Finanziaria,abolizione Stretto Messina costa 4-500 mln-Di Pietro

FONTE: Reuters Italia

ponte messinaROMA, 19 ottobre (Reuters) – L’emendamento approvato ieri in commissione Bilancio al Senato al decreto legge collegato alla Finanziaria che prevede la soppressione della Società Stretto di Messina costerà complessivamente allo Stato, fra bilanci della società e penali, circa 4-500 milioni.

Lo ha detto oggi a Napoli il ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro, come confermato da un portavoce.

L’emendamento è fra quelli presentati al decreto dal relatore di maggioranza, il verde Natale Ripamonti, e prevede – oltre all’abolizione della società, l’istituzione di un’autorità che vigili sull’area.

“Sono stati persi 400-500 milioni di euro. Abbiamo fatto una furbizia”, ha detto ironicamente Di Pietro.

Già nelle scorse settimane Di Pietro aveva sostenuto la tesi che sopprimere la società non fa cadere automaticamente i rischi di possibili pendenze, perché invece dell’amministratore sarebbe il liquidatore a dover pagare le penali per la mancata realizzazione dell’opera.

Oggi Di Pietro ha detto che alla società Stretto di Messina sono già andati 150 milioni per il progetto preliminare del ponte e la realizzazione di tre gare.

“I vincitori di queste gare avranno stanotte brindato a champagne visto che senza spostare un muratore né una cazzuola di cemento intascano un guadagno del 10% per violazione contrattuale e senza pagarci nemmeno le tasse”, ha aggiunto spiegando che la penale è di circa 300 milioni.

Il contratto per il Ponte sullo Stretto è stato aggiudicato dalla società Impregilo (IPGI.MI: Quotazione, Profilo) che dal 2006 l’ha iscritto nel proprio portafoglio ordini per un valore di 1,7 miliardi.

“L’Italia dei Valori ha espresso contrarietà rispetto a questa soluzione che impone una spesa enorme per il risarcimento del danno alle imprese vincitrici delle gare raggiungendo un obiettivo che era già stato raggiunto, quello di non fare il ponte sullo Stretto. Ci sembrava migliore la soluzione da noi proposta che manteneva l’impegno a non realizzare il ponte senza però spendere una lira e anzi indirizzando le risorse destinate a questa opera per altri interventi nelle stesse regioni, la statale Jonica, la realizzazione di tre tratte metropolitane a Palermo, Catania e Messina, l’autostrada per Agrigento”, ha aggiunto il ministro.

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