Gli architetti – Attila contro il piano casa


FONTE: Il Giornale.it

Attila disse «salviamo l’Italia». In prima pagina della Repubblica di ieri appariva un appello di tre architetti, tra i principali vandali del nostro tempo, che chiedono «un sussulto civile delle coscienze di questo Paese» contro «la proposta di liberalizzazione dell’edilizia, annunciata dal presidente Berlusconi». Firmano l’appello Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas, Vittorio Gregotti: «Le licenze facili e i permessi edilizia fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. Il territorio, la città e l’architettura non dipendono da un’anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità. La proposta di liberalizzazione dell’edilizia, annunciata dal presidente Berlusconi, rischierebbe di compromettere in maniera definitiva il territorio. Ecco perché c’è bisogno di un sussulto civile delle coscienze di questo Paese».

E il sussulto viene da alcuni dei principali responsabili degli orrori che hanno sfigurato il volto delle nostre città e del paesaggio. Non si vorrebbe credere. Potrebbe sembrare una burla, probabilmente non lo è e certamente otterrà numerose firme di complici e non ingenui cittadini insieme a quelle di molti che amano il loro Paese e avvertono il pericolo reale. Perché, sia ben chiaro, la preoccupazione è lecita, ma ci vogliono veramente le facce toste dei tre architetti citati per mettersi Continua a leggere

Inchieste insabbiate: bufera sulla Procura


FONTE: La Gazzetta del mezzogiorno

TARANTO – Una bufera giudiziaria rischia di investire la magistratura tarantina. I sostituti procuratori di Potenza Cristina Correale e Ferdinando Esposito stanno indagando sull’ex procuratore capo del capoluogo jonico, Aldo Petrucci (oggi a capo della procura del tribunale minorile a Lecce) e sull´ex coordinatore dell´ufficio gip-gup di Taranto, Giuseppe Tommasino, al momento in aspettativa. 

Fra gli indagati comparirebbe anche l’ex sindaco di Martina Franca (e attualmente consigliere provinciale di An) Leonardo Conserva.

Secondo le poche indiscrezioni trapelate finora dalla procura di Potenza, Petrucci e Tommasino sarebbe stati d’accordo nel gestire alcuni fascicoli di inchiesta particolarmente delicati con lo scopo di favorire amici o presunti tali. Tra gli apparenti beneficiari dei favori, ci sarebbe stato anche il politico Continua a leggere

Le mani sulla città: lo strapotere di Romeo, Bassolino fa Pilato


FONTE: JulieNews.it

Di Nico Falco

Ma come faceva il Governatore della Regione Campania a non accorgersi dell’anomalia di un Romeo che vinceva tutti gli appalti? E’ la domanda che Klaus Davi ha fatto ad Antonio Bassolino, che ha liquidato la questione con una risposta a metà tra il lavaggio di mani di pilatesca memoria e la parata e stoccata di un esperto schermidore. Come a dire, se Campania è stata cieca, non è che le altre regioni ci abbiano visto benissimo. “Il gigantismo di Romeo, – ha detto Bassolino, – non è soltanto un fenomeno napoletano. L’impresa ha avuto, e ha vinto, numerosi appalti importanti a Napoli, a Roma, a Milano e in altre parti. E spetta alla magistratura di indagare sulla correttezza di tutto questo. La vicenda ha interessato in modo duro il Comune di Napoli e devo dire che il sindaco ha reagito con fermezza e determinazione, cambiando praticamente una parte fondamentale della giunta. Ora io penso che bisogna, sempre nel pieno rispetto della magistratura, vedere anche gli sviluppi e il prosieguo delle indagini. Vi sono più filoni, ci sono documenti inviati a Roma e a Milano. Ciò che conta, a mio avviso, è che l’istituzione sappia rispondere Continua a leggere

Orta di Atella: “Ma lo Stato dov’è”?


Navigando in rete ho trovato ieri, un documento che ha attirato la mia attenzione. Infatti si faceva cenno all’art 1 comma 707 della legge numero 296 del 2006 (legge finanziaria 2007) che stabilisce che  per gli anni 2007, 2008 e 2009 a favore degli enti locali che si trovano, alla data del 1° gennaio di ciascun anno, nella condizione di cui all’articolo 143 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso) è corrisposto dal Ministero dell’interno un contributo destinato alla realizzazione o manutenzione di opere pubbliche nella misura massima annuale di 30 milioni di euro, ripartiti in base alla popolazione residente come risultante al 31 dicembre del penultimo anno precedente.

