Casapuzzano: Intervento legittimo?

Anche se la cosa potrebbe apparire come un’assillante ed a tratti monotona fissa da parte mia sento, comunque il dovere morale-professionale di ritornare sull’argomento “Osteria Antica Atella”, meglio conosciuto come “Palazzo del Marchese di Casapuzzano”. Infatti, nonostante

·         Un’interrogazione parlamentare;

·         l’azione intrapresa da alcune associazioni locali;

·         si cerchi (con enorme affanno e difficoltà) di rendere di pubblico dominio l’importanza e la centralità che l’immobile ha rivestito negli anni caratterizzando la vita e la storia locale;

si continua a negare l’evidenza appigliandosi a concetti che mettono chiaramente in luce l’ignoranza e l’incompetenza dell’amministrazione e degli esperti di cui questa si circonda.

So che queste parole potrebbero apparire un tantino dure, ma svolgendo una minuziosa analisi dei fatti la conclusione appare ancora più drastica. Infatti, quando gente grezza nello spirito, rozza nell’animo, e soprattutto pregna della più becera ed arrogante ignoranza, avendo vissuto per anni in condizioni di subalternità riesce (improvvisamente) a raggiungere posizioni economico-sociali, ad ottenere titoli accademici ben al di sopra delle proprie capacità naturali, non potendo cancellare il proprio passato, non può far altro che cercare di eliminarne almeno le tracce. Ed ecco che la barbarie si accanisce soprattutto contro tutto ciò che richiede un attimo di riflessione, un attento approfondimento per conoscerne in pieno l’importanza.

Non occorrono grandi capacità per capire l’improponibilità dell’intervento assentito. Basta un pizzico di sensibilità ed amore per se stessi, per il proprio territorio, per il proprio passato. Qualità che non può possedere chi è pronto a vendere anche la propria anima pur di raggiungere obbiettivi che altrimenti rimarrebbero per sempre un sogno irrealizzabile.

Detto questo, dopo aver evidenziato nell’articolo di qualche mese fa, le caratteristiche storiche dell’immobile, passiamo oggi ad una semplice e banale verifica della conformità urbanistica dell’intervento che sembra essere sfuggita un po’ a tutti (commissione consultiva, responsabile del procedimento ed Amministrazione).

Infatti il lotto su cui sorge l’immobile in oggetto ricade in zona omogenea denominata “Zona A1” ossia “nel cuore” del centro storico. Zona assoggettata a Piano di Recupero. Esaminando le tavole del P. di R. vigente ad Orta di Atella, si osserva che l’immobile fa parte del comparto 5 (tavola 7c del PDR), Unità minima d’intervento n° 201. Per tale unità minima, l’art. 19 delle N.T.A. dei Piani di Recupero, alla voce “Categoria d’Intervento” specifica espressamente che gli interventi ammissibili sono esclusivamente “interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

        Una piccola parentesi per rendere partecipe anche chi non è della materia.

L’art. 3 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (in pratica il Vangelo per l’edilizia) ha riassunto le innumerevoli opere che possono essere realizzate in edilizia ricavandone 6 precise tipologie di intervento, tra cui, con lettera a) la manutenzione Ordinaria, con lettera b) la manutenzione straordinaria, con lettera d) la Ristrutturazione edilizia, ecc. –

 

Non è un caso che abbia sottolineato l’intervento di RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA in quanto, come già accennato in precedenza, non rientra tra quelli prescritti dall’art. 19 della N.T.A. del P. di R. per l’U.M.I. n° 201.

Ora analizzando (senza prestare alcuna attenzione particolare, con velocità ed abbastanza distrattamente) sia la relazione della commissione consultiva che il Permesso rilasciato dal comune, si nota facilmente che è stato richiesto ed ottenuto un Permesso a Costruire per un intervento di RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA. Come è possibile che questo particolare sia sfuggito a così tanta gente (professionisti e non)?

 

Al di la di tutto, ciò che mi fa veramente ribrezzo è il fatto che l’intervento proposto non rientra nemmeno nella fattispecie di quelli ricadenti nell’ambito della Ristrutturazione Edilizia, ma in quello delle nuove costruzioni ed un’intera commissione di tecnici, nemmeno se ne accorge (vedi CIRCOLARE MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI  7 agosto 2003, n.4174).

