Emergenza rifiuti: Intervista a Padre Alex Zanotelli


Ripropongo un’intervista a Padre Alex Zanotelli circa il problema rifiuti in Campania. Verità raccontate con quella semplicità e chiarezza che ormai da anni mancano nel nostro paese. 

zanotelli

Emergenza rifiuti: Terre Bruciate. Inchiesta di Report


Per i negazionisti. Per coloro che credono ancora che l’unico problema della Campania siano i rifiuti solidi urbani. Per quelli che continuano a legittimare questi criminali. Per chi non vede, non sente e non parla. Per chi è ancora all’oscuro di tutto. Per chi vive coperto da una campana di vetro. Per chi continua ad essere convinto che l’unico colpevole sia la Camorra. Eccovi la puntata di Report di Domenica 9 marzo relativa al disastro ecologico Campano.

report

Per altre fonti, qui ho raccolto una serie di video tratti da Youtube.

Emergenza rifiuti: Studio aperto sugli scontri di Savignano Irpino


Savignano Irpino, un paesino che conta poco più di 1.300 abitanti dove è stata individuata una delle nuove discariche previste dal Super super commissario. Ecco il servizio di Studio Aperto relativo agli scontri dei giorni scorsi.

mms://video.jumpy.it/adstudioaperto/2008/02/180208_1s.wmv?v=adstudioaperto/2008/02/180208_1s.wmv

Il nuovo super commissario sembra non aver imparato nulla dalle lezioni ricevute da una popolazione costretta a lottare per vedere garantiti i propri diritti fondamentali.

Le pulizie vanno fatte, ma non tra la popolazione che lotta giustamente per la propria terra. Va eliminata quella zavorra che siede tra i banchi del potere, che tende a mascherare il marciume che ha prodotto. In questo il nuovo commissario ha un grosso vantaggio, quello di essere stato un dirigente della polizia di Stato. C’è solo da sperare che usi tale vantaggio per il popolo (che dovrebbe essere lo stato) e non contro di esso.

Emergenza Rifiuti: Riflessioni sul tema 1


Leggendo l’articolo che segue (fondo pagina), mi è sorta una domanda: “Le Università Italiane, servono realmente a formare dei veri e propri professionisti nelle varie materie di studio, o sono dei semplici centri di parcheggio per giovani studenti, utili solo a ritardare l’inserimento, all’interno delle statistiche, di nuovi disoccupati?”. Infatti, la realtà ci dimostra quotidianamente che determinati problemi (anche quelli di spessore internazionale come il caso dei rifiuti Campani) non vengono affrontati secondo precisi interventi dettati da progetti realizzati da professionisti del settore che hanno prima studiato la questione, ma sono frutto dell’esatto opposto. Cioè il politico di turno (il cui unico obbiettivo è quello di crearsi consensi attirando incentivi statali e privati da distribuire sul territorio), si accaparra una parte del problema, offrendo il proprio territorio come strumento per la soluzione all’emergenza in corso. Solo in questa seconda fase, rientra il compito degli “esperti”, i quali sono chiamati, non tanto a studiare, approfondire e proporre le giuste soluzioni, quanto semplicemente a trovare le motivazioni più appropriate che giustifichino l’opportunità di realizzare tali interventi preconfezionati, in determinati posti a determinate condizioni.

Quasi come a dire o “questo” o “niente”.

Dove “QUESTO” dovrebbe rappresentare il progresso, le fantomatiche Continua a leggere

Emergenza rifiuti: Le verità nascoste (da montagne di soldi €€€)


FONTE: Pupia.tv

NAPOLI. “Più durava l’emergenza rifiuti, più si guadagnava”. Parole di Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, i pm titolari dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti in Campania che coinvolge il governatore campano Antonio Bassolino, le società Impregilo e Fibe e altri 26 imputati, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio.

La Fibe avrebbe prodotto finte ecoballe, non utilizzabili per il termovalorizzatore di Acerra, con il commissariato di governo per l’emergenza rifiuti che avrebbe consentito alla stessa Fibe di stoccare le ecoballe in siti “provvisori” e non smaltirle presso impianti fuori regione. Come prova i due pm hanno portato in giudizio un’ordinanza del ministero dell’Interno del 31 marzo 1998, – con cui il Viminale imponeva che, in attesa della costruzione del termovalorizzatore, le balle di cdr fossero smaltite in altri impianti italiani – e un’ordinanza del commissariato (firmata dal vicecommissario Raffaele Vanoli) che invece consentiva alla Fibe di stoccare illegittimamente. Come? Nell’ordinanza del ministero è riportato che gli operatori industriali “si impegnano a realizzare impianti per la produzione di combustibile da rifiuti” e “ad utilizzare detto combustibile in impianti esistenti”. Ma nell’ordinanza commissariale quest’ultima frase viene sostituita con un “omissis” e, a seguire, compare la possibilità di “stoccare il cdr al fine di assicurare il recupero energetico dello stesso”.