A tale proposito, e considerato anche lo stato di degrado in cui versano le strade ed alcuni edifici pubblici, mi chiedo se ad Orta per questo 2009 le cose riusciranno a migliorare grazie a questo contributo. E visto che oramai i commissari straordinari inviati dal Governo hanno avuto tutto il tempo necessario per conoscere e capire tutti i reali disagi con cui si trova a convivere (suo malgrado) l’intera popolazione locale, e considerato soprattutto che i politici locali sembrano essere troppo impegnati a fare campagna elettorale, al punto da non consentirgli (nemmeno in questa occasione) di essere il reale filtro tra la gente comune e le istituzioni, cercherò di analizzare dall’esterno (limitandomi alle notizie che si possono cogliere in rete ed analizzando i fatti concreti riscontrabili nella realtà quotidiana) le azioni intraprese ed i risultati ottenuti in questi primi sei mesi di commissariamento.

Parto subito dalla sensazione comune un po a tutti, cioè che il principale (se non unico) interesse di questi nuovi amministratori sembra essere quello di far quadrtare i conti e basta. Ed in questo hanno trovato un grande alleato Continua a leggere

Ordini professionali a rischio. Abrogazione di leggi essenziali


Fonte: LegislazioneTecnica.it

Il D.L. 200/2008, recante misure urgenti in materia di semplificazione normativa, dispone l’abrogazione di circa 30.000 atti legislativi ritenuti ormai obsoleti, tra i quali alcune norme inerenti l’accesso alle professioni, l’esercizio in forma associata delle stesse e l’organizzazione dei loro vertici istituzionali.

Le norme citate incluse nell’elenco allegato al D.L. 200/2008 sono:

  • L. 897/1938, «Norme sulla obbligatorietà dell’ iscrizione negli Albi professionali e sulle funzioni relative alla custodia degli Albi»;
  • L. 1815/1939, «Disciplina giuridica degli studi di assistenza e di consulenza», che stabilisce la denominazione delle associazioni professionali e l’informazione agli Ordini;
  • D. Leg.vo Lgt. 382/1944, «Norme sui Consigli degli ordini e collegi e sulle Commissioni centrali professionali».

Tutt’altro che di incerta e dubbia vigenza, le norme in oggetto Continua a leggere

Che furbetto quel Brunetta


FONTE: espresso.repubblica.it      di Emiliano Fittipaldi e Marco Lillo
La trasferta a Teramo per diventare professore. La casa con sconto dall’ente. Il rudere che si muta in villa. Le assenze in Europa e al Comune. Ecco la vera storia del ministro anti-fannulloni

La prima immagine di Renato Brunetta impressa nella memoria di un suo collega è quella di un giovane docente inginocchiato tra i cespugli del giardino dell’università a fare razzia di lumache. Lì per lì i professori non ci fecero caso, ma quella sera, invitati a cena a casa sua, quando Brunetta servì la zuppa, saltarono sulla sedia riconoscendo i molluschi a bagnomaria. Che serata. La vera sorpresa doveva ancora arrivare. Sul più bello lo chef si alzò in piedi e, senza un minimo di ironia, annunciò Continua a leggere

Statali, il piano di Brunetta per risparmiare 20 miliardi


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FONTE: Il Tempo.it

Un piano in 34 mosse con l’obiettivo di arrivare a risparmi per oltre 20 miliardi ma soprattutto per scardinare le lentezze della burocrazia, ridurre le sacche di inefficienza e imporre la logica del merito. Il piano industriale ruota attorno a tre linee guida: «meritocrazia, innovazione, trasparenza». Vediamo le misure in arrivo ripartite tra decreto e disegno di legge varati dal Consiglio dei ministri scorso.
Soppressione o riordino di enti pubblici (decreto legge): soppressi gli Enti pubblici non economici con un organico inferiore alle 50 unità, ma anche tutti gli altri entri pubblici non economici con dotazione organica superiore che non siano stati riconfermati o riordinati con le modalità previste dalla finanziaria per il 2008.
Le Università diventano fondazioni (decreto legge): le Università possono trasformarsi in Fondazioni di diritto privato. In questo modo «graveranno di meno sul bilancio dello Stato e potranno ricevere donazioni da parte dei privati
Class action (decreto legge): viene stesa anche alle Pubbliche amministrazione.
Stop a collaborazioni e consulenze (decreto legge): limitato l’uso delle collaborazioni Continua a leggere

Casapuzzano: Intervento legittimo?


