Edilizia digitale Pratiche via internet per gli architetti


Il servizio Dia on line è stato messo a punto in collaborazione con le associazioni di categoria e gli ordini professionali

FONTE: LA NAZIONE

Pisa, 20 maggio 2011 – Prima Dia on line al Comune di Livorno. Un architetto ha infatti inviato una pratica per via esclusivamente telematica, utilizzando tutti i servizi on line che l’Ente rende disponibile, come ad esempio il pagamento dei diritti di segreteria.

“Siamo sicuramente il primo ente in Toscana, e tra i primi in Italia – dice l’assessore comunale allo sviluppo economico e di sistema Darya Majidi – che ha de-materializzato completamente il servizio, a vantaggio della celerità e trasparenza”.

L’innovativo servizio, una nuova tappa verso la completa realizzazione del progetto dello Sportello Unico per l’edilizia digitale (Sued), rientra nell’ambito del programma Innovare Livorno, come descritto nel Libro Bianco della innovazione tecnologica, licenziato dall’Amministrazione comunale di Livorno nei primi cento giorni di mandato.

Il progetto del Sued è stato proposto alla Giunta dall’assessore all’Edilizia Bruno Picchi, in collaborazione con l’assessore Darya Majidi per la realizzazione dei servizi digitali. Il servizio Dia on line è stato messo a punto in collaborazione con le associazioni di categoria e gli ordini professionali attraverso un tavolo tecnico territoriale presieduto dall’assessore Majidi.

Questi i soggetti coinvolti: Cna Livorno, Confapi Livorno, Confindustria Livorno, Ordine degli Architetti Livorno, Ordine degli Ingegneri Livorno, Collegio dei Geometri Livorno, Cassa edile regionale della Toscana, Confartigianato, Collegio dei Periti di Livorno. L’applicazione telematica per la Dia Edilizia on line ha avuto, dopo alcuni mesi di test, un primo momento di lancio nel convegno dello scorso 5 maggio al Lem, che ha segnato l’avvio ufficiale del servizio telematico.

Semplificazione per l’edilizia privata con il decreto sviluppo


L’Ance traccia un primo quadro delle nuove misure; operatività della Scia, riqualificazione delle aree urbane e regolarizzazione automatica delle lievi difformità progettuali.

FONTE: www.ediliziaurbanistica.it

L’Ance traccia un primo quadro delle semplificazioni per l’edilizia privata contenute nel dl sviluppo, riservandosi un esame più approfondito dopo la sua pubblicazione in G.U.

Tra le novità, varo di una legge nazionale quadro per il recupero delle città e modifiche al testo unico dell’edilizia.

Fra le previsioni per il settore privato si segnala l`esclusione della gara per le opere di urbanizzazione primaria a scomputo. In particolare, viene modificato il testo unico edilizia, prevedendo che, nell`ambito dei piani attuativi o di atti equivalenti comunque denominati, le opere di urbanizzazione primaria sotto soglia comunitaria sono realizzate direttamente dal titolare del permesso di costruire a scomputo dei relativi oneri non è quindi più necessario esperire la procedura negoziata di cui all`art. 57, comma 6 del d.lgs. 163/2006.

Un`altra rilevante innovazione riguarda il procedimento per il rilascio del permesso di costruire poiche` viene introdotto il silenzio assenso, qualora sia decorso inutilmente il Continua a leggere

L’Inu contro il decreto sviluppo: i punti contestati


FONTE: Casa24

L’Inu, Istituto nazionale di urbanistica, esprime la più viva preoccupazione per alcune norme in materia edilizia, urbanistica e ambientale contenute nel “decreto legge per lo Sviluppo” approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 maggio sc. e che dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, e quindi entrare in vigore, il prossimo 12 maggio.

Esprime una ancora più marcata delusione per altre norme che avrebbero potuto essere contenute nello stesso decreto e che invece sono assenti in maniera inspiegabile, in quanto anch’esse a “costo zero” e relative a questioni ormai mature, la cui definizione sarebbe stata assai utile per migliorare la qualità delle nostre città contribuendo nel contempo al superamento della crisi che oggi le colpisce in modo particolare, riducendo la loro competitività nel contesto internazionale.

