Rosignano, il regolamento urbanistico premia l´edifico di qualità

 FONTE: Greenreport.it

desertificazioneROSIGNANO (Livorno). Incentivi economici e incentivi urbanistici sono gli strumenti introdotti nella bozza del nuovo regolamento urbanistico del Comune di Rosignano Marittimo per favorire l’edilizia sostenibile, regolamento che è stato presentato sabato scorso nel corso di Energeticamente, la mostra convegno sul tema del risparmio energetico.

Se il testo del regolamento del comune di Rosignano rimarrà invariato nel corso della sua formazione, gli imprenditori edili che rispetteranno nella costruzione i parametri del risparmio energetico, la qualità ecocompatibile dei materiali e delle tecnologie costruttive utilizzate, nonché dei requisiti di accessibilità e visitabilità degli edifici pubblici, potranno godere della riduzione fino al 70% dei contributi dovuti al Comune.

Gli oneri sono dovuti a titolo di partecipazione alle spese che i comuni sostengono per l’urbanizzazione secondaria cioè di quelli che concorrono alla realizzazione di scuole e asili, chiese, centri civici, parchi urbani, impianti sportivi, parcheggi pubblici.
Gli operatori edili potranno anche costruire un po’ di più se costruiranno sostenibile: potranno godere di un incremento fino al 10% della superficie utile per gli interventi di nuova edificazione, di ristrutturazione e di sostituzione.

«Dei comuni Toscani alle prese con la rielaborazione del Regolamento edilizio quasi nessuno ha previsto la riduzione degli oneri di urbanizzazione, mentre quasi tutti si sono indirizzati verso i premi volumetrici» ha ricordato l’architetto Pietro Novelli, responsabile alla sostenibilità dello sviluppo locale della Regione Toscana nel suo intervento del giorno precedente.
Il Comune di Rosignano è quindi uno di pochi che ha scelto di adottare entrambe gli strumenti previsti dalla legge regionale sul governo del territorio (L.r. 1/05).

La legge dedica un intero capo all’edilizia sostenibile, fornisce gli strumenti per garantire una qualità edilizia di questo tipo e fissa i parametri guida tecnico-costruttivi, tipologici e impiantistici al fine di garantire la qualità edilizia. Si rivolge direttamente ai Comuni i quali sono liberi e non obbligati a inserire nei propri regolamenti i due meccanismi degli incentivi o a seguire i parametri tecnici regionali

Ma qual è la definizione dell’”Edificio di qualità” secondo la Regione?
La Regione ha elaborato apposite linee guida per l’edilizia sostenibile tramite le quali è possibile costruire secondo i parametri della sostenibilità. Fornisco infatti, un metodo standard di valutazione della qualità che il progetto di edilizia residenziale esaminato deve possedere. Le linee sono articolate in 36 schede di valutazione e di un sistema di calcolo che consente di esprimere un voto da parte del Comune.

Le schede prevedono l’esame delle prestazioni dell’edificio progettato in relazione a 7 tematiche principali, definite aree di valutazione: la qualità ambientale degli spazi esterni, il risparmio di risorse, il carico ambientale, la qualità dell’ambiente interno, la qualità del servizio, la qualità della gestione e i trasporti.
Nella realtà le linee guida sono state adottate ma, allo stesso tempo rivisitate dai comuni in relazione ai luoghi e alle caratteristiche territoriali. Indipendentemente da ciò, l’importante è che vi sia uno strumento univoco a disposizione dei comuni.

Quindi l’adozione delle linee guida da parte del comune di Rosignano potrà consentire l’attribuzione degli incentivi previsti dalla legge e più in generale un complessivo orientamento del mercato edilizio verso l’introduzione di elementi di qualità nelle nuove costruzioni realizzate sul territorio.

L’introduzione di criteri di sostenibilità nel settore della costruzioni – un settore responsabile di circa il 35% di emissioni di gas serra e i cui consumi energetici sono circa il 40% dei consumi complessivi di energia – costituisce un contributo al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. E nel contempo consente di contenere i consumi di energia delle strutture comunali perché limita il consumo di risorse non rinnovabili e incrementa l’uso di quelle rinnovabili.

Mentre la regione Toscana può essere ritenuta una delle regioni capofila in questo settore, l’Italia sconta comunque, un ritardo clamoroso. Il consumo energetico annuale di un’abitazione italiana è tra le 3 e 5 volte più alto di quello dei paesi come Germania, Austria e Danimarca, cioè di paesi con un clima sicuramente più rigido rispetto al nostro. A pensare che invece, basterebbe una attenta progettazione e un adeguato uso di materiali per ridurre fino al 30% (rispetto a quello attuale) il fabbisogno di energia per la climatizzazione invernale ed estiva.

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