Dl 40/2010, è legge l’edilizia libera. Da cosa?

FONTE: Casa e Clima

Per comprendere cosa realmente cambi con l’art. 5 del Ddl di conversione de DL 40/2010 ( Decreto incentivi) occorre partire dal risultato. La nuova riscrittura dell’articolo 6 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) relativo alle attività di edilizia libera, ha fatto parlare gli organi d’informazione per molti giorni contribuendo a produrre tanta carta. La stessa che continuerà ad affossare gli uffici tecnici dei Comuni.

Con il DL 40/2010, approvato con voto di fiducia al Senato nella seduta del 19 maggio, si viene a creare un nuovo titolo abilitativo chiamato “comunicazione di inizio attività”, la quale sarebbe composta come la D.I.A. di elaborato grafico e relazione tecnica asseverata da un tecnico iscritto presso un albo professionale. Nella relazione, il tecnico deve dichiarare di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa, né con il committente, e deve asseverare, assumendosene la responsabilità, che i lavori in cui si sostanzia l’intervento, ai sensi della vigente normativa statale e regionale, non richiedono il previo rilascio di un titolo abilitativo e sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti.

L’innovazione normativa sta nel fatto che non c’è più l’obbligo del silenzio-assenso di 30gg, limitatamente alle opere minori inserite nella nuova lett. b (manutenzioni straordinarie) dell’art. 5 dell’emendamento e nella dichiarazione di indipendenza nei confronti dell’impresa del committente.


Progettista, sì o no?

Ma arriviamo al punto fondamentale, cioè il ruolo del progettista che si limiterà alla preparazione della relazione tecnica e del progetto da allegare alla Comunicazione, esaurendosi, nei fatti, prima che abbiano inizio i lavori. Sostanzialmente il ruolo del progettista, che Federarchitetti Roma ha cercato di difendere dopo la liberalizzazione prevista dal DL 40/2010, si risolve nella produzione della carta. Proprio quella che si voleva abolire e che invece acquista maggior valore, anche perché, ai sensi del nuovo comma 5, per tutti gli interventi “l’interessato provvede alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale entro 30 giorni dal momento della variazione, secondo quanto previsto dall’articolo 34-quinquies, comma 2, lettera b), della L. 80/2006″.


Tra Stato e Regioni è materia concorrente
La nuova disciplina presenterà almeno il pregio dell’uniformità a livello nazionale, atteso che alle Regioni a statuto ordinario è riconosciuta la facoltà di stabilire ulteriori contenuti per la relazione tecnica o estendere gli interventi per i quali non occorre la Dia. Le leggi regionali che chiedono la Dia esistono in Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Sardegna, Toscana e Umbria, più le province di Trento e Bolzano. Il governo del territorio è materia di competenza concorrente: allo Stato spetta la definizione dei principi; alle Regioni il compito di attuarli con le proprie leggi. E di ricorrere al TAR se non sono d’accordo.


Cronistoria
Per comprendere il percorso fin qui fatto ripartiamo dall’inizio. Il DL 40/2010 ha sostituito la Dia con la comunicazione d’inizio attività da presentare in Comune, anche a cura del proprietario, per effettuare gli interventi di manutenzione straordinaria non riguardanti parti strutturali dell’edificio, facendo però salve le più restrittive norme regionali in materia.

Durante il passaggio di conversione alla Camera è stato introdotto l’obbligo di allegare alla Comunicazione una relazione tecnica e un progetto firmati da un tecnico abilitato. La mancata comunicazione costerà solo 258 euro, la sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è fatta spontaneamente, quando i lavori sono in esecuzione. Viene introdotta la possibilità per le Regioni a statuto ordinario di estendere queste misure a interventi edilizi ulteriori; di prevedere la necessità della relazione tecnica per altri interventi rispetto a quelli già indicati; e di stabilire ulteriori contenuti per la relazione tecnica. E siamo al giorno d’oggi.


