Wat Pa Maha Chedi Kaew: un’architettura di bottiglie


FONTE: floornature.it

khunhanmillionbottletempleE’ costituito da circa un milione di bottiglie di birra riciclate il tempio Wat Pa Maha Chedi Kaew, in Thailandia, nella provincia di Sisaket, a circa 600 km a nord-est di Bangkok.

Si trova nella provincia di Sisaket il “Temple of Million Bottles” la cui struttura – pilastri interni, tetto, mosaici, servizi – impiega quasi esclusivamente bottiglie in vetro come materiale da costruzione.
I monaci iniziarono a raccogliere le bottiglie per la costruzione nel 1984 per decorare i loro rifugi e l’iniziativa coinvolse un numero sempre maggiore di persone che raccolsero bottiglie, finché non si raggiunse un numero sufficiente (oltre un milione) per erigere il tempio.
Il vetro delle bottiglie riciclate consente una grande diffusione della luce ed è facile da mantenere.
La realizzazione della struttura, oltre che santuario, assume anche il significato della possibilità di ripulire la mente umana; e viene proposta anche come tappa di ecoturismo del Sud-Est asiatico.
L’agenzia Reuters ha commentato: “A Thai Buddhist temple has found an environmentally friendly way to reach nirvana, using discarded bottles to build”.

Master in Yacht Design. 13 Settembre termine ultimo per le iscrizioni


Fonte: Almalaurea.it

Per formare progettisti delle imbarcazioni di lusso, delle navi mercantili e da crociera, il corso all’Università di Camerino

Al via in autunno il master in Yacht design dell’Università di Camerino. Per formare i futuri progettisti delle imbarcazioni di lusso, ma anche gli interni di navi mercantili e da crociera. “Il master – spiega il direttore Giuseppe Losco – nasce da una precisa esigenza dell’industria navale e delle aziende presenti sull’Adriatico, per questo prevediamo ottime Continua a leggere

Il sogno di Starck: un mulino su ogni tetto


MySweetBio.it Tutto per l’igiene eco bio a piccoli prezzi

Fonte: corriere.it

Un microgeneratore eolico permetterà di risparmiare l’80 per cento dell’energia utilizzata nelle abitazioni

MILANO – Quando scienza, ecologia e design vanno a braccetto, si può stare certi che di mezzo c’è lo zampino di Philippe Starck, il creativo francese che dopo avere legato il suo nome alla produzione di mobili e complementi d’arredo al tempo stesso sexy e (relativamente) alla portata di tutti, facendosi così paladino del «democratic design», intravede ora per se stesso e per il mondo del design nel suo complesso, un futuro tutto all’insegna del verde. E’ insomma l’era dell’«ecologic design» e l’ariete con cui si prepara a sfondare il mercato degli ecodispositivi domestici è un microgeneratore di energia che promette di abbattere dell’80% il ricorso alle forme di Continua a leggere

Ultima lezione prima della morte del professore: da star trek a disneyland


Posto un articolo molto toccante. Il video completo (durata circa 1 ora e mezza), purtroppo è in lingua originale (Inglese).

FONTE:Universinet.it
USA – Impazza in rete il meraviglioso video dell’Ultima lezione del Prof. Randy Pausch (tenuta il 18 settembre 2007) docente di Iterazione “Uomo Macchine”, ora lotta contro 10 tumori ma dice di essere sereno e racconta come è riuscito a realizzare i suoi sogni.
LEZIONE – E’ prassi oramai in molte facoltà ospitare grandi luminari che discutono filosoficamente e danno suggerimenti e consigli ai propri studenti. Quando la Carnegie Mellon University di Pittsbourgh, una delle più prestigiose università americane, ha invitato il suo professore Randy Pausch alla «last lecture», non l’ha fatto solo per caso. Il quarantaseienne Pausch ha però dovuto prendere questo invito alla lettera. Il discorso, a fine settembre davanti a 400 studenti, per lui è stato davvero l’ultimo. «Really Achieving Your Childhood Dreams» (Come avverare veramente i tuoi sogni d’infanzia) per molti è stato un capolavoro, al tempo stesso …Continua

Concorso: disegna la tazza dei 100 anni


F.C. Internazionale Milano S.p.a. in collaborazione con La Sterpaia – Bottega d’arte della Comunicazione di Oliviero Toscani, organizza la

Prima Edizione del Concorso Internazionale di Idee INTER 1908-2008.

