Hong Kong, la città alveare!

Affascinante e sconvolgente, eccitante ed inquietante, Hong Kong non può che rappresentare il massimo esempio della metropoli asiatica contemporanea, una città verticale, dove la massima densità è la regola, il sovraffollamento una realtà con cui fare i conti ogni giorno.Un scintillante sogno (o incubo) fantascientifico, dove le visioni di Philip K. Dick sembrano essere divenute realtà. Ma anche una città laboratorio, un porto affacciato sul futuro in cui si vive l’incontro/scontro tra differenti culture e sistemi economici ed in cui la Cina cerca la propria via allo sviluppo.

Ecco quindi che la città ha affrontato i limiti di spazio naturali dell’ambiente in cui è sorta nell’unico modo possibile, puntando in alto. Ad Hong Kong si può vivere senza scendere mai in strada, dato che la città è ricca di scale mobili sopraelevate e di walkways che collegano direttamente i piani alti dei diversi palazzi.

La città degli ottomila grattacieli tuttavia non appare caotica e confusa, ma assolutamente organizzata ed efficiente. Ad Hong Kong manca spazio, ma scavando, sbancando, ripianando e compattando, la costa è diventata edificabile.

Più che mai oggi Hong Kong è una striscia di costa che forma una città lineare, quasi senza interruzioni, forse la sola città al mondo senza suburbi fatti di villette, giardinetti e garage. Ma nonostante l’altissima densità di abitanti (6250 per kmq, 80% di aree verdi) ci troviamo di fronte ad una città assolutamente ecologica: merito dell’efficientissimo trasporto pubblico che riduce al minimo l’utilizzo dell’automobile.

Hong Kong appare quindi oggi come la punta avanzata dell’esperimento di incontro tra la Cina e l’economia globale. Una città in continua espansione grazie alle nove New Town realizzate a partire dal ’73. Queste nuove città costruite dal nulla hanno cambiato la geografia della popolazione sul territorio: soltanto il 20% vive sull’isola di Hong Kong, il 40% è a Kowloon e il 40% nei Nuovi Territori.

Hong Kong pare quindi capace di vincere la sfida della riunificazione con la Cina, mantenendo il suo ruolo di ponte commerciale obbligato per l’Europa e il Pacifico, soprattutto oggi che l’entroterra del Pearl River Delta si presenta come una realtà industriale di primo livello mondiale, con oltre sessanta milioni di abitanti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.