Il Wwf chiede al G8 più impegno sull’efficienza energetica

 

FONTE: Il Velino 

architettura“I Paesi industrializzati e in via di sviluppo del ‘G8 più cinque’ hanno un grande potenziale in termini di efficienza energetica e potrebbero senza grossi problemi ridurre le loro emissioni di gas serra salvando il pianeta dagli impatti del cambiamento climatico”. È quanto afferma una nota del Wwf, che aggiunge: “In tutti quei Paesi l’obiettivo è tecnicamente ed economicamente possibile, tanto che entro il 2030 il loro potenziale di efficienza potrebbe arrivare al 25-50 per cento nel settore dei trasporti, al 30-45 per cento nel settore dell’edilizia, e al 40-45 per cento in quello energetico, a seconda del Paese. Tra i membri del G8, il più alto potenziale di efficienza si registra in Giappone (trasporti: 48 per cento, edilizia e agricoltura: 35 per cento, energia: 4 per cento), Russia (trasporti: 44 per cento, edilizia e agricoltura: 33 per cento, energia: 46 per cento) e Stati Uniti (trasporto: 39 per cento, edilizia e agricoltura: 38 per cento, energia: 18 per cento). E i valori sono in media più elevati tra i cinque Paesi in via di sviluppo analizzati: Cina (trasporti: 49 per cento, edilizia e agricoltura: 33 per cento, energia: 27 per cento), India (trasporti: 47 per cento, edilizia e agricoltura: 33 per cento, energia: 35 per cento), Brasile (trasporti: 47 per cento, edilizia e agricoltura: 43 per cento, energia: 20 per cento), Sudafrica (trasporti: 47 per cento, edilizia: 46 per cento, energia: 20 per cento) e Messico (trasporti: 39 per cento, edilizia e agricoltura: 43 per cento, energia: 20 per cento). Ma a fronte di questo significativo potenziale – prosegue la ntoa -, sono ancora inefficaci troppe delle politiche energetiche esistenti e delle misure prese per attuarle. Attraverso il suo ultimo rapporto ‘Making Energy Efficiency Happen: From Potential To Realisation’ lanciato oggi in tutto il mondo , il Wwf indica a ognuno dei paesi del G8 più cinque cosa può fare per risparmiare energia e proteggere il clima, promuovendo allo stesso tempo la propria sicurezza energetica e uno sviluppo economico sostenibile. Ampio margine di miglioramento ci sarebbe anche in Italia, in particolare nel settore dell’edilizia (29 per cento), dove il sistema innovativo dei certificati bianchi compensa solo in parte le lacune nella messa in efficienza degli edifici. A seguire il settore dei trasporti (24 per cento), caratterizzato da una politica frammentaria di efficacia limitata, e infine quello energetico (6 per cento), che è stato premiato dagli incentivi alla cogenerazione, mentre il sistema di scambio delle emissioni, pur essendo un ottimo strumento, non ha dato sinora i risultati sperati. E proprio sul fronte dell’edilizia, il Wwf Italia è impegnato per il secondo anno consecutivo nella campagna ‘Generazione Clima’, per la sensibilizzazione di cittadini, aziende e istituzioni sul tema dell’efficienza energetica e la creazione di un network qualificato di attori sul territorio in grado di agire in concreto il cambiamento (www.wwf.it/generazioneclima).

“‘Non c’è una bacchetta magica che possa fermare il cambiamento climatico, ma è necessario che i Paesi industrializzati e in via di sviluppo facciano tutto il possibile per ridurre le emissioni di gas serra e mantenere l’aumento di temperatura entro la soglia dei due gradi – spiega Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia – Per allontanare la crisi attuale, l’efficienza energetica è la soluzione più potente, realizzabile ed economica che abbiamo a disposizione. In un mondo sempre in cerca di energia, l’efficienza energetica è una fonte inesauribile, alla portata di tutti, gratuita e non inquinante. Basta solo riconoscerla e iniziare a sfruttarla, come abbiamo fatto finora con il petrolio o con il carbone. La settimana prossima il G8 deve per prima cosa raggiungere un accordo nel dare il via alle negoziazioni Onu in autunno e, in secondo luogo, impegnarsi per raggiungere importanti obiettivi di risparmio energetico e dare un supporto tecnologico ai Paesi in via di sviluppo – aggiunge Bologna – Nel mondo globalizzato di oggi, i Paesi industrializzati devono lavorare in maniera più diretta con le economie in via di sviluppo, per esempio sviluppando standard unitari per l’efficienza energetica’. Tutti gli scenari prospettati possono essere realizzati grazie a provvedimenti mirati che includono la definizione di standard, l’etichettatura per l’efficienza energetica, strumenti fiscali come sussidi o agevolazioni tributarie e una tassa sulla Co2. Insieme al risparmio di energia e alla riduzione delle emissioni di gas serra – conclude la nota del Wwf -, i Paesi impegnati per il raggiungimento di questi obiettivi otterrebbero un notevole risparmio economico, un aumento della sicurezza energetica e anche un aumento di opportunità lavorative”.

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