Un cappotto alle case contro la crisi

Fonte: QualEnergia.it

 Intervenire sul parco edilizio esistente con interventi di isolamento termico è la strategia messa in campo dal ministro delle Finanze britannico. Posti di lavoro per oltre 10mila persone.

Non si fa che parlare di piani d’azione europei e nazionali e miliardi di euro da investire per parare il colpo della recessione che sta colpendo il mondo come un’onda anomale. In effetti secondo alcuni stiamo ancora osservando il ritirarsi della battigia. Ma ipotizziamo che lo tsunami sia in arrivo.
La scelta di sostenere investimenti verdi e infrastrutture per un sistema energetico più sostenibile, invocata da più parti, è un’opzione che avrebbe significato nel breve periodo, ma anche effetti virtuosi nel lungo termine. Ma non possiamo garantire sulla lungimiranza dei politici, in genere capaci solo di vedere alla successiva tornata elettorale.

Una buona mossa, tra le tante che si potrebbero mettere in campo, è quella proposta dal ministro delle Finanze britannico, Alistair Darling, che lancia un piano per creare oltre 10.000 posti di lavoro nell’industria delle costruzioni per interventi di isolamento termico negli edifici privati e pubblici. La proposta, presentata nella bozza di bilancio, punta a ridurre la bolletta energetica e a impiegare gli addetti licenziati in questo comparto nell’attuale fase di crisi. Parte del denaro verrebbe speso per rendere più efficienti soprattutto le case popolari.
Una buona strategia che guarda con attenzione al parco edilizio esistente come ad un settore in grado di stimolare investimenti, occupazione e agire anche nel contenimento dei consumi energetici e delle emissioni. Un’azione peraltro utile vista la scarsa qualità energetica delle case in Gran Bretagna.

Dare priorità ad investimenti simili anche in Italia, anch’essa con un parco edilizio scadente dal punto di vista dell’efficienza energetica, avrebbe ricadute molto interessanti. Semplificare le procedure per la detrazione fiscale, favorire prestiti ad hoc ai cittadini e alle imprese (anche quelle produttrici di materiali coibentanti), allungare il periodo di incentivazione per interventi questo tipo nelle ristrutturazioni fino ed oltre al 2012, promuovere campagne informative nazionali e locali può essere parte di una strategia efficace per questa congiuntura e, al tempo stesso, operare su vasta scala in uno dei settori più energivori.

Un’azione che però, nella sostanza, contrasta con l’entrata in vigore dell’articolo 35 della legge italiana n. 133 del 6 agosto 2008 che prevede l’eliminazione dell’attestato di certificazione energetica all’atto di compravendita di interi immobili o singole unità immobiliari (vedi nostro articolo). Una legge che indebolisce tutto il sistema della certificazione energetica degli edifici in Italia e in aperto contrasto con lo spirito della Direttiva europea 91 del 2002, che prevede l’obbligo di informare i cittadini, tramite appunto il certificato energetico, sui consumi energetici dell’edificio in cui abitano o abiteranno.
Proprio per questa sua presunta incompatibilità con la Direttiva la legge italiana sarà sottoposta alla valutazione della Commissione che potrà o meno attivare una procedura di infrazione contro il nostro paese per questa materia.

 

 

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