Concorso ad Architettura, interviene il ministro Mussi

FONTE: Unimagazine.it

aula vuotaUna bufera sembra essersi abbattuta sulla facoltà di Architettura di Napoli. Il merito? Tutto di un professore, Antonio Rossetti, ricercatore di 64 anni, che prossimo alla pensione non ha esitato a inviare alla Repubblica di Napoli, una “lettera denuncia” su presunte irregolarità legate al concorso per un posto di docente associato. Ecco, scoppiato il nuovo scandalo: “Parentopoli”. Nella lettera, dettata forse dal coraggio di chi ormai non ha più nulla da perdere, così scrive: “Sono stati i miei colleghi a spingermi a partecipare, considerando sia il mio curriculum, sia la circostanza che ormai i figli, le mogli, i parenti, le ex-mogli, le o gli amanti degli ordinari erano stati sistemati, e dunque, finalmente,vi era per me la possibilità di vincere”.

E, invece, ancora una volta non è l’anno giusto. Tra i partecipanti vi è anche la figlia del vicesindaco di Napoli. La commissione ha, così, preferito la Santangelo, nonostante i titoli di lei fossero di gran lunga inferiori a quelli del professore Rossetti, e nonostante il giudizio finale collegiale fosse letteralmente identico per loro e per altri due candidati. Con l´aggiunta di un´accusa grave: «La lezione pubblica che fa parte del concorso – racconta Rossetti nella lettera – è stata tenuta a porte chiuse, con un´addetta del dipartimento che vietava a chiunque di entrare». Il caso, ha così scosso il mondo accademico, ministro compreso.

Il Ministro dell’Università e della Ricerca on. Fabio Mussi ha, infatti, inviato una lettera al Rettore dell’ateneo napoletano, nella quale ha sottolineato che: “il suo compito è quello di salvaguardare la serietà e credibilità del sistema degli studi universitari, e dell’Università italiana nel suo complesso, garantendo una selezione del corpo accademico che risponda ai valori costituzionalmente tutelati e ne assicuri l’eccellenza…Nel caso di specie, potendosi ravvisare in quanto esposto fatti costituenti reato, ho provveduto ad inviare copia della nota del dott. Rossetti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli”.

L´udienza di merito non è stata ancora fissata e si celebrerà, presumibilmente, non prima degli inizi del prossimo anno. Ma, per quanto riguarda l’irregolarità di aver svolto la prova “in una camera senza sedie, con la porta chiusa a chiave e con un´addetta del dipartimento che vietava a chiunque di entrare”, così come dichiarato dal professore Rossetti, si potrebbe ricorrere alla giustizia ordinaria.
“Raccomandopoli”, “Nepotismo”, “Clientelismo” e, ancora, “Parentopoli”. Comunque lo si chiama questo meccanismo che premia solo chi ha un santo in paradiso, ma spesso non ha i titoli giusti, miete vittime continuamente. Come criticare le fughe all’estero dei giovani laureati italiani ?

Daria Raiti

3 thoughts on “Concorso ad Architettura, interviene il ministro Mussi

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  2. Forse ricordare la buona lezione che trasmette il Professore Rossetti nei suoi corsi (e ai suoi laureandi) può aiutare a far sì che la vicenda non finisca per aumentare il senso di frustrazione che qualcuno “POTREBBE” avvertire nel leggere l’accaduto e nel ricordarsi di vivere in un cattivo contesto.

    Ho studiato Architettura alla Federico II.
    Ho conosciuto il Prof. Rossetti 9 anni fa come ottimo mio docente, fine intellettuale, che mostrava il lato limpido della sua persona e la disponibilità squisita verso l’insegnamento e verso ciascuno degli allievi che volevano avvicinarlo dopo il corso sovraffollato di 250 frequentanti (non esagero, eravamo pigiati contro le pareti e seduti sotto la cattedra a terra 30 min prima dell’inizio…agli scritti riempivamo la sala del cinema Adriano…), quando non era obbligatoria la presenza.

    I suoi 10 e più assistenti (magari pure “volontari”) a disposizione per noi erano tutti di intelligenza guizzante e con amore verso la cultura. E con il senso del valore della cultura. Niente ricerca di cognizioni solitarie, la cultura è innanzitutto un modo di essere. Conquistato con studio e riflessione, ma è un modo di essere e agire, che si rispecchia nelle nostre opere.

    Per sostenere il primo scritto per l’esame, ho studiato da Kant alla storia dell’architettura fino ai metodi della storiografia, attraverso un percorso ben congegnato e meditato, con collegamenti che suggerivano proprio uno studio intelligente e stimolante. Anche cose già studiate affascinavano da punti di vista e in contesti diversi.