Inchiesta munnezza

Un sistema che ha comportato guadagni inimmaginabili in qualsiasi altra sede pubblica. A titolo d’esempio, i pm hanno citato una relazione dell’ex commissario Corrado Catenacci dove sono elencati i compensi percepiti dai vertici della struttura: al vicecommissario Vanoli andavano oltre un milione di euro (precisamente 1.027.771), al sub commissario Giulio Facchi, altro imputato, 838.065. E ancora: Giuseppe D’Antonio (subcommissario alle acque, estraneo all’inchiesta, 773.153 euro), Massimo Paolucci (commissario vicario, estraneo all’inchiesta, 518.229 euro), Arcangelo Cesarano (subcommissario alle bonifiche, estraneo all’inchiesta, 547.351 euro), Riccardo Di Palma (presidente della Provincia di Napoli, subcommissario, estraneo all’inchiesta, 419.957 euro). I pm citano anche un’intercettazione in cui lo stesso prefetto Corrado Catenacci si lamenta perché guadagna “solo 5.000 euro al mese”, mentre i funzionari Claudio De Biasio e Giuseppe Sorace “prendono un miliardo”.

Ma gli interessi non erano soltanto economici: “I componenti del Commissariato – riassumono i pm – alla fine si sarebbero messi una medaglia in petto per aver risolto il problema rifiuti, ricavandone prestigio e incarichi politici, la Fibe avrebbe continuato a gestire appalto e termovalorizzatore e i cittadini non avrebbero mai saputo che ad Acerra bruciava ciò che non doveva bruciare, cioè le finte ecoballe”.

Circa la posizione di Bassolino, per la Procura il governatore non poteva non essere al corrente delle inadempienze riguardanti gli impianti Cdr e aveva giuridicamente l’obbligo di controllare. In conclusione, secondo i pm, la copertura delle inadempienze della Fibe, a causa delle quali è finito in discarica il 49% dei rifiuti (anziché il 14% previsto), ha comportato la saturazione dei siti e, di conseguenza, lo scempio che da mesi vede la Campania in ginocchio.

Emergenza rifiuti: Ulteriori approfondimenti circa le alternative agli inceneritori


Siccome credo (e sono sicuri che quasi tutti condivideranno questa mia opinione), che prima di poter dedicare con serenità il proprio tempo a qualsiasi genere di attività, ci si debba assicurare che non vi siano cause che potrebbero negare il “tempo stesso” che ci è stato amorevolmente donato. Poichè, sono convinto che oggi il peggior nemico “dei nostri giorni sereni” siano le fiabe che ci continuano a raccontare circa gli inceneritori ho portato avanti le mie ricerche di materiale per approfondire un tema vitale: L’alternativa a questi ecomostri produttori dell’ormai famoso “Carcinoma Precario“, ossia il Cancro a progetto, ben pagato per essere impiantato e meglio ancora per essere rimosso (se si è fortunati).   

Partiamo dalla tanto screditata raccolta differenziata. Ormai la popolazione, soprattutto Campana ha subito un così devastante lavaggio del cervello da essere totalmente pessimista nella buona riuscita della raccolta porta a porta. Eppure guardate Greenpeace che risultati ha ottenuto in appena una settimana sperimentale.

differenziamoci

Ora poichè la matematica non è un’opinione, se il risultato è sempre stato scadente ed il video ci dimostra che ciò non può essere imputato alla popolazione, va da se che la causa principale di tale scarsità non può che essere imputata alla politica ed alle aziende che avrebbero dovuto meglio gestire il problema.

Passiamo al secondo aspetto. Per la parte indifferenziata, come la volta scorsa ho riproposto dei video riguardanti l’Ossidodistruzione, oggi ripropongo due interviste circa il sistema Thor in fase di sperimentazione.

Thor

Per chi volesse ulteriori dettagli, ecco la scheda tecnica firmata CNR in formato pdf   Thor pdf.

Discarica di Pianura: Quando la realtà supera di gran lunga la fantasia


Invito i lettori a seguire attentamente questa intervista degli anni ottanta riferita alla discarica di Contrada Pisani, Pianura per cercare insieme di capire se ciò che mostrano le immagini sia la realtà dei fatti o una perfetta messinscena.

contrada pisani

Molto interessanti le affermazioni di fine intervista che raccontano di controlli giornalieri (ovviamente diurni) di tutte le maggiori autorità del settore, commissariato di governo compreso.

Il “Munnezza Day”


Non posso non segnalare questa singolare iniziativa. Guardate il video. E’ simpaticissimo.

munnezza day

Ossidodistruzione: guarda il video


Con un po di tempo a disposizione, sono finalmente riuscito a trovare il video (in 2 parti) che mostra tutto il processo di ossidodistruzione o ossidoriduzione. Non capisco perchè se ne parli così poco. Sarebbe interessante capire se gli ossidanti utilizzati hanno delle controindicazioni o è semplicemente una questione di pressioni economiche che insistono a farci accettare l’incenerimento di noi stessi.