Il primo elemento di critica che l’Inu solleva riguarda la concessione del Continua a leggere

Discorso di presentazione al Forum delle associazioni “Orta prima di Tutto”.


A seguire il discorso di presentazione dell’associazione in occasione del pubblico incontro tenutosi in piazza San Salvatore ad Orta di Atella a maggio del 2011.

Buongiorno a tutti,

Sono l’arch. Francesco Villano, presidente dell’associazione Arch.In.Geo. Associazione nata dalla voglia di trasmettere la nostra esperienza di professionisti del settore edile. Eravamo realmente “4 amici al bar” dove è nata l’idea, professionisti tutti di Orta. Ciò che ci accomunava e che sembra essere la chiave di volta di questa nostra esperienza è una forte critica nei confronti delle locali politiche del territorio, a nostro giudizio inefficienti ed inadeguate alle rapidissime trasformazioni in atto. 

 Siamo sempre stati e sempre lo saremo, disponibili a fornire un valido aiuto a quanti sono direttamente interessati al settore e di contribuire a diffondere la cultura della conservazione, del rispetto per l’ambiente, dell’abbattimento delle barriere architettoniche, dell’ordine e dell’estetica di ciò che ci circonda e che abilmente è stato creato dal lavoro dell’uomo.

Il gruppo iniziale era costituito essenzialmente da 2 Architetti, 1 Ingegnere ed 1 Geometra, da cui il nome di questa associazione: ARCH.IN.GEO.

Così, iniziammo a far sentire la nostra voce, soprattutto in rete. 

Ad un certo punto, però ci siamo accorti che, alla lunga a darci ragione era solo il tempo che mette continuamente in luce i sempre crescenti disagi cui è soggetto il territorio e dai quali abbiamo sempre cercato di mettere in guardia chi di dovere fin dal lontano 2007, senza però raggiungere mai alcun risultato concreto.

È stato proprio per questa ragione che abbiamo visto nella nascita del FORUM un’opportunità che non potevamo permetterci di perdere, cioè quella di iniziare a perseguire i nostri obiettivi nella realtà quotidiana, avendo a disposizione un luogo reale dove poterci incontrare dal vivo e dove poter soprattutto fare scambio di esperienze con altri gruppi ed associazioni.

Il nostro principale impegno, oggi è quello di cercare finalmente di far si che il tema dell’URBANISTICA

1. che in passato è stato sottovalutato, forse affrontato con troppa leggerezza e senza capirne la fondamentale importanza per l’assetto del territorio;

2. che nel corso dell’ultima campagna elettorale e nei primi incontri in sede di consiglio comunale, è stato utilizzato come arma di offesa semplicemente per denigrare l’operato delle precedenti amministrazioni e sul quale oggi sembra essere piombato un ancor più pericoloso silenzio;

 diventi finalmente uno dei principali temi sui quali discutere. Animatamente, in toni pacati, con o senza enfasi, come meglio si vuole, purchè lo si faccia seriamente e con il chiaro intento di dare una volta e per tutte delle definitive e concrete risposte a tutti coloro che ormai da troppo tempo le attendono con impazienza. A partire dalla popolazione che ha pur sempre il sacrosanto diritto di godere di un minimo standard di vivibilità; poi a tutti gli operatori del settore, dalle maestranze edili, alle imprese fino a noi tecnici del settore che stiamo vivendo più di tutti gli altri colleghi anche di paesi limitrofi, questo già di per se difficilissimo momento di forte crisi economica.

A tal fine, un importante obiettivo lo abbiamo già quasi raggiunto ed è quello di organizzare in sinergia con tutte le altre associazioni del forum, un convegno sul tema della riqualificazione del territorio che si terrà nei primi di Giugno proprio nel luogo deputato ad essere il “tempio” in cui discutere e da cui far scaturire le giuste decisioni in merito, la sala consiliare. Dove ovviamente vi attendiamo e quindi già da oggi invitiamo tutti a partecipare.

