Le ragioni del condono edilizio in Campania

FONTE: Julie News

ROMA – Nella giornata di ieri, la notizia della maggioranza scavalcata dall’opposizione sulla votazione di una pregiudiziale di costituzionalità presentata dall’Idv e collegata al decreto che sanciva lo stop delle demolizioni in Campania, ha riempito le cronache di tutti i principali organi d’informazione nazionale e locale.
Le polemiche esplose tra i rappresentanti del Pdl e della Lega Nord che accusavano la vicepresidente della Camera Rosi Bindi di aver chiuso le votazioni in tempi record, parimenti, sono state le uniche informazioni diffuse su tv, giornali ed organi web.
Fonti interne al Parlamento, però, hanno diffuso la notizia che, anche diversi rappresentanti  campani dell’Udc e del Pd (e quindi dell’opposizione che ha votato contro il condono edilizio) hanno lasciato l’aula poco prima della votazione finale e si sono quindi autoesclusi da una scelta che da anni dimostra l’inadeguatezza della classe dirigente regionale.
Ma perchè, i condoni edilizi, rappresentano praticamente da sempre una delle questioni più spinose e delicate della politica della Campania? Dando un’occhiata ai numeri collegati all’abuisivismo e ai territori considerati a rischio idrogeologico (che sono circa l’80%), si intuisce che la vera notizia non è di certo la celerità della Bindi nel chiudere le votazioni ma la lentezza assoluta delle proposte di legge che dovrebbero riuscire a garantire il rispetto delle norme vigenti sullo sviluppo edilizio e, al contempo, l’osservanza del diritto di dimora.
Attualmente, in Campania, le abitazioni abusive rappresentano da un terzo ad un quinto del totale degli edifici costruiti. Numeri enormi che divengono preoccupanti se si pensa che, dietro l’abusivismo, si nasconde non solo la malapolitica ma anche l’ars speculativa della camorra.
I politici campani si dimostrano dunque ancora una volta totalmente incapaci di affrontare il problema e, ricorrendo al Parlamento, tentano di rimandare  nuovamente la risoluzione degli enormi disagi grazie all’ennesimo condono. Il governo di maggioranza aveva previsto lo stop alla demolizione di circa 600 abitazioni, tentando di far passare in sordina il provvedimento che avrebbe bloccato ulteriormente la lotta all’abusivismo. Stime più realistiche, però, fanno pensare ad addirittura 8000 unità la cui demolizione sarebbe stata impedita se ieri alla Camera l’esecutivo di centrodestra non fosse stato battuto dall’opposizione.
Anche dai banchi di Pd, Udc ed Idv campani, però, non arrivano proposte risolutive che possano regolamentare la selva incolta dell’edilizia della nostra regione. Spesso, infatti, accade che i voti vengano acquistati in via indiretta dai vari candidati (di sinistra come di destra) permettendo la costruzione di case e ville laddove la legge lo vieta e, soprattutto, sussiste un reale rischio di frane e smottamenti. I cittadini così costruiscono in maniera non solo illegale ma anche pericolosa per la loro incolumità e, decine di anni dopo, si ritrovano o a dover sgomberare la propria abitazione abusiva o, ancor peggio, a dover rischiare o pedere la vita a causa di un crollo dovuto ad un’alluvione.
Come troppe volte accade, dunque, al Parlamento ha vinto una parte politica ma sono stati sconfitti, indistintamente tutti gli elettori di quella stessa fazione e di quella che, dalle fila contrapposte, proponeva un bonario e generalizzato condono in attesa della prossima sciagura annunciata.

7 thoughts on “Le ragioni del condono edilizio in Campania

  1. Pingback: Le ragioni del condono edilizio in Campania

  2. Molto spesso, anzi sempre, quando si parla di abusivismo edilizio in Campania si generalizza accostando tale fenomeno alla speculazione edilizia da parte di personaggi legati alla camorra.
    Ma come se gli abusivisti sono tutti camorristi mica devono aspettare le sentenze definitive per demolire, sono camorristi è vanno confiscate (non mi risulta che vengono demolite), anzi con le nuove normative gle le rivendono, pulitamente.
    Quindi prima di emettere giudizi, sommari, bisognerebbe almeno documentarsi.
    Cosa spinge a ricorrere al fenomeno dell’abusivismo edilizio, le ragioni sono molteplici, il costo di un’appartamento. i vincoli distribuiti da burocrati senza nemmeno conoscere il territorio, la vicenda del sig. Bassolino che non ha recepito in tempi utili il condono del 2003 (gravissimo approvarla dopo il tempo utile e così renderla inefficace), etc. etc.
    Un’eventuale Condono edilizio non è l’ennesimo colpo di spugna ma è solo rendere GIUSTIZIA a chi non ha i milioni da spendere ed non è amico di ………
    con affetto Toto B.