Anche se la cosa potrebbe apparire come un’assillante ed a tratti monotona fissa da parte mia sento, comunque il dovere morale-professionale di ritornare sull’argomento “Osteria Antica Atella”, meglio conosciuto come “Palazzo del Marchese di Casapuzzano”. Infatti, nonostante

·         Un’interrogazione parlamentare;

·         l’azione intrapresa da alcune associazioni locali;

·         si cerchi (con enorme affanno e difficoltà) di rendere di pubblico dominio l’importanza e la centralità che l’immobile ha rivestito negli anni caratterizzando la vita e la storia locale;

si continua a negare l’evidenza appigliandosi a concetti che mettono chiaramente in luce l’ignoranza e l’incompetenza dell’amministrazione e degli esperti di cui questa si circonda.

So che queste parole potrebbero apparire un tantino dure, ma svolgendo una minuziosa analisi dei fatti la conclusione appare ancora più drastica. Infatti, quando gente grezza nello spirito, rozza nell’animo, e soprattutto pregna della più becera ed arrogante ignoranza, avendo vissuto per anni in condizioni di subalternità riesce (improvvisamente) a raggiungere posizioni economico-sociali, ad ottenere titoli accademici ben al di sopra delle proprie capacità naturali, non potendo cancellare il proprio passato, non può far altro che cercare di eliminarne almeno le tracce. Ed ecco che la barbarie si accanisce soprattutto contro Continua a leggere

Napoleone c’è stato veramente a Waterloo?


So che l’interrogativo presente nel titolo di questo post non è attinente con il tema del blog, ma credo che una variazione sul tema sia obbligatoria una volta guardato il seguente video che in pochi secondi, riscrive la storia del nostro continente. A me il dubbio è seriamente venuto, soprattutto quando ho capito che questo signore è un manager che guadagna circa 900.000 € l’anno. Bè uno che guadagna così tanto, che occupa un posto di primordine in una delle aziende – fiore all’occhiello -dell’economia italiana, un minimo di cultura deve pur averlo!

Guardate il video e sciogliete il mio dubbio, vi prego!!!!!!

luciani

 

Emergenza Rifiuti: Riflessioni sul tema 1


Leggendo l’articolo che segue (fondo pagina), mi è sorta una domanda: “Le Università Italiane, servono realmente a formare dei veri e propri professionisti nelle varie materie di studio, o sono dei semplici centri di parcheggio per giovani studenti, utili solo a ritardare l’inserimento, all’interno delle statistiche, di nuovi disoccupati?”. Infatti, la realtà ci dimostra quotidianamente che determinati problemi (anche quelli di spessore internazionale come il caso dei rifiuti Campani) non vengono affrontati secondo precisi interventi dettati da progetti realizzati da professionisti del settore che hanno prima studiato la questione, ma sono frutto dell’esatto opposto. Cioè il politico di turno (il cui unico obbiettivo è quello di crearsi consensi attirando incentivi statali e privati da distribuire sul territorio), si accaparra una parte del problema, offrendo il proprio territorio come strumento per la soluzione all’emergenza in corso. Solo in questa seconda fase, rientra il compito degli “esperti”, i quali sono chiamati, non tanto a studiare, approfondire e proporre le giuste soluzioni, quanto semplicemente a trovare le motivazioni più appropriate che giustifichino l’opportunità di realizzare tali interventi preconfezionati, in determinati posti a determinate condizioni.

Quasi come a dire o “questo” o “niente”.

Dove “QUESTO” dovrebbe rappresentare il progresso, le fantomatiche Continua a leggere

Emergenza rifiuti: Le verità nascoste (da montagne di soldi €€€)


FONTE: Pupia.tv

NAPOLI. “Più durava l’emergenza rifiuti, più si guadagnava”. Parole di Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, i pm titolari dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti in Campania che coinvolge il governatore campano Antonio Bassolino, le società Impregilo e Fibe e altri 26 imputati, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio.