Grazie

Edilizia, Appalti e Piano Casa: novità del Decreto Sviluppo


Decreto Sviluppo e nuove misure per rilanciare l’Edilizia: piano casa e incentivi locali per demolizione e ricostruzione, Scia e silenzio-assenso per ristrutturazioni, niente bandi di gara per appalti pubblici “minori”.

FONTE: PMI.it

Il Decreto Sviluppo, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, prevede anche delle misure nazionali per il rilancio dell’Edilizia.

Nell’ambito del Piano Casa, le Regioni dovranno approvare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del DL nuove leggi che concedanoincentivi per interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici. Fino ad allora, per edifici residenziali c’è unpremio volumetrico del 20%, per altre destinazioni del 10%.

Confermata la Scia al posto della Dia in tutti i casi, tranne quando questa sostituisce il Permesso di Costruire (Super-dia). Confermato il principio delsilenzio-assenso per costruire, nel caso in cui non si riceva parare contrario in 90-100 giorni (180-200 per città con più di 100.000 abitanti), tranne per i casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali. Per le verifiche successive, tempo 30 giorni.

A livello di sanatoria, un comma aggiuntivo introdotto all’articolo 34 del Testo Unico dell ‘ edilizia, concede che le violazioni (altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta) fino al 2% non annulli il permesso di costruire. Slittano infine al primo luglio le sanzioni per gli immobili fantasma.

Per quanto concerne gli appalti pubblici l’articolo 4 del Decreto introducetetti su riserve, opere di compensazione e su varianti in corso d’opera, per limitare le spese come aveva preannunciato dal ministro Tremonti. In piùniente bando per l’affidamento con procedura negoziata fino a un milione di euro. Per i lavori superiori a 500mila euro, il limite minimo di inviti da parte del responsabile del procedimento è stato fissato a dieci soggetti, per quelli di importo inferiore, è stato fissato a cinque.

Infine, modificati i requisiti richiesti alle imprese per partecipare alle gare di appalto, con l’obiettivo di ridurre la discrezionalità degli enti appaltanti.

Permesso di costruire nell’edilizia privata, arriva il silenzio-assenso entro un massimo di 90 giorni


fonte: Il Sole 24 Ore

Novanta giorni per avere il «permesso di costruire», quello che una volta si chiamava licenza edilizia; i giorni diventano 150 nelle città con più di 100mila abitanti o per progetti particolarmente complessi. Il silenzio-assenso scatta ora per gli interventi edilizi privati più pesanti dopo che la liberalizzazione negli ultimi anni aveva coinvolto tutta l’edilizia minore con l’estensione della Dia (denuncia inizio attività) e della Scia (segnalazione certificata di inizio attività).

Entro i termini previsti dal decreto legge per lo sviluppo varato ieri il cittadino dovrà avere una risposta chiara alla propria domanda: un sì, un no oppure comunque scatterà il silenzio-assenso.

Il termine ordinario per il silenzio assenso si potrà allungare qualora siano necessarie le «interruzioni» previste in due casi: qualora il responsabile del procedimento richieda «modifiche di modesta entità» alla richiesta originaria (l’interessato avrà 15 giorni di tempo per rispondere e integrare la documentazione) oppure qualora siano necessarie integrazioni alla documentazione (in questo caso il termine per il silenzio-assenso riparte dalla data in cui la documentazione viene presentata). Ci potrà essere una sola interruzione del termine, quindi, non si andrà Continua a leggere