  3. Spett.le Toto,
    purtroppo le cose non stanno esattamente come le descrivi tu.
    I piccoli abusi di cui parli, lasciano il tempo che trovano.
    Il reale problema è quello delle grosse speculazioni che inevitabilmente finiscono col diventare una vera e propria palla al piede per le imprese oneste che operano nel settore, le quali, per potersi trovare al passo con la sleale concorrenza, finiscono con l’acqua alla gola di fronte ad un inevitabile bivio: o chiudere o tagliare sui costi della manodopera e della sicurezza. Quindi sempre a totale discapito del semplice operaio che se da un lato trova convenienti i prezzi proposti dagli speculatori, dall’altro lato favorisce quel fenomeno che lo porterà a dover inevitabilmente emigrare per sopravvivere. E’ un po come un cane che per forza vuole mordersi la coda e purtroppo la causa principale risiede proprio nella nostra mentalità, deviata da un sistema che nonostante la sua anomalia, per noi è diventato il normale e quotidiano modo di vivere. Ecco perchè i nemici dell’edilizia vengono individuati non tanto in coloro che operano slealmente quanto nelle istituzioni, in coloro che sono preposti alla tutela del paesaggio e dei lavoratori, in quelli che, operando in questo settore, per riuscire a tenersi a galla nonostante tutto, sono costretti a ricorrere ad un tipo di edilizia di qualità e quindi molto più costosa della media.
    In fine, vorrei correggere una piccola imprecisione riguardo a quanto affermi relativamente al condono 2003. In realtà la scelta di ricorrere contro la legge approvata dal governo da parte della regione Campania fu un abilissimo e scaltro stratagemma per poter usufruire del massimo consentito dalla norma statale. Infatti quando fu approvata la legge, il tempo utile che fu dato alle regione per recepire il condono, non riguardavano il se applicarlo oppure no, ma il porre delle ulteriori limitazioni ai limiti abbastanza ampi imposti dal governo. Avendo ritardato, la regione Campania, non potè far altro che recepire la normativa statale così come era senza la possibilità di porre ulteriori limitazioni. Così agendo, il governo campano riuscì ad ottenere il massimo che si potesse ottenere all’insaputa dell’intera popolazione che, ancora oggi pensa che le cose siano andate come le hai descritte esattamente tu.
    Per dovere di cronaca.

  4. Purtroppo la regione Campania detiene il record degli abusi perchè il 90% degli abusivisti (persone normali come me, l’altro 10% possiamo anche considerarlo come cammorra) hanno come unica opportunità di costruire, quella di farlo abusivamente.
    Nella zona dove sono io, se vuoi sposarti o comunque se gia hai casa e vuoi allargarla perchè vuoi avere dei figli anche rispettando tutte le norme, non otterrai mai un permesso a costruire anche se volessi aspettare 50 anni. I muratori sono tutti letteralmente a spasso, c’è una crisi del settore che fa veramente paura. Tutto il settore è in piena crisi e questo a causa della regione Campania che si distingue da tutte le altre per la sua lentezza ed inappropriatezza dei provvedimenti. Mi sembra assurdo parlare di un nuovo condono quando le case che dovrebbero essere demolite sono case condonate il 2003! Come si può pensare ad un nuovo condono se quello vecchio non è ancora andato avanti a causa di una regione che addirittura si mette al di sopra dello stato legiferando in modo tutto suo sull’applicazione del condono e limitandone fortemente l’applicazione?
    Parlo per esperienza personale. Ho fatto un piccolo abuso ormai da tanti anni, nel 2003 l’ho condonato tutt’oggi dopo aver pagato, istruito pratiche pagando ingegneri e geometri non ho risolto nulla! anzi mi sono autodenunciato, pertanto se voglio ridipingere la camera dove da tanto tempo c’è un’abuso non posso richiedere un’autorizzazione in quanto la parte è oggetto di condono, quindi i muri devono marcire.
    Bah chissà se cambierà qualcosa…

  5. sparare nel mucchio non è da società civile… premesso cmq che non sono certo di vivere in una società civile… mi piace ricordare solo l’abile uso che della disperazione delle migliaia di famiglie abusive per necessità hanno fatto i tanti esponenti della attuale maggioranza quando in campagna elettorale hanno abilmente cavalcato l’onda di tale disperazione garantendo la regolarizzazione degli abusi di necessità!…..hanno rastrellato migliaia di voti in quella valle di lacrime sudore disperazione…( anche le mie lacrime il mio sudore la mia disperazione)…. continuiamo a sperare che tutto si risolva… ma comincio a temere che si sia trattata della solita solfa preelettorale chiacchiere promesse promesse e chiacchiere… grazie a noi sono seduti sulle ambite poltrone … e noi lasciati nella nostra disperazione… la solita malapolitica!!! grazie Sig.r Caldoro.. Grazie Ministro Carfagna, Grazie sigr Diodato… etc etc etc etc etc la lista sarebbe lunghissima! … continuo a sperare…

  6. Con 1000 € al mese non riesci nemmeno a costruirti una capanna.
    Una volta questi discorsi potevano anche valere, cioè quando abitare significava semplicemente avere un tetto sulla testa. Oggi, le cose stanno diversamente. Abitare oggi, vuol dire anche avere dei servizi disponibili tali da rendere la vita degna di questo nome. Questi servizi costano sia in termini di denaro vero e proprio che in termini di sacrificio della proprietà privata a vantaggio della collettività. Se continuiamo a nasconderci dietro queste false verità, dovremo poi di contro essere pienamente disponibili a rinunciare alle continue e purtroppo fondate, lamentele circa l’inefficienza dei servizi principali (strade, fogne, marciapiedi, piste ciclabili, aree a verde, ecc.).
    Sta a noi scegliere. Credo che anche se la cosa è di certo più difficile, alla lunga sia molto più vantaggioso lottare affinchè non esistano più salari da 1000€ al mese ma adeguati a quello che è il moderno tenore di vita di un normalissimo operaio, piuttosto che continuare ad autodistruggersi con la scusa che non è possibile fare diversamente.

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