Rogo al Castello di Moncalieri, danni per milioni

FONTE: Ansa.it

TORINO – Ammonta a circa 10 milioni di euro la stima dei danni del rogo al Castello di Moncalieri. Lo hanno detto gli esperti della Soprintendenza che sono intervenuti sul posto. I danni quantificati sono quelli relativi alla ricostruzione dell’impiantistica, delle sale, del consolidamento del torrione della parte artistica.

L’incendio è divampato stamattina attorno alle 5 in un torrione del maestoso Castello, patrimonio dell’Unesco che affonda le sue radici ancor prima del XIV secolo. Le fiamme sono state circoscritte al terzo e quarto piano, ma in tarda mattina uno dei focolai ne ha sviluppate altre che  hanno interessato il secondo piano. E’ qui che erano conservati gli appartamenti reali, luoghi storici come la stanza del Proclama di Moncalieri. Nessuna vittima né ustionati.

Il pezzo più importante che è andato bruciato è il proclama originale firmato da Vittorio Emanuele II e Massimo D’Azeglio del 1849. Si trovata appeso a una parte nella sala del Proclama. Anche il letto di Vittorio Emanuele II, da poco restaurato, è andato quasi distrutto. Complessivamente sono cinque le stanze gravemente coinvolte nell’incendio al secondo piano degli appartamenti reali: la sala del proclama, degli Specchi, la camera da letto di Maria Adelaide, quella di Vittorio Emanuele e quella degli armadi. Sono stati salvati, oltre a numerosi quadri e suppellettili antiche, un vaso di Meissen di Sassonia, chiamato vaso di palle di neve di Maria Adelaide, pezzo unico al mondo e un pregadio, anch’esso di Maria Adelaide, con due icone laterali e un crocifisso.

PM SEQUESTRA TORRIONE, NO DOLO

TORINO  – Il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha disposto il sequestro del torrione sudest del castello di Moncalieri, colpito dal rogo, e il materiale relativo ai lavori del cantiere. Nel mirino, in particolare, le misure di sicurezza predisposte per lo svolgimento delle opere. Tre sono le ditte coinvolte nei lavori: la Sicer di Biella, che ha vinto l’appalto e in subappalto la Scotta Impianti di Cavallermaggiore (Cuneo) e l’artigiano Alessandro Avanzo. “Non possiamo ancora dire nulla sulle cause – ha spiegato Guariniello al termine del sopralluogo – ma il dolo è escluso. Cercheremo di capire che cosa è successo attraverso i lavori dei consulenti, dei vigili del fuoco e dei carabinieri”. Le indagini sono state affidate al reparto operativo del comando provinciale in collaborazione con la Compagnia di Moncalieri. Secondo il responsabile della sicurezza del cantiere, Emanuele Giletti, era staccato il quadro elettrico che si trova in una zona non interessata dall’incendio. Erano in corso lavori di rafforzamento delle strutture in muratura

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