Emergenza rifiuti: Studio aperto sugli scontri di Savignano Irpino


Savignano Irpino, un paesino che conta poco più di 1.300 abitanti dove è stata individuata una delle nuove discariche previste dal Super super commissario. Ecco il servizio di Studio Aperto relativo agli scontri dei giorni scorsi.

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Il nuovo super commissario sembra non aver imparato nulla dalle lezioni ricevute da una popolazione costretta a lottare per vedere garantiti i propri diritti fondamentali.

Le pulizie vanno fatte, ma non tra la popolazione che lotta giustamente per la propria terra. Va eliminata quella zavorra che siede tra i banchi del potere, che tende a mascherare il marciume che ha prodotto. In questo il nuovo commissario ha un grosso vantaggio, quello di essere stato un dirigente della polizia di Stato. C’è solo da sperare che usi tale vantaggio per il popolo (che dovrebbe essere lo stato) e non contro di esso.

Emergenza Rifiuti: Riflessioni sul tema 1


Leggendo l’articolo che segue (fondo pagina), mi è sorta una domanda: “Le Università Italiane, servono realmente a formare dei veri e propri professionisti nelle varie materie di studio, o sono dei semplici centri di parcheggio per giovani studenti, utili solo a ritardare l’inserimento, all’interno delle statistiche, di nuovi disoccupati?”. Infatti, la realtà ci dimostra quotidianamente che determinati problemi (anche quelli di spessore internazionale come il caso dei rifiuti Campani) non vengono affrontati secondo precisi interventi dettati da progetti realizzati da professionisti del settore che hanno prima studiato la questione, ma sono frutto dell’esatto opposto. Cioè il politico di turno (il cui unico obbiettivo è quello di crearsi consensi attirando incentivi statali e privati da distribuire sul territorio), si accaparra una parte del problema, offrendo il proprio territorio come strumento per la soluzione all’emergenza in corso. Solo in questa seconda fase, rientra il compito degli “esperti”, i quali sono chiamati, non tanto a studiare, approfondire e proporre le giuste soluzioni, quanto semplicemente a trovare le motivazioni più appropriate che giustifichino l’opportunità di realizzare tali interventi preconfezionati, in determinati posti a determinate condizioni.

Quasi come a dire o “questo” o “niente”.

Dove “QUESTO” dovrebbe rappresentare il progresso, le fantomatiche Continua a leggere