La Fibe avrebbe prodotto finte ecoballe, non utilizzabili per il termovalorizzatore di Acerra, con il commissariato di governo per l’emergenza rifiuti che avrebbe consentito alla stessa Fibe di stoccare le ecoballe in siti “provvisori” e non smaltirle presso impianti fuori regione. Come prova i due pm hanno portato in giudizio un’ordinanza del ministero dell’Interno del 31 marzo 1998, – con cui il Viminale imponeva che, in attesa della costruzione del termovalorizzatore, le balle di cdr fossero smaltite in altri impianti italiani – e un’ordinanza del commissariato (firmata dal vicecommissario Raffaele Vanoli) che invece consentiva alla Fibe di stoccare illegittimamente. Come? Nell’ordinanza del ministero è riportato che gli operatori industriali “si impegnano a realizzare impianti per la produzione di combustibile da rifiuti” e “ad utilizzare detto combustibile in impianti esistenti”. Ma nell’ordinanza commissariale quest’ultima frase viene sostituita con un “omissis” e, a seguire, compare la possibilità di “stoccare il cdr al fine di assicurare il recupero energetico dello stesso”.

Inchiesta munnezza

Un sistema che ha comportato guadagni inimmaginabili in qualsiasi altra sede pubblica. A titolo d’esempio, i pm hanno citato una relazione dell’ex commissario Corrado Catenacci dove sono elencati i compensi percepiti dai vertici della struttura: al vicecommissario Vanoli andavano oltre un milione di euro (precisamente 1.027.771), al sub commissario Giulio Facchi, altro imputato, 838.065. E ancora: Giuseppe D’Antonio (subcommissario alle acque, estraneo all’inchiesta, 773.153 euro), Massimo Paolucci (commissario vicario, estraneo all’inchiesta, 518.229 euro), Arcangelo Cesarano (subcommissario alle bonifiche, estraneo all’inchiesta, 547.351 euro), Riccardo Di Palma (presidente della Provincia di Napoli, subcommissario, estraneo all’inchiesta, 419.957 euro). I pm citano anche un’intercettazione in cui lo stesso prefetto Corrado Catenacci si lamenta perché guadagna “solo 5.000 euro al mese”, mentre i funzionari Claudio De Biasio e Giuseppe Sorace “prendono un miliardo”.

Ma gli interessi non erano soltanto economici: “I componenti del Commissariato – riassumono i pm – alla fine si sarebbero messi una medaglia in petto per aver risolto il problema rifiuti, ricavandone prestigio e incarichi politici, la Fibe avrebbe continuato a gestire appalto e termovalorizzatore e i cittadini non avrebbero mai saputo che ad Acerra bruciava ciò che non doveva bruciare, cioè le finte ecoballe”.

Circa la posizione di Bassolino, per la Procura il governatore non poteva non essere al corrente delle inadempienze riguardanti gli impianti Cdr e aveva giuridicamente l’obbligo di controllare. In conclusione, secondo i pm, la copertura delle inadempienze della Fibe, a causa delle quali è finito in discarica il 49% dei rifiuti (anziché il 14% previsto), ha comportato la saturazione dei siti e, di conseguenza, lo scempio che da mesi vede la Campania in ginocchio.

Incenerire è un pò morire


Dalla prima pagina de “Il Manifesto” dell’otto Gennaio un bellissimo articolo di Guido Viale.

Guido VialeL’inceneritore è una macchina due volte tossica. In primo luogo è tossica perché rilascia scorie pericolose che vanno sotterrate in discariche ad hoc, mentre il resto (quattro quinti) se ne va in fumo. Non sparisce, ma si disperde nell’aria e poi ricade sui nostri polmoni, sulle cose che mangiamo, sul terreno dove passeggiamo o giochiamo. È vero che un inceneritore ben gestito produce meno inquinanti di uno svincolo autostradale o di un ingorgo automobilistico.

