Il TAR regala a tutti gli Atellani un Natale “PUZZOLENTE”.

È proprio così. Infatti il TAR rimanda al 21 Gennaio 2009 la pronuncia circa la chiusura dell’Eurocompost.
Riassumo qui di seguito i fatti come si sono susseguiti:
Esasperati dagli odori nauseabondi che si avvertono e dopo gli scarsi risultati ottenuti da petizioni e dagli esposti presentati al comune, i cittadini di Orta di Atella si rivolgono, nell’Agosto di quest’anno, al Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Si tratta di un esposto-denuncia, inviato anche al presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro dell’Ambiente, a tutti i maggiori organi che si occupano di materia ambientale, tra cui anche il Noe di Roma, e anche ai neo commissari prefettizi del comune. A tale appello, segue l’ordinanza emanata dai commissari prefettizi per poter attuare tutti i controlli necessari a valutare la regolarità dell’azienda, la quale, avendo fatto ricorso, aveva ottenuto la sospensiva fino alla data della sentenza, stabilita per il giorno 25 settembre. Il Tar si pronuncia proprio in data stabilita dando ragione all’Eurocompost e respingendo l’ordinanza emanata dal Comune il 29. Nello stesso giorno, i commissari prefettizi del Comune di Orta emettono una nuova ordinanza di chiusura dell’azienda, eseguita il giorno seguente dai carabinieri della locale stazione. Infatti, a quanto pare l’azienda da un po’ di tempo a questa parte, oltre a trattare la “pollina” (residui di allevamento di polli), smaltisce anche la frazione umida di rifiuti solidi urbani. Per smaltire l’umido la ditta ha ricevuto l’autorizzazione della Provincia ma, secondo i commissari prefettizi, questa non sarebbe regolare. Infatti, mentre per il compostaggio della pollina l’azienda potrebbe anche svolgere tale attività su terreno agricolo, è invece improbabile far smaltire l’umido in una zona non industriale e a breve distanza dal centro abitato. Insomma, l’Ente Provincia non avrebbe, secondo i commissari, fatto valutazioni accurate. Ed infatti, il giorno 10 ottobre l’assessore provinciale all’ambiente contatta ed incontra alcuni cittadini ortesi ai quali fa sapere di aver preso a cuore la problematica che sta vivendo la città di Orta e farà di tutto per trovare una soluzione definitiva. Si farà promotrice di un tavolo tecnico che dovrà avallare l’ordinanza emessa dal Comune. Cominciano ad interessarsi della cosa consiglieri ed assessori sia provinciali che regionali proponendosi in vari interventi ufficiali. Tanto che il giorno 14 ottobre, il Settore Ambiente della Provincia di Caserta illegittima l’Eurocompost all’esercizio dell’attività. Con nota protocollo 168833, in virtù degli articoli 214 e seguenti del D.Lgs 152 del 2006, la Provincia dispone che: “In seguito all’ordinanza n.61 del 25.09.2008 adottata dalla Commissione Straordinaria del Comune di Orta di Atella e per effetto di quanto disposto dal provvedimento, l’ Eurocompost rebus sic stantibus, non è legittimata all’esercizio dell’attività disciplinata dagli articoli 214 e seguenti del dlgs 153 del 2006”. A questo punto tutti sembrano soddisfatti per il risultato ottenuto, chi per ragioni politiche, chi per accollarsi i meriti ed i più per essersi tolti dalle scatole un problema più che angosciante.
Purtroppo, però, la soddisfazione dura poco. Infatti dopo soli 6 giorni, il Tar ha accolto l’istanza di sospensione, presentata dall’Eurocompost, dell’ordinanza di chiusura dello stabilimento emanata dai commissari prefettizi di Orta di Atella. Si resta quindi in trepida attesa della pronuncia definitiva prevista per il 06 Novembre 2008. Intanto, il tempo passa, l’ansia aumenta all’aumentare della puzza ed il giorno tanto atteso arriva con una clamorosa sorpresa. Per rendere più piacevoli le ormai vicine vacanze di Natale, il Tar rinvia la decisione al 21 gennaio 2009 (evidentemente per regalare alla cittadinanza tutta, un clamoroso augurio di buon 2009).
Fonte: Pupia.tv/Orta di Atella

