Legge di riforma delle professioni

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Adottata la proposta base governativa.

Le Commissioni Giustizia e Attività produttive della Camera hanno adottato, con apposita votazione e come testo base, la proposta di testo unificato presentata dai relatori Chicchi e Mantini.

Le Commissioni riunite proseguiranno quindi l’esame del provvedimento non tenendo conto che in data 5 gennaio 2008, e` stata assegnata alle Commissioni riunite, in sede referente, la proposta di legge C. 3277 d’iniziativa popolare: “Riforma dell’ordinamento delle professioni intellettuali”.

Nella stessa seduta del 15 gennaio scorso, dure sono state le critiche alla proposta del deputato Giuseppe CHICCHI, relatore per la X Commissione, che – ritenendo il testo di iniziativa parlamentare un utile contributo al proseguimento dei lavori- ha proposto il proseguimento dei lavori solo con la fissazione di un termine per la presentazione degli emendamenti.

La deputata Maria Grazia Siliquini (AN) ha ritenuto opportuno evidenziare che le proposte contenute nella proposta di testo base dei relatori, onorevoli Chicchi e Mantini, “non sono assolutamente convincenti, perchè il testo, se da una parte avanza alcune proposte irricevibili, dall’altra contiene vere e proprie “trappole”, cioè proposte apparentemente positive che, pero` , prospettano in realta` scenari negativi per tutte le professioni intellettuali italiane”.

La Siliquini ha sottolineato anche che lo stesso Governo e, “segnatamente, il sottosegretario Luigi Scotti, nelle sedute dell’8 novembre e dell’11 dicembre scorsi abbia affermato piu` volte che vi sono dei punti “non chiari”.

Pertanto sarebbe stato più opportuno “effettuare precisazioni” anche perchè, ha dichiarato la Siliquini, “il testo della riforma dei relatori di maggioranza andrebbe riscritto in piu` parti, poiche´ e` criticabile sia nel merito sia negli strumenti individuati”: questo è quanto tristemente emerge, nella sostanza, dalle parole del sottosegretario Scotti, che sono agli atti delle commissioni riunite.

Analogamente, i rappresentanti dei professionisti italiani, tramite il Comitato Unitario Professioni, hanno già dichiarato che la proposta di testo base deve essere “profondamente modificata e rivista”, se non del tutto “bocciata“.

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