Inchieste insabbiate: bufera sulla Procura

FONTE: La Gazzetta del mezzogiorno

TARANTO – Una bufera giudiziaria rischia di investire la magistratura tarantina. I sostituti procuratori di Potenza Cristina Correale e Ferdinando Esposito stanno indagando sull’ex procuratore capo del capoluogo jonico, Aldo Petrucci (oggi a capo della procura del tribunale minorile a Lecce) e sull´ex coordinatore dell´ufficio gip-gup di Taranto, Giuseppe Tommasino, al momento in aspettativa. 

Fra gli indagati comparirebbe anche l’ex sindaco di Martina Franca (e attualmente consigliere provinciale di An) Leonardo Conserva.

Secondo le poche indiscrezioni trapelate finora dalla procura di Potenza, Petrucci e Tommasino sarebbe stati d’accordo nel gestire alcuni fascicoli di inchiesta particolarmente delicati con lo scopo di favorire amici o presunti tali. Tra gli apparenti beneficiari dei favori, ci sarebbe stato anche il politico Leonardo Conserva: un’indagine che lo riguardava, e che il procuratore Petrucci avrebbe avocato a sè, sarebbe poi stata archiviata al termine di indagini ritenute ”poco approfondite”. 

Gli investigatori stanno poi verificando la natura di alcuni contratti di consulenza del valore di molte decine di migliaia di euro che lo stesso ex sindaco avrebbe fatto affidare dal Comune di Martina Franca ad uno studio legale in cui lavora una familiare del procuratore Petrucci. 

Lo stesso Petrucci, che per anni è stato sostituto procuratore presso la procura di Lecce conducendo delicate indagini sulla criminalità economica e su quella organizzata, verrebbe sospettato anche di peculato per aver utilizzato il telefono di servizio per chiamate personali.

Le indagini della procura di Potenza (competente per legge ad indagare sugli eventuali reati commessi dai colleghi in servizio presso il distretto di Taranto), vengono condotte dai carabinieri che hanno acquisito numerosi documenti.

8 thoughts on “Inchieste insabbiate: bufera sulla Procura

  1. La solita italì.

    Questa storia dei contratti di consulenza per cifre da capogiro, sono frequentissime e sono tipiche di chi mangia sul denaro pubblico. Le troviamo ovunque, dove ci sia un’inchiesta o dove ci si sia un scandalo, saltano fuori le consulenze d’oro.

    Visto che lo sappiamo che va sempre così, si dovrebbero creare dei meccanismio blindati per impedire questi reati.

    Qui da noi, il tizio che tempo fa si è macchiato di simili infamie, l’ha fatta franca grazie all’aiuto di Arcore, e ora è sullo scranno presidenziale della regione Sardegna.

    Ladies and gentlemen, vi presento il signor Cappellacci, stra-inquisito e neo presidente della regione sarda.

    Dunque è vero che la politica alimenta una selezione avversa, cioè premia chi è + disonesto in modo da consolidare un certo sistema.

    ciao architetto, qui si ride ma la situazione è seria….!

    • Altro chè,
      Serissima. Purtroppo non ho seguito l’andamento delle elezioni in Sardegna. Al momento sono troppo disgustato dal sistema politico italiano. Purtroppo ti assicuro che non è solo la politica che avrebbe bisogno di una radicale ripulita e rinnovamento. In tutte le istituzioni di questo paese si avverte sempre più concretamente l’influenza di un modo di fare oramai così comune da poter essere definito all’italiana (non ti nascondo che sta crescendo in me, a ritmi esponenziali, l’idea di abbandonare questo paese nel quale continuo a sentirmi uno “straniero in casa propria”).
      Non conosco questo signor Cappellacci nè tantomeno il suo Curriculum Vitae, ma da come lo hai descritto, non lascia presagire nulla di buono per la vostra regione.
      Spero per voi che non facciate la stessa brutta fine della mia regione (se ancora così può definirsi). Dalle notizie riportate sui giornali di stamattina (mi riferisco al nucleare) ho appreso la triste notizia che abbiamo solo 11 anni a disposizione per scongiurare il pericolo di passare dalla pattumiera d’Italia alla Discarica (mai autorizzata) di Scorie Radioattive Nazionali.
      Un saluto (per adesso privo di speranze per il futuro, poi chi sà!).