Piano casa, bonus del 20% in caso di demolizione


Lo prevede la bozza del decreto sviluppo che arriva in Consiglio dei ministri

FONTE: Canale ANSA - Real Estate

(ANSA) – ROMA, 4 MAG – Nei casi di demolizione e ricostruzione edilizia viene previsto ”il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva rispetto a quella preesistente come misura premiale” che non puo’ superare ”complessivamente il 20%” del volume dell’edificio se destinato ad uso residenziale; ”il 10%” della superficie coperta per gli edifici invece adibiti ad uso diverso. E’ quanto prevede la bozza del decreto legge ‘Sviluppo’ che domani approda in Consiglio dei ministri. Inoltre, ”decorso il termine di 120 giorni” dell’entrata in vigore del decreto, tali disposizioni ”sono immediatamente applicabili alle Regioni a statuto ordinario che non hanno provveduto all’emanazione delle specifiche leggi regionali”. Gli interventi ”non possono riferirsi – si legge nella bozza – ad edifici abusivi o situati nei centri storici o in aree ad inedificabilita’ assoluta, con esclusione degli edifici per i quali sia stato rilasciato il titolo abitativo in sanatoria”. Oltre al bonus sul volume, si prevede la possibilita’ di delocalizzare le relative volumetrie in aree diverse; di modificare la destinazione d’uso ”purche’ si tratti di destinazioni tra loro compatibili o complementari” e ”la sagoma” per ”l’armonizzazione architettonica” con gli altri edifici esistenti. (ANSA).

Nuove misure per l’edilizia pubblica e privata


Dovrebbe essere varato il 6 maggio un decreto legge per accelerare la crescita economica

FONTE: EdilOne.it

Che ci sia bisogno di un rilancio dell’economia e di provvedimenti e misure in grado di aiutare e semplificare il settore dell’edilizia pubblica e privata è indubbio e necessario da parecchio tempo.
Ora pare sia arrivato il momento e il 6 maggio, data indicata per il Consiglio dei ministri, dovrebbe essere varato un apposito decreto legge.

Per quanto riguarda il settore degli appalti, le misure prevedono: l’inserimento di un limite alle riserve che le imprese possono proporre; il fine è quello di evitare la variazione del progetto originario e aumentare i costi; il divieto di arbitrato per i lavori pubblici; l’utilizzo esasperato dell’arbitrato ha visto, ad oggi, le PP.AA. soccombere nel 90% dei casi con il conseguente pagamento di costi elevatissimi; lo stop anche alle liti temerarie, cioè quelle intentate al solo fine di bloccare l’iter dell’aggiudicazione; in tal caso è previsto che l’impresa soccombente in giudizio, dovrà pagare tutte le spese processuali oltre ad una sanzione (ancora in via di definizione).
Gli obiettivi sono: ridurre il contenzioso; la previsione, per la trattativa privata, di una soglia intermedia di 1 miliardo di euro tra gli attuali 500 mila euro e l’1,5 miliardi (soglia quest’ultima prevista nel DDL AS 2626 sulla Libertà d’impresa) con la consultazione minima di 10 imprese da parte dell’amministrazione appaltante;  l’estensione dell’esclusione automatica delle offerte anomale per gli appalti tra 1 milione e 5 milioni di euro.

Per quanto riguarda il Piano Casa invece sono due i principali punti sui quali si concentra il decreto: la riforma dell’art. 10 punto c del testo del DPR 380/2001 (Testo Unico Edilizia): per la ristrutturazione edilizia non servirà più il permesso di costruire ma sarà sufficiente la SCIA (segnalazione certificata inizio attività) con il silenzio assenso e le semplificazioni 36% e 55%: eliminato l’obbligo di comunicazione preventiva all’Agenzia delle entrate: i dati andranno inseriti direttamente nella dichiarazione dei redditi.

Scia, la Lombardia esclude gli interventi del Piano Casa


Chiarita con una circolare regionale l’applicazione della procedura semplificata all’attività edilizia

FONTE: Edilportale.com

13/04/2011 – La Lombardia apre all’applicazione della Scia in edilizia. Tranne che per gli interventi del Piano Casa. Lo chiarisce la Circolare 3/2011, pubblicata sul Bollettino Ufficiale del 22 marzo scorso.

Dopo l’introduzione della Segnalazione di inizio attività con la manovra estiva, la norma regionale mette ordine tra le numerose domande di chiarimento sulle procedure da utilizzare in base alla tipologia dei lavori.

Come già specificato a livello nazionale, la sostituzione varrà per la Dia, ma non per la Super-Dia, titolo abilitativo alternativo al permesso di costruire.
Potranno essere effettuati con segnalazione certificata di inizio attività gli interventi di manutenzione straordinaria non liberalizzati, il restauro e risanamento conservativo e le ristrutturazioni edilizie leggere.