Guardate i 2 filmati e se riuscite a trovare ulteriori notizie non esitate a comunicarle.

ossidodistruzione

Emergenza rifiuti: approfondimenti sul tema


Per tutti coloro che seguono, con più o meno ansia la questione rifiuti allego al presente post un importante documento in PDF di 72 pagine realizzato da Green-peace (credo), relativo al trattamento dei rifiuti a freddo.

trattamento rifiuti a freddo

Inoltre vi invito a far girare questi utilissimi video di educazione alla raccolta differenziata.

buona lettura

Incenerire è un pò morire


Dalla prima pagina de “Il Manifesto” dell’otto Gennaio un bellissimo articolo di Guido Viale.

Guido VialeL’inceneritore è una macchina due volte tossica. In primo luogo è tossica perché rilascia scorie pericolose che vanno sotterrate in discariche ad hoc, mentre il resto (quattro quinti) se ne va in fumo. Non sparisce, ma si disperde nell’aria e poi ricade sui nostri polmoni, sulle cose che mangiamo, sul terreno dove passeggiamo o giochiamo. È vero che un inceneritore ben gestito produce meno inquinanti di uno svincolo autostradale o di un ingorgo automobilistico.

Ma i rifiuti sono un materiale poco omogeneo, con grandi variazioni di potere calorifico: basta uno sbalzo di temperatura e l’abbattimento degli inquinanti va in tilt. Sempre nella speranza che nel materiale conferito non siano … continua

Rifiuti: arriva Thor, il sistema di riciclaggio ‘indifferenziato’


FONTE: CNR 

thor

 Quanto sia oneroso e problematico il trattamento dei rifiuti, lo dimostra la “tragedia” della Campania alla quale media e istituzioni stanno prestando la loro allarmata attenzione in questi giorni. Ma i rifiuti solidi urbani, com’è noto, possono rappresentare anche una risorsa. In questa direzione va Thor, un sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme alla Società ASSING SpA di Roma, che permette di recuperare e raffinare tutti i rifiuti e trasformarli in materiali da riutilizzare e in combustibile dall’elevato potere calorico, senza passare per i cassonetti separati della raccolta differenziata.

Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling – riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le Continua a leggere

Inceneritori


Dal sito di Green Peace 

clicca sull’immagine per far funzionare l’inceneritoreChe cosa sono
Gli inceneritori o termodistruttori sono impianti di smaltimento di rifiuti che bruciandoli ne riducono il peso ed il volume.

Che cosa producono
Circa 1/3 in peso dei rifiuti in entrata si ritrova a fine ciclo in forma di ceneri, ma come la fisica insegna “niente si crea né si distrugge, ma tutto si trasforma”, così la parte della materia che non si ritrova in uscita viene emessa nel corso del processo.

Che tipo di inquinanti producono
La formazione delle sostanze inquinanti, emesse in forma solida e gassosa da un inceneritore, dipende da diversi fattori quali: la tipologia del rifiuto trattato (composizione chimica), le condizioni di combustione e quelle … continua direttamente dal sito di Green peace

Rifiuti, ci vuole più coraggio da parte degli intellettuali


Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del prof. De Vivo geochimico di fama internazionale (uno dei pochissimi professori universitari napoletani che non si è mai piegato agli ordini della politica e che ha sempre difeso il principio dell’autonomia della ricerca dalla politica), che è un atto di accusa nei confronti della gravissima corruzione del mondo accademico napoletano, senza la quale questa vergognosa  situazione di emergenza in cui versa la Campania non sarebbe mai stata possibile. Tale intervento, per ovvie ragioni rifiutato da tutti i quotidiani napoletani, è stato pubblicato qualche giorno fa sul Manifesto in seconda pagina.

Rifiuti, ci vuole più coraggio da parte degli intellettuali

Benedetto De Vivo 

(ordinario di geochimica ambientale università di Napoli Federico II e adjunct professor Virginia polytechnic institute & State university Blacksburg)

La situazione drammatica in cui versano le province di Napoli e Caserta trova finalmente riscontro a livello nazionale. La stampa chiama finalmente alle proprie responsabilità gli amministratori del territorio invitandoli a dimettersi, e invita giustamente Prodi a intervenire perché la questione rifiuti a questo punto, non è solo un problema della Campania, ma un problema su cui si gioca, immagine e credibilità, l’intero paese Italia a livello mondiale.

Ciò detto non vanno disgiunti dalla responsabilità del presidente Bassolino, coloro che sono stati suoi strettissimi collaboratori a livello politico regionale fino a ieri, e che ora, abbandonata la nave che affonda, si presentano addirittura come il «nuovo» che si affaccia all’orizzonte. Per esempio il ministro, prof. Gino Nicolais non ha rappresentato forse per il presidente Bassolino l’indiscusso anello di congiunzione fra la regione e il mondo intellettuale delle università napoletane? Perché il prof. Nicolais, quando era assessore alla Ricerca della regione Campania, non ha fatto nulla per favorire, ad esempio, la creazione di un Servizio geologico regionale, che sulla falsariga di quello della regione Emilia Romagna, diventasse uno strumento di programmazione del territorio e delle sue risorse, individuando nello specifico, a monte, i luoghi geologicamente idonei a ospitare siti per lo smaltimento dei rifiuti? In particolare la responsabilità in tutta la vicenda rifiuti del mondo universitario è enorme.
In tutta la vicenda non mi pare sia mai intervenuto con un proprio studio il Continua a leggere