Chi siamo


Questo Blog nasce dalla voglia di trasmettere la nostra esperienza associativa. Eravamo realmente “4 amici al bar” dove è nata l’idea, professionisti nel settore dell’edilizia tutti di Orta di Atella in provincia di Caserta. Ciò che ci accomunava e che sembra essere la chiave di volta di questa nostra esperienza era il totale disgusto nei confronti del modo di fare e di gestire le locali politiche del territorio, sia da parte degli amministratori che degli addetti ai lavori; dai professionisti alle imprese. Poi, l’entusiasmo di confrontarci, di “guardare oltre”, di cercare in rete esempi da seguire, ci ha presi la mano ed ecco che tale piccolo gruppo iniziale si è cominciato ad allargare, soprattutto in rete, dove abbiamo incontrato diversi amici che più o meno la pensano come noi, con i quali condividiamo idee ed esperienze, pur senza mai esserci incontrati dal vivo. Il gruppo iniziale era costituito essenzialmente da Architetti (2), Ingegneri (1) e Geometri (1), da cui il nome di questa associazione: ARCH.IN.GEO.

Ci auguriamo con questa nostra iniziativa di poter essere di aiuto a quanti sono direttamente interessati al settore e di diffondere la cultura della conservazione, del rispetto per l’ambiente, dell’abbattimento delle barriere architettoniche, dell’ordine e dell’estetica di ciò che ci circonda creato dal lavoro dell’uomo, in tutti gli ambienti del vivere quotidiano, tra la gente comune.

Convinti che tale iniziativa si rivelerà utile oltre che interessante, ringraziamo tutti quanti visiteranno e posteranno o lasceranno un loro commento su questo Blog.

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8 thoughts on “Chi siamo

  1. complimenti , mi occupo di prevenzione e protezione incendi sin dal 1982 , spesso la sicurezza è vista solo come un costo ed i dati ufficiali sugli incidenti dimostrano che si fa poco per migliorarla veramente , spesso si cerca solo di essere in regola con le “carte” e si crede sempre che tanto a me non capiterà nulla !!
    se può esservi utili potrete inviarmi questiti o problematiche e potrei essere di aiuto alla vostra iniziativa.
    saluti
    uberto

  2. E’ con vero piacere che ho letto la vostra pagina iniziale. Sono sempre molto contenta quando trovo persone che la pensano come voi e some me. Purtroppo sono sempre in minoranza e spesso soccombono! Per questo, spero molto negli incontri come questo.
    Io e mio marito ci occupiamo di conservazione e restauro dal 1988, e attualmente stiamo vivendo una serie di circostanze spiacevoli legate all’acquisto di un immobile con giardino nel centro storico di Cesinali (AV). Ci siamo innamorati dell’auro di questo posto e siamo incappati in una situazione spiacevole, che forse altri avrebbero intuito ed evitato. Ma la passione per il restauro e la conservazione per noi è stata più forte. In breve, la proprietà in questione è in un palazzo storico (appartenuto alla famiglia del Sen. Enrico Cocchia) per anni rimasto disabitato a parte una famiglia che essendo sola ha creduto di esserne proprietaria, fino a quando i reali proprietari hanno ristrutturato e venduto. Potete immaginare come hanno reagito le persone di questa famiglia. In particolare loro speravano che col passare degli anni, si sarebbero appropriati di tutto per usucapione, ma per loro il sogno si è infranto quando prima del tempo utile siamo arrivati noi altri. La nostra proprietà, in particolare, comprende anche una corte esterna con orto-giardino (per la cui descrizione vi invito avisitare il mio blog) confinante proprio con questa famiglia che ha preteso una servitù di passaggio carrabile attraverso la nostra proprietà, ma il peggio è che non sono rassegnati alla nostra presenza e ci rendono la vita impossibile. Questo giardino è molto antico, ma l’incuria lo ha gravemente danneggiato. Appena ne abbiamo preso possesso, lo abbiamo ripulito, e abbiano cominciato a scavare riportando alla luce le antiche aiuole ed i percorsi. Noi vorremmo restaurarlo, ma purtroppo siamo continuamente ostacolati, soprattutto per quanto riguarda il consolidamento strutturale di una scala in pietra con due colonne in tufo, di cui una già crollata ed un’altra, che è in comproprietà col vicino, in procinto di crollare. Il nostro gentile vicino si rifiuta categoricamente di permettere l’accesso al suo fondo per restaurare la colonna che condividiamo, anche perchè ad essa ha accostrato una serie di baracche davvero indecenti che credo non ha nessuna intenzione di rimuovere, ne ci permette di costruire un muro per impedire la vista della sua incuria. Questo giardino, un tempo unico è attualmente diviso in tre proprietà, e su una di queste, il comune ha emesso un esproprio per costruire un parcheggio!!! A me sembra assurdo che da una parte appongono lapidi celebrative all’insigne personaggio e dall’altra intendono distruggere, a favore del cemento, un luogo tanto amato e rappresentativo dello stesso personaggio. Alcuni cittadini di Cesinali, vedendo l’incuria che regna nelle altre due proprietà, e ingorando le potenzialità del giardino, vorrebbero che il comune acquisisse tutto per costruire una grande piazza!!! Noi abbiamo le mani legate, in questo momento, e non possiamo procedere con il restauro della nostra porzione. Tra l’altro anche l’ingegnere che avevamo contattato per fare i lavori, vedendo l’impossibilità di dialogo con i vicini, ha deciso di lasciare l’incarico. Siamo davvero scoraggiati…!
    Mi rendo conto di essermi dilungata eccessivamente, ma abbiamo tanto bisogno di comunicare e cercare soluzioni o idee.
    Ora vi lascio per andare a visitare il vostro sito, se volete potete collegarvi al nostro blog. Cordialmente,
    Maria Paola Bellifiori

