Lembo: «Fermare le demolizioni vanificherebbe tutti i nostri sforzi»

La Procura di Santa Maria Capua Vetere: no alla richiesta di Zinzi di bloccare gli abbattimenti

FONTE: Corriere del Mezzogiorno.it

CASAERTA – Sono più di diecimila i fascicoli aperti nell’ufficio demolizioni della Procura di Santa Maria, derivanti da sentenze passate in giudicato e con un’ordinanza di abbattimento già emessa. Ma, a sentire gli addetti ai lavori, per farsi un’idea più rappresentativa della dimensione del fenomeno dell’abusivismo edilizio in provincia di Caserta, quella cifra va moltiplicata almeno per cinque. Basti pensare che nella sola Orta di Atella sono più di cinquemila le abitazioni abusive. E 1.340 a San Cipriano d’Aversa. Mille a Marcianise. Nessuno sa quante — ma almeno cinquemila — a Pantano di Baia Domizia. Per fortuna da un paio d’anni a questa parte il fenomeno aveva cominciato ad essere bruscamente contrastato proprio dalla Procura di Santa Maria, non a caso l’unica ad essere citata nell’ultimo rapporto di Legambiente.

Sono numerose le demolizioni già effettuate, anche in virtù di un protocollo d’intesa sottoscritto con la Prefettura e la Regione. Ed altre 800 sono in cantiere. Ma, venerdì scorso, il neoletto presidente della Provincia, Domenico Zinzi ha annunciato di aver chiesto al presidente del Senato, Renato Schifani, la riproposizione di un provvedimento per sospendere gli abbattimenti, «in attesa che si possa legiferare riaprendo i termini del condono edilizio del 2003». Un provvedimento, insomma, simile a quello presentato da alcuni parlamentari del Pdl, tra cui il casertano Carlo Sarro, e respinto nei giorni scorsi con una pregiudiziale di costituzionalità sostenuta anche dall’Udc, il partito di Zinzi (che nell’occasione, però, era assente dal voto). Che ne pensano in Procura? «Una norma mirante a sospendere indiscriminatamente tutte le demolizioni ci vedrebbe fermamente contrari, perché vanificherebbe i nostri sforzi», afferma il procuratore capo, Corrado Lembo. Il quale, tuttavia, si mostra meno perentorio rispetto ad un’ipotesi limitata al cosiddetto abusivismo di necessità, che tenesse fuori — oltre alle aree vincolate o demaniali — le grandi speculazioni e le seconde abitazioni.

«Sarebbe quanto meno un po’ più sostenibile — osserva Lembo— anche se resterebbe ovviamente una scelta della politica. D’altro canto, anche noi in Procura abbiamo dovuto per forza di cose, e carenza di fondi, adottare un criterio di priorità nelle demolizioni: prima le speculazioni camorristiche, gli edifici nelle zone vincolate, quelli a rischio di crollo; e poi gli altri». Più drastico, Donato Ceglie, coordinatore della sezione reati ambientali e dell’attività di abbattimento: «Un provvedimento del genere calpesterebbe uno dei principi fondamentali del diritto moderno, perché annullerebbe la sanzione prevista per una violazione, assicurando l’impunità per via legislativa. E’ un messaggio sbagliato. Stavamo riuscendo, con fatica e con equilibrio, ad imporre la cultura della legalità in vaste aree del territorio. La consapevolezza di andare incontro, ineluttabilmente, ad una demolizione in danno, stava infatti inducendo molti proprietari degli immobili abusivi a preferire l’autodemolizione, meno onerosa economicamente. Poi è bastato il solo annuncio di nuovo possibile condono da parte de governo, perché il fenomeno dell’abusivismo riprendesse vigore».

Pietro Falco
14 giugno 2010

2 thoughts on “Lembo: «Fermare le demolizioni vanificherebbe tutti i nostri sforzi»

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  2. A baia domizia località balneare del casertano dove il fenomeno abusivismo dilaga per chi possiede nella legalità anche soli 50 mq. paga allo stato ed agli enti locali circa 1000 euro l’anno tra ici, tassa rifiuti, depurazione acque reflue, dichiarazione dei redditi con maggiorazione del valore catastale di un terzo perchè seconda casa ,condominio, maggiorazione sulle utenze elettriche perchè seconda casa. Mi chiedo queste case dell l’illegalità non solo sono premiate anche dal punto di vista fiscale essendo esentasse , ma spesso inquinano e deturpano perchè non allacciate a condotte idonee ma per lo più a scarichi abusivi impunemente, danneggiando chi paga fino all’ultimo euro prescritto.Qual’è la morale?

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