momento, se queste norma decadesse sarebbe proprio una bella cosa, visto che c’è chi, come me, crede che gli Ordini vadano aboliti.
    Almeno servirebbe come provocazione.

    Ma non temete, non lo saranno aboliti, perché questo è il paese delle corporazioni medievali e i professionisti sono forti in Parlamento. Non strappatevi i capelli per il dolore: rimarranno gli inutili ordini e, anzi, saranno sempre più burocratizzati e sempre più lontani dalla realtà.

    Saluti
    Pietro Pagliardini

  2. Spettabile Pietro,
    mi trovo pienamente in accordo con quanto dici. Anche se, ti confesso, sono un pochino più fiducioso sugli esiti definitivi.
    Posso testimoniarvi sulla mia pelle che gli Ordini professionali (almeno il mio) sono utili solo a chi ne fa parte ed a qualche caro amico (un po come la politica, del resto).
    Per tutti gli altri (e siamo la maggioranza) è solo un ulteriore onere economico che si aggiunge alla già difficile situazione economica generale.
    Speriamo bene. Almano cominceremo realmente a risparmiare qualche soldino.

  3. Lo dico sempre che non tutti sono favorevoli all’Ordine come potrebbe sembrare. Però mi un pò riduttivo liberarsi di un Ordine che esiste da 80 anni, che ha svolto a suo tempo un ruolo, che l’ha ormai esaurito da anni, il tutto per risparmiare la quota associativa annua (non so nel tuo caso, ma nel mio è proprio bassa).
    Tanto più che, nell’ipotesi lontana che vengano aboliti (molto lontana, credimi) comunque ci sarebbe un’altra forma associativa, ancorchè libera cui pagare qualcosa.
    No la battaglia per l’abolizione deve essere più alta, più motivata e credo che, ad esempio, se elimineranno il valore legale del titolo di studio come sembra (pare siano d’accordo maggioranza ed opposizione) lì si deve giocare la partita altrimenti potremmo trovarci un Ordine ancora più rafforzato e burocratizzato. Lì bisogna trovare la strada per affermare la libertà associativa e lasciare magari un ordine snello, ma che dico, anoressico, giusto per la tenuta dell’albo degli iscritti.

    saluti
    Pietro

    • Sinceramente, non vedo assolutamente quale possa essere l’utilità di un Ordine professionale in un paese come il nostro dove contano soltanto le conoscenze e gli agganci al posto giusto, se non a rafforzare questo sistema.
      E’ probabile che mi lasci influenzare dalla mia esperienza personale in quanto poco più di un anno fa partecipai ad un concorso pubblico dal quale fui escluso semplicemente perchè mancava un documento (non menzionato esplicitamente nel bando) al mio fascicolo. Feci presente la cosa all’Ordine con tanto di raccomandata A/R e dall’altra parte il silenzio più totale. Dopo alcuni mesi mi chiamarono al telefono. Mi illusi che avevano da dirmi qualche cosa di importante in proposito, ma la telefonata aveva il semplice scopo di ricordarmi di pagare il “dazio” annuale. Avrei gradito almeno una risposta negativa, un consiglio sul da farsi. Niente

  4. Egr.Arch.Francesco Villano e p.c. Sig. Pietro Pagliardini .…..la sua mi sembra proprio un’ottima idea …….siccome l’ordine degli architetti non funziona.……e le segretarie ti rispondono spesso stizzite come fossero le padrone e non al tuo servizio………ed i concorsi sono tutti truccati …..passano solo gli amici degli amici……i politici e magistrati non esercitano nessun controllo….anzi…alimentano spesso questo circuito….Eccetera eccetera….NOI CHE FACCIAMO?: invece di dare un calcio al sedere a chi di dovere o di partecipare alla vita dell’ordine……ci chiudiamo l’ordine professionale..che è l’unico organo che può trattare per nostro conto, ammesso che noi glielo chiediamo, contro lo strapotere politico dilagante e contro questa tendenza universale che mira a sottrarre ai cittadini, che lo hanno conquistato con il sangue ed il sudore, quel minimo di potere politico economico che hanno.
    E dulcis in fundo ci apprestiamo a fare gara a baciare più glutei possibili nel minor tempo.
    Ottima Trovata.
    Quello che non funziona invece di aggiustarlo lo buttiamo e poi ci attacchiamo al tram.
    Di una cosa sono certo…..la persona che firmerà un giorno quest’innovazione sarà una di quelle persone che già godono di favori straordinari che non vengono.
    E tutto questo per duecento e rotti euro all’anno???? Invece sulla politica delle sanzioni che sta mettendo in ginocchio quelli che non godono di particolari favori, neanche una parola?????
    Beh!!!!

  5. Architetto Sotis, ma che diavolo dice! Ma cosa c’entrano le segretarie, che sono gentilissime almeno ad Arezzo, o i duecento euro all’anno!

    Mi sembra che lei consideri l’Ordine come una sorta di ente benefico-assistenziale che deve esistere per difendere non so quali diritti. Guardi che l’Ordine non è un sindacato di categoria, nel caso lei non lo sapesse. Si legga la legge istitutiva dell’Ordine poi parli.

    Se lei vuole un organismo che tuteli la professione, nelle sua varie forme, non può essere un organo istituito per legge ma il frutto di una libera scelta, cioè un’Associazione, un sindacato o quello che vuole.

    Lei parla di favori straordinari, di baciare i glutei…. ma di cosa sta parlando?

    Pietro Pagliardini

  6. Spett.le arch. sotis,
    non capisco bene a cosa sia riferita questa sua affermazione: ” Invece sulla politica delle sanzioni che sta mettendo in ginocchio quelli che non godono di particolari favori, neanche una parola?????”. Se di interesse della categoria ne farei volentieri parola. Pertanto la invito a fornirmi qualche fonte da cui attingere notizie in merito.
    Per quel che riguarda l’Ordine professionale, sinceramente lo giudico (como ho sempre fatto) una inutile corporazione che può solo ulterioprmente danneggiare chi è fuori dalle amicizie e dal giro di favori. Se proprio deve esserci un difensore della categoria, credo che l’Ordine non può che occupare l’ultimo posto, dato il suo alto contributo alla disgregazione delle forze anzichè all’unione. Poichè, per indole sono abituato a mettermi sempre dalla parte dei più deboli, allora affermo con gran forza la mia convinzione che eliminando gli Ordini professionali, si compie un decisivo passo in direzione della “parità di condizioni”. Se poi si riuscisse anche a scardinare il sistema politico-clientelare caratteristico dela nostra Italia, sarebbe decisamente il massimo che ci potessimo augurare.

  7. Ma vederla un po’ dalla parte di chi non è iscritto all’Ordine? vi faccio un esempio, i laureati in Scienze Naturali e Ambientali, anche con Dottorato di Ricerca, con una formazione di 5 anni di corso di laurea (vecchio ordinamento), non hanno un Ordine Professionale. Questo significa che, in termini pratici, lavorando presso uno studio associato (non possono esercitare in proprio) coprono tutti gli studi di carattere scientifico-ambientale, valutazioni di impatto, censimenti di flora e fauna …etc. ma la firma a chi tocca? all’architetto, geologo, agronomo, persino geometra!(che magari non paga il lavoro al completo)… Allora 1. o si aprono altri Ordini (come se poi Ordine=preparazione) ma seriamente (il decreto sicurezza ha aperto l’ordine dei BUTTAFUORI!!!!) o 2. si fa come nel resto d’Europa dove si valutano le competenze e non solo il titolo (ma qua è un discorso di merito e non di clientelismi, quindi quasi fantascienza!).

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