  3. Spett. le Maria Paola,

    Il caso che tu prospetti avrebbe bisogno di ulteriori approfondimenti per poter essere valutato con precisione e quindi consentire di esprimere un parere certo sulla situazione e soprattutto sulle possibili azioni da intraprendere. Per queste ragioni, ti segnalo qui di seguito le nozioni generali previste dal Codice Civile che però, in alcuni casi (es. muro di cinta) possono essere rese più restrittive dai regolamenti comunali.
    Possibili azioni da intraprendere ve ne sarebbero, ma vanno valutate soprattutto tenendo conto del fatto che, nella maggior parte dei casi, saranno conseguenza di ulteriore inasprimento dei rapporti con coloro coi quali si dovrà convivere in rapporto di stretto vicinato per malti anni se non per tutta la vita. In questi casi, la mediazione è la migliore delle soluzioni. Valuta attentamente i tuoi punti di forza e quelli di debolezza ed agisci di conseguenza. Di sicuro il tuo vicino avrà qualche interesse che solo tu (in quanto confinante) puoi tutelargli. Trovalo e barattalo con la tranquillità di vivere in santa pace nella tua proprietà. Comunque, al di là delle chiacchiere eccoti di seguito elencati i diritti previsti dal cod. civ. in merito alle servitù ed ai muri di cinta.
    Ai sensi dell’articolo 1027 cod. civ., la servitù consiste nel peso imposto sopra un fondo (fondo servente) per l’utilità di un altro fondo (fondo dominante), appartenente a diverso proprietario. È essenziale, pertanto, questa relazione (rapporto di servizio) tra i due fondi, per cui il fondo dominante si avvantaggia della limitazione che subisce quello servente.
    La costituzione delle servitù può avvenire in due modi: o coattivamente, per imposizione della legge (servitù coattive) o per volontà dell’uomo (servitù volontarie: art. 1031 cod. civ.).
    Comunque, anche nell’ipotesi in cui si dovesse ritenere costituita per usucapione una servitù di passaggio, sarebbe applicabile al caso di specie l’art. 1055 cod. civ. che prevede che “se il passaggio cessa di essere necessario, può essere soppresso in qualsiasi tempo”. Si deve, però, rilevare che per considerare estinta la servitù è necessaria una sentenza giudiziale: “il venir meno dell’interclusione del fondo dominante, cioè della situazione che aveva determinato la costituzione della servitù coattiva di passaggio, non comporta l’estinzione di questa in modo automatico, neanche nel caso in cui la servitù sia stata costituita convenzionalmente, ma richiede una sentenza costitutiva emessa su domanda del soggetto interessato” (Cass. Civ. Sez. II, 4 giugno 1993, n. 6235).
    Art 1065 esercizio della servitù
    Colui che ha un diritto di servitù non può usarne se non a norma del suo titolo o del suo possesso. Nel dubbio circa l`estensione e le modalità di esercizio, la servitù deve ritenersi costituita in guisa da soddisfare il bisogno del fondo dominante col minor aggravio del fondo servente
