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Archive for 24 novembre 2007


Domenica 25 novembre 2007 alle ore 10.30 in Palazzo Marigliano alla via S.Biagio dei Librai 39, presso il Teatro Tinta di Rosso, si riuniranno le Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d´Italia per discutere il seguente tema:
“Il borgo medievale di Casapuzzano, nel comune di Orta di Atella: l´abusivismo edilizio minaccia il territorio e il patrimonio culturale della Campania”
Relazioneranno: Antonio d’Agostino, presidente associazione socio culturale “Periferica” Sant´Antimo, Massimo Barone, dirigente di Rifondazione Comunista sez. di Orta di Atella. L´on Arturo Scotto, deputato di Sinistra democratica e Antonio Pascale, presidente Legambiente Succivo Presiede Aldo De Chiara, Procuratore Aggiunto presso il tribunale di Napoli.

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Nei primi anni del secolo scorso i futuristi celebravano la velocità, la forza, il movimento portati dalla rivoluzione industriale ed alcuni dei loro concetti hanno influenzato profondamente l’architettura dei decenni successivi. Ma neppure il futurista più visionario avrebbe potuto prevedere il ritorno del nomadismo sotto nuove vesti.Alcune tendenze degli ultimi anni stanno però minando l’equazione architettura uguale staticità. Si tratta di un terreno vago e non ben definibile in cui si collocano fenomeni che stanno a metà strada tra l’abitare e il viaggiare. Senza dubbio una zona nebulosa e non ben definita, ma intrigante e ricca di spunti di riflessione.

Case-cubo portatili che sembrano delle navicelle spaziali, mini-abitazioni prefabbricate usa e getta, tende da viaggio dotate di ogni comfort, intere città formate da grandi camper, affascinanti casette da giardino in legno perfettamente abitabili.L’architettura mobile ha i suoi profeti ed adepti.

Il designer tedesco Nils Moormann ha realizzato il provocatorio ed affascinante Walden, una sorta di mini casa da giardino. Si tratta di una struttura in legno facilmente trasportabile dotata di ricovero per gli attrezzi, lavandino, barbecue e letto. Ideale per la vita tra i boschi o immersi nel verde.

E se quello di Moormann appare più che altro come un utopico progetto di ritorno alla natura sono molti i designer che si interrogano seriamente sulla possibilità di costruire case piccole, trasportabili a basso consumo e basso impatto ambientale.

Dedicata ai ‘nomadi metropolitani’ è la proposta del celebre designer berlinese Werner Aisslinger: il Loftcube. Una cellula abitativa di 7,25 per 7,25 metri e un’altezza di 3,50, le quattro pareti esterne possono essere personalizzate, così come quelle interne. Gli interni sono costituiti da pannelli mobili e componibili che dividono lo spazio in zona notte e giorno, bagno e cucina. L’assemblaggio è semplice e secondo i piani dell’autore il cubo andrebbe posizionato sopra palazzi preesistenti.

Grazie alle soluzioni innovative che vengono dell’industria aeronautica e militare e alle nuove tecnologie la casa modello iPod, compatta, mobile e sostenibile, potrebbe rappresentare il futuro, specialmente in un mondo in cui i giovani, ma non solo, sono sempre più ‘nomadi’.

Nils Moormann
Loftcube project

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Forme sinuose e materiali morbidi, oggetti ergonomici ed avvolgenti, architetture che si richiamano alla fantasia e all’armonia della natura: molto spesso designers, artisti e progettisti trovano nella ‘genialità’ della Natura l’ispirazione per il proprio lavoro.Il “soft design” o “design organico” è ormai la tendenza dominante del design contemporaneo. Molte delle idee più innovative degli ultimi anni sembrano scaturire dallo studio della natura e dal desiderio di rispondere, con immediatezza ed efficacia, alle esigenze concrete delle persone: confort, versatilità, affidabilità, naturalezza.E proprio alla Natura è dedicata una originale mostra presso “The Museum für Gestaltung Zürich” che presenta una selezione di oggetti e progetti di design che non solo hanno un forte legame con la Natura ma che la assumono quale punto di partenza fondamentale, per innovare e creare nuove modalità di relazione tra essa e l’uomo.

Il concetto che sta alla base dell’esposizione è l’osservazione della natura come fonte di ispirazione per il designer, che ne osserva le forme, i cicli e le strutture, per applicarli nell’architettura, nel product design e nella grafica.

Tra i nomi di spicco presenti all’evento ci sono, tra gli altri, i fratelli Ronan & Erwan Bouroullec, Zaha Hadid, Herzog & de Meuron, Ross Lovegrove, Wieki Somers and Lars Spuybroek. In aggiunta a ciò, sono presenti anche delle speciali installazioni che si trovano nella hall e negli spazi esterni del museo e sviluppati per l’occasione da Werner Aisslinger e Günther Vogt, progettisti con delle specifiche prospettive in tema di “Nature Design“.

Nature Design – From Inspiration to Innovation
10.8-2.12.2007, Museum für Gestaltung
Ausstellungsstrasse 60, Postfach, CH-8031 Zurich

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Nel 2008 Torino sarà la prima world design capital. Si tratta di un’investitura targata Icsid (International council of societies of industrial design): ogni due anni verrà scelta una città del mondo che punti fortemente sul design come fattore di crescita economica, sociale e culturale.Icsid rappresenta 52 paesi di tutti i continenti e riunisce le organizzazioni professionali, gli organismi di formazione, gli enti non governativi, le imprese private, i professionisti e le istituzioni che si prefiggono di contribuire alla diffusione del design come disciplina utile allo sviluppo sostenibile.

