Sul «condono mascherato» è già battaglia

fonte: ilsole24ore.com

Giorgio Santilli
ROMA.
«Condono edilizio mascherato»: usano la stessa espressione destra e sinistra, maggioranza e opposizione, partito pro-condono e falange anti-condono in Parlamento, parlando delle norme sulla regolarizzazione degli immobili fantasma introdotte da Giulio Tremonti nella manovra.
Antonio D’Alì è il presidente Pdl della commissione Ambiente del Senato, Ermete Realacci lo storico presidente di Legambiente ed esponente Pd di punta in commissione Ambiente alla Camera: parlano con obiettivi opposti ma negli stessi termini, forti della lunga esperienza di chi scova il trucco dietro il titolo di un provvedimento.
«Il governo parla di un’emersione esclusivamente fiscale e catastale relativa al patrimonio immobiliare – dice D’Alì – ma noi dobbiamo evitare in tutti i modi che si proceda con sotterfugi a una regolarizzazione di opere realizzate abusivamente. Se la regolarizzazione deve esserci, deve avvenire in modo esplicito e garantire il rispetto delle norme di sicurezza e il ripristino della qualità edilizia».
Da che parte stia D’Alì è facile dire: vede con favore una «regolarizzazione edilizia» dall’orizzonte esteso e già al Senato si discute se allargare il decreto legge che blocca le demolizioni degli edifici abusivi in Campania. «Bisognerebbe fare anche una verifica molto attenta – dice D’Alì – delle decisioni assunte in attuazione del piano casa delle singole regioni, perché è evidente il rischio che qualcuno possa avere la tentazione di usare quelle norme per sanare opere già realizzate abusivamente». D’Alì mette in guardia dai «condoni mascherati» che produrrebbero effetti urbanistici ancora più gravi e sottrarrebbero il gettito delle oblazioni alle casse dello Stato. «Sarebbe molto più trasparente l’autodenuncia», dice D’Alì tornando alla manovra varata dal governo.
Dall’altra parte della barricata c’è Ermete Realacci, che però, paradossalmente, chiede la stessa cosa: sia il Parlamento a fare chiarezza sull’effettiva portata del decreto legge. «Un condono edilizio mascherato, come inevitabilmente sarà la norma varata dal governo, è – dice Realacci – una sciagura per il territorio, tanto più devastante se verrà mantenuto il termine aperto fino alla fine del 2010». Per Realacci il condono edilizio è una «misura latente» nella regolarizzazione catastale e fiscale degli immobili regolari. «Una buona parte di quei due milioni di immobili – dice ancora il deputato Pd – è priva di accatastamento perché costruita abusivamente e la regolarizzazione di quegli immobili non potrà non sbattere alla fine anche contro una sanatoria edilizia». Dal punto di vista ambientale il condono è un «annuncio criminogeno e la madre di tutti i mali: aspetto che il ministro Prestigiacomo faccia sentire la sua voce». Realacci ricorda anche la «coazione a ripetere» del centro-destra: terzo governo Berlusconi, terzo governo edilizio.

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