Concludo questo mio intervento rammentando a quanti (politici e tecnici di questo paese), loro malgrado, si trovino a dover affrontare interventi volti al recupero del patrimonio edilizio, i primi due commi dell’art. 19 della N.T.A. del vigente PRG:

ART. 19  – ZONA “A1”
( Centro Storico  )

Comprende l’intera area del centro storico di Orta e della frazione Casapuzzano, caratterizzate da connotazioni morfologiche e tipologiche che pur se  non  di elevato interesse storico/architettonico, contribuiscono tuttavia a dare forma a due nuclei ( in particolare la frazione ) meritevoli di salvaguardia  in quanto  memoria storica della  comunità locale.

 

In tale area, da assoggettare a Piano di Recupero o Programma Integrato di Riqualificazione Urbana, gli interventi saranno rivolti alla tutela e con­servazione del patrimonio edilizio esistente ed alla riorganizzazione degli spazi e degli edifici pubblici, per la riqualificazione complessiva della zona.

Corriere del mezzogiorno

5 thoughts on “Casapuzzano: Intervento legittimo?

  1. Sono contento che i cittadini di Orta sono usciti allo scoperto per denunciare con forza il grave “attentato” alla storia del borgo! Mi spiace personalmente dover constatare il poco delicato attegiamento avuto verso chi come me si è speso per questa causa:non sono mai stato chiamato per alcuna iniziativa pur avendo più volte manifestato la volonta di compattare le forze.Polemica inutile,oziosa o pretenziosa?!Sarà,ma comunque lo ritengo un attegiamento quantomeno strano!
    saluti

  2. x curioso
    la situazione è ancora confusa non si hanno notizie certe,almeno io non ne ho.Comunque a breve proporremo delle iniziative al riguardo.
    Quella del borgo è innanzitutto una battagnia culturale che deve mettere in luce un pensiero e un agire culturalmente diverso da chi concepisce il territorio come un luogo di “conquista” e di speculazione.L’articolo dell’arch. Villano dà degli ottimi spunti per riflettere sulla questione.

  3. Caro Antonio,
    conosco molto bene il tuo impegno riguardo questa questione e l’ho sempre apprezzato. Anche io non conoscevo l’iniziativa intrapresa da questo nuovo gruppo nato da poco. Personalmente, ho firmato con piacere. Questo mio post è un semplice sfogo finale nei confronti di una catastrofe ormai prossima (si dice che a breve si ridarà inizio ai lavori, spero siano solo voci). Ti informo che ieri sera (venerdi) sono stato invitato dalla locale sezione del PD per studiare insieme ad altri tecnici la situazione reale dello stato di fatto. Da una prima analisi sembra che essi vogliano coinvolgere anche RC e gli altri partiti di opposizione per provare qualche ultimo tentativo per “Salvare il salvabile” nel vero senso della parola. Appena saprò di iniziative, mi impegno ad informarti personalmente per fare in modo di essere quanto più compatti possibile ognuno nella propria singolarità o associazione o gruppo che sia. Ti saluto e ti invito (anche se sono sicuro non lo faresti comunque) a non abbassare la guardia per nessun motivo. E’ una battaglia che ci nobilita a prescindere, vista l’importanza del risultato.

  4. Caro Francesco,
    ovvio che la mia critica non era rivolta a te.
    Ho salutato con immenso piacere l’iniziativa intrapresa con la raccolta delle firme dei cittadini.Ho sempre auspicato ciò,i miei articolo su PUPIA lo testimoniano.
    Parafrasando il titolo di un libro di Salvatore Settis quella per la difesa dei beni culturali è, e dev’essere ,una “battaglia senza eroi” perchè le lotte per la cultura e per la bellezza appartengono tutti i cittadini che non si arrendono di fronte all’assalto dei “senza etica” e di chi in nome del profitto violenta l’anima della civiltà.
    Sarò con voi per passione e utopia!
    saluti a presto

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