Interventi liberalizzati dal DL 40/2010

a) gli interventi di manutenzione ordinaria (vedi appendice)
b) gli interventi di manutenzione straordinaria con comunicazione d’inizio attività;
c) gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche (non sono ammesse rampe, ascensori esterni/manufatti che alterano la sagoma dell’edificio) ;
d) le strutture temporanee per la ricerca nel sottosuolo,
e) le strutture per movimenti terra connessi ad attività agricolo pastorale e impianti idraulico agrari
f) le opere strutturali connesse ad esigenze temporanee da rimuovere entro 90 giorni dal cessare della necessità (quindi via libere alle strutture temporanee c.d. precarie );
g) le serre mobili stagionali non in muratura, funzionali all’attività agricola;
h) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta;
i) i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo a servizio degli edifici.
l) le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

Per gli interventi di cui lettere b), f), h), i) e l) l’utente può preventivamente ( in luogo della pratica cartacea) comunicare telematicamente al Comune la tipologia dell’intervento e le altre informazioni obbligatorie previste dalle normative speciali ed anche , nel caso della manutenzione straordinaria, i dati dell’impresa che eseguirà i lavori.

Per gli interventi di cui alla lettera b), la legge di conversione ha previsto in aggiunta l’obbligo di allegare alla comunicazione di cui sopra ,una relazione tecnica corredata dagli elaborati progettuali e firmata da un tecnico abilitato


La Dia occorre per:
Il titolo abilitativo (Dia) resta necessario qualora l’intervento di manutenzione straordinaria comporti:
– la modifica di elementi strutturali (es. demolizione e/o spostamento di muri portanti);
– l’aumento della superficie o della volumetria, ovvero il cambio della destinazione d’uso dell’unità immobiliare oggetto di intervento;
– il frazionamento in più unità immobiliari.


Documentazione necessaria

Presupposto per la liberalizzazione delle manutenzioni straordinarie resta la conformità dell’intervento:
– alle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali (tipicamente, il Piano Regolatore Generale ed i relativi piani attuativi);
– alle normative di settore che incidono sull’attività edilizia, quali quelle in materia di antisismica, sicurezza, antincendio, igiene e salute, efficienza energetica;
– nonché, per gli immobili vincolati per motivi di ordine culturale, storico, artistico, ecc., alle disposizioni del DLgs. 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio).

Alla comunicazione di inizio lavori devono essere allegate sia le eventuali autorizzazioni obbligatorie ai sensi della normativa di settore (es. parere favorevole della Soprintendenza, per gli immobili vincolati), sia i dati identificativi dell’impresa cui si intende affidare la realizzazione dei lavori.

 

Art. 3 TU dpr 380/2001
Definizioni degli interventi edilizi (ex Legge 5 agosto 1978, n. 457, art. 31)
1. Ai fini del presente testo unico si intendono per:
a) “interventi di manutenzione ordinaria”, gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b) “interventi di manutenzione straordinaria”, le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso

24 thoughts on “Dl 40/2010, è legge l’edilizia libera. Da cosa?

  1. Buongiorno,se devo inserire una scala all’interno dell’alloggio a servizio della soffitta soprastante e quindi l’inevitabile foro nel solaio è possibile servirsi della semplificazione del DL?cioè manutenzione straordinaria…grazie

  2. credo di no dal momento che, da un punto di vista teorico, l’apertura di un foro nel solaio comporta una diversa ridistrubuzione delle tensioni derivante dal taglio dei travetti che necessariamente verrà effettuato (senza pensare all’eventuale realizzazione di travi aggiuntive). Questo inevitabilmente comporta un diverso regime di sollecitazioni sulla struttura, che va quindi riverificata. L’intervento pertanto, pur essendo comunque una manutenzione straordinaria, è, per me, di tipo strutturale e necessita di DIA o Permesso di Costruire.
    Spero di essere stato utile, ciao.

  3. Complimenti per il sito.

    Io avrei due domande:
    1- ho acquistato nel 2006 una casa con una porzione (cucina e bagno) accatastata come ufficio, con questa manovra finanziaria posso cambiare la destinazione d’uso?

    2- ho una rampa che va in garage, inagibile perchè il costruttore ha costruito una rampa dove non c’era lo spazio per cui l’ha fatta ripida al punto che non posso utilizzarla. la mia idea sarebbe chiuderla e riempire in modo da poter entrare al livello della casa con la macchina e non utilizzare più il garage per la macchina, che fra l’altro non ho mai potuto usarlo. la domanda è posso farlo senza DIA, rientra nella liberalizzazione delle manutenzioni straordinarie o ordinarie?

    grazie per le risposte che mi potrà dare.

    a presto

    Paolo

  4. Ciao,ho preso un locale commerciale con appartamento

    soprastante all’asta, in precedenza era un locale unico poi

    e stato suddiviso catastalmene in due unita a due fratelli.

