Stop all’emergenza rifiuti con l’ossidoriduzione

FONTE: Newton 08/07/2003

ossidoriduzioneRicercatori italiani hanno messo a punto un nuovo processo che in pochi secondi trasforma i rifiuti organici in un materiale stabilizzato, non putrescibile e utilizzabile in vari settori

I rifiuti urbani potrebbero non rappresentare più un problema ambientale: l’ossidodistruzione una tecnologia ormai ampiamente collaudata, è pronta per la sua applicazione industriale,dopo anni di ricerca applicata e di test analitici che hanno confermato il raggiungimento degli obiettivi prefissati: trasformare tutte le frazioni di rifiuto, in materiale non più putrescibile, biostabilizzato o polixano espanso. La produzione delle macchine del processo di ossidodistruzione brevettato da Maurizio Di Giovanni, è curata in esclusiva da EcoEnergy Ricerche, mentre la distribuzione è stata affidata alle più importanti aziende del settore rifiuti.

Per poter concretamente far verificare a tecnici ed amministratori pubblici e privati oltre che alla stampa, la validità del processo è stata allestita un’unità mobile Polimass rifiuti (nella foto), predisposta per la trasformazione di tutte le frazioni di rifiuto: umido da raccolta differenziata, rifiuto ospedaliero, rifiuti solidi assimilabili agli urbani (legno, plastica, tessuti, gomma ecc ). L’unità è attrezzata, anche per il trattamento di materiale a rischio BSE (residui pericolisi di macellazione) validato dal Consiglio Superiore della Sanità.

Il processo d’ossidodistruzione prevede un pretrattamento di riduzione volumetrica dei rifiuti che ne diminuisce il volume iniziale da tre a quattro volte. La linea di pretrattamento fisico effettua il frazionamento e la raffinazione dei rifiuti e si sviluppa per una lunghezza di circa 40 metri. La raffinazione dei rifiuti, oltre a ridurre il volume, favorisce l’azione dei reagenti contenendo il costo del processo. I rifiuti raffinati, affluiscono automaticamente ad un reattore, lungo fino 12 metri, all’interno del quale, sono attivati da reagenti ossidativi per la biostabilizzazione e da reagenti di trimerizzazione per la trasformazione nel polimero polixano espanso. Il tempo d’attraversamento del reattore è mediamente di 120 secondi ed è impiegato per la biostabilizzazione dei rifiuti. L’attivazione avviene in due fasi, nella prima il rifiuto attraversa il bagno della miscela ossidante Oxitrimer (perossido d’idrogeno, acido citrico, acetico, enzimi ed additivi stabilizzanti e catalizzanti ), nella seconda fase il rifiuto attraversa una zona dove è localizzato il catalizzatore di ossidazione. L’ossidazione determina la depolimerizzazione istantanea delle sostanze organiche umide presenti nei rifiuti, in particolare libera le molecole d’acqua, che così possono facilmente evaporare. La frazione organica umida in tale fase subisce una completa trasformazione, tanto da renderla irriconoscibile.

Il trattamento di ossidodistruzione del rifiuto organico nella fase di biostabilizzazione, determina oltre alla depolimerizzazione anche la rottura delle membrane di virus, microrganismi e batteri patogeni, oltre a distruggere la germinazione nei semi presenti. I metalli pesanti ossidati, in presenza di catalizzatori, precipitano sotto forma di sali non più solubili, pertanto non possono inquinare falde acquifere o terreno. Il tempo totale di trasformazione del rifiuto in polixano espanso non supera i 10 minuti. In pochi minuti, con un processo ecologico, il rifiuto è trasformato in polixano espanso, isolante termoacustico, ponendo fine a qualsiasi problema ambientale. Qualsiasi frazione di rifiuto può inoltre essere trasformato grazie al processo di ossidodistruzione, in polixano economico, solo polimerizzato e non espanso, con riduzione rilevante del volume iniziale fino a cinque volte. Il polixano non espanso essendo inerte, può essere impiegato per bonifiche ambientali. Il polixano espanso è un materiale isolante termoacustico con un mercato potenziale, di 30 milioni di metri cubi, in ognuno dei maggiori paesi europei.

One thought on “Stop all’emergenza rifiuti con l’ossidoriduzione

  1. Sono a conoscenza di questo sistema di impianto a freddo che produce biomasse e crea combustibile e vorrei sapere se è vero che ricrea anche acqua in grossa percentuali di rifiuti trattati.
    Se questo fosse vero saremmo arrivati a risolvere tutti i problemi.

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