In questi casi, sarà possibile iniziare i lavori lo stesso giorno della presentazione della Scia all’autorità competente. Questa avrà a disposizione 60 giorni per effettuare le verifiche necessarie ed eventualmente adottare il provvedimento di divieto alla prosecuzione delle attività e rimozione degli effetti dannosi. La Pubblica Amministrazione potrà intervenire anche dopo i 60 giorni, ma solo in caso di pericolo per il patrimonio artistico e culturale, l’ambiente, la salute o la sicurezza pubblica.

Per gli interventi in zona soggetta a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, inoltre, alla Scia deve essere allegato l’atto di assenso dell’ente preposto alla tutela del vincolo.

Situazione diversa per il Piano Casa. Negli interventi di ampliamento volumetrico e sostituzione edilizia, pensati per il rilancio delle costruzioni, si deve continuare ad utilizzare la Dia. Questa opinione era stata già espressa dalla Direzione Generale Territorio e Urbanistica in un comunicato dello scorso ottobre. Il Piano Casa rappresenta infatti una disciplina a termine e in deroga alla normativa vigente.

Venezia: L’accusa del Pm: «Il Comune non ha fermato la corruzione»


Cari amici del mezzogiorno d’Italia udite, udite cosa sono stati in grado di inventarsi gli efficientissimi ed onesti lavoratori Veneziani. Mi sa proprio che, Lega Nord a parte, in fondo in fondo non siamo poi così diversi. Eccovi un racconto raccolto tra le pagine di La Nuova Venezia; sembra proprio cronaca di casa nostra.

VENEZIA. C’è più di qualcuno che negli uffici dell’Edilizia privata a Ca’ Farsetti ha cercato di porre un freno all’ascesa di Antonio Bertoncello, che da «niente» in pochi anni è diventato un «mago» nel far ottenere permessi e autorizzazioni, ma i tentativi sono sempre andati a vuoto. Così, gli inquirenti scrivono che il Comune non avrebbe agito con decisione contro la corruzione. «L’indagine ha potuto dimostrare – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pubblico ministero Paola Tonini – che la diffusività, la capillarità, l’efficacia del sistema corruttivo messo in atto da Bertoncello sono profondamente note all’interno dell’Amministrazione comunale, la quale ha posto in essere soltanto sporadici e blandi interventi finalizzati a neutralizzare le “mele marce”». E ancora: «L’alterazione del principio dell’imparzialità e dell’eguaglianza certamente induce il privato cittadino a rivolgersi comunque al geometra Bertoncello che ben può farsi vanto in una telefonata: “Che cosa preferisce, pagare il doppio con me che passa o pagare la metà con quello che non passa?”». E le sue pratiche, anche quelle più impossibili, passavano e velocementeperché, secondo l’accusa, lui pagava i tecnici comunali e proprio per questo le sue parcelle erano il doppio di quelle degli altri professionisti. Eppure «la situazione è divenuta ormai talmente nota – si legge ancora – che all’interno dell’amministrazione comunale, alcuni tentativi per arginare l’illeceità sono stati posti in essere, ma non hanno prodotto alcun risultato essendo stati blandamente coltivati e rapidamente abbandonati». Tra il geometra Rudi Zanella, pagato per ogni pratica che va in porto con mazzette da mille a 4mila euro, e Bertoncello a marzo 2010 partono messaggi e telefonate concitate: «la C. ha convinto di non darmi più roba tua, ca…o!» scrive il comunale al geometra. Quindi, si telefonano e si spiegano, poi trovano il rimedio: le pratiche di Bertoncello vengono presentate con la firma di un altro professionista, «l’architetto Gera Federico» si legge. Stessa situazione si crea in ottobre dello steso anno. E Zanella quando non viene retribuito come si deve protesta: spiega, ad esempio a Bertoncello, che il «pacheton» da cinque è poco rispetto a quanto concordato. E ancora dice al libero professionista: «Noo! Io non faccio i favori per niente, così a gente del genere. Ciò Antonio. Gli ho fatto tre o quattro favori grandi per sta…per farmi prendere per il c…». Bertoncello, sostiene l’ordinanza «ha saputo creare e modulare un sistema corruttivo dotato di pubblici impiegati asserviti, nei diversi uffici comunali di interesse, in grado di fornire una risposta amministrativa comunque positiva ed immediata alle istanze dei propri clienti. Bertoncello così ha acquisito una nomea di “mago”, con ciò catalizzando una rilevantissima clientela dalla quale ben può pretendere parcelle più corpose, arricchendosi illecitamente». Rudi Zanella e Angelo Dall’Acqua in Comune, Tullio Cambruzzi e Luca Vezzà in Commissione di Salvaguardia, in cambio delle mazzette, avrebbero garantito in via preventiva e durante il procedimento consulenze tecniche alle pratiche di Bertoncello, consentendogli di ottenere pareri favorevoli e conseguenti autorizzazioni; avrebbero anche distrutto e sostituito fotografie ed elaborati tecnici, sostituendoli con altri, più funzionali ad evitare bocciature o accertamenti; avrebbero informato costantemente Bertoncello sullo stato dei procedimenti; avrebbero interferito con l’attività dei colleghi e dei superiori al fine di garantire la tempestiva e positiva definizione delle pratiche, trattandole in via prioritaria. Oltre agli arrestati sono nove gli indagati, alcuni dei quali sono stati sentiti in questi giorni dagli investigatori della Guardia di finanza. Sono gli imprenditori veneziani della Cosmo Emiliano Errico e Matteo Lanza, la moglie di Bertoncello Francesca Sforza, i funzionari comunali Roberto Maschio, Massimo Giangreco e Lucio Todesco, tutti trasferiti all’Archivio storico comunale della Celestia. Infine, ci sono due vigili nell’indagine sulle sponsorizzazione forzate all’Associazione sportiva della Polizia Municipale, sono il presidente e il tesoriere Alessandro Fuolega e Alberto Pavan, trasferiti al magazzino vestiario. E proprio per quest’ultima vicenda Nicola e Guido Rizzo precisano: «Mai abbiamo pagato un solo centesimo né siamo stati invischiati in alcuna maniera in vicende relative a sponsorizzazioni di gruppi sportivi al fine di acquisire benevolenze di chicchessia».

