Casa in vendita a prezzo triplo

FONTE: La Stampa.it 

Grugliasco, alloggio in edilizia convenzionata proposto a 250 mila euro

CLAUDIO LAUGERI

GRUGLIASCO (TORINO)
immobiliareAlloggio in edilizia convenzionata. Prezzo vincolato: 73 mila euro. Prezzo di vendita tramite agenzia: 250 mila, al termine di una trattativa partita da 293 mila. «Siamo stati ingannati» sostiene Barbara Simula, 32 anni, che per l’acquisto si era rivolta ad Alessandro Iocola, dell’agenzia Gabetti di Grugliasco. La compravendita è sfumata, ma la giovane e il marito (Mirko Nigra, 34 anni) ci hanno rimesso i 20 mila euro di caparra e i 9 mila di commissione, pagati al momento della firma del preliminare di vendita.

La giovane e il marito si sono rivolti agli avvocati Elena Banin e Antonella Trebisacce, che hanno inoltrato un esposto alla procura. Il pm Cristina Bianconi ha deciso di iscrivere nel registro degli indagati i nomi di Iocola e del proprietario dell’alloggio (Francesco Rotino). Il reato ipotizzato è truffa. Il magistrato ha affidato le indagini ai finanzieri del Gruppo Torino, coordinati dal capitano Mauro Masala e dal tenente Gaetano Petrizzo. Attraverso un portavoce, la Gabetti annuncia «verifiche interne per chiarire la questione. In caso di anomalie addebitabili al nostro personale, non avremo remore a rimborsare ai clienti la commissione».

Tutto incomincia nella primavera del 2006. Barbara e Mirko cercano casa. Presto avranno un figlio e cercano un alloggio con una camera in più rispetto a quello dove vivono. Lei è impiegata in un’agenzia di assicurazioni, lui lavora nell’indotto dell’auto. Riescono a mettere insieme qualche decina di migliaia di euro, il resto contano di ottenerlo con un mutuo. Centotrenta metri, prezzo di partenza di 293 mila euro portato da venditore e mediatore a 250. Proposta accettata.

A giugno, i due giovani, l’agente immobiliare e il proprietario dell’alloggio si ritrovano negli uffici della Gabetti, a Grugliasco. I primi dubbi spuntano quando Iocola legge il preliminare di vendita, con la citazione delle convenzioni con il Comune. «L’agente ha spiegato che riguardavano il vincolo a non rivendere prima di una certa data» spiegano gli avvocati Banin e Trebisacce. La realtà è un po’ diversa. Quelle clausole riguardavano l’obbligo a vendere l’alloggio a prezzo da edilizia convenzionata. «Ma nessuno ce lo ha spiegato» racconta Barbara.

I primi dubbi arrivano a novembre, quando il notaio scelto per la stipula dell’atto (V. G.) spiega a Mirko che «doveva fare due mutui, uno da 73 mila euro (cifra d’acquisto come edilizia convenzionata, ndr) e un altro non vincolato all’acquisto della casa», spiegano Trebisacce e Banin. «Non è così, ho soltanto spiegato che il prezzo era quello previsto dalla legge per l’edilizia convenzionata. Non un centesimo di più, qualsiasi eccedenza era fuorilegge. Questo ho detto» sostiene il notaio.

L’epilogo avviene a dicembre: Rotino vende la casa a un altro acquirente, prima ancora che scada il termine previsto (il 21 gennaio) per la compravendita programmata con i coniugi Nigra. E il prezzo è di 73 mila euro, come prevedono i vincoli per l’edilizia convenzionata. Mirko e Barbara sono stati costretti a vivere in affitto e a pagare un deposito per i mobili per un anno. Poi, hanno comprato casa. Più piccola. E con un’altra agenzia.

