Nel milleproroghe spunta il piano casa, un condono edilizio e la rivalutazione terreni e partecipazioni

FONTE: Ilsole24ore.com

Nel puzzle del decreto milleproroghe spunta il piano casa. Un emendamento firmato dal relatore, Lucio Malan (Pdl), al decreto all’esame della commissione Affari Costituzionali del Senato, prevede, infatti, aggiungendo al provvedimento l’articolo 6-bis, che le leggi regionali emanate in attuazione dell’Intesa sancita dalla Conferenza unificata nella seduta del 1º aprile 2009, relativa a misure per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia, possano «prevedere, con disposizioni aventi validità temporale definita, interventi di trasformazione edilizia e territoriale, in particolare mediante il riconoscimento di forme di incentivazione volumetrica e di semplificazione, anche in deroga alle norme e agli strumenti di pianificazione vigenti in materia territoriale e urbanistica». La commissione Affari costituzionali inizierà domani con le inammissibilità ad entrare nel vivo dell’esame dei 646 emendamenti al milleproroghe, come annunciato dal presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini (Pdl).
Un nuovo condono edilizio nel pacchetto della maggioranza. Fra gli emendamenti depositati, uno fra quelli presentati da esponenti del Pdl, chiede più esplicitamente un nuovo condono per alcuni abusi edilizi, compresi quelli commessi prima del 2003. L’emendamento a firma dei senatori del Pdl Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli, cancella anche i palettì degli abusi commessi ai danni dei «beni ambientali e paesistici». La norma, inoltre, è retroattiva: «la speciale sanatoria di cui al presente articolo si applica anche agli abusi edilizi realizzati entro il 31 marzo 2003». Gli interessati potranno, se l’emendamento sarà appprovato, presentare domanda entro il 31 dicembre 2010. Non manca la sospensione dei procedimenti in atto: «sono sospesi – recita l’emendamento – tutti i procedimenti sanzionatori, di natura penale ed amministrativa, già avviati, anche in esecuzione di sentenze passate in giudicato, fino alla definizione delle predette istanze».

Rivalutazione terreni e partecipazioni. Riapertura dei termini per la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni. Prorogati i termini nell’ambito della rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati e dei terreni edificabili e con destinazione agricola ai fini del pagamento delle relative imposte sostitutive. La rideterminazione può essere effettuata per le partecipazioni e i terreni posseduti alla data del 1° gennaio 2010, invece che alla data del 1° gennaio 2008; la rateizzazione del pagamento fino a un massimo di tre rate annuali di pari importo può essere effettuata a decorrere dalla data del 31 ottobre 2010, invece che alla data del 31 ottobre 2008; la redazione e il giuramento della perizia devono essere effettuati entro la predetta data del 31 ottobre 2010, invece che entro la data del 31 ottobre 2008. Le maggiori entrate dovranno confluire al fondo per le esigenze urgenti e indifferibili del ministero dell’Economia.


Nuove regole per il finanziamento dell’Expo 2015
. Novità in vista per il finanziamento delle opere per l’Expo 2015. Un emendamento al milleproroghe del relatore Malan prevede per la prosecuzione, per gli anni 2010 e successivi delle attività per la realizzazione dell’evento Expo Milano 2015, fatto salvo il finanziamento integrale delle opere, che possa «essere utilizzata, in misura proporzionale alle partecipazione azionaria detenuta dallo Stato, una quota non superiore al 10% delle risorse autorizzate» dalla manovra triennale «destinate al finanziamento delle opere delle quali la Società Expo 2015 è soggetto attuatore» e «ferma restando la partecipazione proquota alla copertura delle medesime spese da parte degli altri azionisti, a valere sui rispettivi finanziamenti». I contributi e le somme comunque erogate a carico del bilancio dello Stato a favore della Società Expo 2015 – si legge nella norma – sono versati su apposito conto corrente infruttifero da aprirsi presso la Tesoreria centrale dello Stato.

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