    Uno dei due è fallito e il tribunale ha pignorato la sua metà.

    Io l’ho acquistata ed ora ho iniziato la progettazione della

    ristrutturazione essendo fatiscente con peraltro la

    copertura di una buona parte in eternit(AMIANTO).

    Ecco proprio questo è il punto:

    ho incaricato la ditta per lo smaltimento e mi trovo con il

    problema che sarebbe giusto, siccome l’eternit si trova su

    tutto l’edificio anche nella parte del confinante ,effettuare

    l’asportazione totale insieme in un unico intervento… ma il

    confinante non ha sanatoria e quindi cosa dice la legge al

    riguardo? se il confinante toglie l’amianto va incontro ad un

    rischio di perdità di cubatura o di qualche altra

    natura?

    Cosa si deve fare per avere tutto in regola?

    A titolo informativo devo fare anche due colonne nella

    proprietà del confinante che supportano L’ appartamento

    soprastante sempre di mia proprietà ,quale soluzione mi

    consiglia?

    (asportazione della amiantio nella parte del confinante e necessaria a ridosso del muro per permettere alla ditta di effettuare i lavori nella parte di mia proprietà)

    Grazie e mi perdoni la lunghezza ma dovevo spiegarle il

    problema.

    Giampiero

  5. Spett.le Paolo,
    Per quanto riguarda la casa, puoi realizzare in tutto o in parte il cambio di destinazione d’uso, sfruttando il piano casa che prevede la possibilità di recuperare fino al 20% del volume dell’edificio.
    Per la seconda domanda, in teoria potresti realizzare l’intervento liberamente ma, visto che spesso ognuno interpreta la norme a modo suo, conviene fare un salto in comune e chiederlo direttamente al responsabile dell’ufficio Urbanistica. E’ facile che ti chieda una semplice comunicazione in carta libera in quanto sei comunque obbligato a comunicare i dati della ditta che eseguirà i lavori.

  6. Gentimente volevo conoscere:

    una sala condominiale costruita circa 16 anni orsono perimetrando una piccola parte del porticato può rientrare con una Dia in sanatoria o altra cosa?
    Grazie della cortese Risposta

    Luca

  7. Spett.le Giampiero,
    permettimi una breve premessa:
    se un qualsiasi cittadino preoccupato per la propria salute e quella dei propri familiari comunica all’ASL competente l’esistenza di una copertura in eternit, al 95% l’ASL ne richiede l’immediata rimozione.
    Ciò premesso, sostituire una copertura abusiva in eternit, con una nuova copertura in materiale diverso non è che cambi più di tanto la situazione. Abusiva era e tale rimane. L’unico intoppo potrebbe verificarsi se durante l’esecuzione dei lavori arriva qualche controllo, nel qual caso, troverebbe te che stai realizzando dei lavori regolarmente denunciati, mentre al tuo vicino potrebbero contestare l’esecuzione di lavori in assenza di autorizzazione.
    Comunque, se proprio non riesci a trovare un accordo con il vicino, ti basterà liberare la parte di muro che avete in comune, realizzare i lavori necessari e ripristinare il tutto. Attenzione però, perchè così facendo devi stare molto attento a non provocare danni all’abbitazione del vicino (per esempio eventuali infiltrazioni d’acqua dovute alla pioggia nel periodo che serve alla realizzazione dei lavori) il quale potrebbe citarti in giudizio.
    Buon lavoro

  8. Buongiorno,
    Il sito è molto interessante ma non ho saputo ricavare una indicazione in merito al quesito che Le pongo direttamente:

    – E’ possibile avvalersi della procedura semplificata introdotta dal DL 40/2010 per realizzare l’apertura di una porta in un muro non portante tra due appartamenti contigui nello stesso condominio, appartenenti a due diversi proprietari (marito e moglie in regime di separazione dei beni), non finalizzata ad accorpare le due unità immobiliari?

    La ringrazio in anticipo per la disponibilità.