Ma i rifiuti sono un materiale poco omogeneo, con grandi variazioni di potere calorifico: basta uno sbalzo di temperatura e l’abbattimento degli inquinanti va in tilt. Sempre nella speranza che nel materiale conferito non siano … continua

Rifiuti, ci vuole più coraggio da parte degli intellettuali


Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del prof. De Vivo geochimico di fama internazionale (uno dei pochissimi professori universitari napoletani che non si è mai piegato agli ordini della politica e che ha sempre difeso il principio dell’autonomia della ricerca dalla politica), che è un atto di accusa nei confronti della gravissima corruzione del mondo accademico napoletano, senza la quale questa vergognosa  situazione di emergenza in cui versa la Campania non sarebbe mai stata possibile. Tale intervento, per ovvie ragioni rifiutato da tutti i quotidiani napoletani, è stato pubblicato qualche giorno fa sul Manifesto in seconda pagina.

Rifiuti, ci vuole più coraggio da parte degli intellettuali

Benedetto De Vivo 

(ordinario di geochimica ambientale università di Napoli Federico II e adjunct professor Virginia polytechnic institute & State university Blacksburg)

La situazione drammatica in cui versano le province di Napoli e Caserta trova finalmente riscontro a livello nazionale. La stampa chiama finalmente alle proprie responsabilità gli amministratori del territorio invitandoli a dimettersi, e invita giustamente Prodi a intervenire perché la questione rifiuti a questo punto, non è solo un problema della Campania, ma un problema su cui si gioca, immagine e credibilità, l’intero paese Italia a livello mondiale.

Ciò detto non vanno disgiunti dalla responsabilità del presidente Bassolino, coloro che sono stati suoi strettissimi collaboratori a livello politico regionale fino a ieri, e che ora, abbandonata la nave che affonda, si presentano addirittura come il «nuovo» che si affaccia all’orizzonte. Per esempio il ministro, prof. Gino Nicolais non ha rappresentato forse per il presidente Bassolino l’indiscusso anello di congiunzione fra la regione e il mondo intellettuale delle università napoletane? Perché il prof. Nicolais, quando era assessore alla Ricerca della regione Campania, non ha fatto nulla per favorire, ad esempio, la creazione di un Servizio geologico regionale, che sulla falsariga di quello della regione Emilia Romagna, diventasse uno strumento di programmazione del territorio e delle sue risorse, individuando nello specifico, a monte, i luoghi geologicamente idonei a ospitare siti per lo smaltimento dei rifiuti? In particolare la responsabilità in tutta la vicenda rifiuti del mondo universitario è enorme.
In tutta la vicenda non mi pare sia mai intervenuto con un proprio studio il Continua a leggere

Campania: Terra di sciacalli


Lo Sciacallo (da wikipedia)

Gli sciacalli … sono predatori di piccoli animali e, soprattutto, mangiatori di carogne. Sono animali notturni… Gli sciacalli sono ferocemente territoriali, ed una coppia respinge con forza le intrusioni di altri esemplari nel proprio territorio… In alcune rare occasioni più sciacalli si riuniscono in un branco, ad esempio per nutrirsi di una carcassa particolarmente grande, ma nella maggior parte dei casi cacciano da soli o in coppia.

…Nel linguaggio comune, il termine “sciacallo” viene spesso usato in senso denigratorio per riferirsi a persone, soprattutto per indicare chi trae in qualche modo giovamento dalle difficoltà altrui. Deriva da quest’uso anche la parola sciacallaggio, che si riferisce a chi depreda la proprietà altrui in occasione di catastrofi o altri eventi eccezionali.

No…! non è il mondo di Quark ma una semplice riflessione che faccio e che mi ha portato ad una conclusione stranamente ottimistica:

Se un branco di sciacalli si illude di riuscire a guidare un gregge di pecore (nel senso buono del termine), quali risultati ci si può aspettare? sarebbe stato possibile immaginare qualche cosa di diverso da ciò che sta accadendo in Campania? Come mai tanta meraviglia? Siamo forse l’unica nazione al mondo ad illudersi di poter dominare gli istinti animali?

Perchè uso queste parole? Per una ragione molto semplice. Un branco di sciacalli si è messo a far politica sottraendo diritti ai cittadini e concedendoli come favori a coloro che si mostravano pronti a prostrarsi ai loro piedi. In tal modo, si sono circondati di “pecoroni” (in senso dispregiativo) pronti ad assecondare ogni richiesta del capobranco senza discutere. Così facendo, si sono create le condizioni Continua a leggere