Il mercato dell’edilizia

Previsioni al ribasso dopo la crisi Usa

FONTE: Samoter 

edifici

La crisi finanziaria americana, a causa delle difficoltà alimentate dai mutui ad alto rischio (“subprime”), ha contagiato tutte le economie occidentali, e non solo. Nessuno, per ora, si azzarda a citare la parola “recessione”. Molti però la temono. Ecco quindi che, in attesa delle conferme o delle smentite d’autunno sugli effetti che tale crisi porterà, i centri e gli istituti di analisi congiunturale riscrivono le stime, rivedendo al ribasso – chi più, chi meno – le previsioni elaborate in primavera.
L’Ocse, l’organizzazione internazionale di analisi e previsioni congiunturali con sede a Parigi,ha già modificato all’in giù le stime di crescita formulate solo lo scorso maggio: per l’Italia l’incremento del Pil dovrebbe calare all’1,8%, rispetto al precedente +2%. E lo stesso discorso vale anche per la Germania (+2,6% stimato per fine anno, contro il precedente +2,9%) e per la Francia (+1,8%, rispetto alla stima del 2,2%). Nel complesso, per effetto della media dei valori, risulta più contenuto il ridimensionamento dell’intera zona euro, per la quale adesso la crescita è attesa al 2,6%, anziché al 2,7%. In ribasso anche le previsioni di crescita per l’economia Usa: +1,9% contro il +2,1%.
In questo scenario, per quanto riguarda in particolare il settore delle costruzioni, EUROCONSTRUCT (che raggruppa i centri di ricerca europei) prevede addirittura per quest’anno la fine del ciclo di forte crescita del comparto, durato sei anni, e dopo il picco registrato lo scorso anno, con un +3,7%. L’aumento stimato per il 2007 è fortemente ridimensionato a un più modesto 2,4%, mentre nel 2008 l’incremento settoriale sembra destinato a rallentare ulteriormente fino ad attestarsi, nella proiezione attuale, all’1,8%.

Andamento inferiore alla media per Francia e Italia. Esaminando singolarmente i 19 Paesi oggetto dell’indagine, nel 2007 solo sei (Polonia, Svezia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Norvegia e Paesi Bassi), contro gli 11 dello scorso anno, supereranno la soglia di crescita del 5%, e tra questi solo la Polonia (che propone il maggior mercato dell’Est) dovrebbe superare il tetto del 10% fino a proporsi come prima della classe (+10,6% nel 2007 e +11,4% nel 2008). Dall’analisi dei dati per area geografica emerge il persistente slancio dei quattro maggiori Paesi dell’Est (Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Ungheria), che tuttavia continua a incidere relativamente poco sul mercato europeo nel suo insieme dato che l’attività che si svolge cumulativamente in questi Paesi rappresenta solamente il 4% del totale stimato da EUROCONSTRUCT.
Per contro, l’andamento inferiore alla media di importanti Paesi dell’Europa occidentale come Francia e Italia (che quest’anno, secondo EUROCONSTRUCT, dovrebbero crescere rispettivamente solo dell’1% e 0,1%) pesa in modo maggiore, soprattutto se si tiene conto che insieme rappresentano il 28% dell’attività continentale. Quanto alla Germania, che rimane il Paese leader (anche se sempre più insidiato dalla Spagna), la stima aggiornata smentisce i dati delle previsioni del 2006, che la davano in crescita dello 0,9% per il 2007: i dati più recenti, infatti, segnano un +2,6% quest’anno e un +2,7 per il 2008. Continua anche la crescita del mercato spagnolo, giunto a un’incollatura dalla Germania, con un giro d’affari superiore a 208 miliardi.La tendenza del Paese iberico però è al rallentamento: passando da un +4,5% stimato per il 2007 a un +1,9% per il prossimo anno (anche perché sono destinati ad esaurirsi gli effetti del “surriscaldamento” della congiuntura dovuto alla “bolla” immobiliare).
Sempre per quanto riguarda l’Europa occidentale, le analisi EUROCONSTRUCT segnalano l’incremento dell’1,9% della Gran Bretagna, che accelera rispetto al 2006 (+1,5%) e, secondo le previsioni, la tendenza potrebbe continuare anche nel 2008, quando si dovrebbe manifestare un aumento del 2,4%.