Condono Edilizio: nuova ipotesi di riapertura


Alcuni emendamenti al Decreto Milleproroghe ripresenterebbero i contenuti del DL Sarro dello scorso anno.
FONTE: Lavorincasa.it

Il Decreto cosiddetto Mille Proroghe, al secolo Ddl 225/2010, è uno strumento legislativo con cui il Governo periodicamente aggiorna le priorità relative alle disposizioni ed agli interventi in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie; per sua natura, è una sorta dicalderone in cui confluiscono proposte ed idee interessanti e di natura  molto differente, così come vengono inseriti, spesso, emendamenti che possono servire ad accontentare alcuni settori dell’elettorato dell’una o dell’altra forza politica.

Uno degli argomenti più controversi, che periodicamente fa la sua comparsa in maniera palese oppure parzialmente velata, è  la riapertura del Condono Edilizio, iniziativa molto apprezzata da alcune parti della popolazione (gli abusivisti, principalmente) ed osteggiata fortemente da chi, invece, si preoccupa del rispetto dell’Ambiente e crede che le Leggi Urbanistiche esistano per garantire pari diritti di godimento del Territorio per tutti.

Non dimentichiamo che nel corso del 2010questo argomento è stato portato ripetutamente all’attenzione dei lavori parlamentari e della cronaca, in particolare con il DL Sarro, dal nome del suo primo firmatario, che aveva in maniera esplicita cercato di riaprire i termini di efficacia della Legge 326/2003 per la Regione Campania, sulla scorta di un ragionamento che fondava le sue motivazioni sulle forti proteste popolari per gli abbattimenti ad Ischia e sulla disparità di trattamento generata dall’allora Legge Regionale della Campania, che limitava il campo d’azione delle Legge Nazionale del terzo Condono.