    Bruno

  9. Buongiorno

    ho acquistato da poco un appartamento in un condominio – loc. Barberino di Mugello (prov. FIRENZE), così composto: cucina, bagno, camera matrimoniale e sala, per un tot. di 64 mq.
    Volevo ampliare la zona della cucina buttando giù la parete che da sul corridoio di entrata e, conseguentemente, chiudere la porta della camera e riaprirla più avanti lungo la stessa parete.
    Occorre fare la DIA?

    La ringrazio anticipatamente per la disponibilità e per le informazioni fornite.
    Grazie.
    Marianna

  10. Vorrei installare collettori fotovoltaici per 6 KW posizionandoli nel mio orto su di una pensilina per tenerli sollevati da terra e poter fare manutenzione sotto; togliere erbacce e tenere pulito per la sicurezza. Diventerebbe in effetti una pergola, anche se con la copertura di pannelli fotovoltaici molto inclinata, 35/40%. Siamo in zona di vincoli anche se in campagna e l’orto dietro casa e nessuno vedrebbe la struttura all’infuori di noi. Vi ringrazierei se mi darete in breve notizie utili.

  11. Buongiorno, dovrei occuparmi in qualità di tecnico abilitato, delle opere di manutenzione ordinaria/straordinaria per il ripristino delle parti ammalorate di una facciata di un condominio. Tra le opere c’è anche il ripristino del calcestruzzo che ha lasciato scoperti i ferri in alcune solette dei balconi, per questo motivo sono portata a far rientrare l’intervento in una manutenzione straordinaria, più che ordinaria. Tra i proprietari degli alloggi vi è un rapporto di parentela (fratello). La dichiarazione di non “dipendenza dall’impresa o dalla committenza”, usata dal Dl 40/10 si riferisce solo a vincoli di tipo lavorativo, o anche personale? In altre parole, la parentela stretta con la committenza pregiudica la possibilità di assumere l’incarico di tecnico asseverante nell’attività di edilizia libera? Grazie

  12. SALVE VORREI FARE UNA TETTOIA A SBALZO CHE SPORGE 150CM CHE PROCEDURA DEVO ADOTTARE A LIVELLO BUROCRATICO DEVO FARE UNA DIA O E SUFFICENTE UNA COMUNICAZIONE IN COMUNE. GRAZIE

  13. salve io ho già costriuito una tettoia ma non ho mai comunicato niente al comune. posso usufruire della nuova legislazione in materia di edilizia libera? grazie

  14. gentile architetto volevo porle un quesito abito nella casa dei miei suoceri a cui e stata pignorata la casa da venti anni , questa sara venduta all’asta , io sono in possesso anche di due locali commerciali dove vi era un mobilificio ora volevo sapere se potevo sfruttare la concessione per uso commerciale ed aprirvi una sala game. puo aiutarmi a risolvere il problema .la ringrazio anticipatamente

  15. Gentile Architetto, volevo cogliere l’occasione per accogliere un suo cortese suggerimento/consiglio: abbiamo ordinato all’Impresa Esecutrice i lavori nel ns Condominio, di:
    sostituire una leggera rampa per disabili (prima in alluminio), con un’altra fissa in muratura, che complessivamente impegna (come la precedente), circa 2,20 mt di lunghezza x i,15 mt. di larghezza;
    proteggere dalla pioggia, l’ingresso alla scala con una pensilina leggera rimuovibile (acciaio e vetroresina – per la parte di copertura), sporgente ai lati del portone di ingresso meno di 50 cm. ed avente profondità di 1,15 mt. (dim. 2,20 x 1,15).
    Può questo genere di lavori essere dichiarato dal DL, nelle more della Comunicazione di fine lavori (DIA), tenuto conto che si tratta di area di pertinenza Condominale e che alcuni condomini lamentano la modifica dell’estetica dell’edificio?
    Occorre prima che sia installata, presentare la preventiva comunicazione alla Circoscrizione (comune di Roma)?
    Grazie molte…!