Edilizia residenziale in rallentamento. Quanto alla ripartizione settoriale del mercato europeo, il rallentamento atteso per il 2008 è dovuto secondo EUROCONSTRUCT in particolare al drastico arresto del settore del residenziale (che da solo rappresenta il 49% dell’intera “torta”, tra costruzione di nuovi edifici e rinnovo di vecchi): dopo una crescita record del 12% negli ultimi quattro anni, è atteso per il 2007 un incremento solo dello 0,8%, mentre il 2008 sarà segnato addirittura da un meno 0,8 per cento. Se l’anno scorso proprio l’edilizia residenziale e in particolare la costruzione di nuovi edifici aveva fatto da traino all’exploit dell’intera attività di costruzioni, quest’anno il settore rappresenta invece la minor crescita, confermando le previsioni che già erano state fatte nel 2006 in conseguenza, anche, dell’aumento del costo del denaro.
Invece, per quel che riguarda il settore dell’edilizia a uso non residenziale (che incide per il 31% dell’attività di costruzione nel suo insieme), ci sarà un incremento superiore al 3% all’anno, soprattutto grazie alla grande attività registrata in Paesi come la Polonia, l’Ungheria, l’Irlanda, l’Olanda, la Germania e la Scandinavia. La crescita di questo settore, inoltre, si concentra in maniera significativa nell’attività di costruzione di nuovi edifici (+4,3%) piuttosto che in quella di rinnovo (+1,7%). A controbilanciare il ruolo che il settore residenziale avrà nel rallentamento dei prossimi anni, figurano le opere del Genio civile, che vengono date, dopo tre anni di crescita a rilento, in ripresa: l’attività nei 19 Paesi analizzate da EUROCONSTRUCT dovrebbe aumentare del 4% nel 2007 e del 3,3% nel 2008. Interessante soprattutto rilevare il dato che riguarda i quattro citati Paesi dell’Est trainati da una Polonia che registrerà un record: +19,4% nel 2007 e 20,3% previsto per il 2008.

Grandi lavori a Est. Forte espansione degli appalti stradali nei Paesi dell’Est europeo, per effetto in particolare dei Fondi stanziati dall’Unione Europea. A beneficiarne, in maniera più consistente, sono la Polonia, cui sono destinati 27 miliardi di euro, che insieme all’Ucraina (10 miliardi) ospiteranno gli Europei di calcio del 2012. Trasporti e infrastrutture, con la costruzione di nuove strade nella parte del leone, sono al centro degli stanziamenti UE previsti anche per Bulgaria (6,7 miliardi) e Romania (4 miliardi). Anche la Croazia figura nella lista, con 590 milioni di euro (da destinare in particolare al tratto autostradale Fiume-Zagabria e al collegamento con Spalato).
C’è poi grande fermento in Russia, con il governo di Mosca che ha deciso di stanziare 7 miliardi di euro per il 2008, sempre per il potenziamento dei collegamenti stradali. Senza poi trascurare i 12 miliardi di dollari, in gran parte destinati alle infrastrutture, in vista dei Giochi Olimpici Invernali previsti per il 2014 a Sochi, sul Mar Nero.
E sempre in Russia ci sono anche i progetti in partnership pubblico-privato, che vedono il coinvolgimento della Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo: dalla gara, per un valore di 2,4 miliardi di euro (che si chiuderà in ottobre) per la circonvallazione di San Pietroburgo, ai progetti relativi alla nuova tratta dell’autostrada Mosca-San Pietroburgo e alle grandi direttrici transnazionali, come la quella destinata a collegare Mosca a Berlino.
Verona, 27/9/2007

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