Come sappiamo il DL Sarro non ebbe seguito, perchè fortemente combattuto dalle forze di opposizione e da una grossa fetta dell’opinione pubblica, particolarmente critica verso quella parte del DL che prevedeva lo stop alle demolizioni, conseguenti a sentenze passate in giudicato, anche in zone, come l’Isola d’ischia, sottoposte a vincoli di natura paesaggistica ed esposte a rischio idrogeologico.
Successivamente a questa iniziativa, qualche mese dopo, alcuni emenCostruzionidamenti presentati dalSenatore Pdl Paolo Tancredi alla manovra Finanziaria allora in corso di approvazione riproponevano l’idea della riapertura dei termini della Legge 326/2003, estendendolo ad abusi commessi in zone protette, nonché prevedendola per alcuni abusi entro il 20% dell’esistente e non oltre i 100 mq, purché paesaggisticamente compatibili; anche questa proposta, subito criticata da più parti, fu rapidamente estromessa dal Governo.

La notizia che, nell’ambito della discussione parlamentare per l’approvazione del Nuovo Decreto Mille Proroghe, siano stati presentati, da un gruppo di Senatori del Pdl tra i quali ci sarebbe ancora il Senatore Sarro, alcuni emendamenti che mirerebbero ad inserire nuovamente una forma di Condono, o più specificatamente di riapertura dell’ultimo Condono edilizio, è subito diventata argomento di  pubblico dibattito, perchè relativa, ancora un volta, ad immobili che ricadrebbero in aree tutelate e sarebbe aperta anche a coloro che hanno già avuto respinta la precedente richiesta di sanatoria.

Le iniziative contenute negli emendamenti citati contengono anche alcune proposte di modifica del Testo Unico dell’Edilizia, in particolare introducendo la possibilità, per le Amministrazioni Locali, di destinare immobili sequestrati all’edilizia sociale, a canone concordato, purché siano verificate le condizioni statiche ed igienico sanitarie degli edifici in oggetto, prevedendo anche la possibilità di istituire un diritto di prelazione per coloro che occupavano i fabbricati abusivi al momento della confisca e siano in condizioni di disagio abitativo.

Una delle reazioni più dure e motivate è quella del Consiglio Nazionale degli Architetti, che in un comunicato stampa ufficiale, pubblicato sul proprio sito istituzionale lo scorso 28 Gennaio, invita apertamente il Governo al ritiro degli emendamenti in oggetto. In particolare il CNAPPC giudica tali proposte una resa dello Stato di fronte ad atti illeggittimi e particolarmente inaccettabile perchè non vi sono interessi pubblici reali e superiori che giustifichino scelte di questo tipo, che già in passato si sono rivelate dannose per il Territorio. Il Comunicato Stampa termina, infine, con uno specifico riferimento al fatto che un nuovo condono andrebbe in contrasto con i dettami costituzionali di cui all’art. 9 della Costituzione repubblicana.

Le ultimissime notizie, del 1 febbraio u.s., ci dicono che gli emendamenti, così come sono stati presentati, sono stati ritenuti inammissibili nella seduta congiunta delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio perchè non in correlazione con i provvedimenti contenuti nel Mille proroghe. C’è da aspettarsi, in ragione della motivazione che ha causato la non ammissibilità,  che gli stessi emendamenti saranno quasi certamente ripresentati in forma differente per provare a farli rientrare nell’approvazione del Ddl 225/2010.

Auguri di Buon Natale 2010 e felice 2011


A tutti gli amici di Arch.In.Geo;

a tutti coloro che navigano con piacere tra le pagine del nostro Blog trovandolo molto interessante;

a chi passa solo per caso o per semplice curiosità;

A TUTTI GIUNGANO I NOSTRI PIU’ CALOROSI AUGURI DI UN SERENO NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO

Piano Casa Campania, approvate le modifiche


Meno vincoli per gli interventi in zona agricola e cumulabilità con gli interventi previsti da altre leggi

FONTE: Edilportale

21/12/2010 – Il Consiglio Regionale della Campania ha approvato ieri sera le modifiche alla legge sul Piano Casa. Dopo una giornata di confronto, il nuovo testo ha incassato 26 voti favorevoli e 16 contrari. Come riferito dall’Assessore all’urbanistica Marcello Taglialatela, il Consiglio ha dato l’ok a qualche modifica introdotta in Commissione, lasciando sostanzialmente invariato l’impianto normativo stabilito dalla Giunta Regionale.

