Edilizia e riciclaggio l’ultimo segreto di Lande

Fonte: La Repubblica.it – Roma

La pista di Raspi: “Il tesoro dell’Egp in un gigantesco affare immobiliare”. La Finanza indaga sull’acquisto di una serie di villini con l’intermediazione del titolare di un importante circolo sportivo romano

di FEDERICA ANGELI e FRANCESCO VIVIANO

Un affare immobiliare da centinaia di milioni di euro. L’obiettivo di Madoff era di investire i soldi che i risparmiatori gli avevano affidato nel settore dell’edilizia. Così la procura e gli uomini del nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza ora stanno indagando sull’ultimo grande giro di soldi gestito da Lande e dai suoi soci. A mettere gli inquirenti sulle tracce della grossa speculazione edilizia che sarebbe servita, con ogni probabilità, anche a riciclare denaro provento di illeciti, è stato il cognato della mente del raggiro Andrea Raspi.
Ascoltato il 27 aprile dal pubblico ministero Luca Tescaroli, il fratello della compagna di Lande aveva dichiarato: “Io mi fidavo di Lande, il quale diceva che stava seguendo un affare che avrebbe risolto i problemi finanziari della Egp. Si trattava di un’operazione che era stata proposta da Luca Valerio, presidente del circolo golf di Roma, di via di Grottarossa, il quale aveva fatto un investimento immobiliare per costruire dei villini e uno di questi lotti edificabili doveva essere acquistato da un tale di nome Santoro, che era il rappresentante di un gruppo di persone che volevano investire in questa operazione immobiliare. Non so in che modo questa operazione potesse risanare la situazione finanziaria di Egp, io mi fidavo di Lande”. Agli inquirenti che gli chiesero chi fossero le persone rappresentate da Santoro, Raspi ha così risposto: “Non le ho mai conosciute, né ho mai conosciuto Santoro che so essere di Torino”.

Ed è attorno a questa grossa movimentazione di denaro e ai personaggi tirati in ballo da Andrea Raspi, anche lui in carcere dalla fine di marzo per associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla truffa, che gli inquirenti pensano possano essere finiti parte dei soldi investiti dagli oltre mille clienti, fra cui vip, calciatori e notabili romani, rimati impigliati nella rete del mago della truffa. È in quel progetto immobiliare, forse ancora sulla carta o forse già messo in piedi, la speranza di recuperare parte dei 170 milioni di euro svaniti nel nulla.

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