La ‘Nuvola’ di Fuksas riprende a volare


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Sarà una delle opere più spettacolari dell’architettura contemporanea e il fulcro del nuovo Centro Congressi di Roma. La “Nuvola” di Massimiliano Fuksas, sorgerà su un’area di circa 27 mila metri quadrati, di proprietà di Eur Spa, nel cuore del quartiere Eur.
Dopo alcuni problemi di carattere amministrativo che ne avevano messo a rischio la realizzazione ora la Nuvola ha ripreso a volare e, salvo imprevisti, verrà inaugurata nel 2010. Una piccola nuvola per entrare, non solo virtualmente, nel grandioso Nuovo Centro Congressi ideato dall’architetto Massimiliano Fuksas.
La struttura sarà costituita da una membrana di materiale innovativo che ‘galleggerà’ in una teca di acciaio e vetro alta 39 metri, larga 75 e lunga 198, e sarà destinata a coprire il forum di collegamento orizzontale dei vari spazi congressuali e a unire il tutto con l’auditorium.
La struttura si presenta come un grande contenitore traslucido, sui cui lati trasversali si sviluppano due piazze aperte al quartiere e alla città: una di esse dialoga direttamente con il quartiere e si potrà percorrere da viale Europa a viale Shakespeare; la seconda, spazio modulabile a piacere con strutture mobili, accoglierà e veicolerà i convegnisti nelle varie sale del centro.
All’interno dell’involucro, una struttura in acciaio e teflon costituisce la vera e propria ‘nuvola’: una superficie di 10.000 metri quadri sulla quale si svilupperà un auditorium e verranno distribuite sale riunioni. Il Centro, inoltre, sarà dotato di caffé, ristoranti, spazi per i foyer, per uno spazio complessivo di 15.000 metri quadri. Massimiliano Fuksas torna dunque in Italia, e proprio nella sua città, con un progetto di ampio respiro destinato a lasciare un segno importante nella Capitale. Una Roma che, dopo l’Auditorium di Renzo Piano, i progetti di Zaha Adid, quelli di Odile Decq e di tanti altri, torna ad essere uno dei punti di riferimento, nel panorama architettonico internazionale.  

“Bartolomeo Fiorillo Architetto”

Emergenza rifiuti: Ecco la mia soluzione in tre mosse (poco strategiche)


Seguendo un po’ quanto riportato dalla stampa, le varie trasmissioni ed inchieste, la miriade di informazioni che circolano sul web, ho tratto le mie conclusioni circa il problema rifiuti in Campania. Ho osservato che la stampa ufficiale, come anche le istituzioni tendono a mostrarci, quale unica soluzione al problema, quella dell’incenerimento come se il problema centrale fosse quello prodotto dai rifiuti Solidi Urbani.

Voglio invece partire da un preciso inquadramento del problema.

 

Innanzitutto va messo subito in chiaro un particolare importante e fondamentale, che cioè, il problema non ha una sola faccia che è quella che finisce sui giornali e nei telegiornali, sulla quale si continua a discutere e dibattere, costituita dai rifiuti solidi urbani che sono ammassati per le strade della Campania. Il problema è duplice. E ciò che è peggio è che la parte di cui si parla pochissimo è la reale causa di tanta emergenza per molti versi voluta e ricercata. Sto parlando della immane quantità di rifiuti tossici sversati in discariche abusive e legali. Disseminate un po’ ovunque. Problema di cui, fino a poche settimane fa sembrava esserne cosciente solamente la popolazione locale, in parte perché a conoscenza dei fatti, ed in larga parte perché allarmata dalle inevitabili conseguenze di malattie mortali che continuano a verificarsi con sempre maggiore intensità proprio nei luoghi in cui più dure sono state le proteste.

Questo è il reale dramma, questa è la vera emergenza a cui lo Stato (e nessun altro) deve porre rimedio. E’ da questo punto di vista che il potere politico e quello giudiziario devono fornire concrete risposte a quella parte di popolazione che nonostante tutto, ha continuato ad amare la propria terra, che si è prodigata nel disperato tentativo di costruire un futuro per se e Continua a leggere