Il Calendario delle attività di Torino 2008 World Design Capital si estende da novembre 2007 a dicembre 2008. Un intero anno di eventi, convegni, workshop, mostre sul design faranno quindi del capoluogo piemontese la meta internazionale del 2008 per professionisti e appassionati di design, grafica, architettura.

La nomina dell’Icisid ha riconosciuto a Torino la volontà progettuale di rinnovare sé stessa attraverso un legame profondo con la ricerca e la creatività, oltre a solide tradizioni e diffuse competenze nel campo del design.

A ciascun mese della programmazione corrisponde un tema, un punto di vista particolare sul design, sull’architettura, sulla grafica. La sfida è ambiziosa: saldare il nome di Torino con il design piemontese e nazionale, in tutte le sue declinazioni, utilizzando le eccellenze sul territorio come trampolino di lancio verso nuove forme di ricerca e di successo internazionale. Non solo, l’appuntamento permetterà di creare nella capitale piemontese un “Design Center” ispirato a quelli presenti in alcune grandi capitali europee, pensato come una struttura permanente destinata a sopravvivere al 2008.

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La mostra Parallel Nippon, realizzata congiuntamente da AIJ (Architectural Institute of Japan) e Japan Foundation, riunisce una selezione di 110 opere architettoniche giapponesi realizzate negli ultimi dieci anni (1996 – 2006), allo scopo di evidenziare l’evoluzione socioculturale del Giappone contemporaneo.La mostra copre quindi gli anni di transizione dall’era della “bolla speculativa” a quella del “dopo bolla” e vuole presentare con pannelli fotografici lo scenario dell’architettura giapponese caratterizzato dal design raffinato che risponde alle esigenze della nuova epoca.

Il percorso espositivo è impostato sul tema del “confronto” tra le metropoli in espansione e la provincia afflitta da scarsa natalità e minore densità di popolazione, tra le grandi istituzioni culturali di respiro mondiale e le piccole infrastrutture locali per l’infanzia e la terza età, e altro.

Ascrivendo le tematiche sociali alle categorie di città, stile di vita e cultura, le immagini intendono mostrare nel dettaglio come l’evoluzione dell’architettura nell’ultima decade abbia contribuito allo sviluppo della societa’.

Gli impianti sono stati divisi in sette categorie. Verranno prese in considerazione quindi le metropoli, le città medie, il rapporto tra città e villaggi, la periferia, la riconquista della terra, la campagna e le nuove aree disponibili.

Per 10 anni a partire dall’aprile 2007 questa mostra itinerante toccherà numerosi paesi per presentare al mondo la cultura artistica del Giappone.
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Parallel Nippon
Istituto Giapponese di Cultura
via Antonio Gramsci 74 00197 Roma
Ingresso libero
tel 06 3224754 / 94

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Affascinante e sconvolgente, eccitante ed inquietante, Hong Kong non può che rappresentare il massimo esempio della metropoli asiatica contemporanea, una città verticale, dove la massima densità è la regola, il sovraffollamento una realtà con cui fare i conti ogni giorno.Un scintillante sogno (o incubo) fantascientifico, dove le visioni di Philip K. Dick sembrano essere divenute realtà. Ma anche una città laboratorio, un porto affacciato sul futuro in cui si vive l’incontro/scontro tra differenti culture e sistemi economici ed in cui la Cina cerca la propria via allo sviluppo.

Ecco quindi che la città ha affrontato i limiti di spazio naturali dell’ambiente in cui è sorta nell’unico modo possibile, puntando in alto. Ad Hong Kong si può vivere senza scendere mai in strada, dato che la città è ricca di scale mobili sopraelevate e di walkways che collegano direttamente i piani alti dei diversi palazzi.

La città degli ottomila grattacieli tuttavia non appare caotica e confusa, ma assolutamente organizzata ed efficiente. Ad Hong Kong manca spazio, ma scavando, sbancando, ripianando e compattando, la costa è diventata edificabile.

Più che mai oggi Hong Kong è una striscia di costa che forma una città lineare, quasi senza interruzioni, forse la sola città al mondo senza suburbi fatti di villette, giardinetti e garage. Ma nonostante l’altissima densità di abitanti (6250 per kmq, 80% di aree verdi) ci troviamo di fronte ad una città assolutamente ecologica: merito dell’efficientissimo trasporto pubblico che riduce al minimo l’utilizzo dell’automobile.

Hong Kong appare quindi oggi come la punta avanzata dell’esperimento di incontro tra la Cina e l’economia globale. Una città in continua espansione grazie alle nove New Town realizzate a partire dal ’73. Queste nuove città costruite dal nulla hanno cambiato la geografia della popolazione sul territorio: soltanto il 20% vive sull’isola di Hong Kong, il 40% è a Kowloon e il 40% nei Nuovi Territori.

Hong Kong pare quindi capace di vincere la sfida della riunificazione con la Cina, mantenendo il suo ruolo di ponte commerciale obbligato per l’Europa e il Pacifico, soprattutto oggi che l’entroterra del Pearl River Delta si presenta come una realtà industriale di primo livello mondiale, con oltre sessanta milioni di abitanti.

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