Il Concorso, è rivolto agli studenti delle Facoltà e Scuole di

Architettura, Ingegneria, Arte e Design.

L’idea è di far progettare una tazza e relativo packaging
ispirandosi ai cento anni dell’Inter.

Il Concorso è riservato agli studenti delle Facoltà e Scuole di Architettura, Ingegneria, Arte e Design. I partecipanti dovranno elaborare una proposta di design che individui e progetti la grafica di una nuova tazza e del relativo packaging che simboleggi il centenario dell’Inter.

Il progetto dovrà fornire nuove idee, comunicare la storia della squadra nerazzurra, tenendo conto della effettiva possibilità di realizzazione, nel rispetto del Regolamento, che è parte integrante del bando.

F.C. Internazionale Milano S.p.a., in qualità di soggetto promotore, realizzerà la tazza (con il Continua a leggere

SOTTSASS Il principe del design


FONTE: Il Giornale.it 

sottsassL’anno se ne è andato portando con sé Ettore Sottsass, uno dei maggiori designer italiani, scomparso l’altro ieri (31 dic 2007) a Milano a novant’anni per uno scompenso cardiaco. Per la verità Sottsass era nato a Innsbruck, in Austria, nel 1917, ma la sua famiglia era italiana. Anche il suo nome, come spiegava lui stesso non senza qualche civetteria, andrebbe letto con l’accento sull’ultima sillaba: Sottsàss, in dialetto «sotto i sassi».
Sottsass si era laureato in architettura al Politecnico di Torino nel 1939, e aveva iniziato subito a lavorare nello studio di Pagano. Dopo la guerra, nel 1947, a Milano, aveva aperto uno studio di design, attività che sarebbe rimasta la sua ricerca principale, anche se è stato architetto (suo, tra l’altro, il progetto dell’aeroporto di Malpensa), urbanista, fotografo. Alla fine degli anni Quaranta si era dedicato anche alla pittura, abbracciando l’astrattismo e avvicinandosi prima al gruppo del M.A.C. (Movimento Arte Concreta) e poi allo spazialismo.
Come designer aveva avviato presto un proficuo e felice sodalizio con l’Olivetti, per la quale aveva disegnato alcune macchine da scrivere, tra cui la famosa «Valentina» (esposta al Moma di New York), e inoltre la calcolatrice «Logos 27» nel 1963. Uno dei suoi progetti più impegnativi era stato il computer «Elea», con cui nel 1959 aveva vinto il Compasso d’oro. Inizialmente Sottsass era stato influenzato dal razionalismo, ma poi la sua ricerca aveva mutuato qualche istanza dalle avanguardie americane (alla cui conoscenza l’aveva portato anche Fernanda Pivano, che era stata la sua prima moglie) e dalla Pop Art. Suggestioni e stimoli, però, si erano mescolati nel suo lavoro in una poetica che molti avevano definito «indefinibile». E forse questa era la definizione migliore del suo design.
Le sue opere più note, comunque, sono quelle legate al superamento del funzionalismo moderno. Nel 1978, per esempio, aveva progettato per Alessi un’oliera dalle linee semplici, che però, con le sue forme tondeggianti, voleva ricordare una moschea. Poco dopo, nel 1980, fonda la «Sottsass associati», con Aldo Cibic, Matteo Thun e Marco Zanini. Nel 1981 crea Memphis, con Hans Hollein, Arata Izozaki, Andrea Branzi e Michele de Lucchi. «Memphis dona agli oggetti uno spessore simbolico, emotivo e rituale. Il principio alla base di mobili assurdi e monumentali è l’emozione prima della funzione», è una delle descrizioni più calzanti del movimento.

GUARDA LE SUE OPERE su La Repubblica.it

Sono gli anni, questi, in cui nascono le opere più conosciute di Sottsass, segnate soprattutto da una vena ludica ed eretica. Pensiamo alla libreria Continua a leggere