    L’esercizio da parte del proprietario della facolta’ che gli deriva dall’art. 841 Cod. Civ. Di chiudere in qualunque tempo il proprio fondo per proteggerlo dall’ingerenza di terzi, e’ consentito anche nell’ipotesi che lo stesso sia gravato da una servitu’ di passaggio purche’ non ne derivi limitazione al contenuto della servitu’ e siano adottati mezzi idonei a consentire al titolare di essa la libera e comoda esplicazione, salvo un minimo e trascurabile disagio, del suo diritto: al riguardo stabilire se i mezzi impiegati in concreto siano adatti a contemperare i due diritti, e’ compito del giudice di merito che tale compatibilita’ deve accertare in relazione al contenuto specifico della servitu’, alle precedenti modalita’ del suo esercizio, allo stato e configurazione dei luoghi. Pertanto l’apposizione di un cancello sulla strada su cui la servitu’ si esplica, ancorche’ accompagnata dalla dazione delle chiavi al proprietario del fondo dominante, non comporta sempre, per quest’ultimo, un minimo, e percio’ ammissibile, sacrificio, potendo quel rimedio (la dazione delle chiavi) palesarsi insufficiente, nelle specifiche circostanze del caso concreto (in funzione della distanza del cancello dal fondo dominante, dell’esistenza nello stesso di una casa stabilmente abitata, ecc.), a consentire il libero e comodo passaggio di tutte le persone che, a piedi o con veicoli, debbono servirsi della strada per accedere al fondo dominante, e quindi ad escludere che lo esercizio delle facolta’ di cui all’art. 841 Cod. Civ. Si traduca in una limitazione sostanziale del contenuto della servitu’. Ne consegue che a rendere compatibile, in siffatta ipotesi, l’esercizio della detta facolta’ con la tutela (del diritto o del possesso) della servitu’ di passaggio, in considerazione dell’urbanistica e delle condizioni presenti in talune aree, la giurisprudenza ritiene che talvolta sia necessario apporre sistemi automatizzati di apertura del cancello, consegnando al titolare della servitù, le chiavi del congegno o addirittura il telecomando. Tutte le spese ovviamente rimarranno a carico del proprietario del fondo delimitato. Tali accortezze tuttavia sussistono esclusivamente nel caso in cui il passaggio serva una abitazione (esclusi gli ingressi secondari) o un locale aperto al pubblico.
    Articolo 841 Chiusura del fondo
    Il proprietario può chiudere in qualunque tempo il fondo (1054, 1064).
    Art. 878 Muro di cinta
    Il muro di cinta e ogni altro muro isolato che non abbia un`altezza superiore ai tre metri non è considerato per il computo della distanza indicata dall`art. 873.
    Esso, quando è posto sul confine, può essere reso comune anche a scopo d`appoggio, purché non preesista al di là un edificio a distanza inferiore ai tre metri.
    Art. 886 Costruzione del muro di cinta
    Ciascuno può costringere il vicino a contribuire per metà nella spesa di costruzione dei muri di cinta che separano le rispettive case, i cortili e i giardini posti negli abitati. L’altezza di essi, se non è diversamente determinata dai regolamenti locali o dalla convenzione, deve essere di tre metri.
    Art. 888 Esonero dal contributo nelle spese
    Il vicino si può esimere dal contribuire nelle spese di costruzione del muro di cinta o divisorio, cedendo, senza diritto a compenso, la metà del terreno su cui il muro di separazione deve essere costruito. In tal caso il muro è di proprietà di colui che l’ha costruito, salva la facoltà del vicino di renderlo comune ai sensi dell’art. 874, senza obbligo però di pagare la metà del valore del suolo su cui il muro è stato costruito.
    Buona Fortuna

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