Questi sono i fatti leggermente da me romanzati. Volendo aggiungere un’analisi critica alle vicende su menzionate, potremmo partire dalle origini e capire che siamo di fronte a quell’ormai consolidato modo di fare che individua in atteggiamenti poco attenti, molto disinvolti che portano alla forzatura delle procedure amministrative, come quelli adatti a sbloccare procedure farraginose ed arrugginite che portano allo stallo dell’attività amministrativa; e che poi con il tempo si rivelano, come sta accadendo da noi, dannose e letali per l’intera città. Infatti, va ricordato che il tutto nasce dalla leggerezza dei tecnici e politici comunali nel consentire la realizzazione di un immobile adibito ad attività terziaria, su suolo agricolo senza richiedere le dovute garanzie del caso. Tale atteggiamento sembra poi contagiare anche la politica provinciale e quella regionale che danno il loro assenso allo svolgimento di un’attività del tutto non idonea alla zona agricola. Fintanto che la puzza rimaneva circoscritta, ognuno ha goduto di tutto questo: L’azienda ovviamente ha guadagnato il basso costo del terreno che le occorreva; i politici si sono potuti vantare dell’aver contribuito alla creazione di nuovi posti di lavoro; una piccolissima minoranza della popolazione è riuscita ad ottenere un posto di lavoro.
– A questo punto una riflessione è d’obbligo: “a che prezzo, e chi ha pagato ed ancora sta pagando per tutto questo?”.
Ovviamente i più innocenti, i bambini che nulla avrebbero potuto guadagnare dalla presenza di quell’opificio in quel posto. Ed il prezzo che stanno pagando è il più caro che si possa immaginare. Si sono visti negare, da subito, i diritti fondamentali di cui può godere l’uomo per differenziarsi dalle bestie: la libertà e la salute.
Ovviamente, ed era assai prevedibile, le cose iniziano a sfuggire di mano ai soggetti sopra menzionati nel momento in cui la puzza, non più circoscrivibile in un ristretto ambito ha iniziato ad interessare non solo l’intero paese, ma addirittura tutto il comprensorio atellano ed oltre. Iniziano quindi le proteste della gente che essendo stata derubata della propria dignità di essere umano, si muove come un gregge privo di pastore fidandosi, inconsapevolmente, dei lupi che incontra per strada, pronto ad assecondarli pur di liberarsi di quel dramma. In questo clima giunge ad Orta di Atella il Governo nella persona dei commissari chiamati a sostituire la “sciolta” amministrazione locale. Sono proprio questi che cominciano con azioni concrete, prima timidamente ad agosto con una ordinanza di sospensione verso cui, il TAR, si pronuncia immediatamente dando ragione alla ditta. Poi con la seconda ordinanza di settembre, più attenta e precisa al punto da far aprire gli occhi alla provincia e costringe il TAR a prendere maggior tempo per formulare il proprio parere.
Tutto ciò sempre a carico dei nostri piccoli che neanche il Natale 2008 avranno il diritto di godersi.
Alla fine ci sarà qualcuno che ripagherà queste anime innocenti?
Purtroppo no.
L’unica possibilità seria, concreta che abbiamo di far si che cose del genere non accadano mai più è quella di cercare di cambiare la nostra mentalità. Ogni uomo, ha la reale capacità di plasmare, modificare, cambiare secondo il proprio volere, un solo essere umano su tutta la terra: “se stesso“. Ed è su questo “Se stesso” che bisogna lavorare. Soprattutto rendendosi conto che chi è innocente secondo la legge costituzionale, non sempre lo è secondo quella morale. Ed è a questa che bisogna ispirarsi nello scegliere coloro che avranno il privilegio di rappresentarci davanti alle istituzioni. Il nuovo presidente degli Stati Uniti nel ringraziare i giovani che gli hanno dato pieno appoggio ha detto: “Vi ringrazio soprattutto perché avete lavorato, sin dall’inizio duramente, nella consapevolezza che nessuno vi avrebbe mai ripagati per il vostro impegno“.

Vorrei concludere con un interrogativo su cui riflettere:

“Come mai di un problema di portata così ampia i politici (e mi riferisco soprattutto a quelli di cui siamo abituati a sentirne parlare sulle testate dei quotidiani nazionali) che mostrano di interessarsene, lo fanno con “sotterranei” comunicati stampa di cui se ne ha traccia solo a livello locale?”

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