I cambiamenti sono stati studiati in funzione del mancato successo riscosso dalla legge regionale per il rilancio dell’edilizia, prestando attenzione alla sostenibilità e all’utilizzo delle tecnologie passive. La norma ha dovuto infatti scontrarsi con una serie di Continua a leggere

BENEVENTO: I FINANZIAMENTI PER I VILLAGGI RURALI


FONTE: Agenzia Parlamentare per l'Informazione Politica ed Economica

Roma, 11 nov – Sono 16 i progetti ammessi al finanziamento della misura 322 “Rinnovamento dei villaggi rurali” del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) 2007 – 2013 che prevede interventi, pubblici e privati, volti al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni rurali, anche al fine di contenere la desertificazione in atto. L’elenco dei progetti ammessi è stato approvato, su proposta dell’assessore alle politiche agricole e alle attività produttive, Carmine Valentino, dalla Giunta provinciale di Benevento presieduta da Aniello Cimitile. La misura 322 è destinata ai Comuni di Arpaise, Buonalbergo, Campolattaro, Campoli del Monte Taburno, Casalduni, Castelfranco in Miscano, Castelpagano, Castelpoto, Castelvetere di Valfortore, Foiano di Valfortore, Montefalcone di Valfortore, Reino, San Lupo, San Martino Sannita e Santa Croce del Sannio. Dopo la pubblicazione del bando per la manifestazione di interesse, le istanze pervenute alla Provincia sono state 21 poi valutate da apposita Commissione istituita dalla Giunta. Nell’illustrare alla Stampa il deliberato, l’assessore Valentino ha ricordato che Continua a leggere

OLTRE 100 PROGETTI NEL BANDO DELLA REGIONE CAMPANIA


FONTE: AGI News on

(AGI) – Napoli, 3 nov. – Oltre cento progetti per circa 16mila nuovi alloggi popolari. Sono i primi risultati di un bando della Regione Campania relativo alla costruzione di nuova edilizia sociale, pubblicato a luglio e scaduto a meta’ ottobre. Si tratta di un intervento complessivo di circa 4,5 miliardi di euro, finanziati dalla Regione per 41 milioni.
  Nel dettaglio, i progetti prevedono la realizzazione di 5.700 alloggi sociali (quelli per le fasce medio-basse, che prevedono un canone di affitto di circa 300 euro); 1.300 alloggi ultrapopolari (quelli affidati dagli Iacp, con costo di affitto compreso tra 40 e 80 euro); 5.000 alloggi a libero mercato; 4.000 alloggi a libero mercato convenzionale, destinati cioe’ all’acquisto con l’anticipo di un mutuo fornito dalla Regione a tasso zero.
  Un’offerta che secondo l’assessore regionale all’Urbanistica, Marcello Taglialatela, e’ “a standard qualitativi molto elevati, con nuovi alloggi che si vanno a realizzare e non con la ristrutturazione di quelli vecchi.
  Inoltre non si creeranno piu’ quartieri dormitorio, perche’ su 10 appartamenti 3 saranno destinati all’edilizia popolare e 7 al libero mercato. In questo modo si vuole creare integrazione”.
  La graduatoria dovrebbe essere disponibile entro la prossima settimana e entro 30 giorni i comuni dovranno poi presentare i progetti definitivi. “Questa e’ una prima risposta, parziale, rispetto ai fondi disponibili”, commenta il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, “ci sono dentro tutti gli aspetti di una buona programmazione regionale”. Al bando hanno partecipato anche alcuni amministrazioni comunali, una trentina, “ci sono Salerno, Avellino e Benevento ma mancano Napoli e Caserta – aggiunge Taglialatela. Dispiace, anche perche’ il Comune partenopeo nei giorni scorsi ha annunciato la realizzazione di alloggi di edilizia popolare. Avrebbero potuto partecipare al nostro bando”.