Emergenza Rifiuti: Riflessioni sul tema 1

Leggendo l’articolo che segue (fondo pagina), mi è sorta una domanda: “Le Università Italiane, servono realmente a formare dei veri e propri professionisti nelle varie materie di studio, o sono dei semplici centri di parcheggio per giovani studenti, utili solo a ritardare l’inserimento, all’interno delle statistiche, di nuovi disoccupati?”. Infatti, la realtà ci dimostra quotidianamente che determinati problemi (anche quelli di spessore internazionale come il caso dei rifiuti Campani) non vengono affrontati secondo precisi interventi dettati da progetti realizzati da professionisti del settore che hanno prima studiato la questione, ma sono frutto dell’esatto opposto. Cioè il politico di turno (il cui unico obbiettivo è quello di crearsi consensi attirando incentivi statali e privati da distribuire sul territorio), si accaparra una parte del problema, offrendo il proprio territorio come strumento per la soluzione all’emergenza in corso. Solo in questa seconda fase, rientra il compito degli “esperti”, i quali sono chiamati, non tanto a studiare, approfondire e proporre le giuste soluzioni, quanto semplicemente a trovare le motivazioni più appropriate che giustifichino l’opportunità di realizzare tali interventi preconfezionati, in determinati posti a determinate condizioni.

Quasi come a dire o “questo” o “niente”.

Dove “QUESTO” dovrebbe rappresentare il progresso, le fantomatiche prospettive di crescita, insomma tutte quelle favole che continuiamo a lasciarci raccontare e che ci hanno condotto esattamente dove siamo adesso.

Allora se fosse possibile scegliere, personalmente sceglierei il “NIENTE”, che equivarrebbe a dire “riprendiamoci il nostro territorio, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo per noi ed i nostri figli”. Ma purtroppo tale possibilità ci è praticamente negata. Qui non esiste la Democrazia, quella vera. Quella che ti da la possibilità di scegliere, quale tuo rappresentante tra i banchi del potere, il MIGLIORE.

Siamo, invece oppressi dal peso schiacciante (sotto tutti i punti di vista) di una finta democrazia che ti lascia, come unica possibilità, la scelta di lasciarci sbranare dai cani di “Scilla” o farti inghiottire dai vortici di “Cariddi”.

Ecco l’articolo:

SAn Salvatore Telesino(Bn)-Dissociatore Molecolare e Ossidoriduzione «

3 thoughts on “Emergenza Rifiuti: Riflessioni sul tema 1

  1. il problema rifiuti in campania non è risolvibile in tempi brevi;
    i politici hanno usato il settore per creare falsa occupazione.
    In altre parole, si sono create ad arte le condizioni per stipendiare diverse migliaia di nullafacenti.
    1 spazzino milanese = 25 spazzini napoletani
    Problema: risoluzione emergenza rifiuti
    Testo: trovare la tecnologia che riesca a smaltire i rifiuti, che sia adatta a sistemare le migliaia di nullafacenti e travare un imprenditore che da tale sistema tragga un profitto.
    Soluzione del problema: inesistente a meno che l’imprenditore non sia lo Stato.
    Ciò significa che quando in Campania un imprenditore paga l’irap paga anche questi nullafacenti. Ma andatevene al quel paese Komunisti del ca…..o!!!!

  2. L’amico “realista” pare che faccia retorica su punti esterni al problema, dato che il problema, e questo è un segreto veramente molto pubblico, è di competenza delle associazioni a delinquere. I due punti che hai toccato, Francesco, sono secondo me molto importanti: l’offerta formativa universitaria, di cui mi sto ancora facendo carico (?), è del tutto inadeguata a proporre spunti di riflessione sui problemi attuali e concreti, che comunque sarebbero veramente stimolanti. Di contro, come ogni buon studente, ognuno avrebbe il compito di studiare anche fuori dal proprio corso di studi. Ma la cosa diventa difficile quando si viene massacrati di esami che non preparano ad alcuna realtà, tenuti da professori incompetenti, senza passione, senza sforzo. E poi è vero, la democrazia non esiste, oppure è un falso mito. Carmelo Bene in fondo aveva (ha) ragione.

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