  2. Con sentenza del 10 maggio 2010 sono stato assolto da ogni accusa su richiesta del Pm. di udienza. Si è trattato di una vera e propria persecuzione posta in essere nei miei confronti dai magistrati Triassi, Colangelo, Esposito e Correale da me tutti denunziati. Sarebbe ora che coloro, e sono ormai centinaia di migliaia, che hanno subito la violenza della giustizia ingiusta reagissero senza paura. I magistrati sono cittadini come tutti gli altri e devono pagare per i devastanti danni che provocano. Giuseppe Tommasino,magistrato di altri tempi e… di altri valori.

  3. Egregio architetto, potrei chiederle la cortesia di pubblicare, al fine di ristabilire la verità, il pezzo di Michele Imperio (ok notizie Virgilio) dal titolo “magistrati milanesi e magistrati di puglia, nuovi demoni della storia di Italia n.7”. Ignoro come il predetto abbia acquisito i dati pubblicati (alcuni dei quali a me sconosciuti), ma mi sembra che l’articolo sia molto vicino al vero. Grazie e cordiali saluti. giuseppe tommasino

  4. Egregio architetto, innanzitutto avverto la pressante esigenza di ringraziarLa per la attenzione che ha inteso dedicare al mio commento del quale, pertanto, confermo di essere autore. Vorrei, poi, scusarmi per questa mia richiesta, ma ritenendo di essere stato vittima di una grave forma di persecuzione ad opera di alcuni magistrati della procura di Potenza che ho provveduto a denunziare, purtroppo non riesco ancora a darmene una ragione e, quindi, a recuperare, sia pure in parte, la serenità che ha scandito sino ad un certo punto i ritmi della mia vita. Ritengo, tuttavia, di non demordere da una sorta di impegno che ho assunto con me stesso e cioè quello di ristabilire la verità e di lottare contro un certo modo di essere magistrati. E per questi motivi che Le ho chiesto un aiuto. Se vuole posso inviarLe molto altro materiale attinente al mio caso. Ancora grazie! Con viva stima Le invio nuovamente i più cordiali saluti. Giuseppe Tommasino

  5. Spett.le dott. Tommasino,
    il suo caso non fa altro che avvalorare la filosofia del nostro gruppo di amici circa la grossa similitudine tra un “Professionista” di oggi ed un martire di altri tempi. Non a caso il sottotitolo di questo blog recita proprio “Essere un professionista oggi” senza una precisa punteggiatura finale. Qualcuno l’interpreta come un interrogativo, qualcun-altro come una esclamazione quasi come se avessimo la presunzione di sapere quale sia il significato preciso del termine contestualizzato con il tempo esatto in cui stiamo vivendo. Il motivo reale invece risiede proprio nella ricerca di stabilire quale sia (come dice lei) la verità. E chi può dirlo. Come è possibile credere che esista una sola verità assoluta? La sola verità che io conosca è quella che mi viene dalla mia fede, dal mio credere in Colui che è Verità e Vita. Tutto il resto non è altro che l’interpretazione che ogni uomo da a ciò che lo circonda per il semplice bisogno di trovare un motivo o una spiegazione logica alle cose (un alibi) che lo aiuti a vivere in pace con se stesso. Ora più si è gonfi di se stessi, più si è ingigantito il proprio Io, più cresce il bisogno di ricerca di questa verità, più gli errori che si commettono sono grandi. Estremizzando questo pensiero, credo che sia proprio ciò che è stato e che tutt’ora è alla base di quelle ideologie che, partendo da ideali apparentemente alti, finiscono col giustificare i più orrendi crimini proprio per difendere quell’idea di verità che si crede assoluta.
    Le faccio i miei più sinceri auguri e la invito ad estendere la sua lotta anche verso quegli individui, quelle persone che non hanno ne voce ne forza per far valere il proprio sacrosanto diritto di essere considerato un essere umano a tutti gli effetti. Di ingiustizie è pieno il mondo così come lo è il nostro paese. Di esseri umani disposti a lottare contro tali ingiustizie, purtroppo, ve ne sono troppo pochi e con poteri molto limitati. Lei si trova in una posizione in cui più che riscattare se stesso, potrebbe riscattare un intero paese. Allarghi i suoi orizzonti, ampli i suoi obbiettivi e la serenità di un tempo, non sarà altro che un triste ricordo confrontata con la gioia che può dare il sapere di aver riscattato anche un solo essere umano. Purtroppo non saprei proprio come altro aiutarla se non dicendole che io “credo nell’Uomo ed ho fiducia nelle sue qualità”.

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