Confindustria: 250 mila posti a rischio nell’edilizia

FONTE: Panorama.it canale Economia

Operai al lavoroSono 250mila i posti di lavoro a rischio nei prossimi sei mesi nel settore delle costruzioni, compreso l’indotto. È la stima di Confindustria e delle associazioni collegate che raggruppano le imprese attive nel comparto delle opere infrastrutturali (Ance, Agi, Oice e Federprogetti). Una cifra che rappresenta quasi la metà dei 600mila posti di lavoro che, secondo le previsioni del centro studi degli industriali (Csc), potrebbero essere persi tra la fine del 2008 e la metà di quest’anno.
Per attenuare la portata di questa possibile perdita di lavoro secondo le organizzazioni del settore è necessario un forte intervento pubblico. In particolare, il “pacchetto ideale” di risorse che dovrebbero essere investite subito per opere immediatamente cantierabili è di 7-8 miliardi (pari allo 0,5% del Pil), di cui circa il 65% sono piccole opere e il 35% grandi. Con un miliardo investito nelle infrastrutture, secondo i calcoli del sistema Confindustria, si producono 23mila nuovi occupati tra cantieri e indotto.

Sul tema è intervenuto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, sostenendo che per le infrastrutture “bisogna fare di più”: le risorse pubbliche per i cantieri nel 2009 e le misure prese dal governo nell’ambito del decreto anti-crisi “sono insufficienti”. All’importanza “di recuperare il gap infrastrutturale con gli altri Paesi”, ha sottolineato la leader degli industriali si è aggiunta oggi la necessità di rilanciare la spesa pubblica nel settore delle costruzioni perché “è una delle leve migliori per dare una spinta alla domanda” e dare “una risposta anticiclica” alla debolezza dell’economia. Ed è “importante partire dalle opere immediatamente cantierabili” perché così l’effetto volano sull’intera economia “è immediato”.
Nei prossimi giorni Confindustria, Agi, Oice e Federprogetti presenteranno una proposta al ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, finalizzata al rilancio del settore. “Il nostro obiettivo” ha spiegato Cesare Trevisani, vicepresidente per le infrastrutture di Confindustria “è lavorare insieme al Governo per dettagliare la nostra proposta e arrivare a un pacchetto complessivo in grado di innescare un’azione di rilancio”.
Dopo un decreto anticrisi che “va nella direzione giusta”, ha sottolineato Trevisani, ma con misure “limitate nella capacità di intervento anticiclico e strutturale”, è ora necessario definire interventi “capaci di affrontare e risolvere i nodi strutturali della politica infrastrutturale, coerenti con l’attuale recessione”. Bisogna dare la priorità “alle opere minori e di manutenzione immediatamente cantierabili (c’è già un elenco di 166 interventi) e alle grandi opere che saranno un collegamento con le reti europee e quelle che creano interconnessioni tra porti, ferrovie e gomma”.
D’accordo nel sottolineare la gravità della situazione anche il presidente dell’Ance (associazione nazionale costruttori edili) Paolo Buzzetti, e quello dell’Agi (Associazione imprese generali), Mario Lupo, che hanno espresso tuttavia posizioni più critiche verso un governo ritenuto colpevole di aver “messo fuori dall’agenda politica il tema delle infrastrutture”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.