Finanziaria 2008: Ancora al Senato, poi i supplementari

FONTE: Il Sole 24 Ore   di Marco Rogari

La Finanziaria 2008 è in dirittura di arrivo. L’assemblea della Camera, alla fine di una vera e propria maratona, con 296 sì e 92 no dà il via libera al testo da 1.201 commi e dal valore di 16,3 miliardi, che torna domani nuovamente al Senato per l’approvazione definitiva. Che dovrebbe arrivare entro venerdì 21 dicembre. Ma già si profila un’appendice. Entro la fine dell’anno potrebbe arrivare la risposta ai nodi rimasti irrisolti nel cammino parlamentare della manovra: “rottamazione”, eliminazione dei tagli all’editoria, ripristino risorse per l’edilizia residenziale pubblica e, forse, ricerca e armonizzazione delle rendite finanziarie. Una sorta di secondo tempo, insomma, che dovrebbe scattare con il varo del decreto di fine anno. Che non è escluso che nelle prossime ore possa addirittura raddoppiare: il canonico Dl “milleproroghe” potrebbe essere affiancato da un decreto fiscale ad hoc.
Tra i capitoli “monitorati” c’è anche quello del Sud. Sarebbe già in uno stato molto avanzato la “trattativa” tra il Governo e la Ue sulla concessione dell’autorizzazione retroattiva necessaria per l’utilizzazione del credito d’imposta (già concessa per la ricerca). E in quest’ottica si colloca l’ordine del giorno alla Finanziaria del Pd approvato dalla Camera con cui l’Esecutivo viene impegnato ad acquisire già nelle prossime settimane l’autorizzazione e a reintegrare le risorse già previste per il credito d’imposta per gli anni 2007, 2008, 2009.
«Soddisfatto» per il via libera di Montecitorio Romano Prodi: «È andata bene, andiamo avanti». Il ministro Vannino Chiti parla di un lavoro importante per il paese sottolineando che la manovra è attenta al risparmio delle famiglie. Ottimista il ministro Cesare Damiano sul cammino del Ddl Welfare.

Gli ultimi intoppi
Sono oltre 400 gli ordini del giorno votati. Il Governo viene battuto su quello del Prc che sollecita l’Esecutivo a esentare dal pagamento dell’Ici per le case popolari gli enti per l’edilizia residenziale pubblica. Passano, tra gli altri, gli ordini del giorno sull’installazione del limitatore di velocità su tutti i veicoli (Sd) e sull’introduzione del quoziente familiare, presentato da Giorgia Meloni (An). Approvato anche quello di Simone Baldelli (Fi) sull’avvio della riforma della legge Finanziaria. Non manca l’ennesimo intoppo sulle tabelle della manovra. Il Governo chiede un’ ulteriore correzione, suscitando nuove proteste da parte dell’opposizione. In serata arriva il sì al provvedimento: in Aula sono presenti Prodi e i vicepremier D’Alema e Rutelli (Stefano Pedica dell’Idv si astiene a titolo personale per protesta contro le misure sulla class action). Subito dopo il Consiglio dei ministri dà il via libera alla terza nota di variazione di bilancio, poi approvata dalla Camera. Che licenzia anche il Ddl di bilancio.

Il decreto di fine anno
Il Governo ha già annunciato che con il decreto (o decreti) di fine anno saranno corretti alcuni “errori” commessi in sede di approvazione della manovra. Primo fra tutti quello sulla ripartizione delle risorse per l’edilizia residenziale pubblica, decisa dal decreto “collegato” ma poi rimodulata dalla Finanziaria. Una ripartizione che sarà riportata alla versione originaria. Dovrebbe anche essere “compensato” il taglio dell’1% alla tabella C del ministero del Tesoro con cui sono stati ridotti di circa cinque milioni l’anno gli stanziamenti in favore dei giornali. In ballo c’è poi la questione-ricerca. Il ministro Mussi lamenta lo “scippo”, in extremis, di 92 milioni destinati al settore. Almeno una fetta di queste risorse potrebbe essere recuperata. Ma i veri piatti forti sono la rottamazione dei veicoli (e forse delle lavatrici) e le rendite finanziarie. Due interventi sui quali, però, resta da trovare l’accordo nella maggioranza. La rottamazione è stata bloccata a Montecitorio, ma, alla luce della “dote” destinata al trasporto locale e del via libera al “pacchetto verde”, sembra avere qualche chance in più di farcela. Sulle rendite finanziarie il viceministro Visco nei giorni scorsi ha già rilanciato sul progetto di armonizzare al 20% l’aliquota.

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