    Poi c’era la parte di “produzione grafica”, tutti a imparare a schizzare a mano libera, in giro da soli, da San Gregorio Armeno a Forcella, dappertutto, per esercitare la nostra capacità critica di valutazione delle qualità spaziali che dovevamo rintracciare nei percorsi assegnati attraverso il centro storico di Napoli. O a Pozzuoli o altrove. Comprendevamo meglio, attraverso la nostra esperienza personale, il metodo sia di lettura sia di studio delle opere architettoniche e del contesto che ci circonda, il metodo che il prof ci mostrava al corso con magnifiche raccolte di diapositive….e magnifici efficaci commenti….
    Al corso c’erano ironia e interrogativi profondi messi insieme! Un’opera d’arte!!

    Il suo corso è stato un magnifico viaggio attraverso le tematiche umanistiche e dell’arte e i valori della storia e delle identità dei luoghi e quant’altro (cioè “tutto” diceva lui, lasciando aperta la riflessione a fine lezione) l’architettura è capace di toccare, di abbracciare, di esprimere e di essere.
    Era un corso del I anno!! Son passati 8-9 anni.

    Non solamente adesso il Professore si ribella all’umiliazione che la meschinità degli approfittanti che ci sono in facoltà infliggono al valore dell’ESSERE UN UOMO, un GALANTUOMO.

    L’ha sempre fatto davanti a noi resistendo alla mediocrità, alla meschinità, alle vergogne di corsi-schifezza e seminando la conoscenza e l’ossigeno che provengono dallo studio e dalle visioni delle grandi opere e dei grandi pensatori, per aiutare la formazione di persone che, avendo avuto la visione di quanta qualità ci può essere nell’agire umano e di quanto sia possibile innalzarsi su magnifici sistemi di valori, possono conservare nella mente solidi e duraturi parametri di confronto e vasti orizzonti, che permettono di capire sia quanto vale il più piccolo lavoro di un uomo sia anche quando quel lavoro è assente, quando un uomo non fa onore alle capacità umane.

    Abbiamo imparato a capire tra le altre cose quando si incontra un uomo e la sua opera e quando si incontrano invece un pagliaccio e il suo rumoroso macchinoso circo di cartapesta.

    Pur essendo sotto il “tendone”, noi che abbiamo seguito il suo corso e qualche altro buon corso, abbiamo visto, sappiamo che esistono altre regole e un altro mondo possibile, e ormai alcuni di noi amiamo e gustiamo proprio quel mondo e cerchiamo di contribuirvi col nostro fare, con lo studio e con l’esercizio critico continuo, applicabile in ogni azione, necessario per costruirci un modo nostro di essere uomini.

    Non conosco altre strade per diventare uomini (diversi tra noi, ma UOMINI, non “OMMINICCHI”), al di fuori della dedizione e della lealtà verso lo studio, la cultura, il lavoro e gli altri.

    Non possiamo lasciarci prendere dalla frustrazione, abbiamo i nostri compiti quotidiani da fare e fare bene se non scegliamo di vivere sulle spalle degli altri! Quindi abbiamo bisogno di energie, niente frustrazione ad ascoltare certe notizie! Anche quando si fa un esposto alle autorità, si deve combattere e si deve andare avanti. Spero che non ci si senta mai sconfitti, anche quando si fatica a fare il proprio lavoro.

    Coraggio professore!

    Spero che resti a chi legge la vicenda, più dell’amarezza, il pensiero che ha peso quanto di costruttivo ed edificante si fa in silenzio per tanti anni;
    si incontrano persone interessanti e stimolanti, con cui ci si diverte, con cui c’è il gusto di stare in compagnia e da cui non ci si deve sempre difendere, a dispetto di quello che è successo ora, e poi si viene amati e ricordati davvero anche da chi solo si incontra per poco.

    E inoltre la vicenda mostra che la serietà ha ancora un peso e una importanza concreta tali da poterli contrapporre all’incredibile tracotanza di un marcio modo di fare, anche nella concretezza delle aule di tribunale.

  3. Grazie Luisa per le tue belle parole. Purtroppo io non riesco a non essere turbato da questi episodi, soprattutto quando, come accade nel contesto in cui vivo, vedi questo maledettissimo modo di fare in tutte le cose che ti circondano, anche le più insignificanti. Ti ringrazio soprattutto perchè mi hai fatto rivivere per un attimo dei momenti passati che purtroppo non torneranno ma che comunque ti restano sempre nel cuore. Non conosco i tuoi impegni, ma se può interessarti, siamo alla ricerca di persone volenterose che ci aiutino a tenere il blog aggiornato con post trovati sul web o articoli scritti di proprio pugno sugli argomenti che più interessano.

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