Usa, a rischio edilizia popolare del new deal

Fonte: Demanio:re

charity-hospital-renderE’ sempre piu’ a rischio demolizione l’edilizia del ‘New Deal’ di Franklin Delano Roosevelt, un patrimonio presente su tutto il territorio americano ma che, spesso, finisce sotto le ruspe per far posto ad anonime costruzioni contemporanee. Lo denuncia con ampio rilievo il New York Times. Dal New Deal sono nati monumenti di spicco come il Chrysler Building e il Rockefeller Center di New York, o la Hoover Dam, ma anche la colossale diga sul fiume Colorado a cavallo tra Arizona e Nevada. Il programma di stimolo e di rilancio di Roosevelt creo’ decine di villaggi verdi (si chiamano proprio cosi’, da Greenbelt in Maryland a Greendale in Wisconsin), dedicati alle famiglie in difficolta’, nelle nuove periferie, ma in mezzo alla natura. Si tratta di case e di quartieri non particolarmente spettacolari, ma spesso di stile modernista, costruiti molto bene e con grande cura. Numerose le scuole e le palestre, spesso diventate il centro del nuovo quartiere, anche in citta’ diventate poi eleganti ed esclusive, come per esempio Santa Monica in California.

I comitati locali di difesa del patrimonio, un po’ dappertutto negli Usa, hanno tentato di difendere le case del New Deal dalle ruspe, ma finora hanno sempre perso o quasi la partita. Tra gli esempi negativi citati dal Ny Times spicca quello della Indian School di Santa Fe, in New Mexico. Si trattava di una decina di palazzine in stile messicano (‘Spanish’ come dicono negli Usa), con murales art deco dai temi legati alla storia degli indiani. Quartieri a rischio si trovano nei pressi di Chicago, sulle sponde del lago Michigan. Il Charity Hospital di New Orleans, verra’ demolito nonostante la struttura sia stata giudicata solida e restaurabile. Molte di queste costruzioni sono veri e propri capolavori art deco: si va dalle strutture pubbliche con foreste di colonne in stile neoclassico alle palestre neo-egizie, come quella di Robinson, in Illinois, abbattuta in autunno. Lo storico Robert Caro spiega al Ny Times che e’ ”E’ ironico abbatterli proprio mentre l’America affronta di nuovo un momento difficile. Dovremmo proteggere questi monumenti come non mai”.
16 febbraio

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