L’edilizia passa alle vie legali


FONTE: Il Sole 24Ore

ROMA
La misura è colma, con 7.552 imprese edili fallite negli ultimi tre anni. Le associazioni imprenditoriali dei costruttori, Ance in testa, passano quindi dalle proteste verbali alle vie di fatto. Vie legali. Nel D-Day convocato per oggi l’attenzione sarà tutta sui «decreti ingiuntivi» che le imprese sventoleranno e che hanno presentato o presenteranno alle amministrazioni pubbliche per incassare un primo miliardo di euro di crediti.
La manifestazione potrebbe anche andare oltre e annunciare iniziative più forti. «Stiamo valutando l’ipotesi di una class action complessiva, ora siamo davvero stanchi», rivela il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, che ha organizzato la protesta di oggi con Confartigianato, Cna e associazioni delle cooperative, ma anche con un sostanziale accordo con l’Anci (comuni) e Upi (province). Una gigantesca class action contro lo «Stato non pagatore» potrebbe essere quindi la sorpresa di oggi, sempre che i legali diano il via libera: un’iniziativa di cui si sta valutando appunto la fondatezza giuridica per ottenere un risultato clamoroso, ma che sarebbe anche di grande richiamo mediatico e politico.
Il miliardo di euro di crediti è un distillato particolarmente accurato di una montagna di crediti ben più consistente di cui pure oggi le associazioni potrebbero fornire una stima attendibile. Sono stati selezionati quei crediti già «esigibili» che risultano inattaccabili dal punto di vista della identificazione e della certificazione. Si tratta, insomma, non di riserve contestate o di pretese all’interno di una trattativa, ma di lavori svolti e mai contestati dalle amministrazioni appaltanti.
«Siamo tra i settori più esposti ai mancati pagamenti della pubblica amministrazione e anche al credit crunch – lamenta Buzzetti – ma paghiamo anche i tagli alla spesa per investimenti pubblici e la mazzata dell’Imu sul mercato immobiliare. Il 23% delle imprese fallite negli ultimi tre anni appartengono al nostro mondo e la causa è quasi sempre la stessa, la mancanza di liquidità. Che si debba fallire perché lo Stato non paga è scandaloso in uno Stato di diritto».
Buzzetti aspetta di vedere le misure già annunciate dal Governo sulla certificazione e sulla compensazione debiti-crediti, ma la categoria non si fa più grandi illusioni. «Intorno alla certificazione giriamo da mesi – dice Buzzetti – e ancora una volta la soluzione risolutiva del pro-soluto, pure prevista da norme e accordi, ha lasciato il posto a una soluzione a metà quale è quella del pro-solvendo. Noi rivendichiamo a questo punto il diritto a essere pagati, punto e basta».
Il sospetto degli imprenditori è, insomma, che ancora si giri e si rigiri intorno al problema per dilazionare risposte serie e definitive. Non c’è più tempo per indugiare.
«La certificazione per il nostro settore è nei fatti – dice ancora il presidente dell’Ance – perché noi presentiamo all’incasso i Sal, gli “stati di avanzamento lavori” che sono già un attestato del fatto che il lavoro è stato svolto». Dal decreto che consentirebbe la compensazione dei crediti con quanto dovuto al fisco – ipotesi a cui sta lavorando il ministero dell’Economia – potrebbero venire fuori soluzioni effettive, ma la prudenza è enorme, in attesa di capire cosa ci sia effettivamente scritto nel decreto ministeriale.
Intanto il «decreto ingiuntivo» sarà il protagonista della giornata di oggi: è quell’atto che l’impresa si fa fare dal legale per chiedere all’amministrazione debitrice che utilizzi una certa somma a sua disposizione per pagare quanto dovuto. Il decreto ingiuntivo viene quindi “mirato” su una posta di cassa di cui l’amministrazione è venuta (o sta venendo) effettivamente in possesso: fondi, incassi, trasferimenti statali o regionali.
Anche al decreto l’amministrazione oppone quasi sempre il privilegio dei debiti verso i dipendenti, rendendo di fatto non definitivo anche questo passaggio.

Punto per punto le zavorre sull’industria
1 Crediti con la pubblica amministrazione
2 Crediti fiscali
3 Credit crunch
4 Autorizzazioni e burocrazia
5 Pressione fiscale
6 Obblighi fiscali
7 Riscossione  e controlli
8 Imu sui capannoni
9 Tempi dei procedimenti civili
10 Mercato del lavoro e cuneo fiscale

Edilizia: da Unicredit e Ance 2 miliardi di euro per rilanciare lo sviluppo immobiliare


FONTE: Il Sole 24 Ore

Due miliardi di euro a disposizione delle imprese di costruzioni, da investire in progetti di piccolo taglio. Oltre a una serie di intese collaterali per l’assistenza all’estero, il monitoraggio del mercato, la stipula di partnership tra filiali e imprese a livello locale. È il contenuto dell’accordo siglato questa mattina dall’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, e dal presidente di Ance, Paolo Buzzetti. Il nome “Ripresa Cantieri Italia” spiega l’idea che lo ha ispirato. E proprio Ghizzoni racconta: «Dopo la fase di crisi più acuta, nella quale le banche hanno fatto da ammortizzatore economico e sociale, è arrivato il momento di puntare su iniziative che accompagnino la crescita del paese».

Mutui per l’edilizia residenziale 
In dettaglio, l’accordo prevede un plafond di due miliardi di Continua a leggere

Immobiliare: nessun surriscaldamento in Svizzera, Credit Suisse


FONTE: TicinoNews

Globalmente il mercato immobiliare svizzero è sano. Soltanto nel segmento delle abitazioni secondarie in alcune regioni si è giunti ad eccessi. Sul mercato dell’alloggio domanda e offerta sono sostanzialmente in equilibrio. Solo l’esame dettagliato permette di identificare problemi in determinati segmenti e regioni, secondo uno studio del Credit Suisse presentato oggi.

Per quanto riguarda gli uffici, l’eccesso di capacità si sta riassorbendo. Alcuni segni rivelano tuttavia che forse si sta andando di nuovo verso un’esagerata estensione dell’offerta. Per quanto riguarda gli spazi di vendita, l’attuale buon andamento del commercio al dettaglio maschera i problemi stutturali. È inoltre prevedibile una pressione sugli affitti nella prossima fase di rallentamento congiunturale, osservano gli esperti della banca.

ATS