4 thoughts on “Casa in vendita a prezzo triplo

  1. A noi è andata peggio poichè oltre al prezzo aumentato rispetto alla conevcnzione,la ditta BIDOLI di Udine ci ha fatto trovare un pignoramento sui medesimi appartamenti per un’azione esecutiva cagionata per debiti della stessa nei confronti di una banca che aveva una ipoteca di primo grado sul terreno ,inoltre la stessa ditta è in procinto di fallire in ragione poi che operava in trust d’impresa con una omonima società già dichiarata fallita.
    Per farla breve
    l’imprenditore ha incassato milioni di euro dalla banca,milioni di euro dalla regione,milioni di euro da noi compratori per delle abitazioni che vanno all’asta!
    addirittura ci sono stati atti di rogito notarile con accollo del mutuo per debiti della impresa costruttrice estranei alla compravendita con clausola di svincolo puntualmente inadempiuta senza che vi fosse alcuna garanzia patrimoniale fideiussoria o di terzo in favore della parte acquirente!
    sono a vostra disposizione per qualsivoglia chiarimento
    mauro chirizzi comitato magnolie udine
    3281961313

  2. non sono per niente daccordo. sul sito UPPI sembra che qualche mese fa un immobile sia stato rivalutato con un nulla osta del comune, poichè è abbastanza palese che chi vende un immobile sottostimato (problema euro, problema della speculazione che fa rincarare gli immbobili in edilizia libera e problema di adeguamento istat a costo reale) si trova a rimetterci e non di poco. Infatti oggi, come sempre, un immobile in ed conv costerebbe dai 1800 ai 1900 €/mq in grugliasco rispetto ai 2300/2500 in libera e signorile. .. mentre l’alloggio da 73 oggi sulle 250/280 in libera e forse se fosse in convenzionata ai prezzi e condizioni attuali sarebbe costato e valutato in atto, facendo la stessa proporzione, 190/240. Quindi chi acquisterebbe l’immobile a 73 come vuole la legge, lo potrebbe rivendere per una scadenza al 2019 o 2020 a 280 + questi 10 anni in cui il mercato in 1 cintura sarà enormenmente rivalutato.
    La domanda è: è corretto che chi vende la casa da 73 debba perdere quindi .. e regalare.. più di 200mila euro? e se magari sta cercando solo una casa più grande perchè magari la figlia è più grande, ed è in prima casa, è corretto parlare di frode se sappiamo tutti molto bene che con quei 73 non si può comprare ad oggi neanche un box auto in torino?
    non è giusto quindi che l’atto sia stato stipulato dal comune con il riscatto e in quella sede non abbia provveduto ad una vera rivalutazione, poichè il comune avrebbe dovuto chiedere probabilmente un costo a tutti i proprietari dello stabile, e si sa, oltre ad intascare nero da cooperative in fase di costruzione in fase di riscatto del diritto di superficie e definizione del prezo di vendita in convenzione preferisca fare bella figura, non chiedere denaro ai proprietari e lasciarli poi in brache di tela, inchiodati per 30 anni in un immobile che non ha valore.
    questa.. non è truffa?

  3. Chi compra una casa ad edilizia convenzionata deve accollarsi anche gli oneri, senza poi ricorrere a truffe per lucrarci sopra: la si paga meno perché è un’iniziativa del comune per far avere una casa a chi è meno abbiente, ma non è da considerarsi un investimento (perlomeno a breve termine), per poi lamentarsi se la si deve tenere per molti anni.
    Si può contestare la rivalutazione dovuta all’inflazione, sicuramente più bassa rispetto alla rivalutazione dell’edilizia libera. Ma anche qui va considerato che l’edilizia libera è un investimento e come tale è giusto che un boom del mercato possa la possa rivalutare, mentre non è giusto che non abbia lo stesso riflesso sulla convenzionata.

  4. Per Ugo!
    Ti faccio presente che la fattispecie da me indicata è stata ritenuta RILEVANTE SOTTO IL PROFILO PENALE CON IMPUTAZIONE PER L’IMPRESARIO DI TRUFFA AGGRAVATA!!!
    non si puo’ utilizzare gli appartamenti destinati alla edilizia convenzionata come garanzia alle banche per prestiti che non si intendono pagare apponendo delle ipoteche estranee!!!
    ..non è truffa SEMPLICE ..MA TRUFFA AGGRAVATA!!!

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