  16. Spett.le sig. Gaetano,
    Poichè le leggi nazionali in ambito edilizio hanno la possibilità di essere recepiti dalle autonomie locali con modifiche e restrizioni (infatti, ancora oggi molti comuni non attuano ancora la cosiddetta SCIA) la via più sicura e concreta da seguire (nonchè la più economica) sarebbe quella di recarsi all’ufficio tecnico della circoscrizione di appartenenza ed illustrare agli addetti ai lavori le opere che si intendono realizzare.
    L’obiezione dei condomini che ritengono l’intervento modificativo dell’aspetto formale dell’edificio, non è fuori luogo. Quindi, suggerirei di confrontarsi prima con l’ufficio tecnico competente onde evitare spiacevoli conseguenze.
    Disponibile per qualsiasi altro chiarimento la saluto cordialmente.

  17. Gentile Architetto,
    Sono un geometra di 23 anni, e lavoro da circa 2 anni presso una ditta di impianti fotovoltaici, a Catania.
    Vorrei farle una domanda in merito all’installazione di un impianto fotovoltaico su una “struttura precaria”, realizzata con la L.R. 04/2003.
    Ho presentato una comunicazione di inizio lavori all’ufficio tecnico di un comune della provincia di Catania, per l’installazione di un impianto fotovoltaico su struttura precaria già esistente e del tutto regolare. Dopo 15 giorni circa, il Comune manda una lettera di diffida al cliente, invitandolo a non iniziare i lavori, in quanto la legge prevede che all’interno o all’esterno della struttura precaria non è assolutamente possibile realizzare impianti tecnologici.
    Io vorrei sapere se esiste qualche legge che dimostri il contrario.
    Grazie.

    • Anche io ho avuto stessa risposta dal comune, penso di rispondere che i pannelli solari integrati sulla copertura non modificano nè compromettono la precarietà della struttura, contribuendo al miglioramento della efficienza energetica dell’edificio, e pertanto vanno incentivati.
      Attendo anche io vs consulenza a riguardo

  18. Gentile Arch. ,
    Durante lo studio dell’art. 5 del D.L. 2010, mi sono soffermato su quanto stabilito alla lettera f. In particolare mi domandavo se il suo commento “quindi via libera alle strutture c. d. temporanee” intenda dire che la possibilità di opere contingenti sia da intenderesi come reiterabile, dato che la norma non specifica niente al riguardo.
    La ringrazio per l’attenzione e in attesa di una risposta la saluto cordialmente

  19. buongiorno io dovrei fare un impianto su abitazione civile di 4,570 kw ma sotto i coppi ce’ amianto cosa devo fare.

    penso proprio che e’ da togliere vero?

    il proprietario mi dice che delle ditte gli fanno l’impianto senza togliere l’amianto.

    grazie

  20. Vorrei sapere cosa devo fare contro la Ditta di Bagnolo P.te in Cn,mi ha piantato a metà i lavori io sono più di un mese senza bagno,e senza fare la doccia devo andare alle docce publiche di Cuneo solo il Martedi e il Sabato. I soldi li hanno presi tutti,l’Avv.di Cuneo ha inviato una Racc. ma loro non la ritirono. Cosa devo fare io in questa situazione.Conte Anna

  21. Se conosce la sede dell’azienda, consegni la lettera di persona, si faccia firmare e timbrare una ricevuta di avvenuta consegna e per il resto provvederà l’avvocato. Magari trova il titolare e cerca di capire le sue ragioni e soprattutto le sue intenzioni circa il completamento dei lavori. Se non ha tempo, può affidare ad un tecnico disponibile tale incombenza. Spesso e volentieri, serve anche ad evitare simili fregature l’affidare ad un tecnico di fiducia la gestione dei lavori a farsi e soprattutto il rapporto con la ditta appaltatrice.

  22. Gentile Architetto,
    nell’ambito di lavori condominiali a Roma per rifacimento frontalini, appaltati ad una ditta e già iniziati l’anno scorso ed ancora in corso, mi è stato comunicato di dovere eseguire a mie spese lavori di rifacimento balconi (svellimento, posa guaina ripavimentazione e nuova riparazione dei frontalini). L’amministratore del condominio mi ha comunicato che dovrò occuparmene io direttamente con la ditta esecutrice dei lavori. Le chiedo in qualità di committente privato, quali sono gli obblighi di qualsiasi natura (sicurezza, dia, quant’altro) che ho prima di iniziare i lavori, eseguiti contemporaneamente ai lavori condominiali dalla stessa ditta che effettua quelli condominiali. Grazie

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